Quando i bambini non vogliono più il seno

Per moltissime mamme è un trauma. Un passaggio obbligato che tuttavia si trasforma in disagio, in tristezza, in un distacco vissuto in maniera estremamente dolorosa. Parliamo di quel momento in cui il bambino comincia a stancarsi del seno, e l’allattamento comincia a diradarsi fino a terminare completamente.

Non è stupido, non è un argomento leggero, e, mamme all’ascolto, sappiate che non siete sole. A darvi voce ci ha pensato una mamma blogger, che nel momento in cui si è trovata a dover fronteggiare questo disagio ha deciso di urlarlo al mondo, per fare capire che è una sensazione normale, per quanto dolorosa.

Quando i bambini non vogliono più il seno: la storia di mamma Emily e del suo Ziggy che non vuole più essere allattato

La foto che sta facendo il giro del mondo è questa.

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(Photo credit: Facebook)

Alcuni la trovano straziante, altri tenera, altri dolorosa, altri ancora eccessiva. Sta di fatto che il messaggio che c’è dietro è quanto di più legittimo ci possa essere. Mamma Emily, autrice del blog Raising Ziggy, ha deciso di scattare questa immagine dopo che il suo Ziggy, febbricitante, non trovava conforto nemmeno nel suo seno. Ha deciso così di provare a coccolarlo, pelle a pelle, in doccia (e sappiamo quanto il contatto sia importante per i bambini). Ma niente è come prima, secondo lei, perché se nemmeno il suo seno l’ha calmato significa che l’allattamento sta per terminare definitivamente.

Questa è proprio l’immagine della miseria”, scrive nel post. “Quando l’allattamento non offre già il conforto che soleva dare, e tu non sai più come alleviare il suo dolore. Ieri sera mi sono sentita inutile. Ziggy stava male, il suo corpo era rosso, le sue guance in fiamme. Piangeva e piangeva e piangeva. Gli ho offerto il mio seno, ma tra le lacrime ha scosso la testa e ha continuato a piangere. Ho guardato mio marito e gli ho detto che non sapevo che fare. Così siamo finiti nella doccia, pelle a pelle, lo stringevo forte. E lui è stato lì seduto, dolorante e frastornato. Ho pianto, silenziosamente.

Sono sempre stata in grado di aiutare Ziggy, ma non ieri sera. Da quando è nato, allattarlo era più di una semplice ricerca di cibo. Ne aveva bisogno quando era arrabbiato, quando provava dolore, quando era stanco. Non c’era nulla che la tetta non risolvesse.

Poi è cresciuto, e tutti mi chiedevano “quando smetterai?”. E io rispondevo “Quando sarà pronto”, mai immaginando che quel “pronto” sarebbe arrivato presto. Credevo che sarebbero passati ancora mesi, o anni.

E poi sono rimasta incinta di nuovo. È stato un processo graduale. Anche per Ziggy. Man mano che passavano le settimane, anche il suo bisogno del seno diminuiva. Ha smesso di venire da me per allattamenti coccolanti. Ha smesso di chiedere di me quando si faceva male. Quando ero attorno alla diciannovesima settimana di gravidanza, l’unico momento della giornata in cui lo allattavo era per fargli fare il pisolino, e ci impiegava anche più del solito, ad addormentarsi.

Quando gli offro il seno lui scuote la testa. Poi si allontana dal mio grembo e scappa via. Non mi aspettavo così forti emozioni, ma le provo. Mi sento rifiutata. Mi sento inutile. Ero il suo mondo, e ora il suo mondo si sta espandendo.

Mio marito e io ci chiedevamo sempre ridendo: “Cosa diavolo farà quando smetterà di cercare la tetta?”. Beh, credo sia ora che iniziamo a pensarci”.

Esatto: una lettera straziante, eppure tenera, che riassume i sentimenti di moltissime mamme che vivono il distacco dal seno in maniera disagevole. È normale, ma non per questo deve essere per forza doloroso. Parlatene, cercate aiuto, conforto, fronteggiate la situazione. Non nascondete la vostra pena!

Emily ha deciso di condividere con il mondo la sua esperienza per un motivo: perché le mamme non si sentano sole. Ecco: non siete sole. Non siamo sole. Siamo mamme, ed è normale.

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