Le parole che feriscono i bambini

Non sono solo gli sculaccioni a ferire i bambini. Non sono solo le botte. E non sono solo le violenze fisiche a segnarli. Anche le parole sono importanti. Sono fondamentali, anzi. Perché i bambini recepiscono tutto, non solo le parole d’affetto, ma anche quelle taglienti magari dette sbadatamente, o quelle sussurrate, o quelle scambiate lontani dalle loro orecchie ma che in qualche modo riescono a sentire. Facciamo attenzione. E guardiamo il nuovo video dell’Associazione Infanzia Senza Violenze.

Le parole che feriscono i bambini: la violenza verbale è distruttiva quanto quella fisica, e un video ci mostra la realtà

L’Associazione Infanzia Senza Violenze è un’istituzione francese. Insieme all’Osservatorio sulla Violenza Educativa Ordinaria (la violenza fisica, psicologica e verbale che i bambini subiscono quotidianamente) ha deciso di porre il focus sul male che possono fare le parole rivolte ai bambini, male che può essere tranquillamente equiparato a quello suscitato dalle ferite fisiche.

Il video è abbastanza forte: sono adulti, che parlano. Ma quelle parole sono le parole che si sono sentiti rivolgere da bambini, e che moltissimi bambini ancora ascoltano dalla bocca dei propri genitori.

"Cosa ho fatto per avere un figlio come te?”.

"Se l'avessi saputo prima non avrei fatto un figlio”.

"Sei un buono a nulla, non sei capace di fare niente”

"Sei sempre stato più lento di tuo fratello”.

"Non indossare quella t-shirt, che ti fa le braccia grosse”.

Sono frasi tra il leggero e il forte, che a volte si dicono sovrapensiero, e a volte si dicono durante un’arrabbiatura. Oppure le si pronuncia tutti i giorni, perché si crede che attraverso la durezza delle parole possa passare l’educazione dei bambini. In realtà non è l’educazione, che passa, ma la violenza nuda e cruda. Le parole dette in questo modo sono umilianti, segnanti e ferenti.

La conseguenza diretta è un malessere passeggero del bambino, che incassa, subisce e reagisce a suo modo (o con altrettanta violenza, o chiudendosi in se stesso, o seguendo le direttive dei genitori), ma il problema è ben più grande, perché gli strascichi i bambini se li portano dietro per tutta la vita, crescendo e diventando adulti.

Gli adulti che in infanzia hanno subito questo tipo di violenza verbale diventano quindi adulti insicuri, ma soprattutto adulti che (mettendolo in pratica o comunque pensandolo) ritengono che la violenza, la durezza, l’aggressività e questi atteggiamenti negativi siano l’unico modo per gestire le situazioni in maniera adeguata. E il più delle volte il circolo vizioso non si spezza: i loro figli molto probabilmente riceveranno la stessa educazione.

Ciò su cui si dovrebbe puntare è invece la gentilezza. Il dialogo. Le parole vere ma calibrate. Quelle che insegnano davvero, mostrando il perché delle azioni e dei consigli e facendo a capire al bambino ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

La violenza, verbale o fisica, crea uno stress inutile che influenza negativamente lo sviluppo. E va fermata, senza se e senza ma.

 

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