Il maschio colpisce ancora

Non voglio fare la femminista ma certe pubblicità sono lo specchio del cervello maschile... insensate, incomprensibili, inveritiere... una pirlata!

SI tratta dello spot di uno sgrassatore e già la dice lunga: come si può affidare la pubblicità di un prodotto a chi non sa nemmeno a cosa cavolo serve, diciamocelo, sarebbe come affidare la vendita di un motore o attrezzatura meccanica ad una donna!

Allora diciamo che lo spot più o meno fa così: lui e lei che si lasciano andare ad un bacio decisamente appassionato, lui la solleva, la mette sul piano della cucina ma... ops è sporco, lei tira fuori dalla borsa uno sgrassatore e via, si danno alla pulizia di mille cose per poi consumare serenamente il loro amore.
Questo è quello che passa alla tv, ora vi dico cosa vedo io.

Lui con pantalone scuro a dorso nudo, molto stile Patrick Swayze.
Lei carina con abitino nero ma abbastanza semplice, coda di cavallo e borsetta a spalla.

Si prendono e si slinguano come se non ci fosse un domani e già mi chiedo perché lei non si è tolta la borsa dalla spalla; ed ecco il perché. Lui la prende per le chiappe e la solleva, la siede sul piano della cucina in una scena un po’ spinta e che fa preludere a sconcerie peggiori ma... no, il piano della cucina è lordo, appiccicoso (a dire il vero bastava un colpo d’occhio), unto e bisunto, colore della cropa che si forma in anni di non pulito ma... lei dalla sua mini borsina che ancora tiene a tracolla tira fuori: lo sgrassatore.

Certo perché noi tutte giriamo con la borsa con dentro lo sgrassatore! E’ vero che abbiamo l’abitudine di portarci molte cose nelle nostre gerle a tracolla, ma questo è un pochino troppo: sarà una frecciatina?

Comunque, lei porge a lui lo spray, si guarda intorno e gli fa un cenno complice, lui perspicace come una faina capisce che casa sua è lorda come una discarica abusiva e ci piglia gusto (certo ti fai prendere la mano quando certe cose non le fai spesso, prova a pulire tutti i giorni, poi vediamo se ridi ancora!) inizia a pulire le scarpe da tennis inzaccherate di nero e spruzza qua e spruzza là e finito il lustrare si ridanno al loro amore slinguaccioso.

Penso che questa visione dello sgrassatore sia già di per sé estremamente indicativa della mascolinità dell’inventore di detto spot ma vorrei anche soffermarmi un secondo sul nome: KH7... devo aggiungere altro?

Una donna lo avrebbe chiamato: pulito immediato, per dare l’idea del risultato ottenuto; splendido splendente per accattivare il cliente; profumoso e pulitoso, una rima azzardata ma che invoglia all’acquisto, minima spesa massima resa, attirando l’attenzione sul quello che ricerca il cliente o in mille altri modi... Nooooooo l’uomo lo ha chiamato KH7, come fosse un fucile d’assalto, come un aereo della marina militare statunitense, come un principio chimico da laboratorio. Semplice segnarlo sulla lista della spesa no? Ah già, è vero, dimenticavo, gli uomini non vanno al supermercato, loro non fanno la lista della spesa e comunque se ci vanno non comprano detersivi (sarebbero capaci di fare il bucato, lavare i piatti e pulire casa con un unico prodotto) ma soprattutto loro non fanno le pulizie, quindi? E’ per questo che si chiama così, come se fosse un missile? Avete presente quando parlano dei militari che hanno sparato un missile intelligente? Un missile intelligente? Ma se a spararlo fosse un pirla, avremmo un KH7?

Elena Vergani, autrice di Il Mondo è bello perchè è Variabile, Albatros edizioni

Sara

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Cecilia

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