Le filastrocche per fare la conta, le classiche e le più belle
Mercoledì, 27 Agosto 2025 13:01Prima di qualsiasi partita o giro di gioco tra bambini, c’è un momento immancabile: fare la conta. Dietro a questo gesto semplice c’è tutta una tradizione di filastrocche in rima, brevi formule che non solo assegnano un ruolo ma mettono in moto ritmo, attenzione e qualche risata. Sono le filastrocche della conta, piccoli testi che i bambini imparano così, senza neppure sapere di stare usando un’antica forma di poesia popolare.
Ambarabà Ciccì Coccò
Tra tutte, l’"Ambarabà ciccì coccò" è la più famosa e ancora oggi la più usata nei cortili e nelle aule.
"Ambarabà ciccì coccò,
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore.
Il dottore si ammalò,
ambarabà ciccì coccò."
Passa Paperino con la pipa in bocca
"Passa paperino con la pipa in bocca,
guai a chi la tocca,
l’hai toccata tu,
esci fuori propriamente tu!"
Pimperepettenusa
"Pimperepettenusa, pimperepettepan,
chi si mette ultimo fa il signor capitan."
Altre filastrocche della conta
Le varianti sono infinite, ciascuna con il proprio ritmo e colore: dalla macchinina rossa alle fragoline, i bambini si passano versioni diverse, tutte con lo stesso scopo—decidere senza discussioni e nel segno del divertimento.
- Conte con gli animali: filastrocche che usano animali e figure divertenti, come "Rinoceronte che passa sul ponte...", "Orlando paladino avea un bel cavallino..." e altre che terminano con la frase "a star fuori sei proprio tu!"
- Macchinina rossa rossa dove vai?: una conta interattiva in cui si chiede il nome di una città e quanti chilometri si faranno, seguito dal conteggio diventa gioco e scelta.
- Conta dieci, conta venti: con frasi in rima che parlano di denti da togliere, viaggi nel mondo e ruoli da assegnare, fino a dire "a star sotto tocca a te!"
- Filastrocche con numeri e oggetti: come "Uno, due e tre cancelli, ceci cotti e campanelli", oppure "Hai visto mio marito? Di che colore era vestito... quanti soldi aveva in tasca..." seguiti da un conteggio.
- Conte buffe e scioglilingua: ad esempio, "Din e Dan, Dan e Din, bolle l’acqua nel catin" o "Bin, bin, cinesin, conta tutti i cappellin..."
- Canzoncine e filastrocche per momenti diversi: alcune filastrocche sono nate anche per momenti come la pappa, il bagnetto o la scuola, con testi allegri e semplici.
Il passaggio dalle elementari alle medie: consigli pratici per affrontare il nuovo inizio
Lunedì, 25 Agosto 2025 08:51Passare dalla scuola elementare alla scuola media è un passo importante per ogni ragazzo. È un momento di cambiamenti: nuove materie, nuovi compagni, nuovi insegnanti. E si è sull'orlo dell'adolescenza: mica semplice.
Può far un po’ paura, ma è anche l’inizio di un’avventura che aiuta a crescere. Con qualche consiglio, questo passaggio sarà più facile e meno stressante.
1. Ascoltare e rassicurare
Il primo passo è creare uno spazio di ascolto aperto e senza giudizio. I bambini potrebbero averepaure o dubbi che è importante riconoscere. Rassicurare sui cambiamenti, spiegare che è normalesentirsi un po’ spaesati all’inizio, aiuta a ridurre l’ansia.
2. Organizzare insieme la routine scolastica
Aiutare i figli a pianificare il tempo tra studio e tempo libero è fondamentale. Insegnare loro a usare un diario per segnare compiti e verifiche, e aiutarli a creare un’organizzazione quotidiana promuove l’autonomia e un corretto equilibrio.
3. Mantenere un dialogo con la scuola
Partecipare agli incontri con insegnanti e mantenere una comunicazione costante permette di monitorare i progressi e intervenire in caso di difficoltà. Essere presenti e mostrarsi interessati alla vita scolastica dei figli è un grande sostegno.
4. Incoraggiare l’autonomia senza pressioni
Le medie richiedono maggior responsabilità e indipendenza. È importante spingere i ragazzi a gestirsi senza però caricarli di troppe aspettative o ansie. Un equilibrio tra supporto e libertà è la chiave per farli crescere sicuri.
5. Favorire momenti di svago e interesse
Oltre allo studio, i figli devono avere tempo per coltivare passioni e socializzare. Incoraggiare attività sportive, artistiche o altre passioni aiuta a sviluppare un’energia positiva e a creare occasioni di socializzazione. Anche se il carico di lavoro inizialmente sembrerà molto più pesante!
6. Trasformare gli errori in occasione di crescita
Un consiglio spesso trascurato è aiutare i figli a vedere gli errori non come fallimenti, ma come occasioni di apprendimento. Alle medie, le difficoltà possono capitare più spesso, e i ragazzi potrebbero sentirsi demotivati o frustrati. Invece di correggere subito o minimizzare i problemi, è utile parlare con loro di cosa si può imparare da ogni errore, incoraggiandoli a essere curiosi e a non temere di sbagliare. Questo atteggiamento li aiuta a sviluppare resilienza e autostima, qualità fondamentali per affrontare la scuola e la vita.
7. Creare rituali familiari per condividere la giornata
Un modo semplice ma potente per sostenere i figli è quello di stabilire piccoli rituali quotidiani osettimanali in famiglia, per parlare di come è andata la giornata a scuola. Può essere una cenadedicata, un momento di lettura insieme o anche una breve passeggiata serale. Questi rituali aiutano a creare un clima di fiducia e apertura, permettendo ai ragazzi di esprimere difficoltà o entusiasmi, senza sentirsi giudicati. Inoltre rafforzano il legame familiare, che è una base solida per affrontare ogni cambiamento.
8. Aiutare a costruire nuove amicizie con piccoli gesti
Fare nuovi amici alle medie può essere una sfida per molti ragazzi. I genitori possono supportare ipropri figli incoraggiandoli a piccoli gesti di gentilezza e apertura: un sorriso, un saluto, l’invito acondividere una merenda o un progetto di gruppo. Anche organizzare incontri con i nuovi compagni fuori dalla scuola può facilitare la creazione di legami più forti. L’importante è aiutare i figli a capire che le amicizie si costruiscono passo dopo passo, con pazienza e naturalezza.
Cosa fare a Roma con i bambini
Giovedì, 21 Agosto 2025 17:23Roma non è soltanto la città della storia e dell’arte, ma anche un luogo dove le famiglie possono trovare esperienze su misura per le bambine e i bambini. Visitare la capitale con i più piccoli non significa solo portarli a vedere i monumenti più celebri: vuol dire anche pensare a spazi dove possano muoversi, imparare in modo divertente, stupirsi e magari anche riposarsi. L’offerta della città è ampia e attraversa mondi diversi: dai musei interattivi ai parchi storici, dalle passeggiate nei quartieri più vivaci alle attività pensate per educare senza annoiare.
Musei a misura di bambine e bambini
Se c’è un timore che molti genitori e molte madri e padri condividono, è che i musei possano risultare faticosi per chi non ha ancora l’età per seguire visite lunghe. Roma, però, ha creato percorsi dedicati che trasformano le sale in luoghi di scoperta. Al Museo dei Bambini Explora, vicino a piazza del Popolo, tutto è pensato per il gioco educativo. Qui le bambine e i bambini possono sperimentare in prima persona come funziona un supermercato, come si costruisce un palazzo, come ci si muove nel traffico o perfino come lavorano i pompieri. È un museo che stimola la curiosità con linguaggi semplici e attività pratiche.
Un altro luogo che riesce a sorprendere è il Museo Civico di Zoologia, vicino a Villa Borghese. Tra animali imbalsamati, scheletri e installazioni multimediali, la visita si trasforma in un viaggio nella biodiversità. Gli spazi interattivi, come il laboratorio “Scienza divertente”, rendono più leggera la visita. Anche il Museo delle Civiltà all’Eur, con le sue collezioni archeologiche e antropologiche, propone percorsi didattici che avvicinano bambine e bambini a culture lontane attraverso oggetti concreti e racconti visivi.
L’arte contemporanea non manca di strumenti per coinvolgere i più piccoli: il Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, organizza laboratori che stimolano la creatività attraverso forme, colori e materiali. Perché la cultura, se raccontata con attenzione, non ha età.
Parchi e spazi all’aperto
Roma è una città che sorprende per la quantità di verde. Se si viaggia con i bambini e le bambine, i parchi storici diventano un alleato prezioso. Villa Borghese non è soltanto il polmone verde del centro: offre un bioparco che ospita centinaia di specie animali, un trenino che attraversa i viali e perfino un piccolo lago con barchette a remi. Qui le famiglie possono alternare una passeggiata a una visita culturale, visto che all’interno del parco si trovano anche musei e spazi espositivi.
A sud della città, il Parco degli Acquedotti diventa una lezione di storia a cielo aperto. Tra i prati si stagliano gli antichi archi romani, che diventano quasi un gioco visivo per i più piccoli. È uno dei luoghi migliori per un picnic, una corsa in bicicletta o un momento di pausa dalla confusione urbana.
Molto amato dalle famiglie è anche il Giardino degli Aranci sull’Aventino. Lo spazio è raccolto e sicuro, con una vista che lascia senza parole e che anche i bambini e le bambine possono apprezzare, trasformando la sosta in un ricordo speciale. Non mancano poi i parchi attrezzati più moderni, come il Parco della Caffarella, dove il contatto con la natura diventa occasione per osservare animali da fattoria e resti archeologici.
Esperienze educative e divertenti
Oltre ai musei e ai parchi, Roma offre esperienze più originali che mescolano gioco e formazione. Il Planetario di Roma, recentemente rinnovato, è un luogo che affascina non solo le persone adulte ma anche le bambine e i bambini. Grazie a proiezioni immersive e spiegazioni semplici, ci si ritrova a viaggiare tra pianeti e costellazioni. È un’occasione per guardare il cielo con occhi nuovi e per stimolare l’interesse verso le scienze.
La Città dell’Altra Economia, nel quartiere Testaccio, organizza laboratori e attività per avvicinare anche i più piccoli al tema della sostenibilità. Qui si parla di agricoltura biologica, riciclo, energia pulita, sempre con un approccio adatto a chi è in età scolare.
Anche la dimensione teatrale ha il suo peso. Alcuni teatri romani propongono rassegne per bambine e bambini, con spettacoli brevi e coinvolgenti. È un modo per avvicinarli al linguaggio artistico in una forma comprensibile e divertente. In particolare, il Teatro Verde è noto per la programmazione dedicata all’infanzia, tra fiabe, musica e marionette.
Passeggiare tra i quartieri e vivere la città
Roma non si esaurisce nei suoi monumenti celebri. Per i più piccoli può essere più stimolante camminare tra le vie dei quartieri e scoprire dettagli quotidiani. Il quartiere Trastevere, con i suoi vicoli stretti e le piazzette, è un luogo dove la passeggiata diventa gioco. I bambini e le bambine possono osservare murales, fontanelle storiche e piccoli mercati.
Anche il Ghetto ebraico offre spunti interessanti: oltre alla sinagoga, ci sono forni e pasticcerie dove scoprire sapori diversi, un’esperienza che diventa culturale e sensoriale allo stesso tempo. Nei mercati rionali, come quello di Campo de’ Fiori, l’impatto visivo con i banchi colorati può trasformarsi in un percorso educativo: i più piccoli imparano a riconoscere frutta e verdura, a sentire profumi, a osservare la vita quotidiana di una città che resta viva oltre i flussi turistici.
Anche una passeggiata lungo il Lungotevere può essere una sorpresa: osservare il fiume, raccontarne le storie, fermarsi a guardare i murales che negli ultimi anni hanno colorato le banchine. Così la città, spesso percepita come caotica e complessa, diventa più accessibile e umana.
5 pranzi veloci per famiglie da portare in spiaggia al mare
Venerdì, 15 Agosto 2025 09:32Sotto il sole che accarezza la pelle e il vento che profuma di salsedine, la spiaggia si trasforma in una grande tavola condivisa. Non servono preparazioni elaborate o attese infinite e non serve nemmeno spendere un sacco di soldi nei bar degli stabilimenti balneari: il bello di un pranzo al mare in famiglia è proprio la semplicità che si fa allegria. Basta aprire la borsa frigo con le onde in sottofondo e lasciarsi sorprendere da piccoli piatti freschi che rallegrano la giornata.
Ecco dunque 5 idee di pranzi veloci perfetti per da portare al mare. Freschi, pratici, gustosi: si preparano in poco tempo e sono ideali da consumare sotto l’ombrellone.
1. Insalata di riso mediterranea
Un grande classico per la spiaggia: riso lessato e raffreddato, unito a pomodorini, olive nere, mais, cubetti di formaggio e basilico fresco. Condisci con olio extravergine d’oliva e il gioco è fatto. Puoi arricchire con ciò che preferisci tra le verdure estive.
2. Pasta fredda con pesto, pomodorini e mozzarella
Cuoci la pasta corta (farfalle, penne o fusilli) e raffreddala sotto l’acqua. Unisci pesto, pomodorini a pezzetti e mozzarella a cubetti per un piatto fresco e saporito, che piace sia ai grandi che ai bambini.
3. Cous cous con verdure grigliate e feta
Prepara il cous cous secondo le istruzioni e aggiungi zucchine, melanzane e peperoni grigliati. Completa con cubetti di feta e foglie di menta. Un pranzo energetico, che si conserva bene nella borsa frigo.
4. Frittata di verdure
Sbatti le uova con sale, pepe e parmigiano e aggiungi verdure di stagione (ad esempio zucchine, peperoni, cipollotto). Cuoci la frittata in padella, falla raffreddare e tagliala a spicchi o quadratini: ottima anche da mangiare con le mani.
5. Wrap con formaggio fresco e verdure croccanti
Spalma formaggio fresco su una tortilla, aggiungi insalata, pomodorini, cetrioli, carote grattugiate e chiudi il wrap. Avvolgi nella pellicola e porta in spiaggia: comodo, bilanciato e molto amato dai piccoli.
Dolori da ciclo in gravidanza: è normale?
Martedì, 12 Agosto 2025 09:37Sentire dolori simili a quelli da ciclo mestruale durante la gravidanza può sorprendere, ma è più comune di quanto si pensi. Questi dolori, spesso descritti come crampi o fastidi al basso ventre, possono manifestarsi soprattutto nelle prime settimane e, in alcune donne, anche verso la fine della gravidanza. Sono legati a cambiamenti fisiologici che l’utero e gli altri organi pelvici stanno attraversando per accogliere e sostenere il bambino in crescita.
Le cause fisiologiche dei dolori da ciclo in gravidanza
I dolori da ciclo in gravidanza sono in genere dovuti all’aumento dell’irrigazione sanguigna e all’attività muscolare più intensa dell’utero, che si sta adattando alla nuova situazione. Nelle prime settimane i crampi possono ricordare quelli premestruali, ma tendono a essere meno intensi e durano generalmente pochi giorni. Verso la fine della gravidanza, intorno alla 30-33ª settimana, è possibile sentire fastidi dovuti allo stiramento delle fibre muscolari e alla formazione del segmento uterino inferiore, un processo del tutto naturale e necessario.
È fondamentale però ascoltare il proprio corpo con attenzione. Se il dolore si presenta con intensità elevata, è localizzato soprattutto su un lato, oppure è accompagnato da sanguinamento abbondante o altri sintomi preoccupanti, potrebbe essere un segnale di condizioni più serie come una minaccia d’aborto, distacco placenta o gravidanza extrauterina. In questi casi è imprescindibile rivolgersi tempestivamente a un ginecologo o una ginecologa per una valutazione accurata e per escludere rischi per la mamma e il bambino.
L’importanza della supervisione medica
In generale, i dolori lievi e intermittenti possono non essere un motivo di allarme, ma ogni sintomo in gravidanza merita rispetto e supervisione medica. Evitare l’autodiagnosi e l’autotrattamento è fondamentale; solo il parere di uno specialista può garantire un percorso sicuro e sereno durante tutta la gestazione.
Quindi, sì, i dolori da ciclo in gravidanza possono essere normali e fisiologici, ma la cosa più importante resta sempre consultare il proprio ginecologo o ginecologa per ogni dubbio o sintomo sospetto, così da vivere questo periodo con la massima sicurezza e tranquillità.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Cos'è quella linea scura che compare sulla pancia in gravidanza
Lunedì, 11 Agosto 2025 12:00La linea nigra è quella sottile striscia scura che molte donne notano comparire verticalmente sulla pancia durante la gravidanza, partendo dall’ombelico fino al pube. È un fenomeno del tutto normale, causato dall’aumento degli ormoni, in particolare degli estrogeni e della melanina, che stimolano la pigmentazione della pelle. Questo segno è un vero e proprio segnale visibile del cambiamento che il corpo sta attraversando, e in genere appare verso il secondo trimestre, cioè intorno al quarto o quinto mese.
Perché è scura
La pigmentazione intensa della linea nigra è dovuta a una maggiore produzione di melanina, lo stesso pigmento che rende più scura la pelle d’estate. Durante la gravidanza, il corpo è in una specie di “modalità aumento pigmentazione”, per cui alcune aree come l’areola, le smagliature e appunto la linea nigra diventano più evidenti. La linea tende a essere più scura nelle donne con carnagione più scura, ma può comparire in ogni tipo di pelle. Una buona notizia: nella maggior parte dei casi la linea nigra scompare spontaneamente entro alcuni mesi dopo il parto, quando i livelli ormonali tornano alla normalità.
È importante sapere che la linea nigra, anche se visibile e a volte sorprendente, è sempre un fenomeno benigno e non mette a rischio la salute della mamma o del bambino. Non c’è bisogno di trattamenti particolari o di coprirla. Se però la pigmentazione compare in altre zone insolite o se cambia forma e colore in modo drastico, è bene consultare il medico per escludere altre condizioni cutanee o problemi ormonali.
Come prendersene cura
Anche se la linea nigra non richiede cure specifiche, mantenere la pelle ben idratata e protetta aiuta a prevenire altri possibili problemi. Durante la gravidanza è fondamentale usare una crema idratante delicata per mantenere la pelle elastica e morbida. La protezione solare è un must, perché il sole può accentuare la pigmentazione. Preferire filtri minerali e prodotti sicuri per la gravidanza è la scelta migliore. Un piccolo gesto quotidiano che fa la differenza per il comfort e la bellezza della pelle.
Si racconta spesso che la linea nigra possa dire qualcosa sul sesso del bambino, con credenze popolari che la collegano a maschio o femmina a seconda della sua intensità o lunghezza. In realtà, non esiste alcuna prova scientifica che confermi queste credenze: è solo una linea di pigmento come tante altre variazioni cutanee. Anche la sua presenza o assenza non influisce sul normale decorso della gravidanza.
Skincare in gravidanza, la routine ideale e sicura
Lunedì, 11 Agosto 2025 11:53Durante la gravidanza la pelle cambia parecchio: diventa spesso più sensibile, può seccarsi e mostrare macchie o irritazioni, come la famosa “maschera gravidica”. All’inizio i livelli ormonali la rendono luminosa e radiosa, ma dal quarto mese in poi possono comparire piccoli fastidi estetici o di comfort.
Ingredienti
Per prendersi cura della pelle in modo sicuro è importante scegliere cosmetici naturali, delicati e testati dermatologicamente. Ingredienti come acido ialuronico, niacinamide, glicerina e peptidi sono ottimi perché idratano in profondità, rinforzano la barriera cutanea e favoriscono il rinnovamento cellulare senza rischi. Anche l’olio di fico d’india, ricco di vitamine E e K, aiuta a mantenere elasticità e idratazione, contrastando le smagliature. L’olio di mandorle dolci biologico è invece un classico amico della pelle, noto per le sue proprietà elasticizzanti e nutrienti. Estratti vegetali e bava di lumaca lavorano per lenire e rigenerare la pelle. Per la protezione dai raggi solari, si consigliano filtri minerali, da usare però dopo aver sentito il medico.
Ci sono invece ingredienti da evitare assolutamente perché potenzialmente pericolosi durante la gravidanza. Tra questi figurano la vitamina A e i suoi derivati come retinoidi e retinolo, che potrebbero interferire con lo sviluppo del bambino. Gli oli essenziali sono sconsigliati perché possono scatenare allergie o irritazioni, mentre l’arbutina e altri schiarenti aggressivi non sono da prendere in considerazione. I profumi troppo intensi rischiano di dare fastidio o provocare reazioni allergiche. È meglio stare alla larga anche dall’acido salicilico in alte dosi e da cosmetici anticellulite con caffeina o principi attivi come alghe, tè verde o peperoncino, a meno che non venga esplicitamente approvato dal medico.
La routine ideale
La routine ideale in gravidanza dovrebbe essere semplice ma efficace, concentrandosi su poche mosse essenziali. È fondamentale detergere il viso con prodotti delicati senza alcol o ingredienti aggressivi, usare un tonico senza alcol per riequilibrare la pelle e applicare un siero idratante a base di acido ialuronico o niacinamide. La crema giorno protettiva, preferibilmente con filtro solare minerale, va scelta con attenzione e sempre consultando il ginecologo. Di notte, creme o oli naturali garantiscono nutrimento e rigenerazione, mentre una leggera esfoliazione settimanale con prodotti naturali aiuta a eliminare le cellule morte, senza mai esagerare né usare agenti aggressivi.
Consigli pratici
Qualche consiglio pratico finale: prima di acquistare un prodotto nuovo è sempre meglio confrontarsi con il medico e preferire formule biologiche e certificate per pelli sensibili. È utile fare un test patch per evitare reazioni indesiderate ed evitare esperimenti con cosmetici non noti. Non va sottovalutata l’importanza della protezione solare per limitare le macchie cutanee tipiche della gravidanza. In sintesi, dedicare attenzione e cura alla skincare in questo periodo significa non solo coccolare la propria pelle ma anche tutelare la salute del bambino, trasformando la routine di bellezza in un momento piacevole e sicuro.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
La peperonata è una ricetta classica e amata, un contorno o antipasto tipico dell’estate italiana a base di peperoni, pomodori, cipolle e basilico, che insieme creano una sinfonia di sapori profumati e colorati.
Per preparare una buona peperonata è importante usare peperoni di diversi colori (verde, giallo e rosso) perché hanno sapori e consistenze diverse che arricchiscono il piatto. Si comincia lavando e pulendo i peperoni, eliminando semi e parti bianche interne, poi si tagliano a striscioline o pezzetti. Le cipolle, preferibilmente quelle di Tropea per il loro gusto dolce, vengono affettate e soffritte con olio e uno spicchio d’aglio (facoltativo per chi non vuole un sapore troppo intenso).
I peperoni si uniscono alla cipolla e si fanno cuocere per circa 15-20 minuti a fuoco medio-basso, coprendo la padella, così da ammorbidirli lentamente. A questo punto si aggiunge la passata di pomodoro o pomodori freschi tagliati a pezzi, e si continua la cottura per altri 10-15 minuti fino a quando il sugo si ridefinisce leggermente e la peperonata diventa cremosa e saporita. Il basilico fresco viene aggiunto solo alla fine per dare profumo e aroma al piatto.
La peperonata si può servire calda, tiepida o anche fredda, come contorno o per accompagnare salumi, formaggi, carni, oppure come condimento per la pasta o le bruschette.
Per renderla più digeribile, ci si può affidare ad alcuni trucchi della tradizione, come togliere la pellicina esterna ai peperoni, usare cipolle dolci come quelle di Tropea e aggiungere un pizzico di zucchero per bilanciare l’acidità.
Peperonata: la ricetta della nonna
Ecco i romanzi imperdibili da leggere quest’estate: i 7 casi editoriali del momento
Lunedì, 04 Agosto 2025 10:37L’estate è la stagione ideale per regalarsi qualche ora di evasione con una buona lettura, immergendosi tra storie appassionanti e grandi emozioni. Ecco sette romanzi freschi di stampa, fenomeni editoriali del momento: non lasciateveli sfuggire sotto l’ombrellone.
Strani disegni di Uketsu (Einaudi)
Vero caso letterario dell’estate, firmato da uno youtuber giapponese dall’identità sconosciuta. Un giallo-horror immersivo in cui disegni, blog, scarabocchi infantili e schizzi legati a misteriosi delitti costringono lettrici e lettori a mettersi in gioco per svelare la verità. Un romanzo che reinventa il crime e gioca con il paranormale, perfetto per chi cerca brividi ma ama i puzzle narrativi.
Il mio nome è Emilia del Valle di Isabel Allende (Feltrinelli)
Il grande ritorno di Isabel Allende con una saga piena di emozioni e forza femminile. La vita travagliata di Emilia, tra Messico e Cile, intreccia giornalismo, ricerca d’identità, amore e grandi stravolgimenti storici.
Never flinch – La lotteria degli innocenti di Stephen King (Sperling & Kupfer)
L’ultimo romanzo del maestro dell’horror esamina il confine tra giustizia, paura e ideologia, in un thriller oscuro e psicologico che ha già conquistato lettori di tutto il mondo.
Gli omicidi dei tarocchi di Barbara Baraldi (Giunti)
Tra i grandi best seller italiani, questa nuova indagine della commissaria Emma Bellini ci porta nella Trieste più inquieta, alle prese con un serial killer che lascia carte dei tarocchi sulle scene del crimine. Un giallo perfetto per le appassionate del mistero all’italiana.
Un cadavere in cucina di Giancarlo De Cataldo (Einaudi, Stile Libero)
Il pubblico adora le indagini del pm Manrico Spinori: questa volta, il mistero irrompe tra gli chef stellati di un prestigioso ristorante romano. Tra segreti, intrighi e Servizi segreti, il giallo è assicurato.
In guerra e in amore di Ildefonso Falcones (Longanesi)
Dallo storico autore de La cattedrale del mare, un nuovo romanzo epico che ci porta nella Napoli aragonese del Quattrocento tra passioni travolgenti, lotte di potere e avventure indimenticabili. Una saga perfetta per chi ama i grandi romanzi storici.
Butterfly di Martta Kaukonen (Longanesi)
Un thriller scandinavo al femminile su ossessioni, doppi giochi e una psicologa detective, destinato a tenervi col fiato sospeso e già in corso di traduzione in numerosi paesi. Ideale per chi cerca tensione e originalità.
Dal nome non si direbbe, ma la genovese è uno dei sughi simbolo della cucina napoletana. Tradizionalmente realizzata con una lenta cottura di cipolle e carne, oggi sempre più spesso declinata in versioni vegetariane, perfette per chi desidera un piatto ricco di gusto ma senza carne.
La genovese vegetariana, detta anche “finta genovese”, si basa su una lunga cottura di cipolle ramate, carote e sedano, che sprigionano un sapore dolce e avvolgente, ideale per condire ziti o maccheroni. Rispetto alla ricetta originale, questa variante richiede meno tempo e un procedimento più semplice, risultando più leggera e altrettanto saporita.
La genovese vegetariana, con la sua dolcezza naturale e il profumo dell’alloro, è un’ottima alternativa per gustare un piatto tipico senza rinunciare alla tradizione. Morbida, ricca e confortante, si presta a essere apprezzata anche da chi normalmente predilige la versione con la carne, offrendo un’esperienza culinaria leggera ma autentica. Se vuoi cimentarti in una versione più originale, alcune varianti vegetariane prevedono l’aggiunta di bocconcini di soia o funghi per arricchire il gusto, ma la semplicità delle verdure cotte lentamente è ciò che rende speciale questo classico napoletano.
La ricetta della genovese vegetariana