7 consigli per farsi ascoltare dai bambini

Spesso capita ai genitori di provare la spiacevole sensazione di non essere ascoltati dai propri figli, di non trovare il modo per entrare in contatto con loro. Ma siamo veramente capaci di comunicare con loro?

La COMUNICAZIONE è la capacità di entrare in relazione con l’altro, utilizzando tutti i canali a nostra disposizione, quelli verbali e quelli non verbali. Non solo quindi attraverso le parole ma anche con i gesti, la mimica, la postura, i movimenti, il tono della voce, lo sguardo…

Vi propongo qui di seguito alcuni suggerimenti per rendere la comunicazione il più efficace possibile: 7 consigli per farsi ascoltare dai bambini

1. Inviare messaggi coerenti, facendo corrispondere modalità verbali e non verbali.

Spesso dimentichiamo quanto il non verbale influisca sulla risposta che otteniamo. Succede, per esempio, di dire al nostro bambino : “ Sì sì, ti sto ascoltando” mentre si guarda la televisione, dandogli le spalle, con un tono di voce piatto . In questi casi, quando al messaggio verbale ( ti sto ascoltando ) non corrisponde il messaggio non verbale  ( sguardo, postura e tono di voce inappropriati ), accade che il messaggio che arriva sia confuso e produca l’effetto opposto a quello desiderato ( il bambino non si sente ascoltato e probabilmente metterà in atto strategie alternative per farsi ascoltare veramente ).

2. Una delle strategie comunicative più efficaci è sicuramente il rinforzo positivo cioè una gratifica in conseguenza ad un’azione positiva. Piuttosto che sottolineare e punire costantemente le azioni da noi ritenute negative, molto più produttivo è evidenziare quelle positive, anche se si presentano raramente. ( l’unica volta che riesce a stare seduto a tavola, elogiarlo invece di ricordargli che comunque tutte le altre volte non è stato in grado di farlo ).

3. Perché la comunicazione sia efficace è fondamentale che ci sia coerenza tra i genitori e/o tutte le figure di riferimento del bambino. In presenza del bambino è necessario quindi essere d’accordo sulla strategia educativa da utilizzare, le discussioni vanno gestite in loro assenza.

4. Giochiamo con loro! Attraverso il gioco passa gran parte della relazione con i bambini. E’ il mezzo di comunicazione che prediligono e attraverso il quale riescono a parlare maggiormente di se stessi, delle loro emozioni…

5. Poche parole ma buone! Quando ci si trova nella situazione di dover contenere un capriccio, non facciamo loro lunghi discorsi, cerchiamo di motivare le nostre decisioni senza dilungarci troppo, con fermezza e decisione e soprattutto senza ripetere in continuazione la stessa cosa con la stessa modalità.

6. Offrire loro momenti di ascolto attivo, in cui ci si pone realmente come ascoltatori attenti, dedicando loro tutto il tempo necessario perché si esprimano liberamente.

7. Ricordiamoci inoltre che i bambini vedono il mondo dal loro punto di vista; abbassiamoci al loro livello visivo, per vedere ciò che vedono e per mostrare loro interesse per ciò che ci stanno dicendo, rafforzando così la loro autostima.

Concludo questi spunti di riflessione con una frase di  Janucz Korczak. 

Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete : perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli.

 Dott.ssa Monica Contiero

Foto Credits: Flickr

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