Conservazione delle cellule staminali: ne abbiamo parlato con InScientiaFides

Partiamo dall’inizio: a cosa servono le cellule staminali? Perché le staminali del cordone ombelicale sono così preziose da conservare? Quanto costa la conservazione privata? Molto?
Con InScientiaFides no, anzi. Sono proprio loro a spiegarci di cosa si tratta e perché è un gesto molto importante: un dono per la salute dei nostri figli e la protezione di tutta la famiglia.

Conservazione delle cellule staminali: con InScientiaFides si può

Innanzitutto, è bene rispondere alla domanda principale, ovvero: a cosa servono le cellule staminali del cordone ombelicale?

Sono fondamentali perché aiutano in modo importante nel trattamento di oltre 70 patologie, perché in grado di rigenerare gli elementi che compongono il sangue. Conservare significa avere la grande possibilità di salvaguardare la salute dei più piccoli e della famiglia, soprattutto nel caso di gravi malattie del sangue o in presenza di leucemie, linfomi, talassemie, immunodeficenze e alcuni difetti metabolici.

Conservare le cellule staminali del proprio bambino è un gesto d’amore grandissimo, un’assicurazione per il suo futuro, una protezione in più. Perché se è vero, com’è vero, che il trapianto di midollo è una cura valida, è anche molto difficile trovare un donatore compatibile. Le cellule staminali emopoietiche (quelle che si trovano appunto nel sangue del cordone ombelicale), invece, sono la soluzione migliore, perché compatibili al 100% e con rischio di rigetto pari a zero.

Rispetto alle cellule del midollo osseo, inoltre, le cellule staminali del cordone hanno un grado di staminilità più alto.

Sebbene in Italia sia possibile anche donare, una nobile alternativa, la conservazione privata è l’unico modo per mettere in sicurezza una riserva di salute per il proprio bambino.

Fin qui tutto chiaro, arriviamo alle domande più frequenti: quanto costa la conservazione delle staminali cordonali? È difficile conservare? Ci sono delle garanzie sul servizio?

A risponderci è InScientiaFides, biobanca attiva sul territorio da più di 12 anni e con 14.000 genitori/clienti che si sono affidati con soddisfazione a loro.

A oggi il servizio non può essere gratuito: essendoci una struttura sanitaria alle spalle, bisogna considerare i costi legati alla struttura, al personale, al mantenimento delle condizioni idonee alla conservazione.
Non si tratta di cifre impossibili. InScientiaFides, per esempio, propone la conservazione a partire da 0,50 centesimi al giorno in base a quanto si decide di conservare: 10, 20, 30 anni. Si può, inoltre, dilazionare il pagamento fino a 24 mesi, per venire incontro alle esigenze di tutti i genitori.

Conservare è davvero semplice: dopo aver firmato il contratto con la biobanca, si riceve a casa un kit da portare con sé al momento del parto e da consegnare al personale sanitario che si occuperà della procedura. Una volta tornati in camera basterà chiamare entro 24 ore dal parto il corriere che effettuerà il ritiro del campione e lo porterà in struttura per essere analizzato.
Non ci sono orari, non ci sono vincoli: il campione viene ritarato a qualsiasi ora, qualsiasi giorno, non ci sono festività che tengano.

InScientiaFides è una struttura sanitaria sicura, attenta e affidabile: offre la sua instancabile assistenza lungo tutto il percorso, dalle prime analisi, a ridosso del parto, una volta rientrati a casa. Sempre.

I professionisti del gruppo sono tutti biologi e medici di alto profilo, che mettono a disposizione le loro competenze e sono pronti a rispondere a qualsiasi dubbio.
Tra le certificazioni di InScientiaFides da tenere bene a mente è l’accreditamento FACT-NetCord che garantisce un rilascio sicuro delle cellule staminali in tutto il mondo nel momento del bisogno e in qualsiasi ospedale (senza questa certificazione non è detto che l’ospedale dia l’ok per accogliere le staminali).

Prima di fare qualsiasi scelta – donazione, conservazione privata- informatevi in modo consapevole e totalitario, solo così potrete garantire ai vostri figli un futuro protetto e in salute.

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Cecilia

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