“Il libro delle avventure perdute”

“Organizzare zaino escursioni”: se siete amanti delle gite in montagna, anche voi lo avrete googlato. Dite la verità. Io sì, spesso. Siamo figli dell’era digitale e un tutorial è sempre una buona idea.

Ma i tutorial non sono una prerogativa di questi anni. Sì, sono scoppiati con YouTube, ma se “tutorial” significa semplicemente uno scritto, un disegno o un guida per aiutare un principiante alle prime armi, allora anche l’era analogica aveva i suoi tesori. Come questo libro meraviglioso, un manuale per vivere nella natura che ha una storia affascinante e unica e che ora è diventato, grazie a L’Ippocampo, un favoloso libro per ragazzi (e non solo!).

“Il libro delle avventure perdute”: da L’Ippocampo gli appunti di un ignoto avventuriero della natura diventano libro per bambini

La copertina, già, non può che attirare l’occhio: materica, colorata e caotica, mostra tanti piccoli dettagli che troveremo all’interno. Si tratta proprio dei disegni dell’avventuriero ignoto che ha scritto questo libro: un tesoro, uno preziosissimo tesoro per immergersi nella natura seguendo le parole di un vero escursionista, di un avventuriero che, tanto tempo fa, ha fatto dei viaggi e delle avventure la sua vita.

Il libro, curato da Teddy Keen, comincia subito con la spiegazione della sua genesi: sì, Teddy Keen l’ha curato, ma a scriverlo è stato un ignoto avventuriero i cui scritti sono stati trovati proprio da Teddy qualche anno fa in una vecchia baracca in Amazzonia, mentre faceva trekking con amici (e già questa è una magnifica storia!). “Non ce ne rendemmo conto subito, ma eravamo incappati nei ricordi che un ignoto avventuriero, un artista, aveva raccolto nell’arco di una vita”.

Insieme ai taccuini Teddy Keen trovò anche una lettera, lasciata dall’escursionista a giovani componenti della sua famiglia. Lì spiegava che quei taccuini erano per loro, che vi aveva appuntato tutte le sue conoscenze in fatto di vita nella natura e che li lasciava proprio a loro con la speranza che diventassero anche loro avventurosi.

Da lì, ecco la stupenda avventura. Un’avventura che il lettore vive pagina dopo pagina poiché di capitolo in capitolo non si inseguono solo disegni magnifici, poetici e dettagliati allo stesso tempo, ma accanto a loro si ritrovano tutti gli appunti di questo trekker ignoto.

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La nostra guida sconosciuta spiega come accamparsi nella natura (illustrando sia i rifugi da costruire sia le sensazioni uniche che la notte fa provare a chi dorme nel verde al buio), mette nero su bianco i ricordi indelebili che ha vissuto in prima persona (emozionante la narrazione della prima volta che vide l’aurora boreale, ma anche quella del naufragio in zattera avvolto da sanguisughe e coccodrilli) e, soprattutto, stila consigli utilissimi su come partire per un viaggio avventura.

Ci sono le liste di ciò che bisogna preparare per pianificare la prossima avventura, i kit per accamparsi, l’illustrazione dell’abbigliamento perfetto per ogni situazione, i tipi di tende, le regole per scegliere il posto migliore per accamparsi, come cucinare (mangiando anche insetti nelle situazioni disperate!), come fare la cacca all’aperto (eh sì, bisogna sapere quali foglie possiamo usare per la nostra igiene e la nostra sicurezza!), come preparare lo zaino e quali case sugli alberi esistano nel mondo.

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Leggendo le avventure perdute di questo esploratore (che sentirete vicinissimo, dopo la lettura, anche grazie alla semplicità con cui descrive tutto) diventa facile viaggiare in luoghi lontani e vivere avventure meravigliose, a volte non alla portata di tutti (il bello dei libri è proprio questo! Mentre leggiamo siamo proprio insieme a lui, sulla terraferma e sulle acque, al freddo polare e al caldo amazzonico).

Ma diviene una lettura ideale anche anche per prepararsi concretamente a vivere giornate nella natura, leggendolo prima di un viaggio per immergersi realmente nel mood verde dell’esploratore. “Il libro delle avventure perdute” è davvero per tutti, grandi e bambini. E, sopratutto per i bambini, è un modo incredibile per assaggiare la meraviglia della vita all’aria aperta e della natura, indispensabili per la crescita e per l’esistenza (cosa che non ci stancheremo mai di ripetere, fino allo sfinimento!).

Ps. Non vi svelo nulla, ma questo avventuriero è anche naufragato e a salvarlo è stato realmente un messaggio in bottiglia. Sì, DAVVERO!

 

Sara Polotti

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Cecilia

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