Il pianto del neonato

Come scrive l'ostetrica Angela Dinoia nel suo libro " Il neonato e i suoi segreti" di Mental Fitness Publishing, il pianto del neonato è un sistema di comunicazione efficace e antico: "il pianto è tra i sistemi di comunicazione più efficaci e antichi che l’essere umano possiede. È un richiamo importante, che serve al cucciolo dell’uomo per attrarre l’attenzione dell’adulto. I neonati di 0-3 mesi piangono. Qualcuno piange poco. Qualcuno piange molto! Qualcuno piange moltissimo! È risaputo quanto sia faticoso per l’adulto sostenere il pianto di un neonato, perché spesso il piccolo piange più volte al giorno, maga- ri per alcune ore, frequentemente durante la notte. Che cosa fare allora? Sarebbe utile per il genitore distinguere tra il significato che diamo noi adulti al pianto e il senso che ha per il neonato. In genere:

se l’ADULTO PIANGE → cerchiamo di trovare un senso al pianto e di calmarlo;

se il NEONATO PIANGE → cerchiamo di dare un senso al suo pianto, ma a volte non troviamo una risposta e il nostro piccolo non può aiutarci.

Ricordiamoci allora che per il neonato il pianto è un mezzo di comunicazione e ci saranno momenti in cui i genitori, pur mettendo in atto tutti gli strumenti che conoscono, non saranno in grado di calmarlo. Bisogna imparare ad accettare questi piccoli limiti del nostro vivere con il bambino e ricordarsi che per lui il pianto è l’unico modo che possiede per esprimere ogni suo bisogno."

Partendo da questi presupposti abbiamo pensato di fornirvi alcune indicazioni di massima su come interpretare il pianto del neonato nel nostro libro, Mamme pret a porter edito da Mental Fitness Publishing: 

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