I MIEI figli

Vorrei condividere un'esperienza. Quella di possesso... I figli sono nostri, nel senso che, fintanto che sono piccoli, dipendono totalmente da noi. E lo sono a tutti gli effetti, perché decidiamo noi per loro... Noi siamo i genitori e sappiamo, o dovremmo sapere, che cosa è meglio. Spesso, peraltro, anche quando subentra la volontà del piccolo, è un po' fuorviante seguirlo in tutto e per tutto. Mia figlia, per esempio, laverebbe sempre tutto... Ora che ha imparato a fare pipì nel vasino, diventa una meravigliosa scusa per lavare ogni oggetto sia presente nel bagno. Ed è bello e da valorizzare che abbiano degli slanci di autonomia. Ricordo che una volta, che voleva bere nel bicchiere di vetro, mi imposi e glielo impedii. Capii dopo di avere sbagliato. Insomma, noi dobbiamo evitare che si facciano male, che incappino in problemi che potrebbero essere irreparabili, ma nel limite del possibile, dovremmo favorire la loro voglia e desiderio di fare esperienze. Il nostro compito di genitori implica una costante applicazione del sesto senso, per capire che cosa viene fatto per il piacere di oltrepassare un limite e che cosa, invece, nel rispetto della propria voglia e bisogno di capire il mondo, sperimentarlo in tutta la sua ricchezza e meraviglia. Propendo molto per l'idea che ogni esperienza fatta con la guida del genitore, può produrre uno slancio verso la conoscenza. Ed avendo questa idea mi sorprendo quando sento alcune mamme parlare dei propri figli come fossero una propria appendice. Una frase tipica è: "Ti ha dormito?" "Ti mangia?" Una banale forma di espressione, forse così comune perché è comune pensare ai bambini come se ci appartenessero fin nel midollo. Eppure a me corre un brivido lungo la schiena. Perché penso che l'indipendenza dei bambini vada valorizzata e non sia giusto pensarli come una parte di sé. Spesso il desiderio di diventare madre è tanto forte da superare la consapevolezza che non sia una cosa che facciamo per noi... Noi ci siamo, siamo i genitori, ma i figli non sono Nostri. Sono del mondo nel quale si immergono dal momento in cui vengono al mondo. Mi piace pensare che ogni bambino ha una sua anima grande, immensa, forse più grande di quella di un adulto che ha una valanga di sovrastrutture che lo soffocano e rendono opaco. Ho capito che tutto ciò che si fa nello slancio dell'apprendimento, è qualcosa di prezioso, che dobbiamo preservare. Sarebbe un peccato che le nostre imposizioni generassero paura di capire e di sperimentare. Quindi io starei attenta a pensare che le richieste, apparentemente assurde, dei nostri bambini, siano banali capricci... Spesso quelli che interpretiamo come capricci sono bisogni. Spesso il nostro immenso potere di genitori va limitato... Siamo depositari di una tutela, guidata dall'amore, dalla comprensione e dal rispetto. Il nostro potere di genitori non deve darci alla testa, non dovrebbe diventare una sfida a chi è più forte. E' chiaro, fisicamente, siamo noi i più forti! Quindi mettiamo da parte le prove di potere e lasciamo che i nostri figli facciano qualche pasticcio!

Sara Donati

saradonatifilmaker.com

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