Come rendere i bambini responsabili

Non solo consapevoli, ma anche responsabili: è questo ciò che ogni genitore si augura. Di crescere figli responsabili, ovvero rispettosi, con la testa sulle spalle, consapevoli dei propri doveri, dei propri diritti e del proprio ruolo nel mondo.

Ma come fare per crescere i nostri bambini responsabili? Innanzitutto con il nostro esempio. E poi seguendo queste semplicissime regole quotidiane, che permetteranno non solo di crescere adulti responsabili, ma che renderanno la vita in famiglia molto più serena e rispettosa.

Come rendere i bambini responsabili: 7 consigli per crescere figli responsabili e rispettosi

Rendere le faccende divertenti

Perché, guardiamo in faccia la realtà: nessun bambino sano di mente HA VOGLIA di occuparsi delle faccende domestiche. Rendiamo quindi la cosa più divertente, innanzitutto facendole tutti insieme, magari prendendo una mattina specifica a settimana, scegliendo ognuno il compito che più gli si addice e aiutandosi a vicenda. Mettiamo della musica in sottofondo, scelta ogni volta da un membro della famiglia, balliamo, sorridiamo!

Inculchiamo il concetto “Chi rompe paga”

E non solo in senso concreto, ma anche figurato: ognuno deve comportarsi sapendo che ogni azione ha una conseguenza. E che le conseguenze bisogna affrontarle, belle o brutte che siano, prendendosi le proprie responsabilità, chiedendo scusa quando sbagliamo e senza giudicare l’altro. Ma questo è un concetto che si diffonde anche a livello pratico: quando i bimbi rompono qualcosa o combinano disastri, lasciamo che siano loro a porvi rimedio, pulendo (ad esempio). Certo che possiamo aiutarli, ma devono capire che la responsabilità prima di tutto è loro!

Lasciamo che ci aiutino

Lo sappiamo: a volte quando ci sentiamo dire “Mamma, papà, vi aiuto io”, vorremmo non aver mai sentito, perché quando siamo di fretta o quando qualcosa ci sta particolarmente a cuore e vorremmo fosse fatta con tutti i crismi l’aiuto dei bambini si rivela disastroso. Sì, è vero, ma è anche vero che per loro è importantissimo sapere che il loro aiuto è per noi prezioso, che la collaborazione è apprezzata e che il loro contributo è importante. Idem quando vogliono fare qualcosa senza il nostro aiuto: lasciamo che provino.

Non diamo ordini, ma lasciamo che ci arrivino da soli

Nelle piccole cose quotidiane, soprattutto quelle consolidate, non stiamo sempre a dare ordini e a dettare regole: piuttosto chiediamo ai bambini cosa devono fare, quali sono i loro compiti della giornata e cose del genere, per far sì che pensino con la loro testa e prendano pian piano l’abitudine di responsabilizzarsi da soli. La mattina, ad esempio, non elenchiamo i compiti (“Lavati i denti”, “prepara lo zaino”, “metti la giacca”), ma chiediamo loro cosa devono fare (“Ora cosa devi fare?”, “è già ora di uscire?”, eccetera).

Mostriamo che noi siamo responsabili, spiegando il perché

L’esempio è sempre la migliore educazione. Noi per primi, quindi, facciamo ogni giorno scelte responsabili, anche le più piccole. Mostriamole ai bambini spiegando anche il perché. Ad esempio, quando aspettiamo che ci sia un cestino per buttare la cartaccia che abbiamo in mano; quando non parcheggiamo al posto riservato ai disabili; quando al supermercato scegliamo solo la frutta di stagione; quando chiediamo scusa perché riconosciamo di aver sbagliato…

Non diciamo mai “Sei un irresponsabile”.

Mai. Perché ha l’effetto del “Sei proprio stupido”. Per un bambino sentirsi dire ciò che è significa essere certo di quella cosa. Loro “sono” ciò che diciamo loro e non capiscono che stanno facendo gli stupidi in quel momento o che il loro comportamento è irrispettoso, non loro come persone.

Non parliamo di “colpe” ma amiamo incondizionatamente

Dare la colpa ai nostri bambini significa farli sentire male. Certo, avranno anche colpa, ma nel momento in cui si prendono le loro responsabilità e, ad esempio, chiedono scusa, allora si stanno comportando in maniera responsabile. Piuttosto che puntare il dito, quindi, parliamo delle situazioni, cercando di capire cosa fare e mostrando che c’è sempre un modo per risolvere i problemi anche quando la colpa è nostra. I bambini si sentiranno più sicuri e saranno meno inclini a mentire e a dare la colpa a qualcun altro. Perché è normale: se hanno paura di essere colpevolizzati, ci spiegheranno in mille modi che non è colpa loro (perché nella loro testa è così, non ci stanno nemmeno mentendo), non prendendosi le proprie responsabilità. È quindi un circolo virtuoso del quale dobbiamo fare parte attivamente anche noi mostrano come si possa essere responsabili, consapevoli e rispettosi sempre, anche quando sbagliamo.

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Cecilia

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