Come sostiene il presidente di slow food i legumi sono il cibo del futuro!
Sono un cibo altamente proteico e se unite a un cereale integrale ottenniamo la stessa catena di aminoacidi completa fornita dalla carne, con numerosi vantaggi:
1. Meno acidificanti della carne
2. Per nulla cancerogeni
3. Economici
4. Molto etici e green


Foto tratta da www.gourmetkoshercooking.com  

Ingredienti:

1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 tazza di lenticchie rosse
1 carota
1 limone bio
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di polvere di chilli o pella paprika
Mezzo chucchiaino di curcuma
Mezzo cucchiaino di pepe nero (facoltativo)
Noci (facoltative)


Procedimento:

Facciamo rosolare per qualche minuto l'aglio e la cipolla, aggiungere poi le spezie e il sale (eventualmente anche il pepe), a seguire 4 tazze d'acqua , le lentichie e le carote.
Lasciamo cuocere per 45 minuti le lenticchie, precedente lasciate in ammollo per la notte. A cottura ultimata frullare bene e servire tiepido. Aggiungere una scorzetta di limone grattuggiata ed eventualmente delle noci ben sbriciolate.

Enjoy!

Zoe è una bellissima bimba con dei boccolini biondi e due occhietti super vispi! Zoe ha scoperto di essere celiaca poco tempo fa, proprio come la sua mamma. questa torta è per loro, perchè non solo è senza glutine, ma è anche velocissima da fare!


Ecco gli ingredienti:

- 3 uova
-150 g di zucchero integrale di canna
-250 gr di latte di riso o avena
-250 g di farina di cocco
-1 bustina di lievito
- scorza di un limone grattuggiato
- un cucchiaino di vaniglia in polvere (facoltativa)

Mescolare bene lo uova e lo zucchero, a seguire la farina di cocco, la scorza di limone, la vaniglia ed infine il lievito. Cuocere a 180 gradi per 20 minuti.

Enjoy!

Giulia

 

Foto tratta da: www.tastespotting.com

Siamo purtroppo abituati a mangiare sempre le stesse verdure: zucchine, pomodori, carote e insalata. Ma la terra ce ne offre tantissime!
Ecco una ricettina che ci consente di utilizzare verdurine insolite!


Foto tratta da: gotitcookit.blogspot.com
Ingredienti:
3 patate medio grandi
3-5 patate viola piccole (facoltative in quanto difficili da trovare)
1/2 cavolfiore
1 barbabietola o 2 nel caso abbiamo inserito la pastinaca
1 cavolo rosso
1 cipolla rossa di tropea
 250 g di ceci precotti o una manciata di ceci precedentemente messi in ammollo per un'ora
1 pezzetto di porro
Panna di avena o riso
Mix di alghe tritate (facoltativo)

Procedimento:
Far soffriggere un poco la cipolla rossa e poi aggiungere ad uno ad uno gli altri ingredienti e acqua. Far cuocere tutti gli ingredienti insieme per 45 minuti a fuoco medio, poi frullare (aggiungere i ceci precotti solo a termine cottura).
Servire con olio extra vergine di oliva, qualche anellino di porro e una decorazione di panna vegetale.
Se volete potete aggiungere anche un po' di mix di alghe.
Io spesso amo unire le vellutate con cereali, per cui ho abbinato questa volta la quinoa rossa,cereale senza glutine molto ricco di nutrienti (ottimo anche in insalata) che ho precentemente fatto bollire per 20 minuti e poi scolato.

Che dire, sono semplicissime patate cotte al forno avvolte nella carta stagnola ma la meraviglia sta nella salsina!

Foto tratta da www.dishbase.com

Come spiega il Prof. Giuseppe di Fede, direttore sanitario Imbio ed esperto di Nutrigenomica, l'invecchiamento cellulare e le malattie degenerative possono essere in parte contrastate anche attraverso l'uso della curcuma, in particolare della curcuma longa presente nel curry. 

Ecco allora una ricetta per cucinare in maniera semplice un curry vegetale o di pollo adatto anche ai bambini, in quanto non piccante: la ricetta del curry per la famiglia. 

La scelta del tipo di curry è fondamentale: come spiegato nel nostro articolo dedicato all'uso delle spezie nella cucina dei bambini, il curry da usare è quello di Madras, perchè non piccante. Io lo acquisto qui: http://www.lafeniceoccitana.it/index.php/shop/miscele/miscele-etniche/curry-e-masala/curry-madras-detail

 



Arrivano le vacanze di Natale e non possiamo che concederci qualche colazione americana , con tovagliette e tanta voglia di stare insieme in un momento della giornata che spesso purtroppo saltiamo a pié pari. Ricordiamoci infatti che la ricetta basilare per vivere bene é antica e dice proprio così: " Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero".
Non si può iniziare meglio la giornata che con questi dolcetti golosi!

Pancake della domenica: la ricetta della tradizione americana gustosa, sfiziosa e perfetta per la colazione in famiglia

 

Bookshop

Lunedì, 17 Marzo 2014 17:02 Scritto da

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Fascia o marsupio?

Giovedì, 26 Giugno 2014 11:46

Fascia portabebè contro marsupio tradizionale: 100 a 0!

Avere un bambino in questi anni è diventato non solo motivo di gioia per il lieto evento ma anche per essere assolutamente legittimate a uno shopping senza freni. E io ne sono stata felicemente travolta...per la prima volta ero legittimata a fare shopping, uno shopping particolare perchè privo di una caratteristica che spesso ci affligge: il senso di colpa. Senza fare la polemica di turno (non è proprio il ruolo che mi si addice) ogni tanto sarebbe necessaria qualche informazione in più. E' stato scritto molto sulle fasce ma ancora oggi non sono così diffuse come dovrebbero: spesso infatti si preferisce il marsupio alla fascia. Purtroppo, purtroppo per le mamme che li comprano e i loro bimbi, il marsupio (a meno che non sia ergonomico) non è lo strumento ideale: nel marsupio tradizionale infatti il bimbo è "appeso" per i genitali e quindi tutto il peso è concentrato nella zona pubica (è abbastanza evidente che non sia qualcosa che giovi particolarmente allo sviluppo dei testicoli!). Nella fascia invece il bambino è seduto, per cui il peso è maggiormente distribuito, con grande beneficio non solo per il bimbo ma anche per la mamma. Inoltre la fascia è lo strumento ideale per il bimbo in quanto rispetta le caratteristiche anatomiche del neonato, dalla posizione delle anche e della colonna, allo sviluppo neurologico che alla nascita non è ancora completato e necessita quindi di contenimento dagli eccessivi stimoli della quotidianità. Sono ormai moltissimi gli studi che confermano che bambini prematuri portati nella fascia nei reparti di terapia intensiva neonatale hanno risultati eccellenti in minor tempo rispetto a bambini che non beneficiano della marsupioterapia (vedi http://www.ospedaleniguarda.it/content/news/MARSUPIO-TERAPIA-br-Per-essere-piu-mamma.html). Tutt'altro tema sono i benefici psicologici, anche quelli ormai accertati da psicologi e psichiatri in tutto il mondo: nella nostra cultura purtroppo si tramanda il concetto di contatto come vizio... nonostante sia stato ampiamente dimostrato che i bambini che beneficiano di prolungato contatto con la mamma sviluppino con più facilità quello che viene chiamato 'attaccamento sicuro' già negli anni 40' da Bowlby e quindi inizino il processo di costruzione dell'indipendenza in maniera più serena e veloce, tutte noi mamme siamo letteralmente bombardate da mamme e suocere che con aria compassionevole ci dicono che teniamo troppo in braccio il nostro bimbo: "vedrai che poi prende il vizio e non te lo togli più da dosso". Che fare dunque? Posso dire a conclusione che dalla mia esperienza personale sempre più genitori comprendono fortunatamente che il contatto non è un vizio ma un bisogno fisiologico, tanto quanto il latte e l'aria che respiriamo.

Quindi mettiamo nel dimenticatoio i marsupi tradizionali e optiamo per fasce e marsupi ergonomici!

Giulia Mandrino

Senza pannolino fin dalla nascita?

Mercoledì, 23 Settembre 2015 23:43

C'è un nuova corrente di pensiero riguardante la gestione della pipì e pupù del bambino che viene da lontano, da alcune zone rurali del pianeta dove l'apprendimento
all'assenza del pannolino inizia fin dalla nascita. Tre sono i concetti principali che guidano questo metodo: imparare a riconoscere i segnali di bisogno di fare pipì utilizzando segnali di mimica facciale e fornendo associazioni positive tra il bagno e l'atto della pipì/cacca. Le figure che si occupano dell'accudimento del bimbo quindi imparano a comprendere il linguaggio non verbale del bambino che anticipa la pipì e la cacca e cerca di sostenerlo maggiormente impostando una ritualità, come un  suono.

Se gli aspetti positivi sembrano evidenti (quindi grandissimo risparmio e impatto zero sull'ambiente) dobbiamo anche valutare alcune questioni: la teoria ci dice che prima dei tre anni il bambino non è normalmente in grado di riconoscere lo stimolo di andare in bagno e la richiesta da parte dei genitori di farlo è causa di frustrazione, in quanto domandiamo loro di fare qualcosa che richiede troppo sforzo o che proprio non riescono a riconoscere. Consigliamo per chi fosse interessato ad approfondire questo approccio di visitare il sito www.diaperfreebaby.org.

Giulia Mandrino

Quali vestiti per il bebè?

Domenica, 16 Marzo 2014 23:30

È importante che i vestiti dei bimbi siano il più possibile "puliti" per quanto riguarda l'inquinamento sia dei componenti - tessuti e coloranti - sia dei detersivi usati per lavarli- 

Esistono in commercio vestiti ecologici. Si trovano nei negozi specifici e in siti internet specializzati.

Ecologici sono anche i vestiti riciclati: i molteplici lavaggi hanno già eliminato la tossicità dei tanti prodotti tossici usati per confezionarli.

Abbiate solo cura di lavarli un paio di volte se chi ve li ha prestati usa detersivi tradizionali, ammorbidenti e igienizzanti: usate la sola acqua per sciacquarli perfettamente dai residui nocivi.

Scegliete vestiti di fibre naturali, scartate quelli di filati sintetici, quelli con applicazioni di materiali sintetici o stampe di plastica. Più colori e più applicazioni sui vestiti significano più lavorazioni e più inquinamento.

Più il vestito è neutro, anche nel colore, meno è inquinato e inquinante.

Lavate comunque e sempre i vestitini un paio di volte prima di farli indossare al bimbo; idem per copertine, lenzuolini e tutti i tessuti nuovi con cui il bimbo viene a contatto.

Prediligete bodini fatti a kimono, così faremo meno fatica a infilare la sua testolina all'interno del buchino preposto (i neonati sembrano non apprezzare molto in quanto
probabilmente ricorda loro il trauma non ancora passato del passaggio attraverso il canale del parto).

Sara

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Cecilia

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