Nelle nostre ricette ormai la farina 00 è oramai praticamente quasi del tutto sparita. Perché? Innanzitutto perché la raffinazione delle farine bianche comporta un processo chimico di cui noi non ci fidiamo (e che spesso causa intolleranze ed allergie), ma soprattutto perché in questo processo di raffinazione moltissime delle proprietà delle farine si perdono per strada, rendendole meno ricche di fibre e di elementi nutrizionali importantissimi per il nostro organismo.
Nessun problema, però, poiché eliminando le farine bianche non si perde nulla, ma al contrario si guadagnano il gusto e la salubrità delle farine “sostituitive”, che in realtà non sono una seconda scelta, ma una opzione molto più gustosa e benefica. Ecco quindi tutte le farine che noi utilizziamo regolarmente, ognuna con il suo sapore e la sua indole.
Farina integrale: con “farina integrale” si intende comunemente quella di frumento tradizionale, ma in questo caso non raffinata. Insomma, è la stessa farina che compone la farina bianca a cui siamo abituati, ma semplicemente non è stata resa candida chimicamente. Come dicevamo, essendo non raffinata non ha perso tutte le sue fibre come la 00, e nutrizionalmente è quindi molto più completa. Attenzione solo alle etichette degli ingredienti: spesso la farina integrale viene mischiata a quella bianca, mentre è sempre preferibile sceglierne una integrale al 100%.
Farina integrale di farro: è quella che usiamo più spesso perché è la più simile a quella di frumento, ma rispetto ad essa è nettamente più digeribile e saziante. Scegliendola integrale, poi, vi assicurerete tutti i sali minerali di cui è ricca, a partire dal magnesio. Ottimo è il pane ottenuto con la farina di farro (mischiata però alla manitoba): ecco la nostra ricetta
Farina integrale di grano saraceno: di gusto somiglia molto alla farina di frumento, ma è più scura e corposa, robusta (pensate ai pizzoccheri valtellinesi: sono a base proprio di grano saraceno!), ricchissima di fibre e, udite udite!, senza glutine. Ecco perché è perfetta per chi soffre di celiachia. Essendo però così robusta è di difficile lavorazione; basterà tuttavia miscelarla ad un’altra farina (magari di riso, di nuovo senza glutine) per ottenere impasti perfetti per pasta e pane. Qui la nostra proposta per la buonissima pasta di grano saraceno fatta in casa.
Farina integrale di mais: La farina di mais è utilizzata solitamente per la polenta, oppure per le tortillas. Ed essendo piatti così tradizionali spesso non si pensa nemmeno che possa esistere la versione integrale! Anche perché non essendo una farina bianca la si pensa già integrale di suo. In realtà anche la farina di mais viene raffinata e “pulita”, quindi è bene sceglierla integrale al 100%, più corposa, saporita e ricca di sali minerali (anche se povera di vitamina B). E’ molto calorica rispetto alle altre, quindi perfetta quando serve energia.
Farina integrale di Kamut: la si pensa più leggera ma in realtà è più calorica della farina di frumento “normale”. Tuttavia è ricchissima anche di selenio, proteine, sali minerali e vitamine, quindi è perfetta per sostituire la tradizionale farina bianca in praticamente tutte le ricette (come questa dei nostri cracker fatti in casa)
Farina integrale di riso: anche questa è davvero perfetta per sostituire la farina di frumento, soprattutto per la sua consistenza. E’ adatta soprattutto ai celiaci o ai poco intolleranti al glutine, poiché ne è completamente priva. Come il riso da cui proviene, è ricca di amido, povera di proteine, digeribilissima e gustosa, e quindi è davvero, davvero ideale come sostituzione del frumento. Basta come sempre che sia integrale.
Farina integrale di segale: se vi piace il pane nero con il suo sapore particolare, allora vi piacerà tantissimo la farina di segale, che non è impiegata solo per il pane ma praticamente per tutte le lavorazioni da forno. L’unico “inconveniente” è che deve essere necessariamente mescolata con una parte di farina di frumento bianca, poiché è molto robusta e forte! Tuttavia il suo essere integrale basterà per assicurarvi tantissimi elementi benefici (che aiutano molto l’intestino e la sua flora batterica), oltre che iodio, calcio, potassio e sodio.
Chiaramente la qualità è fondamentale: spesso le grandi aziende mettono in pratica un trucchetto per rendere al nostro occhio integrale una farina che non lo è. Sapete come? Aggiungono alla farina bianca della crusca: quindi se passiamo la farina al setaccio rimarrà in questo la crusca mentre la farina bianca scenderà setacciata. Quando invece una farina è davvero integrale non si verificherà tale scissione . Attenzione quindi.
Dopo aver quindi scelto una farina che reciti "100% integrale", proviamo a capire se è davvero non raffinata come dicono. Per farlo, basta osservare un attimo le polveri.
Innanzitutto, una farina davvero integrale è molto meno fine di quella raffinata, che è molto morbida e fine al tatto, al contrario della integrale che è invece più granulosa e sabbiosa. E, chiaramente, la integrale sarà un po' più scura rispetto a quella "bianca". Ma, attenzione: non è un "più scuro" fatto di puntini neri e parti più chiare, ma è un colore uniforme (insomma: non deve essere mescolata a farine raffinate, altrimenti risulterebbe così).
La seconda prova che possiamo fare è quella detta "dell'impasto": aggiungendo un po' d'acqua alla farina integrale, questa diventa morbida e non appiccica. Se invece è stata raffinata, tende a diventare collosa e ad attaccarsi alle dita. Altra prova è poi quella del colino, e prevede la setacciatura della farina. Se nel colino vi trovate la crusca (cioè il guscio) allora la farina non è integrale, o quantomeno non lo è del tutto: la crusca viene infatti lasciata nel caso delle farine raffinate ma dette integrali, mentre nella farina davvero integrale questa viene macinata insieme al resto.
Infine, e più a lungo termine, c'è la prova della conservazione. La farina integrale si conserva per molto meno tempo rispetto a quella raffinata (un aspetto che la dice lunga sulla salubrità del prodotto, no?).
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Da quando ho memoria mi sono sentita dire da ogni parte la seguente frase: “Che caratterino, la bambina!”. Perfino mio padre che, sono sicura, mi amava moltissimo, davanti alle manifestazioni spontanee del mio caratterino soleva esclamare: “Poveraccio chi ti sposa”.
Suonerebbe quasi divertente se la poveraccia in realtá non fossi stata io sposando quel personaggio del mio ex marito. Ma questa é un’altra storia.
La pressione a cui le bambine e donne di ogni etá vengono sottoposte ogni giorno é tanto subdola quanto potente.
Una donna é dolce. Paziente. Accondiscendente. Fragile. Delicata. Debole. Votata al sacrificio. E spesso isterica.
Questo é a grandi linee il messaggio (vogliamo chiamarlo imprinting?) che la nostra societá invia costantemente a ognuno di noi, donne e uomini. Non ci vuole un QI particolarmente alto per capire che questa idea di come dovrebbe essere la donna perfetta non viene, appunto, da una donna, ma sono sicura che in molti casi gli stessi maschi che spontaneamente vivrebbero l’altro sesso come suo pari ne rimangono schiacciati.
Che esagerate siamo, nevvero? Essere paragonate a un giglio puro e delicato o a una madonna dal cuore trafitto é decisamente romantico e lusinghiero.
Sí, certo: ti dipingo fragile, cosí hai bisogno di me; ti descrivo paziente, cosí io sono libero di non prendermi le mie responsabilitá e tu sarai lí a perdonarmi; ti chiamo “isterica” cosí posso tagliare corto davanti ad ogni tipo di confronto alla pari; ti dico “puttana” tutte le volte che fai di testa tua e mostri la tua forza perché fai impallidire la mia.
Nel mio caso, durante moltissimi anni, questa pressione mi ha portato a non accettare il mio “caratterino”. Spesso perfino io ho utilizzato questo termine per definirmi. Da qualche anno lo rinnego e uso “carattere” o “personalitá”. In altre parole: io sono cosí, non é che ho un caratterino. Questa sono io. Punto.
Ognuno di noi ha una personalitá innata che viene plasmata da familia, societá e cultura. Non voglio dire che la frustrazione della personalitá sia una sofferenza prettamente femminile. Immagino che molti uomini vivano spesso la pressione di dover essere “uomini veri”. Ma parlo di ció che conosco e io sono donna, e madre di una donna e voglio parlare di come la pressione sociale ci faccia passare una vita intera rincorrendo un ideale che é solo una chimera ed una fonte di grande sofferenza.
Solo da poco, alla soglia dei quarant’anni, ho cominciato a credere che il fatto di essere forte, indipendente, intraprendente e coraggiosa vada benissimo e che non devo nasconderlo, né tantomeno negarlo a me stessa e agli altri, o addirittura proteggere gli uomini della mia vita dal mio modo di essere. Quando ho smesso di farlo ho incotrato il mio compagno e padre di mia figlia. Ta-dan!
La forza e la energia sono una costante del mio essere. Questi due aspetti si legano anche con la dolcezza, la pazienza e con tutte le mie debolezze, caratteristiche che, intendiamoci, potrei non avere e andrei benissimo lo stesso. Semplicemente io sono cosí. Cerco di volermi bene come sono (e non é che sia una passeggiata a volte...), vivo nella speranza di migliorare, conosco i miei limiti e li faccio rispettare agli altri.
E qui arriviamo al punto: tantissime persone mi chiedono perché faccio Crossfit. Per chi non lo sapesse si tratta di uno sport molto intenso, che include, tra altre cose, sollevare peso e movimenti di ginnastica. Me l’hanno chiesto perplessi i miei amici quando iniziai, mi hanno giudicato sconosciuti e non quando ho continuato a farlo in gravidanza, adesso le altre madri mi guardano come se fossi una disgrazata che toglie tempo alla figlia per sudare come un cammello e poi mostare gli addominali nelle reti sociali.
In realtá faccio Crossfit perché in questo sport ho trovato un modo per esprimere ció che sono davvero: sono forte, posso esserlo ancora di piú e rimanere comunque una donna, anche migliore di prima, anche con i muscoli, anche con la cellulite che scappa dal pantaloncino che uso per allenarmi. Perché nel box (dove si fa crossfit) quello che conta é cercare sempre la migliore versione di te stesso, non la perfezione. Se non é importante questo nella vita, ditemi cosa lo é. Cosa aspettiamo, nella vita, per cominciare a mostrare la migliore versione di noi stessi?
Che sia ogni giorno per me. Che lo sia per mia figlia. Che ogni giorno sia un giorno migliore di ieri, non un giorno perfetto. Che ogni caduta o erorre sia un passo verso la realizzazione di noi stessi, attraverso le lezioni che la vita ci da.
Questo é l’esempio che io voglio essere per la mia bambina. Voglio che mi veda inseguire le mie passioni rinunciando a altre cose; che mi veda riconoscere i miei limiti...per poi poterli poi spostare un po’ piú in lá. Voglio che cresca sentendo e vivendo che puó fare e diventare tutto ció che desidera perché lo ha visto in me. Voglio che impari che la sua forza e l’amore per se stessa é tutto ció di cui ha bisogno per vivere felice.
É ovvio che il Crossfit é solo un modo (il mio) in cui, ogni giorno, cerco di passarle il messaggio. In realtá poi non é nemmeno che lo faccia coscientemente. Semplicemente cerco di essere me stessa ogni giorno (con i nervosismi, il crossfit, le scemenze, il lucidalabbra, etc.) per insegnarle che é solo cosí che si puó essere felici.
Se tu, amica mia, sei felice scegliendo di essere ballerina, va benissimo. Se scegli e sei contenta facendo le torte in casa, perfetto! Se scegli di guidare i camion e sei contenta di viaggiare per ore ed ore, io sono contenta per te.
Fondamentalmente sono contenta per ogni donna o essere umano che sia libero di scegliere di poter essere se stesso.
Perché si puó chiedere scusa per ció che facciamo, se sbagliamo, ma non per ció che siamo.
E che la forza sia con noi.
Con l’autunno e l’inverno arrivano tutte quelle pietanze che durante l’anno poi ci mancano. Le arance, i litchies, le cime di rapa, le verze… Ma soprattutto il melograno! Melograno o melagrana che dir si voglia, questo frutto dai chicchi aspri ma irresistibili porta in tavola insieme al suo colore rosso un sacco di benefici e di proprietà. Ma le conoscete tutte? E, soprattutto: sapete come valorizzarlo e portarlo in tavola in maniera variegata?
Innanzitutto, il melograno si piazza nei primi posti quando si parla di proprietà antiossidanti (come spesso accade con tutti i frutti dal colore rosso acceso). Ma anche la vitamina C non manca (mangiate un melograno: vi assicurerete addirittura il 20% del fabbisogno giornaliero di questo elemento!), e nemmeno i sali minerali: il melograno è infatti zeppo di calcio, fosforo, magnesio, potassio e zinco.
Il cuore, in particolare, riceve molti benefici da l’assunzione di questo frutto: il succo del melograno è infatti un potente anticoagulante e previene un sacco di malattie cardiovascolari legate al colesterolo, dato che ne riduce quello cattivo (l’LDL) e aumenta quello buono (l’HDL).
E’ anche antitumorale (in particolare per prostata e seno). Il melograno contiene infatti alcuni elementi importantissimi nella lotta contro il cancro, e cioè i tannini e i polifenoli, che sono alleati dell’organismo quando si tratta di ridurre i radicali liberi che contribuiscono all’invecchiamento cellulare.
Questo frutto è noto però anche e soprattutto per le sue proprietà cosmetiche. E’ infatti un alleato della bellezza, dal momento che, proprio per le sue vitamine (la C ma anche la K) e per le sue proprietà antiossidanti riduce l’invecchiamento cellulare, una proprietà benefica per l’organismo interno ma anche per l’aspetto esteriore della pelle.
Anche l’intestino tuttavia ne gioverà: oltre che essere nota la sua azione contro le emorroidi, il melograno agisce quando si soffre di nausea e di parassiti intestinali, nonché contro la dissenteria.
La maniera più buona e salutare per assumere il melograno, oltre che semplicemente masticandone i chicchi per estrarne la polpa, è farne un ottimo succo antiossidante: se possedete un estrattore, come il nostro Estraggo, sarà semplicissimo preparare un succo vivo di melograno e uva (un’abbinata perfetta e consolidata) senza zuccheri aggiunti. Il succo vivo è perfetto, poiché non altera nessuna delle proprietà del frutto!
Se invece amate consistenze più dense e corpose, perfetto è lo smoothie melograno e bacche di Goji, di colore rosa e saporitissimo. Ai frutti aggiungiamo anche il latte di mandorla e le noci del Brasile, in modo da assicurarci un buon livello glicemico, evitando picchi.
Ottimi sono poi i semini del melograno abbinati alle salse orientali come l’hummus (o comunque a base di salsa tahina), ma soprattutto alla Baba Ganoush, la classica crema di melanzane mediorientale (qui la nostra ricetta) che è davvero fenomenale a livello di gusto, e che con i semi di melograno a guarnirla diventa praticamente completa e perfetta.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Le vacanze autunnali e invernali sono sempre un toccasana: basta avere un weekend libero e spostarsi un po’ giù a Nord, immergendosi tra i monti, per riscoprire le bellezze del mondo, il benessere e il relax fisico e mentale. In Alto Adige sanno sempre come trattare bene i loro ospiti: l’ospitalità scorre nelle loro vene e scalda sempre il cuore.
A Ortisei però non c’è solo un Family Hotel dedicato ad ospitare famiglie, ma c’è un luogo dove l’obiettivo è quasi fornire una terapia per la famiglia, dare una sorta di pillola magica per fare del bene che si spera si protragga anche dopo il rientro.
Gli hotel in Alto Adige, dicevamo, sono sempre bellissimi. Tuttavia non tutti sono attrezzati per i bambini, o addirittura sono specializzati solo sulle ferie di coppia. A Ortisei, in provincia di Bolzano, c’è invece il Cavallino Bianco, l’Hotel gestito dalla famiglia Riffeser Obletter riservato solo famiglie con bambini! Incredibile vero?
Il Cavallino Bianco, nel centro del bellissimo paesino di Ortisei, si caratterizza per le sue camere familiari e per i suoi servizi per bambini e genitori. Partendo quindi dalla sistemazione potrete prenotare la vostra camera familiare perfetta per la vostra vacanza: in questo albergo a 4 stelle superior, sono presenti solo camere per famiglie, studiate specificatamente per far sentire a casa, anzi meglio che a casa, i piccoli e i grandi ospiti. Le camere sono create in modo tale da garantire la privacy dei genitori, senza perdere di vista i propri figli e naturalmente ci sono tutti i confort.
La famiglia Riffeser Obletter ha poi in serbo per tutti gli ospiti dei menu speciali. I bambini potranno godere di una cucina sana e sfiziosa sempre differente di giorno in giorno, provando le zuppe fatte in casa, i primi, i secondi e i dessert pensati apposta per loro con un menu preparato da una nutrizionista. Anche in caso di intolleranze alimentari, basterà comunicarle per tempo, così da godere di alternative adeguate.
Se questo hotel è il numero 1 per le famiglie al mondo, è perché è davvero studiato su misura. Le giornate potranno passare infatti tra divertimento e relax, e oltre a tutte le attività che Ortisei e la zona circostante offrono, l’albergo dispone di un team di assistenti ai bambini professionisti che sapranno occuparsi benissimo dei bambini non solo nei momenti di relax dei genitori ma anche seguendoli in attività specifiche. Tra le altre cose è presente anche un programma chiamato “campo esplora natura” dove i bambini vanno alla scoperta della natura, come osservare le stelle la sera, studiare le impronte degli animali, visitare l’apicoltore.
Lo sapevate che in inverno i bambini vengono accompagnati sulle piste da sci direttamente dal team Cavallino Bianco? Saranno “riconsegnati” ai genitori al termine della giornata sciistica direttamente all’interno dell’Hotel. E, dentro l’albergo, le attività che si susseguiranno saranno variegate, sempre divertenti e coinvolgenti.
Ma la cura non è solo per i bambini a partire da tre anni: il Cavallino Bianco è una delle poche strutture dove è presente anche un babyclub 0-3 anni curato da professioniste del settore, così che i genitori possano recuperare un po’ di energie e dedicare del tempo per sé.
Intervistando lo Staff del Cavallino Bianco uno degli aspetti che più mi affascina, parlando di bambini, è questo: per loro dedicarsi a queste attività non significa solo “tenere” i bambini così che mamma e papà si rilassino; tutt’altro. Significa far star bene i bambini, creare per loro esperienze indimenticabili, uniche, emozionanti.
Tra tutte le esperienze, quella che maggiormente mi ha colpito è il Princess Dream, rituale per piccole principesse. Le bambine vengono vestite con abiti da principesse e viene dedicato loro un momento di trucco, parrucco e manicure. All’ora di cena, poi, le bimbe raggiungeranno i genitori a cena, stupendo tutti con un’entrata regale. Credo che mia figlia non parlerebbe d’altro per mesi!
E per i genitori?
Nel frattempo i genitori potranno godere delle magnifiche aree relax che l’hotel offre. Al Cavallino Bianco di Ortisei troviamo poi 4 piscine interne e 2 esterne riscaldate tutto l’anno con vista sulle alpi di Siusi; ma il benessere continua poi presso le 5 saune umide e secche che completano la zona wellness. Per i più sportivi c’è il centro Fitness, così che la giornata si possa concludere all’insegna delle perfezione. E’ poi presente la lussuosa Theresia’s Beauty & Spa, dove la cura della persona è collocata in una magica atmosfera profumata di deliziosi aromi ed essenze. Uno staff altamente preparato vi aspetta con massaggi e trattamenti innovativi che prevedono l’utilizzo dei migliori prodotti.
Di hotel ce ne sono molti e, obiettivamente, tanti sono validi, curati e family friendly. Ma perché il Cavallino Bianco è stato recensito come miglior hotel per famiglie al mondo? Credo che nel lavoro quotidiano non ci siano solo l’aspetto economico, il tempo e le capacità investite: credo che ci sia anche un’energia. Un’energia che è difficile spiegare a parole, e che credo sia mossa dal nostro cuore.
Sì, perché - come credo emerga dal nostro sito (non scriviamo articoli solo per realizzare numeri elevati e per avviare un business, ma ci teniamo a dare il nostro piccolo contributo alla creazione di una società migliore basata sul benessere dell’individuo e della famiglia) - dall’esperienza di questo Hotel emerge che c’è qualcosa in più, qualcosa differente dal solito trito e ritrito trattamento rassodante glutei e dalla baby dance fatta esclusivamente per tenere i bambini buoni.
Il Cavallino Bianco si basa su una visione, un sogno, una missione: quella del titolare Ralph, che vuole aiutare le famiglie e dare l’opportunità di vivere serenamente. Il tutto parte dall’esperienza diretta di Ralph come padre: il lavoro, gli impegni quotidiani, l’accudimento pratico dei bambini tra sport e pannolini da cambiare e sopratutto le nuove tecnologie ci fanno vivere una vita veloce, dove spesso dimentichiamo che la famiglia è un dono a breve termine. Abbiamo a disposizione un periodo limitato per crescere i nostri figli, e questi, giustamente, in pochissimo tempo si allontaneranno dal nido per realizzare la propria vita.
Questo “dono” va sfruttato. Va sfruttato al massimo. Va goduto, apprezzato e coccolato: dobbiamo sempre avere in mente l’obiettivo. Questo obiettivo è l’equilibrio, è l’armonia della famiglia, è il non farci vampirizzare dal resto.
No, è vero, non è semplice farlo, perché il tempo è davvero poco; la nostra quotidianità ci rema contro. Talvolta abbiamo bisogno di un aiutino, di un momento di pausa dalla vita reale per ricordarci il valore di tutto questo, la fortuna di essere insieme: su queste basi, vivendo gli ospiti e osservando gli ospiti, Ralph ha trasformato il Cavallino Bianco da semplice albergo del wellness con bambini in un luogo dove la relazione in famiglia ha importanza, dove il tempo trascorso ha un valore. Dove questo valore può essere gestirlo al meglio, bilanciando in maniera sapiente il tempo trascorso tutti insieme, il tempo in coppia e quello dei bambini impegnati nelle loro attività.
Ecco perché il motto di questa struttura è: “time is life, live it now”. Ossia “family time, two time, my time, kids time”.
Ma diciamocelo, la vacanza con figli piccoli spesso somiglia più a un incubo che a un momento di relax: io ne esco sempre molto provata.
Il Cavallino Bianco è invece studiato per far star bene la famiglia in tutte le sue dimensioni e rigenerare davvero corpo e mente.
Ma Ralph vuole andare ancora oltre, non basta questo.
Una vacanza per lui non deve solo far star bene le persone, ma anche dare un aiuto all’equilibrio familiare in toto con la speranza che abbia un effetto duraturo: “vogliamo trasmettere lo spirito di vivere serenamente. Se mamma e papà non funzionano è difficile il resto. Vogliamo consentire alla famiglia di ritrovare quella parte del “two time” per ritornare a essere non solo mamma e papà ma una coppia, dei fidanzatini, così da poter trasmettere la felicità ai bambini. Non siamo più solo un albergo, perché vogliamo offrire un periodo di non-quotidianità in un’isola felice, dare un impulso che ci si possa portare a casa per migliorare il clima famigliare”.
Il Cavallino Bianco si trova presso la vecchia stazione della posta del Quattrocento, ed è nato durante l’impero austro ungarico: prima è stato trasformato in osteria, poi in albergo. “Io - racconta Ralph - ho ricostruito da zero l’albergo che mio nonno aveva comprato nel 1958, trasformandolo da albergo per fidanzati a family hotel dove i bambini non vengono ghettizzati ma sono curati al 100%”.
“Talvolta - continua - mi sono perso dei pezzi di vita dei figli: a volte sei sommerso dai pensieri vaganti e non riesci a concentrarti su chi hai davanti. Essere genitori ha una scadenza, è un contratto a termine, prima o poi i bambini lasciano il nido. Noi vogliamo aprire gli occhi e pizzicare le coscienze. Tra un po’ di anni potrete andare in vacanza da soli. Sarà un altro essere genitori ma il film sarà finito. Insomma il nostro lavoro non finisce mai perché siamo l’albergo della famiglia contemporanea, sia tradizionale che meravigliosamente patchwork”.
Che altro aggiungere alle sue parole?
Una torta che piace generalmente a tutti e che non manca mai nelle nostre tavole in autunno e inverno: il suo profumo di cannella inebria la casa e ti fa alzare nel migliore dei modi!
Non so voi, ma a casa mia i legumi non si mangiavano. Forse (e dico forse) me li propinavano un paio di volte al mese nel passato di verdura. Credo quindi di aver iniziato a mangiare veramente i legumi una decina di anni fa, quando mi sono approcciata allo studio dell'alimentazione naturale.
Sono importantissimi, e sono contenta di aver cambiato rotta. Ecco perché mi pare essenziale e giusto parlare di questa importantissima categoria di alimenti che non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola.
Prima di partire con la spiegazione, è bene dire che non tutti noi li digeriamo, e questo per tre motivi principali:
1. Il nostro intestino non è molto sano a causa di alimentazione povera di verdure e fibra, per l’eccesso di zuccheri semplici e complessi (quindi attenzione ai cereali raffinati!), e per l’assunzione di latticini. Anche la scarsa abitudine al legume influisce sulla loro digestione, e, non ultimo, lo stress non fa bene nemmeno in questo senso.
2. Mangiamo principalmente legumi in scatola: sono mooolto più difficili da digerire di quelli freschi e secchi.
3. Non li cuciniamo in maniera corretta. Io per prima uso spesso legumi in scatola per l’innegabile praticità. Obiettivamente, una scatoletta di fagioli mi salva una parte della cena, ed è per questo che è difficile scegliere la forma migliore.
Voglio però provare a darvi qualche consiglio per l’acquisto, in modo che anche voi conosciate le potenzialità e la comodità di una dieta varia, anche quando si tratta esclusivamente dei legumi.
1. I legumi già pronti: scegliamoli sempre e solo biologici, e, come sempre, preferiamo la conservazione sotto vetro rispetto a quella in lattina.
2. I legumi freschi: sono chiaramente il top! E poi i bambini adorano sgranarli (sicuramente noi un po’ meno, diciamo la verità). Ogni tanto però bene acquistare questi legumi freschi e di stagione: approfittatene e chiedete, come faccio io, l’aiuto dei bimbi, sgranandoli e poi surgelandoli per averli pronti all’occorrenza.
3. I legumi surgelati: anch'essi sono ottimi, e davvero molto pratici!
4. I legumi secchi: bisogna metterli in ammollo e poi cuocerli. In questo caso, la sera prima ci dobbiamo ricordare di metterli, come dicevamo, in ammollo: basta aggiungere all'acqua una foglia di alloro e una di alga kombu. Trascorso quindi il tempo necessario indicato sulla confezione, eliminate l'acqua, sciacquate i legumi, l'alga e l'alloro sotto acqua corrente e infine cuocete tutto insieme (lasciando in cottura l'alloro e l'alga - trovate le indicazioni qui.
Se abbiamo ancora difficoltà a digerirli cerchiamo di prediligere legumi decorticati.
Ma lo scoglio più grande è: ma come li propino alle creature?
Alcuni bimbi li mangiano senza problemi (generalmente piselli e fagioli piacciono molto ai piccini), altre volte non ne vogliono sentir parlare. Come sempre abituare i piccoli a mangiare verdure intere fin dai 7 mesi o comunque almeno dai 9 mesi aiuta tantissimo ad abituarsi a forme, colori e gusti diversi (in questo senso le sbobbine ci remano contro).
Se quindi i nostri pupi non ne vogliono sapere possiamo seguire il motto "occhio non vede cuore non duole":
1. inserendoli nelle vellutate;
2. facendo delle polpette: i miei bimbi adorano mangiare le polpette di legumi con la maionese (io uso quella di riso).
Ma veniamo ai tempi di cottura, perché anch’essi sono importantissimi quando si parla di corretta assunzione. Ogni legume ha un suo tempo e una sua modalità: ecco quindi qualche indicazione per essere certi di esaltare al meglio il sapore e le proprietà nutrizionali.
I fagioli freschi, in generale, hanno bisogno di 12-24 ore di ammollo. I cannellini hanno bisogno però di 1 ora e mezza di cottura, mentre i borlotti 2 ore e quelli con l’occhio una sola ora.
I ceci, buonissimi e dal sapore che si sposa con tutto, devono essere lasciati ad ammollare dalle 24 alle 48 ore, per poi essere cotti per due ore.
Le fave cambiano in base all’essere o meno decorticate: quelle decorticate possono stare in ammollo solo cinque ore, mentre quelle “normali” tra le 12 e le 24. Entrambe, poi, avranno bisogno di un’ora di cottura.
Le lenticchie necessitano invece di sole due ore di ammollo (essendo piccine piccine!) e nel caso in cui le compriate decorticate addirittura non dovranno essere messe in ammollo. La cottura durerà poi 20-30 minuti nel caso delle lenticchie decorticate e 45 minuti per quelle normali.
I piselli, così amati dai bambini, si dividono in normali o spezzati. I primi andranno messi in ammollo 2 ore e poi cotti per 45 minuti; quelli spezzati non hanno bisogno di ammollo e cuoceranno poi in 40 minuti.
La cicerchia ha invece bisogno di un lungo ammollo come i fagioli (circa 24 ore) e la cottura durerà due ore.
I tempi riguardanti la soia varieranno invece in base alla specie: quella gialla ha bisogno di 24 ore di ammollo e di due/tre ore di cottura; quella nera idem; a quella rossa, invece, bastano 12 ore di ammollo e 50 minuti di cottura. In tutti e tre i casi, tuttavia, si raccomanda di mettere i legumi in frigorifero durante l’ammollo, per evitarne la fermentazione.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Tra le verdure che devono comparire sulle nostre tavole in questo periodo ci sono i broccoli, verdura invernale che possiamo comprare tra settembre e marzo. Noi puntiamo sempre sulla stagionalità, e siamo quindi ben felici che questa pianta verdissima ci sia per così lungo tempo! Anche perché, come dicevamo, i broccoli appartengono alla famiglia delle crocifere (o crucifere che dir si voglia), verdure dalle proprietà benefiche e antitumorali davvero eccezionali.
Ha poche calorie, è buono e invernale: ecco perché ci piace così tanto il broccolo. Che, di nomea, pare essere il più odiato dai bambini, anche se in realtà basta pochissimo per farlo apprezzare anche da loro, che probabilmente lo amerebbero senza problemi se non lo si denigrasse in questo malo modo!
Il broccolo, infatti, ha proprietà importantissime. Innanzitutto è perfetto nelle diete e quando si sta attenti al proprio peso, poiché contiene solo 27 chilocalorie ogni 100 grammi di prodotto. Ma soprattutto è un vero toccasana per l’organismo, a partire dalla sua ricchezza di sali minerali (calcio, fosforo, ferro e potassio su tutti) e di vitamine (contiene la C, la B1 e la B2).
L’azione antitumorale è assolutamente provata: grazie al sulforafano contenuto, i broccoli aiutano infatti a contrastare la divisione cellulare e la morte delle stesse cellule, aiutando quindi nella prevenzione e nella battaglia contro i tumori. Allo stesso tempo, i suoi isotiocianati proteggono le cellule, prevenendo più di tutti il cancro intestinale, quello polmonare e quello del seno. In particolare quando si parla di polmoni i broccoli non solo aiutano a contrastare i tumori che li riguardano, ma un recente studio condotto presso la John Hopkins Medical School ha dimostrato che queste verdure sono ottime contro ogni tipo di problema polmonare, dall’asma ai problemi respiratori in genere.
Sono inoltre antiossidanti (potentissimi!), antianemici, emollienti, cicatrizzanti, depurativi, vermifughi e diuretici, oltre che anti-stipsi, anti-cataratta, anti-ictus e antibatterici (sono il numero uno quando si combatte contro l’Helicobacter responsabile della gastrite).
I broccoli sono anche semplicissimi da cucinare, dal momento che li si può scegliere freschi o surgelati. Quelli surgelati hanno il vantaggio di essere già puliti e tagliati e di poter essere tuffati nell’acqua per la bollitura, ma anche quelli freschi sono semplicissimi da utilizzare. Si conservano una settimana in frigorifero e basta staccare le foglie esterne e tagliarli a pezzetti, bollendoli poi come al solito per ammorbidirli.
Come dicevamo, i broccoli hanno solo la nomea di essere odiati dai bimbi, perché in realtà hanno un ottimo sapore, e anche il colore verde acceso può essere sfruttato a loro favore (basta che i bambini siano abituati da sempre a mangiare - e quindi apprezzare - consistenze e colori diversi, una buona abitudine da prendere fin dallo svezzamento naturale). Basterà quindi ingegnarsi un po’ per trovare ricettine apprezzate da tutta la famiglia, come quelle che vi andiamo a proporre.
Anche l’abbinamento salmone-broccoli è davvero ottimo: avete già provato le nostre polpette? Le polpette sono sempre una buona idea, poiché piacciono a grandi e piccoli e permettono di “nascondere” le verdure quando queste proprio non piacciono.
Ma non solo le polpette: anche i muffin salati sono uno stratagemma fighissimo (e provato!) per integrare le verdure nella dieta dei bimbi. I muffin in sfoglia con patate e broccoli sono quindi perfetti per fare apprezzare queste crocifere a tutti i membri della famiglia.
La pasta con i broccoli è sempre un evergreen da proporre una volta a settimana in stagione: ecco la nostra ricetta veg, veloce, semplice e buonissima!
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Le verdure di questa stagione ci piacciono moltissimo, ed è quindi importantissimo approfittarne ed utilizzarle al meglio. Tra queste, ai primi posti sta certamente la barbabietola rossa, un colorato tubero che spesso si conosce poco ma che per il suo sapore e, soprattutto, per le sue tonalità, è un ingrediente che può tornare utilissimo per fare mangiare ai bambini le “odiate” (sigh!) verdure!
Partiamo con l’elencare velocemente le proprietà (importantissime!) della barbabietola rossa. Innanzitutto l’acqua, che aiuta a idratarci: la barbabietola, infatti, è composta per il 90% da acqua, e grazie ad essa è possibile quindi combattere la ritenzione idrica senza abbuffarci di liquidi.
In secondo luogo la barbabietola è ricchissima di fibre (sia solubili sia insolubili), alleate dell’intestino ma anche dell’organismo in generale, dal momento che aiutano a tenere sotto controllo sia il colesterolo sia lo zucchero nel sangue. La rapa è anche piena di sali minerali, ed è quindi indicata in quei momenti in cui soffriamo di carenze di ferro, sodio, potassio, calcio e magnesio.
Anche le vitamine del gruppo B (fondamentali soprattutto quando si segue una dieta veg) non mancano: le B1, B2, B3 e B6 della barbabietola aiutano a rinforzare il sistema immunitario, ma soprattutto quello digestivo e il metabolismo.
Altri elementi contenuti e fondamentali per la buona salute sono la vitamina C e la vitamina A, ma anche i folati (quelli indispensabili in gravidanza ma utili anche nella vita quotidiana) e gli antiossidanti che contrastano l’invecchiamento cellulare.
Insomma, la nostra rapa rossa è una miniera di salute, no? Ma allora come integrarla nella nostra cucina?
La maniera più semplice per assumere questo tubero benefico è grattugiarla sui nostri piatti. Basterà quindi grattarne un po’ nel piatto di insalata, aggiungendo un po’ d’olio e limone, per gustarne dolcemente il sapore e per beneficiarne.
Buonissime sono poi le barbabietole lessate, tagliate a pezzetti e condite: insomma, come la verdura cotta anche la barbabietola può essere tuffata in pentola per essere gustata in tutta la sua bontà condita con olio, aceto o limone.
Anche nei succhi questo tubero rosso è buonissimo: con i suoi antiossidanti e il suo altissimo contenuto di acqua è perfetto per disintossicarsi, e noi lo abbiniamo sempre ad un altro ingrediente invernale, e cioè il litchi. Avete provato il nostro succo barbabietola rossa e litchi?
Colorato e sfizioso (si colora di rosa, quindi piace anche ai bimbi!) è poi l’hummus di barbabietola, a base di salsa tahini (ve ne abbiamo parlato proprio poco fa). Frullate 200 grammi di barbabietola lessata con 200 grammi di ceci già cotti, mezza cipolla rossa e tre cucchiai di tahina, aggiungendo anche il succo di mezzo limone e (al bisogno in base alla consistenza) un po’ d’acqua. Vi assicuriamo che è buonissimo, e sarà perfetto per accompagnare qualsiasi secondo piatto o antipasto.
Infine, ricetta super invernale adatta a questi climi rigidi è certamente la vellutata di carote e barbabietola: è perfetta sia per chi ama la rapa sia per chi non è estasiato dal suo sapore, poiché la carota riesce un po’ a mascherarlo!
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Con l’essiccatore si può fare proprio tutto, mica solo disidratare frutta e verdura per mantenerle più a lungo! E così dopo avervi proposto la nostra ricetta delle meringhe fatte in casa con il nostro Essicco di Siqur Salute e tutte le preparazioni sfiziose che si possono fare con un essiccatore ecco 5 modi per preparare dei buonissimi e sanissimi cracker.

(foto 1 http://www.vitality4life.it/blog/cracker-crudisti-preparati-con-lessiccatore/)

(foto 2 http://www.essiccare.com/2012/06/26/cracker-di-semi-di-lino/)

(foto 3 https://ravanellocurioso.wordpress.com/2014/08/11/cracker-essiccati/)

(foto 4 http://www.essiccare.com/2016/10/04/cracker-essiccati-al-pomodoro-e-peperone-rosso/)

Quando vi proponiamo i nostri hummus (quello di ceci) quello di zucca oppure quelli creativi, nella ricetta non manca mai la salsa tahina. Ma cos’è? Quali sono le sue proprietà? E come si prepara in casa?
La potrete trovare sotto al nome di tahina, oppure tahine, tahini o tachini, ma fondamentalmente si tratta sempre del medesimo ingrediente, che altro non è se non una pasta di semi si sesamo bianco tostati.
La sua consistenza è peculiare, molto densa ma fluida, e il suo profumo ricorda un po’ quello della frutta secca (anche se di sottofondo l’odore inconfondibile del sesamo rimane). La si ottiene semplicemente tostando i semi di sesamo e unendoli poi a dell’olio vegetale frullando o pestando molto velocemente.
Questa pasta, o salsa, o burro, è tra le più diffuse in Medio Oriente, ed oltre ad essere alla base delle salsine come l’hummus o delle polpette (i buonissimi falafel di ceci) può essere utilizzata come salsa già di per sé, per accompagnare tutti i piatti di carne e di verdure e soprattutto per essere spalmata sulle fette di pane senza lievito.
Il bello della tahina è che è ricchissima di vitamina E, ma anche di vitamina V e di sali minerali (su tutti ferro, fosforo, zinco, magnesio e silicio). Essendo poi molto calorica (lo è già in quanto derivato di un seme, ma anche per il fatto di essere mescolata con dell’olio) va usata con moderazione, ma è indicatissima nei casi di convalescenza o di esaurimento, per reintegrare le forze.
A livello benefico la tahina è un ottimo alleato dell’organismo, non solo per le caratteristiche nutrizionali che vi abbiamo elencato ma per il fatto di avere un ruolo fondamentale nella lotta al colesterolo per l’essere ricca di sesamina, elemento che protegge il fegato dall’ossidazione.
La tahina fortunatamente la si trova ormai in quasi tutti i supermercati più forniti, oltre che nei negozi bio e naturali e (soprattutto!) dal vostro venditore mediorientale di fiducia. Se tuttavia faticate a trovarla, oppure volete semplicemente provare a prepararla in casa, il procedimento è molto semplice, e quindi ve lo proponiamo.
Prendete 200 grammi di sesamo bianco e preparate dell’olio di semi di sesamo (oppure quello di girasole o d’oliva, a seconda del gusto che preferite - naturalmente quello di sesamo è più indicato poiché mantiene il sapore specifico del sesamo) e del sale.
Scaldate quindi un padellino antiaderente e mettete a tostare i vostri semi di sesamo per qualche minuto, avendo cura che non diventino scuri. Questo passaggio è fondamentale per fare acquisire al sesamo il tipico sapore amarognolo della salsa. Spegnete quindi il fuoco e trasferite in un mixer il sesamo, frullandolo alla massima potenza con l’olio a filo. La quantità varierà: basterà osservare la crema e stoppare di versare l’olio al raggiungimento della consistenza desiderata. Se volete, aggiungete un pizzico di sale, ma come sempre è facoltativo.
Una volta ottenuta la vostra salsa è tempo quindi di sbizzarrirvi: utilizzatela per i vostri hummus di verdure (perfetti per sostituire la maionese in tavola!) oppure per spennellare le tartine. O, ancora, per preparare la deliziosa crema di melanzane Babaganoush, la nostra preferita tra le pietanze orientali a base di melanzane.
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