Siamo mamme, ma anche figlie

Da gennaio ho iniziato un percorso di psicoterapia per mettere a posto (e dico davvero a posto) il mio passato, in particolare la mia infanzia. E' un percorso straordinario, dove comprendo ogni giorno quanto mettendo a posto alcuni tasselli si crei un effetto domino che rende significativamente migliore la qualità della mia vita come donna ma anche come madre. 

Ed è proprio di questo che vi voglio parlare oggi. Ho quindi intervistato il mio psicoterapeuta, il dott. Andrea Nespoli, psicologo, psicoterapeuta, analista transzionale ed esperto di EMDR di illuminante bravura, sul come il nostro essere figlie influenza il nostro essere madri: non so voi, ma ogni tanto mi rendo conto di replicare con i miei figli le stesse modalità relazionali che ha avuto mia madre con me (e che io odiavo con tutta me stessa). 

- Buongiorno dott. Nespoli, grazie per il suo prezioso contributo. Come il nostro vissuto di figlie condiziona il nostro modo di essere madri?

"I bambini imparano dai modelli genitoriali.
Imparano cosa fa star bene i genitori e cosa li fa arrabbiare, imparano come si fanno le cose, come ci si comporta in situazioni diverse, dove sono i pericoli, cosa è bene e cose è male, giusto e sbagliato, etc. etc..
I genitori sono il principale modello di riferimento per i figli.
Ma i genitori sono stati a loro volta bambini ed hanno appreso dai rispettivi genitori. Da qui il condizionamento.
Vero è che da grandi possiamo differenziarci dai modelli genitoriali e decidere che genitori vogliamo essere, mantenendo gli insegnamenti che pensiamo buoni, integrandoli con altri stili. Abbiamo il potere di cambiare."

- Ogni tanto ci sono frasi che dico ai miei figli che mi fanno riflettere e mi fanno dire "cielo, mi sembra di sentire mia madre" perchè inconsapevolmente ripeto alcune cose che mia mamma mi diceva e che a me da figlia davano davvero fastidio. Cosa ne pensa?

"È l'immagine di sua madre introiettata che viene agita. Mi spiego ...
Da bambini osserviamo i nostri genitori come si comportano nelle diverse situazioni, come reagiscono ai diversi stimoli, come si rapportano con le altre persone, e li copiamo.
Li portiamo dentro di noi, li introiettiamo. Ma ciò che introiettiamo è "l'immagine" dei nostri genitori, ovvero il vissuto, non la persona in sè.
Vi faccio un esempio, se io vi chiedessi di descrivere la vostra maestra/o delle elementari, voi trovereste degli aggettivi e la figura della maestra/o prenderebbe forma. Alla stessa domanda un vostro compagno/a potrebbe usare aggettivi differenti da quelli scelti da voi, anche se la maestra/o è pur sempre la stessa. Quella è l'immagine che avete introiettato, la personale visione dell'altro.
Nel diventare genitori è probabile che istintivamente si attinga a quei modelli introiettati per rispondere agli stimoli sollecitati dai figli."

- Un rapporto difficile e non risolto con un genitore può influenzare il nostro modo di essere genitori?

"Sì, potrebbe."

- Noi mamme di Mamma pret a porter leggiamo tanti libri e ci informiamo per crescere i nostri figli in maniera consapevole e rispettando le loro esigenze ma ogni tanto la pazienza scappa, spesso proprio solo a causa della stanchezza e della sensazione di sentirsi sovrastate e di non farcela. Ha qualche consiglio per gestire al meglio quei momenti?

"Ricordare che siamo persone, che abbiamo risorse e limiti, ma anche bisogni.
La consapevolezza di sè può essere un utile risorsa per gestire i momenti difficili.
Facciamo un esempio, se sono consapevole del mio bisogno di avere uno spazio per me per rigenerarmi, posso chiedere aiuto e organizzarmi per lasciare i figli per qualche ora, ritagliandomi un mio spazio settimanale."

- Ogni tanto la nostra mente di mamme alla vista di fatti cruenti in tv crea uno stato di ansia che condiziona il nostro riposo notturno e le nostre giornate: cosa ci consiglia?

"Fatti di cronaca che si avvicinano alla nostra vita facilitano un processo di identificazione che genera paura, questo è normale.
Possiamo proteggerci differenziandoci dall'evento attraverso un esame di realtà.
La notizia di un disastro aereo condiziona la nostra serenità nel volare, per riacquisirla dobbiamo ricordare a noi stessi che l'aereo è statisticamente il mezzo di trasporto più sicuro e differenziarci dall'infausta notizia."

Andrea Nespoli
Psicologo - Psicoterapeuta a Monza
Analista Transazionale PTSTA
EMDR
335/5347222

 

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