Anti Mommy Shamers Unite, per combattere il bullismo contro le mamme imperfette

Il Body Shaming, ovvero il bullismo nei confronti del corpo femminile, è ormai un dato di fatto, purtroppo. In un mondo fatto di social e immagini postate su internet, sono moltissime le donne che si ritrovano vittime di commenti spregevoli riguardanti il loro corpo. Per fortuna, però, questo fenomeno è ormai alla luce e sono moltissimi gli esempi di donne famose o non famose che se ne fregano e ribaltano il concetto.

C’è però un altro fatto, nel mondo dello “shaming”, ovvero del bullismo online. E riguarda, di nuovo, le donne. Si tratta del “Mommy Shaming”, che si traduce in bullismo e parole cattive nei confronti delle mamme che si discostano dal modello della “mamma perfetta” che la società impone.

Anche qui, però, per fortuna c’è chi va controcorrente, e mettendo in luce il fenomeno contribuisce a distruggerlo, per un mondo più gentile, meno rigido, femminista, anti-sessista e positivo. Come “Foxy Photography”, lo studio fotografico di Abbie, negli Stati Uniti, che con il suo progetto “Anti Mommy Shamers Unite” ribalta il mommy shaming con ironia ed efficacia.

Anti Mommy Shamers Unite, per combattere il bullismo contro le mamme imperfette: lo studio Foxy Photography e il suo ammirevole progetto per distruggere il fenomeno del Mommy Shaming

“In questo mondo tecnologico nel quale passiamo moltissimo tempo su Facebook e sui gruppi di mamme, ci imbattiamo ogni giorno in un fatto enorme. Il Mommy Shaming: comincia così la spiegazione del progetto Anti Mommy Shamers Unite (che trovate qui) da parte di Abbie, la fotografa dietro la lente. La gente alza gli occhi e dice che non accade più, ma è più che mai vivo e, beh, può essere brutale.

Quando ero una neomamma piangevo per le cose che le persone mi dicevano, e le più cattive erano le altre mamme. Perché non possiamo semplicemente andare d’accordo? È una domanda che mi faccio ogni giorno. Se i tuoi figli sono in salute, sono felici e crescono rigogliosamente, chissenefrega se il nostro modo di essere genitori è differente!

Sì, ci sono cose che non sarei mai in grado di fare a causa delle mie credenze, ma so anche che ci sono cose che faccio io con i miei figli e che sconvolgono alcuni miei amici! Stiamo tutti cercando di fare del nostro meglio per crescere questi esseri umani rimanendo sani di mente. Abbiamo tutti le nostre differenze e dobbiamo capire che ognuno di noi è stato cresciuto diversamente, che ha valori differenti e che ci sono cose importanti per ognuno. Dobbiamo spargere un po’ più d’amore attorno a noi.

Così, ho raggruppato alcuni miei clienti e abbiamo creato questo progetto. Ogni bambino sostiene un cartello che parla di argomenti “scottanti”.”

Questo è, in sostanza, il progetto di Abbie: i bambini fotografati sorridono davanti all’obiettivo, ognuno con un cartello diverso ad urlare le cose “innominabili, tremende, vergognose” (da leggere con voce profonda e ironica) che i loro genitori fanno crescendoli. Qualche esempio?

“Siamo così impegnati che spesso, durante la settimana, mangiamo ad orari differenti”.

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“Guardo già la televisione”.

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“Mia mamma mi faceva addormentare lasciandomi piangere”.

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“La nostra mamma beveva caffè mentre era incinta”.

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“Frequento la scuola a casa”.

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“Sono stato cresciuto con il latte in formula, per scelta”.

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“Dormo ancora nel lettone”.

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Il senso è uno e solo uno: ogni genitore può fare la scelta che sente più giusta per i propri figli. E non ce ne sono di giuste o di sbagliate (nei limiti, chiaro: la violenza verbale o fisica è chiaramente sempre condannata). C'è chi allatta al seno e chi allatta artificialmente, chi sceglie di partorire in casa e chi chiede il cesareo, chi utilizza l'omeopatia e chi si affida alla medicina moderna, chi sceglie scuole private e chi decide di istruire i figli da casa, chi usa il co-sleeping e chi lascia che i bambini piangano nella culla, chi santifica il passeggino e chi sponsorizza a tutti il baby wearing

Ma nessuno dovrebbe giudicare. Confrontarsi è giusto e legittimo, attaccare per scelte differenti dalle nostre è assolutamente sbagliato. Siamo mamme, donne, e questo dovrebbe essere un motivo in più per sostenerci a vicenda. Ognuna ha i suoi problemi, le sue gioie, i suoi momenti di sconforto. Se non ci aiutiamo tra di noi le conseguenze sono devastanti!

Giulia Mandrino

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Cecilia

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