Principe azzurro istruzioni

Qualche settimana fa vi ho raccontato degli uomini e del loro strascico, ovvero il mantello da supereroe che tutti vorrebbero indossare diventando il principe azzurro delle loro donzelle. Molte di voi avranno scambiato il mio per un pezzo comico immaginando il loro burbero e pigrissimo marito intento a fare i lavori di casa con un grembiulino rosa eppure dentro al meno collaborativo degli uomini si cela un'eccellente domestica basta essere delle buone sarte. Lo strascico degli uomini sono le loro donne a cucirglielo addosso.

La prima volta che ho sentito parlare di mariti amorevoli e affettuosi, amanti attenti e generosi, compagni solerti e disponibili a realizzare ogni desiderio della propria compagna, ho riso pensando che la mia amica Francesca stesse un po' esagerando. Lei è una donna deliziosa che in un impegnato pomeriggio di Settembre ha preso ago e filo ed ha intrapreso una strada oscura e sconosciuta: ha fatto di suo marito il suo supereroe iniziando il suo addestramento all'amore incondizionato.

Francesca non riusciva a comprendere quanto stesse rendendo infelice suo marito, che rispondeva al suo modo di fare allontanandosi da lei. Quando le cose hanno iniziato a cambiare nella sua relazione suo marito ha continuato a fare quello che aveva fatto fino ad allora, quello che fanno tutti gli uomini, che è la sola cosa che sono in grado di fare, rispondeva al suo modo di fare e visto che lei lo faceva sentire amato per come ne aveva bisogno, lui ha iniziato a darle il meglio che riusciva a dare diventando il principe azzurro di cui ci hanno letto nelle favole da bambine.

Prima di allora era stata lei stessa a impedire a suo marito di essere il migliore dei mariti, perché si rapportava a lui utilizzando un modello comunicativo femminile, ma suo marito non è una donna e come ogni uomo ha bisogni e modi di fare diversi da quelli delle donne. Per gli uomini è importante sentirsi apprezzati e accettati per poterci dare sostegno e comprensione ma poche hanno la pazienza, la voglia e l'intelligenza di impegnarsi come mogli quanto lo fanno come professioniste o come madri e finiscono per essere professioniste affermate, madri meravigliose ma mogli davvero mancanti e influenzano i loro compagni che saranno a loro volta pessimi mariti. Come sempre tocca fare tutto a noi donne, ma vedetelo come un onore non come un onere, nella battaglia dei sessi le donne sono le uniche in grado di fare, di un matrimonio, un matrimonio felice in cui nessuno ha nulla da voler cambiare.

Secondo Francesca per cucire uno strascico serve molta, moltissima pazienza, ma di quella noi donne moderne ne abbiamo a quintali, e qualche regoluccia.

Fate richieste. Volete che butti la spazzatura? Chiedetelo! È un uomo, non si accorgerà da solo che è ora.

Ricordate che non state parlando con una donna. Gli uomini sono come i furetti, dopo trenta secondi non abbiamo più la loro attenzione. Siete stanche, avete lavato i piatti, dovete vestire i bambini e bla bla bla. Dite solo “Butteresti la spazzatura?” un uomo ha solo bisogno di sapere cosa deve fare. Le frasi devono essere verbo e complemento oggetto, punto.

Dimenticate il verbo potere. Per un uomo non c'è frase peggiore di “Puoi buttare la spazzatura?” nel suo cervello si crea il seguente pensiero: “Certo che posso, ma voglio?” e spesso la risposta non è si.

Abusate del condizionale. Qualunque richiesta va fatta al condizionale: “Butteresti la spazzatura?”. Il potere del condizionale è sottovalutato, io e Francesca abbiamo preso in giro per settimane la nostra compagna di scuola Giada che durante una gita era riuscita a farsi portare tre pesantissime valigie e un gaio beauty case su e giù dal pullman e a spasso per le varie stanze degli alberghi che abbiamo cambiato dal primo ragazzo che le capitava a tiro. Io avevo creduto fosse stata una combinazione di mascara e sbattiti di ciglia, in realtà lei semplicemente chiedeva “Mi porteresti su le valigie?” e il malcapitato di turno scattava sull'attenti. Alla prima occasione provate ad usare con un uomo una frase di questo tipo è divertensissimo vedere l'effetto che ha su di loro il giusto tempo verbale.

Lesinate sulle istruzioni. Non state là spiegargli come fare le cose, chiedetegli di farle e basta, dimostrategli fiducia e lui imparerà da solo a farle come le volete, se fate le maestrine non avrà voglia di fare nulla perché qualunque cosa gli sembrerà un esame che rischia di fallire. Pensate che l'importante, per ora, è solo che faccia la cosa, con il tempo, pur di rendervi felici, imparerà a farle come le volete, o imparerete voi ad apprezzarle per come le fa.

Ringraziate. È la parte più complicata per il 99% delle donne. È qui che lui può indossare il suo mantello. Dopo che avrà finito di fare qualcosa, anche una cosa stupida come aprire una bottiglia d'acqua, dimostrategli che lo avete apprezzato, parole di ringraziamento, sorrisi, magari un abbraccio di gratitudine. Lo so bene che buttare la spazzatura è compito suo, ma se non gli dimostrate l'apprezzamento di cui ha bisogno non saprà che lo state apprezzando e si sentirà inutile.

Ora passiamo alla parte complicata: se lui risponde di no? Dovete sapere che imparare ad interagire con un uomo è impegnativo, avrete bisogno di tempo per capire come funziona e lui per capire che voi vi state ponendo diversamente. Francesca mi ha proposto la teoria delle tre fasi.

Fase 1 – l'accettazione. È bene fare durare questa fase dell'addestramento qualche settimana. Voi chiederete di fare qualcosa. Se lui dirà di no voi rispondete semplicemente “d'accordo” e sopratutto non vi mostrerete stizzite, impazienti, insofferenti. Tranquille. L'idea è fargli capire che può dire no senza conseguenze, ciò lo farà sentire accettato.

Fase 2 – la risposta positiva. Anche in questo caso qualche settimana. Chiedetegli di fare qualcosa che già avrebbe fatto. Ad esempio, se è lui a accendere il camino gli chiederete: “Accenderesti il camino?”. Non aspettate che abbia già iniziato a farlo, si sentirebbe controllato. Chiedetegli cose che di solito fa, in questo modo assocerà una vostra richiesta alla risposta affermativa. Si sentirà utile.

Fase 3 - l'inizio della vostra nuova vita di coppia. Farete una richiesta e se lui dirà di no non discutete, non rispondete, continuate a svolgere le vostre faccende, tranquillamente, come se foste sicure che vi asseconderà, in questa fase di solito gli uomini dicono di no, iniziano a borbottare e poi fanno la cosa senza nemmeno accorgersene e mentre la fanno si rendono conto che non vogliono dirvi di no, che l'unica cosa che desiderano e fare ciò che chiedete, avere la vostra gratitudine, i vostri abbracci, i vostri sorrisi, sentirsi i vostri supereroi insomma, e mentre apriranno la bottiglia dell'acqua penseranno “Sono troppo fico, guardatemi sto aprendo la bottiglia per mia moglie. Sono un eroe”.

Il vostro apprezzamento e la vostra gratitudine, saranno loro a cucire lo strascico del vostro supereroe.

Quando Francesca mi ha raccontato del potere dell'apprezzamento le ho fatto notare che il marito non aveva salvato la terra, aveva solo buttato la spazzatura, ed era anche compito suo. Mi ha fatto notare che si, è vero, è compito suo ma l'unico motivo per cui lo fa volentieri è per fare felice la sua damigella ed a lei non costa nulla. Le ho risposto che lo sta solo prendendo in giro ma in realtà lei ha solo allenato se stessa a dimostrargli amore incondizionato e, non meno importante, lo aiuta a produrre testosterone, l'ormone che gli serve per sentirsi carico e appagato, per sopportare lo stress e prendersi cura di lei, della casa, della loro famiglia e del lavoro.

Francesca ha compreso l'importanza di questa cosa una sera, quando il marito, dopo aver passato una intera giornata a risolvere tanti suoi piccoli problemi di natura pratica ed emotiva, ha risposto con entusiasmo alla sua ennesima richiesta, lasciando spaesata anche lei che si aspettava di essere mandata a fare altro. Sentendosi un po' in colpa, si è scusata per tutte le richieste, la risposta del marito è stata spiazzante: “amo così tanto fare le cose per te, perché poi tu sei tutta contenta, e sono io a farti così felice”. Pur non sapendo quanto Francesca si fosse allenata per riuscire a tirare fuori l'amore che aveva dentro di se, suo marito aveva capito che era proprio l'amore che la moglie gli mostrava a farlo sentire così bene. Lui non desiderava altro che sapere di renderla felice. Francesca ha ammesso che qualche volta, quando lo vede giù di corda, prova a creare un'emergenza, magari rompe qualcosa che sia semplice da riparare, in modo che lui possa aggiustare tutto salvandola, avere la sua gratitudine e ricaricarsi di energia e amore.

È proprio vero il detto che dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna!

 

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Articolo tratto dalla rubrica Da donna a donna by Sam

Foto tratta da www.centralfloridapics.com

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