Comunicare in modo efficace con i bambini

Comunicare in modo efficace con i bambini rappresenta uno dei punti saldi di una relazione sana, rispettosa e funzionale.
“Le parole sono finestre oppure muri” diceva Rosenberg, e dipende da noi, aggiungo io.
Comunicando trasmettiamo non solo messaggi espliciti, ma anche desideri, bisogni e aspettative.
Le parole hanno un peso, così come le azioni.
Forse anche tu fai parte di quella nutrita schiera di genitori che ritiene di non riuscire a comunicare bene con i figli e di non trovare il modo più efficace per farlo.
Di seguito puoi leggere alcune riflessioni, per darti degli spunti utili per la tua personale ricerca in tal senso.

NUTRI LA RELAZIONE

Puoi dare valore alla relazione in molti modi, sicuramente con la scelta delle parole da dire per sostenere il tuo bambino e comunicare la tua presenza.
Ricorda che i piccoli gesti, il contatto fisico e lo sguardo hanno la loro importanza anche e ancor di più in situazioni di “crisi”.
I bambini hanno bisogno di sentirsi accettati per ciò che sono, di essere pensati e di essere visti!

POCHE REGOLE E CHIARE

Si è soliti pensare all’educazione dei bambini secondo una doppia visione che da un lato ritiene che sia indispensabile essere rigidi e imporre regole, e che dall’altro sostiene che i limiti siano neccessari ma che non debbano essere eccessivi.
Secondo la visione che abbraccio, le regole funzionano se sono chiare e semplici.
Un eccesso di limiti, inoltre, può innervosire, frenare e addirittura inibire.
Chiediamoci: “questa regola è necessaria o è una mia necessità”?

NO A RICATTI E MINACCE

Ricatti e minacce sono strumenti con i quali l’adulto detiene il potere, spesso ancora considerati necessari per ottenere ascolto e obbedienza.
Vi invito a riflettere sul loro impatto emotivo, prima di tutto.
Come si sentirà il bambino minacciato dalle persone più importanti per lui?
Inoltre, anche se si ottenesse l’ascolto o l’adesione, ci pensate al paradosso? Il bambino vi sta ascoltando perchè ha capito le vostre ragioni oppure è semplicemente emotivamente costretto?
Nello stesso filone vanno inseriti i premi e le punizioni; assolutamente privi di valore educativo e strumenti che alla lunga sviluppano insicurezza e dipendenza. 

ATTENZIONE AI MESSAGGI CHE SQUALIFICANO

Seppur con intenzioni benevole, può capitare di trovarsi a squalificare il messaggio che ci sta comunicando il bambino.
Frasi come “non è successo nulla” o “non devi piangere per queste sciocchezze” trasmettono un giudizio che va nella direzione del “ciò che mi stai dicendo/ ciò che stai facendo non ha rilevanza”.

LINGUAGGIO POSITIVO

Un concetto trasmesso con un linguaggio positivo avà successo in quanto incentiva e non mortifica, infonde fiducia e non rende timorosi.
Frasi come “Attenta che cadi, non correre” o “presta attenzione” avranno un effetto diverso sulla psiche del bambino, che nel primo caso, molto probabilmente sperimenterà la sensazione di non essere in grado.
Allo stesso modo anche raccomandazioni come “Non toccare nulla nel negozio” andrebbero evitate, poichè mettono l’attenzione sull’azione e ne richiamano la rappresentazione che gurda caso tende realmente a verificarsi!Vero?

NO AI GIUDIZI, EVITIAMO LE ETICHETTE

Quando il bambino compie un’azione che non ci piace, prestiamo attenzione alle parole; connotiamo l’azione e non il bambino.
Dire “sei un bugiardo” etichetta, giudica. Rivolgersi al bambino dicendo “hai detto una cosa non vera, parliamone” è ben diverso.

DIRE QUEL CHE SI PENSA

Essere autentici e quindi coerenti ripaga sempre.
Spesso il linguaggio non verbale mostra ciò che vorremmo tacere e la nostra credibilità agli occhi dei bambini rischia di essere minata.
I bambini del resto, sono osservatori favolosi e ci mettono con le spalle al muro!

NON AVERE PAURA DELLE TUE EMOZIONI

L’intelligenza emotiva si allena fin da piccoli e gli adulti possono dare il buon esempio, esprimendo le emozioni senza timore di mostrare la propria vunerabilità.
Se siamo arrabbiati, stanchi, euforici o delusi, dichiariamolo.
Servirà a noi e ai bambini che avranno un’occasione per allenarsi nel riconoscimento e nella comprensione delle emozioni altrui.

Riassumendo e semplificando, la capacità di ascolto e l’autenticità sono un buon punto di partenza per una reciproca soddisfacente relazione e di conseguenza una migliore comunicazione.

Dott.ssa Acanfora

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Cecilia

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