Dire sì, per rafforzare il legame positivo

Se mi seguite, saprete già che l’educazione positiva è per me importantissima e imprescindibile. I “no” non mancano nel mio stile educativo: servono per crescere, per rendere indipendenti e responsabili i nostri bambini e per dare loro delle linee guida importanti per la vita, per insegnare loro a prendere la strada giusta.

Detto questo, è importante anche saper dosare questi no. O meglio: è importante sapere dire “no” quando va detto, riconoscendo tuttavia i momenti in cui sono i “sì” ad essere più educativi.

Perché quando un “sì” è consapevole è fortissimo. È dolcissimo, è potente, è uno strumento perfetto per rafforzare un legame unico!

Dire sì, per rafforzare il legame positivo: quando i “sì” aiutano a crescere e a rafforzare il legame familiare

I “no”, dicevamo, sono necessari all’educazione. Da genitori sappiamo quando dirli, quando evitarli, quando impuntarci per far sì che i nostri principi vengano trasmessi ai nostri figli. Ed è giusto così: siamo le loro guide, e anche i nostri “no” li indirizzano sulla strada della vita e li aiutano a prendere le decisioni giuste.

Ma a volte troppi no scombussolano le carte. Ci rendono più stanchi, ci stressano, ci allontanano, ci frustrano (sia noi genitori, che loro). Lo saprete, ad esempio, se vi è capitato di dire quel “no” mille volte, per poi concedere un “sì” consapevole che rende tutto più leggero, piacevole e costruttivo.

Qualche esempio? Pensate a quelle volte in cui abbiamo intimato ai nostri figli “Non piangere”. Quel “no” è proprio inutile, proprio come se lo dicessero a noi mentre abbiamo un momento di nervosismo. Inoltre così facendo rinneghiamo le loro emozioni, facendoli sentire “fuori posto”. È invece quando arriva il “sì”, il “ti capisco”, il “parlami”, il “sono qui per te!”, che le cose cambiano, che prendiamo in mano la situazione rendendola un’occasione per imparare qualcosa, per leggere le proprie emozioni, per fare capire ai nostri figli che ci siamo sempre per loro.

Pensate a quelle volte in cui abbiamo deciso di utilizzare l’empatia al posto delle nozioni lette su un libro in gravidanza! A volte ci affidiamo agli esperti, ed è giusto che sia così, ma solo vivendo capiamo che ogni famiglia è diversa, che la nostra famiglia è unica, e a volte quei “no” di cui tutti parlano non vanno affatto bene per noi, perché i nostri figli sono più sensibili, o più riflessivi, o più agitati nel comprendere il mondo rispetto a quelli scritti sulla carta.

Pensate a quelle volte in cui ci siamo lasciati andare, lasciando da parte le regole ferree, per concedere ai nostri figli (e noi stessi!) una giornata diversa, fatta di divertimento, libertà e pazzie. Un “sì” a un pomeriggio lavorativo passato invece al cinema con un pacchetto di caramelle da condividere è un “sì” ricchissimo!

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E poi ci sono quei “no” impostici dalla quotidianità, dalla società, dallo stile di vita contemporaneo. I “no” detti perché non abbiamo tempo, perché ci troviamo sempre a rimandare. Ma alla domanda “Giochiamo?”, “Guardiamo un film sul divano tutti insieme?” o “Posso cucinare con voi?” sono i “sì” che dovremmo sempre dire. Perché insieme ai “sì” educativi, questi sono i momenti perfetti per creare un legame, per rafforzare il rapporto, per alimentare un amore fatto anche di momenti divertenti insieme.

Questi sono i valori che vengono espressi nella campagna di Fruittella “Il potere di un sì”, che con le sue caramelle con succo di frutta, senza coloranti artificiali con solo aromi naturali e senza glutine promuove da sempre gioia, amore, positività e complicità, condivisione e spensieratezza. Vi va di sapere qualcosa di più? Basta visitare il sito!

Post in collaborazione con Fruittella

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Cecilia

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