Divertirsi con la matematica ispirandosi ai "Reggio Children"

 C'è chi pensa in algoritmi, e chi di matematica non ci capisce un acca. Tant'è, tutti abbiamo il dovere di impararla. E, tanto quanto noi adulti, anche i bambini possono fare fatica. Perché allora non rendere più leggero l'apprendimento sin dalle basi?

Divertirsi con la matematica ispirandosi ai "Reggio Children" è possibile: in maniera giocosa, la matematica può diventare più piacevole seguendo l'esempio delle Scuole di Reggio.

Il principio dell'apprendimento della matematica secondo il metodo portato avanti dalle scuole di Reggio, fondate sull'insegnamento pedagogico di Loris Malaguzzi, prevede un approccio più visuale della materia. Ecco che allora il gioco si presta bene a questo tipo di studio per i bambini in età prescolare, fino ai cinque anni, coniugando divertimento e comprensione.
Loris Malaguzzi, come molti altri pedagogisti, tende a valorizzare il processo creativo piuttosto che il prodotto finale (Maria Montessori e Bruno Munari gli batterebbero il cinque), e anche quando si parla di matematica il principio torna buono: il bambino ha bisogno di capire il percorso che lo porta al risultato finale, e lo si può fare attraverso alcuni giochi, che divengono il punto di partenza per capire i concetti astratti alla base della matematica.

Per i bimbi più piccoli, la numerazione si fonda su ordine, schemi, comparazione e misura. Ogni giorno si trovano, anche inconsapevolmente, ad avere a che fare con quesiti matematici. "Quanti piselli ho nel piatto? Quanti ne servirebbero a riempirlo?". Oppure "Quanto lontano posso calciare questa palla?". O ancora: "Come posso far combaciare tutti i pezzi di questo puzzle?". Basta poco, e integrando queste domande spontanee con le giuste attività il bambino svilupperà il famoso senso matematico.

A livello materiale non serve molto. Basta dare loro qualche strumento in più, come delle bilance sparse per casa che potranno provare a leggere, o delle serie di elementi (ad esempio dei bastoncini di legno, alcuni bottoni o delle tessere di domino - tutti uguali tra loro e diversi rispetto agli altri) in diversi recipienti, o dei nastri colorati con i quali potrà "misurare" la lunghezza di ciò che gli capita tra le manine.
Ancora, uscendo in giardino, il bambino può raccogliere diversi tipi di foglie (non lesinando sulla quantità: per ogni tipo di foglia, più se ne hanno e meglio è); una volta a casa, dividendole per specie o colore vostro figlio sperimenterà la classificazione e la divisione in gruppi.
Mantenendo queste attività sul piano del gioco, i bimbi proveranno da soli cosa significano il conteggio, il peso, il volume, la comparazione e collauderanno in prima persona la matematica rendendola un po' meno astratta.

Non si tratta di utilizzare sistemi di misurazione codificati o universalmente noti. A quelli il bambino giungerà a tempo debito. Ma anche solo provando il senso di pesantezza o leggerezza, ordine, quantità, altezza e distanza, inizierà a mettere in pratica il senso matematico che gli tornerà utile per tutta la vita, non solo a scuola. Tutto questo grazie all'esperienza diretta.
Ogni mamma può quindi inventarsi giochi ed esperienze in base a ciò che le capita sottomano. L'importante è dotare il proprio bambino di tutto ciò di cui può avere bisogno per misurare, ordinare, sottrarre, aggiungere, contare, creare forme o confrontare durante l'attività di ogni giorno: il gioco.

Foto Credits: http://www.racheous.com/reggio-inspired/playful-numeracy-math/

Sara Polotti

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