Come parlare ai bambini del trasloco

Sembra un topic semplice e spensierato, ma non lo è. Per due motivi: trasferirsi e traslocare non sempre è una buona notizia (a volte si è costretti, oppure la vita ha preso una direzione inaspettata); e, soprattutto, il trasloco è un grande cambiamento, e come tutti i grandi cambiamenti può essere vissuto dai bambini con intensità, stravolgendoli.

Come parlare ai bambini del trasloco: le parole per rendere il trasferimento meno stressante

La cosa più giusta da fare è preparare per tempo i bambini, ovvero almeno due o tre mesi prima del trasloco (se ne abbiamo la possibilità). Anzi: prima è, meglio è. Diciamo quindi loro che dobbiamo parlare di qualcosa di importante, come persone adulte, e sediamoci al tavolo o sul divano e spieghiamo loro la situazione.

Prima di tutto scegliamo il giusto tono. Che non deve essere assolutamente negativo (per non proiettare le nostre emozioni su di loro), ma nemmeno eccessivamente eccitante per evitare di confondere loro le idee e per non sminuire la loro eventuale reazione negativa. Se invece loro saranno i primi entusiasti dell’idea, potremo unirci a loro.

Nel momento in cui si renderanno conto che cambieranno davvero casa, la situazione sarà sicuramente triste, con emozioni di malinconia che prenderanno il sopravvento. In questo caso e quando questo avviene è bene provare a stilare le cose positive della nuova sistemazione, della nuova zona, dei nuovi vicini, magari facendo una ricerca online insieme sui nuovi ristoranti, sui nuovi parchi e sui nuovi quartieri.

Soprattutto, possiamo elencare tutte quelle abitudini e tradizioni che non cambieranno e che verranno semplicemente “spostate” nella nuova casa.

A questo punto è bene coinvolgerli in prima persona e responsabilizzarli. Coinvolgerli chiedendo cosa farebbero e cosa porterebbero “di là” (oggetti, ma soprattutto le abitudini!) e responsabilizzarli dicendo che sarà loro compito organizzarla e sistemarla.

Altra domanda che possiamo rivolgere ai bambini è: “Come possiamo rendervi il trasloco più piacevole e confortevole?”. Sembra una domanda stupida ma è fondamentale, perché fa capire loro che non sono passivi e non considerati, ma che è importante per noi che stiano bene.

Se i bambini sono grandicelli, nessuno vieta, poi, di coinvolgerli direttamente nella ricerca della nuova casa ancora prima della decisione di traslocare. In questo modo si sentiranno più coinvolti, responsabili e “adulti” e questo coinvolgimento è molto positivo per l’atteggiamento.

In altre parole, coinvolgimento, ricerca e responsabilizzazione.

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Cecilia

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