Come rilasciare la rabbia per stare meglio

Arrabbiarsi per le piccole fatiche e per i piccoli (e grandi) fastidi quotidiani è una normale risposta allo stress. Il nostro corpo, insomma, cerca di difendersi dai litigi con i colleghi, dalle lavatrici dimenticate, dai compiti dei bambini che non hanno voglia di studiare, dalle scadenze delle tasse…

Ma provare sempre rabbia è comunque deleterio per la mente e il corpo e arrabbiarsi continuamente fa alzare la pressione sanguigna e aumenta il senso di ansia.

Ciò che dovremmo fare è rilasciare queste arrabbiature in maniera sana e positiva, benefica, incanalandole e lasciandole andare ciclicamente. Come? Ecco qualche strategia.

Come rilasciare la rabbia per stare meglio: i metodi per rendere le arrabbiature più sopportabili, sentendosi meglio mentalmente e fisicamente

Respirare

Molti lo trovano banale o inutile, ma il respiro gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio del nostro benessere. Nei momenti in cui ci sentiamo più frustrati e arrabbiati, cerchiamo quindi un angolo tranquillo e silenzioso e una sedia comoda (oppure sediamoci a terra in una posizione che troviamo agevole). Rilassiamo le spalle, chiudiamo gli occhi e respiriamo a pieni polmoni con il naso, ascoltando la pancia che si allarga. Espiriamo quindi dalla bocca. Ripetiamo finché non ci siamo calmati e finché non sentiamo che il senso di rabbia è uscito insieme all’aria attraverso le nostre narici.

Visualizzare

Non la nuvoletta di rabbia, ma piuttosto il luogo felice nel quale vorremmo essere in quel momento. Sempre in un angolo tranquillo, sempre respirando, pensiamo ad un luogo immaginario o reale nel quale ci sentiamo felici, sereni e sicuri e visualizziamolo in tutta la sua interezza, non solo visiva ma anche olfattiva, uditiva e tattile. Respiriamo, guardiamoci attorno e lasciamo che l’ansia pian piano si calmi.

Urlare

Per molti la rabbia è come un’esplosione inespressa, rimasta bloccata dentro. Ma urlare e sfogarsi non è sempre possibile, e questa continua a montare. Se tuttavia sentiamo di non farcela più, cerchiamo un modo per farlo. Come attraverso un cuscino, o in automobile quando siamo da soli.

Muoversi

La rabbia e l’ansia sono sensazioni mentali, ma anche fisiche, e spesso anche senza rendercene conto in certe posizioni, come da seduti, le acutizziamo. Nei momenti più difficili, quindi, cerchiamo di alzarci, di muoverci, ma con consapevolezza, rilasciando mentalmente le emozioni negative, scuotendole. A volte anche solo camminare aiuta, ma sono ancora più efficaci lo yoga, l’attività fisica e il danzare senza regole.

Cambiare prospettiva

A volte rimettere nella giusta prospettiva i problemi è davvero un toccasana. Perché i problemi esistono, ma si superano anche, e soprattutto possiamo guardarli con altri occhi. Per esempio, con gli occhi dei “noi del futuro”, di domani mattina, di quando ci sveglieremo e saremo più freschi.

Cambiare prospettiva DAVVERO

E con DAVVERO intendiamo fisicamente. Se la rabbia ci sta facendo del male e ci sta sopraffacendo, usciamo dal luogo in cui siamo, spostiamoci, facciamo un giro. Farà bene ai nostri occhi, alla nostra mente e al nostro corpo.

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Cecilia

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