Come smettere davvero di urlare ai propri figli (e perché è importante farlo subito)

Nessuno dice sia facile, lungi da noi. Sappiamo che essere genitori mette a dura prova la pazienza e urlare non è spesso controllabile. Ma d'altra parte rimproverare i figli e le figlie urlando ha risvolti negativi che non possiamo sottovalutare.

Riuscire a non perdere la pazienza modulando le proprie reazioni non è però così difficile (anche se in quei momenti sembra impossibile!). Per farlo, bisogna tenere a mente alcune cose, provando gradualmente a mettere in pratica un altro tipo di risposta.

Ecco quindi qualche consiglio che aiuterà le mamme e i papà che vogliono farlo a smettere di urlare sistematicamente ai propri figli e alle proprie figlie, impostando un dialogo diverso ma comunque efficace (e più positivo).

Perché urlare ai figli è deleterio

Prima di passare ai consigli è bene considerare i motivi che spingono i genitori a cambiare atteggiamento. Perdere la pazienza urlando (una conseguenza naturale e normalissima che accade quando le emozioni ci sopraffanno!) è infatti un metodo educativo non solo deleterio, ma anche controproducente. Ci vuole costanza e pazienza, ma cambiarlo è necessario e possibile.

Alcuni studi, come quello pubblicato qui, hanno dimostrato che le urla quotidiane rendono i bambini più aggressivi sia verbalmente che fisicamente. Questo perché a livello naturale e umano urlare esprime rabbia, e la rabbia è proprio ciò che i bambini e le bambine percepiscono quando le urla sono rivolte loro. La conseguenza diretta (anche se inconscia) è che i bambini si sentono meno sicuri e impauriti, soprattutto quando fanno qualcosa di sbagliato. Usare dialogo e calma, invece, gli fa percepire di essere comunque accettati nonostante gli errori (ed è questo un atteggiamento che porta ad imparare le lezioni, più che il rimprovero aggressivo).

A lungo termine, inoltre, le urla ai propri figli possono causare bassa autostima, ansia e aggressività in età adulta.

Non dimentichiamo, infine, che le urla sono un circolo vizioso, per due motivi: perché quando si comincia è difficile smettere; e perché, prendendo esempio da noi, anche i bambini e le bambine cominceranno a farlo, rischiando così di impostare la relazione su basi aggressive e poco efficaci a livello comunicativo.

Come smettere di urlare

Pensare che non lo fanno apposta

Soprattutto fino agli 8-9 anni, i bambini non hanno piena consapevolezza dei loro comportamenti, soprattutto socialmente. E se è vero che da piccoli "testano i nostri limiti" (è una fase necessaria allo sviluppo!), quando crescono non sono così furbi e meschini. Anche la gestione delle emozioni è qualcosa che a loro non riesce immediato. Pensare quindi che non ci stiano mettendo alla prova è già un primo passo.

Spesso, infatti, si perdono le staffe quando ci si sente presi in giro o sfidati. Anche se parrebbe così, loro non lo stanno facendo.

Meglio, quindi, intendere le urla, la rabbia e i capricci come un comportamento che può essere indirizzato in un altro modo. Se gridiamo, il circolo vizioso si attiva. Se, invece, respiriamo, proviamo a capire, spieghiamo bene ciò che vogliamo e agiamo con più calma, questo potrebbe spezzarsi.

Non reagire

Reagire significa urlare o discutere animatamente, spesso di fronte a comportamenti irrazionali e a richieste che non hanno senso. Il problema è che reagendo ci arrabbiamo, ma l'arrabbiatura e le urla non portano da nessuna parte. Da genitori possiamo quindi provare a pensare per un attimo: "Dove mi porterà, arrabbiarmi e urlare? Da nessuna parte". 

Diciamolo quindi chiaro e tondo: "Non mi arrabbierò perché non ha senso e perché peggiorerà le cose. In questa famiglia non si urla per questi motivi". Anche semplicemente andandote la rabbia si stempererà. Oppure, come sempre, a questo punto possiamo ricorrere al dialogo calmo.

Chiedere scusa e diventare un esempio

Capiterà di certo di urlare, anche quando vorremmo non farlo. L'arrabbiatura può però diventare un'occasione di insegnamento. I bambini e le bambine stanno infatti imparando come gestire le loro emozioni e i loro sentimenti, e capiscono come farlo anche guardando noi. Possiamo quindi diventare un esempio.

Dopo avere urlato, quindi, lasciamo sbollire e calmiamoci, e chiediamo scusa spiegando bene cosa accade quando perdiamo le staffe. L'importante è fare capire che c'è modo e modo di relazionarsi con gli altri, e che la gentilezza e la calma sono sempre da preferire. Per mostrare concretamente come funziona, basta indicare le sensazioni del momento: non è molto meglio parlare, invece di urlare?

 

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Cecilia

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