Capricci, come sconfiggerli una volta per tutte

È vero, non si dovrebbe parlare di “capricci” perché la maggior parte delle volte ci sono motivi ben più profondi di un semplice “capriccio” a quelli accessi di rabbia e di pianto che ci fanno impazzire. È vero, e dovremmo quindi indagare più a fondo e non etichettare come superficiale un disagio profondo del bambino. Ma detto questo, i capricci sono una parte normale della crescita, il 90% dei bambini fa i capricci, e ogni volta per un genitore è difficilissimo gestirli!

Fino a questo momento. Perché ora dei ricercatori di Yale hanno trovato (forse!) una soluzione, ovvero un metodo che sulla carta potrebbe ridurre drasticamente l’irritabilità dei bambini e i loro scoppi di ira.

Capricci, come sconfiggerli una volta per tutte: lo studio di Yale che mostra la soluzione ai capricci dei bambini

Per un genitore un capriccio è sempre tremendo. Per due motivi: perché spesso non si sa come gestirlo e quindi finisce peggio; e perché vedere i bambini che si lasciano andare alla propria rabbia e alla propria frustrazione può sì fare arrabbiare, ma anche pensare che ci sia qualcosa che non li faccia stare bene.

Un team di ricercatori di Yale ha pensato quindi di studiare i capricci per trovare una soluzione che riducesse l’irritabilità dei bambini e allo stesso tempo limitasse i loro comportamenti distruttivi e provocatori, aiutandoli a trovare serenità e a gestire meglio la propria emotività (che non è da annullare, anzi!), in modo da dare loro strumenti in più per una crescita armonica anche a livello di salute mentale.

I genitori dei bambini presi in considerazione, tutti tra i 3 e i 9 anni e con tendenze “capricciose” e abituati a lasciarsi andare a questi comportamenti di cui parlavamo, hanno quindi avuto accesso ad un programma virtuale di video e proiezioni con metodi e consigli per trattare meglio questi capricci, "Tantrum Tool". Si trattava di video che riportavano consigli ed esperienze varie e conosciute a livello pedagogico e genitoriale, che possono tuttavia tornare davvero utili.

Il primo passo per questi genitori era riconoscere quando i capricci erano “normali” (perché appunto fanno parte dell’infanzia!) e quando erano eccessivi. In generale, quando un capriccio dura poco e quando il bambino sembra riuscire a passare ad attività successive senza particolari problemi, si tratta di capricci normali e addirittura sani. Quando invece questi durano più di quindici minuti senza interruzione, quando il bambino non sembra passare mai oltre e quando durano molto nel tempo, allora la situazione si fa più critica.

Tra i consigli, il primo era quello di mantenere la calma, in modo da mostrare al bambino come lo stress possa essere gestito tranquillamente. È difficile, ma a volte basta fermarsi e fare un respiro profondo.

Anche fare i complimenti durante la giornata aiuta, perché un bambino che si sente gratificato e apprezzato saprà gestire meglio le sue emozioni. Anche dopo i capricci, quindi, è bene sottolineare ciò che di buono sta facendo.

Infine, è bene prendere la situazione e spalmarla sul lungo termine, con pazienza, insegnando con l’esempio ai bambini che la frustrazione esiste, ma che possiamo sviluppare una certa tolleranza, umana e necessaria alla crescita.

Alla fine dello studio, i genitori soddisfatti di questo strumento offerto dagli studiosi di Yale sono stati l’80% di quelli presi in considerazione, con una riduzione dei capricci e dell’irritabilità dei bambini. La conclusione dei ricercatori, quindi, è che un programma digitale per genitori come quello da loro sviluppato può essere davvero uno strumento molto utile per i genitori.

Questo suggerisce anche che un aiuto esterno e professionale possa essere davvero d’aiuto. Se i capricci sono normali possiamo quindi affidarci all’esempio (un bel respiro e gestiamo con tranquillità la situazione) e alla gratificazione dei bambini; quando invece risultano eccessivi e difficili da gestire, cerchiamo aiuto e affidiamoci ad esperti che ci sappiano guidare.

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Cecilia

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