Leo Lionni, magico illustratore olandese di libri per bambini

Quella di Leo Lionni è una storia davvero particolare e bella: quella di un artista, grafico, pubblicitario, designer e scultore che ad un certo punto della sua vita (non più giovanissimo) diviene illustratore di libri per bambini, pubblicandone tra i più importanti, riconosciuti e amati al mondo.

Scopriamo insieme Leo Lionni, magico illustratore olandese di libri per bambini: da “Piccolo Blu e Piccolo Giallo” a “Federico”, le bellissime storie per i più piccoli 

 

Dal nome non si direbbe, ma Leo Lionni in realtà nacque un secolo fa (nel 1910) ad Amsterdam, da famiglia olandese. Si trasferì però ben presto in Italia, aderì al futurismo, sposò una ragazza italiana, e questo lo rende un pochino italiano come noi. Anche se, in seguito, anche a causa delle leggi razziali dovette trasferirsi in America, dove passò gran parte della sua vita adulta. Si spense tuttavia nel Chianti, all’età di 89 anni.

La sua storia è strana, poiché all’illustrazione per ragazzi ci arrivò solo a cinquant’anni suonati, solo dopo aver vissuto una vita di arte “per adulti”, fatta di illustrazioni, sculture, testi e influenze del suo tempo. Eppure la sua produzione è parecchio vasta: da quel momento infatti pubblicò un sacco di libri (almeno trenta), la maggior parte dei quali sono ancora in produzione e sono ancora annoverati tra i migliori per i bambini, data l’attualità tanto dell’illustrazione quanto dei temi trattati dal nostro Leo.

Ricordate, ad esempio, “Piccolo Blu e Piccolo Giallo”? Non è passato molto tempo da quando è tornato sulle pagine di cronaca: qualche tempo fa, infatti, questo capolavoro di Lionni si trovava niente meno che nella lista di “libri neri” considerati “pericolosi” dai sostenitori dell’anti-gender (teoria alquanto bislacca). 

Nessuna polemica o politica: solo un esempio di quanto l’illustratore sia riuscito in tempi non sospetti a parlare di diversità con una delicatezza e una dolcezza assolutamente uniche. Utilizzando, oltretutto, un tipo di illustrazione peculiare e tipica della sua matita, che prende molto da molti stili: la grafica giapponese, i mobiles di Calder, l’astrattismo di Kandinsky, i colori di Klee.. E in questo modo è riuscito a creare il primo “libro astratto” per bambini.

“Piccolo Blu e Piccolo Giallo”, come tutte le sue storie, è semplice e diretta: parla di queste due macchie di colore, amiche tra loro, che un giorno si perdono. Quando si ritrovano, scoppiano in un abbraccio così sincero che si fondono creando così un nuovo colore, il verde, che confonde i genitori, convinti di aver perso i figlioletti (fino a che anche loro non si rendono conto della bellezza dell’abbraccio, che è in grado di creare un colore ancora più bello). 

(foto 1 http://www.babalibri.it/dettaglio.asp?id=307&col=6)

In poche parole e in disegni semplicissimi sta la forza del racconto dell’incontro tra diversi, che è sempre bellissimo, stupefacente e positivo (sapendosi fondere ma anche separare, in modo da non annullare se stessi).

Ma il “diverso” Leo Lionni l’ha raccontato anche in molte altre storie. Vengono in mente “Federico”, la storia (del 1967) di un topolino che non aiuta i suoi amici a fare provviste per l’inverno. Ma, si scoprirà, solo perché Federico sta in realtà facendo provvista di cose colorate, e non di cibo, perché qualcuno deve pure portare la felicità ai suoi amici e compagni, attraverso i colori e l’arte.

(foto 2 http://www.libricino.it/2016/05/05/leo-lionni-un-sognatore-di-libri-per-bambini/)

Oppure, ancora, “Pezzettino”, il libro perfetto per parlare dell’unicità delle persone ai bambini, per instillare loro la sicurezza in se stessi e l’amore verso la propria personalità e forma fisica: attraverso disegni che ricordano davvero moltissimo Paul Klee e i colori dell’astrattismo, Leo Lionni parla di un esserino così piccolo, senza grandi caratteristiche, che crede di essere per forza la parte mancante di qualcun altro, un “pezzetto” di qualcosa, di un altro animale già grande e più forte, più capace. Finché non si rende conto di essere solo se stesso, acquisendo una consapevolezza unica e una forza di pensiero invidiabile.

(foto 3 http://www.mammemarchigiane.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/12188468_10208363666713384_153861651_n.jpg)

E se volete indagare la vita di Leo Lionni senza annoiarvi con pesanti tomi, sappiate che ha praticamente disseminato il suo lascito autobiografico proprio in un altro dei suoi libri per bambini: parliamo di “Il sogno di Matteo”, la storia di un topolino sognatore che non condivide con i suoi genitori la loro scelta di fargli intraprendere la carriera medica.

Matteo il topolino, però, non sa cosa vuole fare da grande. Finché non visita con la scuola un museo, e vede che nell’arte è presente tutto il mondo. Inizia a sognare colori e mondi fantastici, si impegna a fondo e riesce a rendere il suo sogno realtà.

Un libro con mille sfaccettature, da leggere più volte nel corso dell’infanzia per far capire ai bambini che noi, come genitori, siamo loro vicino, sosteniamo le loro attitudini, ma che per realizzare ciò che si vuole nella vita servono impegno, resilienza e un po’ di fantasia.

(foto 4 http://ilgrandegigantesoffiasogni.blogspot.it/2015/12/il-sogno-di-matteo.html)

Il bello è che ogni libro di Leo Lionni porta in sé tantissimi insegnamenti, oltre che essere intrigantissimo a livello visuale. Ecco perché non dovreste lasciarvi sfuggire nemmeno “Guizzino” (fate riconoscere ai bambini la scena poi ripresa dalla Pixar in “Alla ricerca di Nemo”!), “E’ mio!”, “La casa più grande del mondo”, “Alessandro e il topo meccanico”… Sono stati tutti pubblicati dalla casa editrice Emme Edizioni, e recentemente ripubblicati da Baba Libri (http://www.babalibri.it/catalogo.asp?autore=Lionni&nome=Leo&col=6&ricerca=autore).

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