Genitori, leggete ai vostri bambini: solo così impareranno un milione di parole in più

Della lettura ne abbiamo parlato sempre moltissimo: è un’attività sana, divertente ed essenziale per crescere bene, e ne siamo più che convinte (ricordate lo studio che parlava di come leggere ai bambini influenzi la loro posizione lavorativa da adulti?). Soprattutto, leggere è un’abitudine da coltivare: se i bambini si abituano fin da subito a circondarsi di libri, se capiscono che leggere è un piacere e se vedono che mamma e papà leggono, allora aumentano le possibilità che crescano amanti della lettura (e qui i nostri consigli per appassionare i bambini alla lettura, anche in caso di bambini che sembrano odiarla!).

Oltre agli evidenti benefici cognitivi, emotivi e di crescita, la lettura è però anche concretamente utile alla parola: un recente studio ha infatti rivelato come i genitori che leggono ai bambini, fin da piccolissimi, dei libri ad alta voce diano un vantaggio impagabile ai loro figli, permettendogli di imparare moltissimi vocaboli in più rispetto ai bambini ai quali non viene letto nulla. E non parliamo di bazzecole: parliamo di un milione di parole in più.

Genitori, leggete ai vostri bambini: solo così impareranno un milione di parole in più

A svelare questo gap di vocaboli tra i bambini a cui non vengono letti libri e quelli abituati a sentirsi leggere le storie ad alta voce è un articolo pubblicato sul Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics. Si intitola “When Children Are Not Read to at Home: The Million Word Gap”, ovvero “Quando ai bambini non viene letto nulla a casa: il gap di un milione di parole”, ed è stato redatto da Jessica A. Logan, Laura Justice, Melike Yumuş e Leydi Chaparro-Moreno del College of Education and Human Ecology, Department of Educational Studies, Crane Center for Early Childhood Research and Policy, della Ohio State University.

Lo studio ha voluto mettere in luce come il divario tra i bambini svantaggiati e quelli più agiati si manifesti anche a livello di vocabolario, confrontando i bambini in diverse condizioni nei primi cinque anni di vita, anni durante i quali si trovano a sviluppare la propria capacità espressiva. Tra queste condizioni sta certamente l’abitudine dei genitori a leggere ad alta voce ai bambini: quelli abituati a farsi leggere le storie hanno rivelato un bagaglio di vocaboli molto più ampio rispetto ai bambini ai quali non viene letto nulla.

Lo studio è stato condotto in questo modo: i ricercatori hanno preso in considerazione sessanta tra i più conosciuti libri per bambini per fare una stima del numero di parole alle quali i bambini possono essere esposti quando gli vengono lette queste storie (nei primi cinque anni di vita). Dopodiché, si è messo a confronto questo numero con il numero di vocaboli ai quali sono invece esposti i bambini ai quali non vengono letti libri.

Il risultato è molto chiaro: i genitori che leggono un libro illustrato ai propri figli ogni giorno danno loro la possibilità di ascoltare ogni anno 78mila parole nuove, tutte provenienti dai libri. In cinque anni si tratta quindi di un milione e quattrocentomila nuovi vocaboli, che vengono ascoltati e immagazzinati anche inconsciamente. E questo milione e mezzo di vocaboli è proprio il gap che esiste tra i bambini a cui vengono letti libri e quelli a cui non viene mai letto nulla: questi ultimi, infatti, vengono “esposti” solo alle parole quotidiane e all’arrivo a scuola, intorno ai sei anni, hanno un vocabolario limitato a 4600 parole.

Negli Stati Uniti si parla proprio di “Word Gap”, ovvero di “divario di parole”, per descrivere la differenza abissale di vocabolario tra i bambini. La cosa positiva, però, è che colmare questo divario è semplice: basta leggere. Basta leggere i libri a casa, insieme, ad esempio prima di dormire, per fornire in maniera naturale, divertente e piacevole uno strumento per la vita importantissimo, ovvero un vocabolario migliore.

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Cecilia

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