Acetone nei bambini, come riconoscerlo e combatterlo in maniera naturale

No, non stiamo parlando del solvente delle unghie che utilizziamo tutte noi mamme. Ma di un aspetto di questo acetone sì, e cioè il suo odore pungente, che dà il nome ad una malattia che si distingue e si riconosce proprio per l’odore dell’alito del bambino, che si tinge di note che richiamano proprio il solvente.

Quando il bimbo è quindi colpito da questo acetone, che fare? Come riconoscere che si tratta di questo disturbo? Come fare per eliminarlo senza ricorrere a medicinali pesanti e antibiotici?

Acetone nei bambini, come riconoscerlo e combatterlo in maniera naturale: il metodo alternativo ed efficace per combattere questo disturbo che colpisce i bambini tra i due e i quattro anni

Come accennato nel titolo, l’acetone colpisce di norma i bambini di età compresa tra i due e i quattro anni, e si manifesta con febbre, nausea, dissenteria e alito cattivo (proprio quello di cui accennavamo in introduzione). Per essere tuttavia certe che si tratti proprio di acetone e non di un altro disturbo, è bene fare un semplice test in casa: basta comprare le strisce reattive per misurare il livello di pH nelle urine (si trovano in farmacia ed erboristeria) e immergerle nella pipì del bambino. Se la malattia è proprio l’acetone, la striscia tenderà a seconda dell’intensità verso il viola scuro.

Una volta appurato che è proprio acetone (che si manifesta in varie fasi dell’infanzia, ma soprattutto dopo un periodo di dieta sregolata, di stress o di disturbi virali gastrointestinali, e che poi piano piano scompare) è possibile ricorrere ad alcuni rimedi assolutamente naturali e senza controindicazioni. Questo perché innanzitutto l’acetone è un disturbo legato essenzialmente all’eccessivo metabolismo dei grassi, e quindi è legato alla dieta: quando il bambino è a corto di zuccheri (quindi occhio ai bimbi sottopeso o che mangiano poco) il suo corpo va a ricercare l’energia nei grassi, scatenando un aumento dei corpi chetonici, proprio quelli che causano la nausea e l’alito cattivo.

Di conseguenza, il primo rimedio è l’assunzione di zuccheri. Via libera quindi a bevande zuccherate fredde (meglio non calde poiché aumentano la nausea), come ad esempio una bella bottiglia di acqua e limone con l’aggiunta di un cucchiaio di zucchero (da bere a sorsi nel corso della giornata). E ricordate quando le nostre nonne ci davano la cola? Non avevano tutti i torti, in questo caso: basta sgasarla bene e aggiungere un cucchiaio di zucchero, anche in questo caso bevendone poi piccoli sorsi durante la giornata (proprio come se fosse una medicina).

La limonata fatta in casa che vi abbiamo suggerito è poi utile non solo per lo zucchero, ma anche per l’azione antinausea dell’agrume. Un altro accorgimento è infatti quello di provare a somministrare al bambino alimenti e bevande con un’azione anti-nausea che allo stesso tempo regolarizzino le funzioni digestive.

Lo zenzero, ad esempio, è un potente anti-nausea, e lo si può sfruttare in polvere (per i bambini sopra ai 5 anni) mescolato ad un cucchiaino di miele. Per quanto riguarda invece la regolarizzazione del tratto digestivo, consigliamo il riso bollito (meglio ancora la mucillagine, e cioè il liquido di cottura ricco di amido, da assumere a cucchiaini).

 

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Cecilia

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