Pasta integrale o ai cereali condita con un ottimo sugo: nulla di più semplice e perfetto. La genuinità, la tradizione, la semplicità e l'italianità stanno tutte in questo piatto così facile che quando portato in tavola fa subito famiglia. Ma quali sughi piacciono ai bambini? Non scoraggiatevi: ognuno ha il suo condimento preferito, basta trovarlo. E se troverete quello che piace a tutta la famiglia allora sarete a posto!
Vi abbiamo parlato dei pianti e di come ogni tipologia di essi stia a significare un bisogno del bambino. Uno di questi è naturalmente la fame, ma non sempre noi mamme siamo sicure che sia proprio quello, oppure a volte scambiamo un altro fastidio per la fame, quando in realtà non lo è.
Nella maggior parte dei casi questa incomprensione capita nel momento dell'allattamento: se il bambino inizia a piangere non si riconosce subito il bisogno della fame, e si arriva a stancare il bambino per un riconoscimento troppo tardivo.
Meglio quindi capire subito quando si tratta di fame escludendo altre cause!
Non sempre, dicevamo, il pianto è da considerarsi un segnale di fame. Tuttavia quando significa effettivamente “ho fame” in realtà è un segnale TARDIVO della stessa, dato che nel momento in cui inizia a piangere il bambino si ritrova già in uno stato di stress e di spavento.
Il pianto arriva quando il bambino è già nervoso, ed è per questo che i suoi movimenti saranno scoordinati e la condizione sarà sfavorevole all'allattamento: lo stress non lo lascerà poppare bene, si attaccherà male al capezzolo, ma soprattutto sarà talmente sfiancato dallo sforzo del pianto da saziarsi già con il primo latte e addormentarsi presto.
Tuttavia è possibile non arrivare al pianto, osservando il comportamento del neonato in modo da riconoscere per tempo quando ha fame evitando prima di tutto che si lasci andare al nervosismo e in secondo luogo facendo sì che la poppata sia davvero nutriente (come dicevamo il rischio è quello che si addormenti con il pancino ancora vuoto).
I segnali principali che indicano il senso di fame nel bambino e il suo bisogno di essere attaccato al seno sono essenzialmente quattro. Eccoli:
Ma quanto tempo passa tra l'inizio dello stimolo della fame (e quindi dall'apparire del primo lieve segnale) al pianto da fame? Be', possono trascorrere anche venti minuti, a volte anche trenta.
E se pensate che anche da adulti trattenere la fame non è piacevolissimo, pensate al vostro bambino che per nutrirsi e saziarsi può contare solamente su di voi!
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Quella che vi presentiamo è un'attività divertente, gustosa eppure super educativa: come insegna Maria Montessori l'indipendenza del bambino è un obiettivo primario, e per raggiungerla una maniera sana, divertente e costruttiva è cucinare. Prima insieme, poi lasciandoli fare.
Iniziare dalla colazione è un ottimo passo: è meno complicato di pranzo, cena o dessert e i bambini si divertiranno emozionandosi allo stesso tempo per il fatto di aver preparato qualcosa di buono per un loro caro.

(foto 1 http://chocolatecoveredkatie.com/2016/01/18/how-to-make-overnight-oats-recipes/)

(foto 2 http://www.kcedventures.com/blog/breakfast-for-kids-quick-breakfast-idea)

(foto 3 http://www.reclaimingprovincial.com/2012/01/22/egg-in-the-basket/)

(foto 4 https://wizzley.com/heart-shaped-egg-breakfast/)

(foto 5 http://www.muminthemadhouse.com/frozen-fruity-yoghurt-bites/)


(foto 7 http://betweennapsontheporch.net/amazing-centerpieces-for-your-summer-party-table/)

(foto 8 http://domesticfits.com/2013/08/08/after-school-snack-chocolate-banana-pops/)
Se il gusto pungente e avvolgente del tè verde è uno dei vostri preferiti rallegratevi: i suoi benefici sono indiscussi, e berne regolarmente significa assicurarsi un pochino più di benessere. Ma anche un po' di bellezza!
È un medicinale tradizionale e naturale: il tè verde è antibatterico, antiossidante, riduce l'assorbimento dei grassi e aumenta il senso di sazietà (e quindi ha potere dimagrante), è un alleato contro i tumori della pelle e protegge dai raggi UV, bilancia i livelli di zucchero del sangue ed è quindi perfetto per tenere sotto controllo il diabete; idem per il colesterolo.
- Con della curcuma e delle foglie di tè verde potete preparare una classica tisana, che grazie alla combinazione delle proprietà dei due ingredienti sarà davvero super detox. Bollite in acqua mezzo cucchiaino di curcuma e due di tè verde, quindi togliete dal fuoco e aggiungete il succo di mezzo limone. Ottimo caldo, super rinfrescante e dissetante quando bevuto freddo l'estate.
- Il tè verde è poi un'ottima base per tisane che mischiando altri elementi dalle differenti proprietà possono aiutare con i problemi quotidiani. Ad esempio per i dolori mestruali potete mettere in infusione insieme al tè verde un cucchiaino di zenzero grattugiato, addolcendo con le miele o dello sciroppo d'acero. Il potere antiossidante e antibatterico del tè verde si unirà a quello antispasmodico e antinfiammatorio dello zenzero!

(foto 1 http://theindianspot.com/teas-for-menstrual-cramps)
- E se avete voglia di qualcosa di molto più goloso e proibito, perché non prepararvi un frappuccino al gusto di tè verde? Utilizzate la polvere di tè verde Matcha, così aumenterete la potenza dell'ingrediente, molto più concentrato (la si trova in erboristeria). Basta frullare tutti gli ingredienti: una tazza di latte di cocco, mezza tazza d'acqua, 2 tazze di ghiaccio, 2 cucchiai di tè Matcha, 1 o due cucchiai di sciroppo d'acero (a seconda della dolcificazione desiderata) e una punta di cucchiaino di vanillina.

(foto 2 http://www.primallyinspired.com/green-tea-frappuccino-matcha-recipe/)
- Sempre con la polvere Matcha potrete ottenere un gelato buonissimo! Congelate tre banane tagliate a rondelle, quindi una volta pronte (basterà una notte) frullatele e aggiungete due cucchiai di tè matcha e del latte di mandorla, fino a raggiungere la consistenza desiderata.

(foto 3 http://www.ohhowcivilized.com/matcha-green-tea-banana-ice-cream/)
- Sempre con la banana, un'ottima ricetta è lo smoothie: frullate una tazza di foglie di tè verde, mezza tazza di mango a cubetti precedentemente congelato, 2 banane a rondelle, una tazza di spinaci, mezzo limone spremuto e qualche foglia di menta.

(foto 4 http://www.cookingclassy.com/2016/01/mango-green-tea-smoothie/)
- I bambini poi impazziranno per questi gelatini al tè verde e cocco: frulla trecento millilitri di latte di cocco con mezza tazza di latte di mandorla, 2 o tre cucchiaini di tè matcha e 1/4 di tazza di sciroppo d'agave, quindi metti il composto in stampini per ghiaccioli e lascia ghiacciare per almeno una notte. Sono cremosissimi e davvero gustosi!

(foto 5 http://40aprons.com/green-tea-coconut-popsicles/)
- E infine la ricetta perfetta per l'estate: il tè verde freddo all'anguria. Tagliate a fettine l'anguria fino ad ottenere due tazze piene (togliendo anche i semi!) e frullatela per ottenere una cremosa purea. Intanto in una ciotola mescolate mezza tazza di acqua con un cucchiaio di tè matcha, quindi versate il tutto in bicchieri con del ghiaccio a cubetti (versando prima il succo di anguria e quindi il tè verde).

(foto 6 http://www.ohhowcivilized.com/iced-matcha-green-tea-watermelon/)
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
La bottiglietta di succo di frutta fuori casa è un must have delle merende ai giardinetti: i bambini generalmente ne vanno matti e noi mamme siamo contente perchè assumono un po' di frutta. In realta, come spesso vi ho raccontato, all'interno dei succhi di frutta troviamo zucchero bianco in quantità esorbitanti, conservanti e talvolta anche coloranti. Insomma, anche se contengono frutta meglio comunque evitarli a meno che siano 100% frutta.
Ma possiamo in pochi minuti preparare i nostri succhi di frutta direttamente a casa nostra con l'estrattore: qui puoi trovare tutte le informazioni in merito a questo eccezionale strumento di salute e in questo articolo le differenze che ci sono tra la centrifuga e l'estrattore.
Ma come possiamo portare il nostro estratto anche a passeggio con i bimbi oppure in ufficio? Ecco i nostri consigli per portare l'estratto fuori casa affinchè essi mantengano inalterate le loro proprietà
In generale non scegliere mai bottigliette di plastica usate, per intenderci quelle dell'acqua: rilasciano infatti con il calore sostanze potenzialmente tossiche.
Meglio invece optare per bottigliette di vetro, meglio se di vetro scuro così che la luce non penetri all'interno.
La soluzione ottimale che potete scegliere è la bottiglietta che ha realizzato Siqur salute per il suo estrattore: sono realizzate in TRITAN™, marchio registrato Estraggo, nuovo materiale che migliora tutte le caratteristiche del PET e PC, per resistenza, capacità di conservazione e trasparenza. Possono contenere acqua a 70° così come cubetti di ghiaccio, le bottiglie ecologiche “Estraggo” superano tutti gli standard di sicurezza applicati sul materiale. Sono praticamente indistruttibili se usate in normali condizioni.
- Perché non contiene Bisfenolo-A
Già vietato nei biberon dall’Unione europea (reg.UE n.10/2011).
Rilasciato dalla plastica è considerato un disturbatore endocrino, in quanto può simulare livelli ormonali inesistenti, con ripercussioni sugli organi riproduttivi ed effetti cancerogeni. Altri studi lo associano a disturbi cardiaci, diabete e obesità.
- Perché non contiene/rilascia PVC
Cloruro di Polivinile, sostanza molto inquinante (fino al 96% dei rifiuti nel nostro mare).
- Perché non contiene/rilascia Ftalati
Oggetto di controversia dal 2003 sono ritenuti pericolosi per la salute: provocano danni al fegato, ai reni e ai polmoni.
Il mio consiglio è comunque quello di berlo entro sei ore dalla sua creazione e di tenerlo lontano da fonti di luce e calore.
Questa è una ricetta semplicissima, che i miei bimbi adorano fare. La pasta fatta in casa richiede poco tempo ma offre grandi soddisfazioni, sia dal punto di vista del gusto che della preparazione. I piccoli adorano mescolare le farine, usare il setaccio, mescolare e poi impastare, usare il mattarello e tagliare: eh si perchè con la pasta fatta in casa basta solamente un coltellino senza punta che possono usare in sicurezza i bambini. E poi che bello poter mangiare quello che loro stessi hanno preparato con le loro manine!
Il termine “omeopatia” deriva dall’unione di due diverse parole greche: “òmoios”, che significa “simile” e “pathos” che significa “malattia”. Una parola che fa riferimento al principio di similitudine a cui si ispira l’approccio omeopatico: per curare un determinato disturbo risulta utile assumere a una diluizione infinitesimale la stessa sostanza che ha determinato il problema.
A intuire questo principio fu il medico tedesco Samuel Hahnemann, che intorno alla fine del ‘700, avviò alcune ricerche basate sul principio di similitudine. Il medico intuì, infatti, che per il trattamento di determinati disturbi poteva risultare utile assumere le sostanze che li avevano determinati, in piccolissime dosi e diluite con acqua. Applicando questo principio, Hahnemann capì che queste sostanze potevano agire fino a far sparire i sintomi in maniera graduale.
Cosa sono e come funzionano i medicinali omeopatici?
Spesso quando prescrivo dei farmaci omeopatici ai miei pazienti, mi rendo conto che esistono ancora alcuni luoghi comuni e che tanti Italiani non ne conoscono le caratteristiche e i vantaggi. Il motivo è principalmente l’assenza delle indicazioni terapeutiche per questi farmaci (il cosiddetto “bugiardino”), che non possono essere riportare all’interno della confezione o sul packaging. Un “gap” tutto italiano che non fa altro che alimentare l’aura di “mistero” che aleggia intorno a questi medicinali.
Gli omeopatici sono medicinali a base di sostanze naturali, di origine essenzialmente animale, vegetale, minerale o chimica caratterizzati da alte diluizioni, che garantiscono per questo motivo una pressoché totale assenza di tossicità ed effetti collaterali. Le forme farmaceutiche che prescrivo più spesso sono i granuli e i globuli, ma sono disponibili in commercio anche gocce, gel, creme, compresse, colliri…
Se vogliamo approfondire, i medicinali omeopatici possono essere suddivisi in due gruppi: quelli cosiddetti a nome comune, contraddistinti da un nome latino (per esempio Arnica montana, Apis mellifica, Belladonna…) e disponibili a diverse diluizioni omeopatiche, indicate da un numero seguito per esempio dalla sigla CH, oppure K (che stanno a indicare due diverse modalità di diluizione delle sostanze di partenza per arrivare a ottenere il farmaco omeopatico). Ognuno di questi medicinali può essere utilizzato nell’ambito di trattamenti che possono riguardare diverse patologie. Le specialità omeopatiche, invece, sono indicate con un nome di fantasia voluto dalle aziende e sono presenti sotto forma di compresse, sciroppi, mono dosi liquide, pomate e in altre forme farmaceutiche.
Gli omeopatici sono medicinali a base di sostanze naturali, di origine essenzialmente animale, vegetale, minerale, o chimica caratterizzati da alte diluizioni, che garantiscono per questo motivo una pressoché totale assenza di tossicità. Le forme farmaceutiche più diffuse sono i granuli e i globuli, ma sono disponibili in commercio anche gocce, gel, creme, compresse, colliri…
I medicinali omeopatici essendo appunto medicinali, possono essere venduti solamente in farmacia, parafarmacia e nei corner della grande distribuzione. Proprio perché si tratta di medicinali, non sono acquistabili in erboristeria.
La posologia dei medicinali omeopatici, diversamente da altri medicinali, non dipende dall’età e dal peso del paziente. Solitamente vanno assunti 5 granuli dei contenitori multidose; invece quando il medico prescrive un contenitore monodose, va assunto in un’unica soluzione. Va sempre seguita la frequenza indicata dal proprio medico. Si assumono facendoli sciogliere, siano essi granuli, globuli o anche sciroppi, in bocca, preferibilmente sotto la lingua. I medicinali omeopatici vanno assunti 15 minuti prima o 15 minuti dopo i pasti, a bocca pulita.
Tutti possono assumere i medicinali omeopatici. Grazie alle loro alte diluizioni i medicinali omeopatici sono indicati generalmente per diversi pazienti: bambini, anziani politrattati, donne in gravidanza e allattamento, per le quali è sempre comunque importante attenersi al parere medico.
Testo a cura del dottor Donato Virgilio, medico di famiglia esperto in omeopatia a Brescia
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Abbiamo parlato della Gran Bretagna e dell'Inghilterra in particolare; perché allora non spostarci di qualche passo e scoprire qualche curiosità riguardante la maternità sull'Isola Verde? L'Irlanda, con i suoi paesaggi mozzafiato e la vita tranquilla, è davvero un paradiso?
Per capire cosa vuol dire diventare mamma in Irlanda, prima è bene capire la cultura irlandese più in generale. Certamente diversa da quella dei loro vicini britannici, la realtà quotidiana dei cittadini irlandesi è più quieta, meno frettolosa, basata più sulle relazioni umane che sugli impegni lavorativi.
In questo senso, la gente è molto più aperta e disponibile, più coinvolta nelle relazioni umane, che non si fermano alle conoscenze: l'educazione e la cordialità si sperimentano anche tra sconosciuti! Una caratteristica che viene certamente in aiuto alle mamme irlandesi: crescere un figlio qui significa sapere di poter contare su tutti. Non sono solo gli sguardi teneri ai piccoli a rivelare che è un paese aperto all'infanzia, ma sono soprattutto gli aiuti nei momenti quotidiani di difficoltà (al supermercato, sull'autobus... Insomma, in pubblico) da parte di tutti.
E inizia sempre con la maternità, questa cordialità, fin dal momento in cui le donne passeggiano verso l'appuntamento medico con la loro cartelletta verde sotto il braccio. Questa cartelletta verde è una prerogativa della maternità irlandese: è gigantesca, non entra in borsa, e contiene tutti gli esami, le visite, gli appuntamenti e il necessario per le visite durante la gravidanza. Tutte le future mamme ne hanno una, così quando si incrociano per strada adocchiando a vicenda le cartellette si scambiano un sorriso di intesa, come due harleyisti o camperisti che si incrociano sulla strada!
E proprio in questa cartelletta c'è il documento di annotazione che l'ostetrica utilizzerà in ospedale al momento della nascita. Qui le infermiere e le ostetriche appuntano ogni singolo fatto della nascita, dalle medicine prese alle (più curiose) urla della partoriente, fino alle sue sensazioni. Tutto è segnato!
E l'epidurale? È meno incoraggiata. Anche perché durante tutto il travaglio la donna ha a disposizione un gas che le permette di rilassarsi e sentire un pochino meno il dolore.
Una volta a casa per tutta la prima settimana è un'ostetrica a visitare il bambino a domicilio, senza bisogno di uscire. Ma in ogni caso anche quando il bambino cresce il pediatra è a domicilio! Si chiama Health Visitor, ed è una figura che esegue le visite a casa, regolarmente!
Una volta cresciuti, i bambini possono contare sulle feste di compleanno alla vecchia maniera. Non è come per noi, che, ormai saturi della cultura Pinterest, cerchiamo sempre di realizzare festicciole a tema rimediando e realizzando gli oggetti e gli accessori più esteticamente accattivanti. In Irlanda la festa di compleanno è semplicemente a tema "compleanno": bastano una torta, qualche bibita e una manciata di bambini per divertirsi! Idem per Natale: se in molti paesi del mondo sta tutto nella decorazione e nelle foto di famiglia, in Irlanda ci si invia cartoline di auguri super spartane, che tuttavia riempiono il cuore di chi le riceve grazie alla sincerità dei sentimenti.
E infine due curiosità davvero strane: la prima riguarda il tè. Sì, ok, è una tradizione assolutamente anglosassone. Ma la curiosità riguarda il rapporto dei bambini con il tè, non degli adulti! Già: anche i bambini bevono il tè, e anche i bambini hanno l'appuntamento quotidiano con il tè delle cinque. Possono essere scalmanati fuori, possono giocare e infangarsi, ma all'ora di merenda rientrano tutti insieme, si piazzano in salotto e in cerchio bevono diligentemente il loro tè con i biscotti!
La seconda? I libri per bambini. A quanto pare gli autori irlandesi di libri per l'infanzia hanno un humour tutto particolare, molto adulto. I bambini spesso faticano a capire le battute nei loro libri, ma alla fine crescendo per loro è normale!
Foto Credits: wikipedia
Sono una delle prime cose che si osservano dopo la nascita del proprio bambino: quelle piccole unghie perfettamente formate, con la loro lunetta bianca e la forma perfetta sono irresistibili. Fanno capire la bellezza della nascita, della crescita, di quella macchina ben oliata e super funzionale che è il corpo umano.
Ma hanno un rovescio della medaglia: i genitori subito si chiedono come faranno a tagliare quell'elemento perfetto senza rischiare di fare male al piccolo. Tranquilli, ci passano tutti!
Intanto, aspettate a preoccuparvi: dovete sapere che nei primi giorni di vita questa è un'operazione vietata. Le unghie dei neonati, infatti, sono ancora ben ancorate e attaccate alla pelle delle falangi, quindi è inutile e soprattutto controproducente tentare di tagliarle.
Tuttavia, se anni fa si riteneva di aspettare che passasse il primo mese, ora è ritenuta buona cosa iniziare con il taglio delle unghiette già dopo due settimane di vita del bambino. La lunghezza inizierà ad essere importante e soprattutto non ci sarà più il problema dell'attaccatura della pelle. Attendere più a lungo significherebbe rischiare che il bambino si graffi accidentalmente viso e occhietti con le sue manine che vanno dappertutto!
Già, perché nonostante la loro flessibilità e l'apparente morbidezza, le unghie dei bambini sono invece inaspettatamente molto taglienti e graffianti. Per questo l'operazione dovrebbe essere poi ripetuta con un ritmo frequente: non appena iniziano ad essere troppo lunghe e dopo essersi assicurati che l'unghia sia abbastanza separata dalla pelle del dito, via di forbicino! E sì, vi accorgerete che cresceranno molto, molto velocemente: è normale.
Esatto, lo strumento per il taglio delle unghie è il classico forbicino che utilizzano spesso anche gli adulti. Inizialmente se avete paura potete decidere di affidarvi ad una limetta morbida, ma alla lunga le forbicine ben affilate con la punta arrotondata sono quelle più consigliabili.
Nelle farmacia e nei negozi specializzati in prodotti per neonati troverete quelle fatte apposta per i bambini: sono molto più semplici da utilizzare, e naturalmente più sicure.
Il momento migliore per eseguire il taglio delle unghie sono i minuti dopo il bagnetto. Per due motivi: il primo è l'azione dell'umidità, che ammorbidendo le unghie le rende più semplici da recidere; il secondo è la calma che solitamente invade il bebè dopo il rito della pulizia. Sarà più sopportabile anche per lui!
Tuttavia se il vostro non è un bambino tranquillo dopo il bagnetto non c'è problema: scegliete un attimo durante il quale è calmo e quieto, oppure, addirittura, durante un sonnellino, con delicatezza.
La posizione migliore? Prendete il bimbo in braccio, supino sul vostro petto, e mettendogli le braccia attorno al corpo per non farlo cadere prendete in mano le due dita e tagliate. Sarà più semplice perché la prospettiva è la stessa di quando tagliate le vostre, di unghie.
Procedete quindi con il taglio: con le forbicine accorciate delicatamente e con precisione le unghie delle mani, mantenendo sempre una forma leggermente arrotondata per evitare spigoli che graffino (aiutandovi, se non riuscite con le forbicine, con una limetta, ma solo dopo aver tagliato la parte più in eccedenza).
Per i piedi, invece, scegliete tagli più netti e lineari, dritti. Questa tipologia di taglio serve per far sì che le unghie poi non si incarniscano e si infettino.
Capiterà che accidentalmente taglierete un pezzetto di pelle del vostro bebè, e questo inizierà a sanguinare. Se il taglio non è profondo e pericoloso non preoccupatevi: sciacquate bene sotto acqua tiepida o fredda la ferita e tamponate quindi con delle garzette sterili, premendo per frenare l'emorragia.
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