5 pranzi veloci per famiglie da portare in spiaggia al mare
Venerdì, 15 Agosto 2025 09:32Sotto il sole che accarezza la pelle e il vento che profuma di salsedine, la spiaggia si trasforma in una grande tavola condivisa. Non servono preparazioni elaborate o attese infinite e non serve nemmeno spendere un sacco di soldi nei bar degli stabilimenti balneari: il bello di un pranzo al mare in famiglia è proprio la semplicità che si fa allegria. Basta aprire la borsa frigo con le onde in sottofondo e lasciarsi sorprendere da piccoli piatti freschi che rallegrano la giornata.
Ecco dunque 5 idee di pranzi veloci perfetti per da portare al mare. Freschi, pratici, gustosi: si preparano in poco tempo e sono ideali da consumare sotto l’ombrellone.
1. Insalata di riso mediterranea
Un grande classico per la spiaggia: riso lessato e raffreddato, unito a pomodorini, olive nere, mais, cubetti di formaggio e basilico fresco. Condisci con olio extravergine d’oliva e il gioco è fatto. Puoi arricchire con ciò che preferisci tra le verdure estive.
2. Pasta fredda con pesto, pomodorini e mozzarella
Cuoci la pasta corta (farfalle, penne o fusilli) e raffreddala sotto l’acqua. Unisci pesto, pomodorini a pezzetti e mozzarella a cubetti per un piatto fresco e saporito, che piace sia ai grandi che ai bambini.
3. Cous cous con verdure grigliate e feta
Prepara il cous cous secondo le istruzioni e aggiungi zucchine, melanzane e peperoni grigliati. Completa con cubetti di feta e foglie di menta. Un pranzo energetico, che si conserva bene nella borsa frigo.
4. Frittata di verdure
Sbatti le uova con sale, pepe e parmigiano e aggiungi verdure di stagione (ad esempio zucchine, peperoni, cipollotto). Cuoci la frittata in padella, falla raffreddare e tagliala a spicchi o quadratini: ottima anche da mangiare con le mani.
5. Wrap con formaggio fresco e verdure croccanti
Spalma formaggio fresco su una tortilla, aggiungi insalata, pomodorini, cetrioli, carote grattugiate e chiudi il wrap. Avvolgi nella pellicola e porta in spiaggia: comodo, bilanciato e molto amato dai piccoli.
Dolori da ciclo in gravidanza: è normale?
Martedì, 12 Agosto 2025 09:37Sentire dolori simili a quelli da ciclo mestruale durante la gravidanza può sorprendere, ma è più comune di quanto si pensi. Questi dolori, spesso descritti come crampi o fastidi al basso ventre, possono manifestarsi soprattutto nelle prime settimane e, in alcune donne, anche verso la fine della gravidanza. Sono legati a cambiamenti fisiologici che l’utero e gli altri organi pelvici stanno attraversando per accogliere e sostenere il bambino in crescita.
Le cause fisiologiche dei dolori da ciclo in gravidanza
I dolori da ciclo in gravidanza sono in genere dovuti all’aumento dell’irrigazione sanguigna e all’attività muscolare più intensa dell’utero, che si sta adattando alla nuova situazione. Nelle prime settimane i crampi possono ricordare quelli premestruali, ma tendono a essere meno intensi e durano generalmente pochi giorni. Verso la fine della gravidanza, intorno alla 30-33ª settimana, è possibile sentire fastidi dovuti allo stiramento delle fibre muscolari e alla formazione del segmento uterino inferiore, un processo del tutto naturale e necessario.
È fondamentale però ascoltare il proprio corpo con attenzione. Se il dolore si presenta con intensità elevata, è localizzato soprattutto su un lato, oppure è accompagnato da sanguinamento abbondante o altri sintomi preoccupanti, potrebbe essere un segnale di condizioni più serie come una minaccia d’aborto, distacco placenta o gravidanza extrauterina. In questi casi è imprescindibile rivolgersi tempestivamente a un ginecologo o una ginecologa per una valutazione accurata e per escludere rischi per la mamma e il bambino.
L’importanza della supervisione medica
In generale, i dolori lievi e intermittenti possono non essere un motivo di allarme, ma ogni sintomo in gravidanza merita rispetto e supervisione medica. Evitare l’autodiagnosi e l’autotrattamento è fondamentale; solo il parere di uno specialista può garantire un percorso sicuro e sereno durante tutta la gestazione.
Quindi, sì, i dolori da ciclo in gravidanza possono essere normali e fisiologici, ma la cosa più importante resta sempre consultare il proprio ginecologo o ginecologa per ogni dubbio o sintomo sospetto, così da vivere questo periodo con la massima sicurezza e tranquillità.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Cos'è quella linea scura che compare sulla pancia in gravidanza
Lunedì, 11 Agosto 2025 12:00La linea nigra è quella sottile striscia scura che molte donne notano comparire verticalmente sulla pancia durante la gravidanza, partendo dall’ombelico fino al pube. È un fenomeno del tutto normale, causato dall’aumento degli ormoni, in particolare degli estrogeni e della melanina, che stimolano la pigmentazione della pelle. Questo segno è un vero e proprio segnale visibile del cambiamento che il corpo sta attraversando, e in genere appare verso il secondo trimestre, cioè intorno al quarto o quinto mese.
Perché è scura
La pigmentazione intensa della linea nigra è dovuta a una maggiore produzione di melanina, lo stesso pigmento che rende più scura la pelle d’estate. Durante la gravidanza, il corpo è in una specie di “modalità aumento pigmentazione”, per cui alcune aree come l’areola, le smagliature e appunto la linea nigra diventano più evidenti. La linea tende a essere più scura nelle donne con carnagione più scura, ma può comparire in ogni tipo di pelle. Una buona notizia: nella maggior parte dei casi la linea nigra scompare spontaneamente entro alcuni mesi dopo il parto, quando i livelli ormonali tornano alla normalità.
È importante sapere che la linea nigra, anche se visibile e a volte sorprendente, è sempre un fenomeno benigno e non mette a rischio la salute della mamma o del bambino. Non c’è bisogno di trattamenti particolari o di coprirla. Se però la pigmentazione compare in altre zone insolite o se cambia forma e colore in modo drastico, è bene consultare il medico per escludere altre condizioni cutanee o problemi ormonali.
Come prendersene cura
Anche se la linea nigra non richiede cure specifiche, mantenere la pelle ben idratata e protetta aiuta a prevenire altri possibili problemi. Durante la gravidanza è fondamentale usare una crema idratante delicata per mantenere la pelle elastica e morbida. La protezione solare è un must, perché il sole può accentuare la pigmentazione. Preferire filtri minerali e prodotti sicuri per la gravidanza è la scelta migliore. Un piccolo gesto quotidiano che fa la differenza per il comfort e la bellezza della pelle.
Si racconta spesso che la linea nigra possa dire qualcosa sul sesso del bambino, con credenze popolari che la collegano a maschio o femmina a seconda della sua intensità o lunghezza. In realtà, non esiste alcuna prova scientifica che confermi queste credenze: è solo una linea di pigmento come tante altre variazioni cutanee. Anche la sua presenza o assenza non influisce sul normale decorso della gravidanza.
Skincare in gravidanza, la routine ideale e sicura
Lunedì, 11 Agosto 2025 11:53Durante la gravidanza la pelle cambia parecchio: diventa spesso più sensibile, può seccarsi e mostrare macchie o irritazioni, come la famosa “maschera gravidica”. All’inizio i livelli ormonali la rendono luminosa e radiosa, ma dal quarto mese in poi possono comparire piccoli fastidi estetici o di comfort.
Ingredienti
Per prendersi cura della pelle in modo sicuro è importante scegliere cosmetici naturali, delicati e testati dermatologicamente. Ingredienti come acido ialuronico, niacinamide, glicerina e peptidi sono ottimi perché idratano in profondità, rinforzano la barriera cutanea e favoriscono il rinnovamento cellulare senza rischi. Anche l’olio di fico d’india, ricco di vitamine E e K, aiuta a mantenere elasticità e idratazione, contrastando le smagliature. L’olio di mandorle dolci biologico è invece un classico amico della pelle, noto per le sue proprietà elasticizzanti e nutrienti. Estratti vegetali e bava di lumaca lavorano per lenire e rigenerare la pelle. Per la protezione dai raggi solari, si consigliano filtri minerali, da usare però dopo aver sentito il medico.
Ci sono invece ingredienti da evitare assolutamente perché potenzialmente pericolosi durante la gravidanza. Tra questi figurano la vitamina A e i suoi derivati come retinoidi e retinolo, che potrebbero interferire con lo sviluppo del bambino. Gli oli essenziali sono sconsigliati perché possono scatenare allergie o irritazioni, mentre l’arbutina e altri schiarenti aggressivi non sono da prendere in considerazione. I profumi troppo intensi rischiano di dare fastidio o provocare reazioni allergiche. È meglio stare alla larga anche dall’acido salicilico in alte dosi e da cosmetici anticellulite con caffeina o principi attivi come alghe, tè verde o peperoncino, a meno che non venga esplicitamente approvato dal medico.
La routine ideale
La routine ideale in gravidanza dovrebbe essere semplice ma efficace, concentrandosi su poche mosse essenziali. È fondamentale detergere il viso con prodotti delicati senza alcol o ingredienti aggressivi, usare un tonico senza alcol per riequilibrare la pelle e applicare un siero idratante a base di acido ialuronico o niacinamide. La crema giorno protettiva, preferibilmente con filtro solare minerale, va scelta con attenzione e sempre consultando il ginecologo. Di notte, creme o oli naturali garantiscono nutrimento e rigenerazione, mentre una leggera esfoliazione settimanale con prodotti naturali aiuta a eliminare le cellule morte, senza mai esagerare né usare agenti aggressivi.
Consigli pratici
Qualche consiglio pratico finale: prima di acquistare un prodotto nuovo è sempre meglio confrontarsi con il medico e preferire formule biologiche e certificate per pelli sensibili. È utile fare un test patch per evitare reazioni indesiderate ed evitare esperimenti con cosmetici non noti. Non va sottovalutata l’importanza della protezione solare per limitare le macchie cutanee tipiche della gravidanza. In sintesi, dedicare attenzione e cura alla skincare in questo periodo significa non solo coccolare la propria pelle ma anche tutelare la salute del bambino, trasformando la routine di bellezza in un momento piacevole e sicuro.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
La peperonata è una ricetta classica e amata, un contorno o antipasto tipico dell’estate italiana a base di peperoni, pomodori, cipolle e basilico, che insieme creano una sinfonia di sapori profumati e colorati.
Per preparare una buona peperonata è importante usare peperoni di diversi colori (verde, giallo e rosso) perché hanno sapori e consistenze diverse che arricchiscono il piatto. Si comincia lavando e pulendo i peperoni, eliminando semi e parti bianche interne, poi si tagliano a striscioline o pezzetti. Le cipolle, preferibilmente quelle di Tropea per il loro gusto dolce, vengono affettate e soffritte con olio e uno spicchio d’aglio (facoltativo per chi non vuole un sapore troppo intenso).
I peperoni si uniscono alla cipolla e si fanno cuocere per circa 15-20 minuti a fuoco medio-basso, coprendo la padella, così da ammorbidirli lentamente. A questo punto si aggiunge la passata di pomodoro o pomodori freschi tagliati a pezzi, e si continua la cottura per altri 10-15 minuti fino a quando il sugo si ridefinisce leggermente e la peperonata diventa cremosa e saporita. Il basilico fresco viene aggiunto solo alla fine per dare profumo e aroma al piatto.
La peperonata si può servire calda, tiepida o anche fredda, come contorno o per accompagnare salumi, formaggi, carni, oppure come condimento per la pasta o le bruschette.
Per renderla più digeribile, ci si può affidare ad alcuni trucchi della tradizione, come togliere la pellicina esterna ai peperoni, usare cipolle dolci come quelle di Tropea e aggiungere un pizzico di zucchero per bilanciare l’acidità.
Peperonata: la ricetta della nonna
Ecco i romanzi imperdibili da leggere quest’estate: i 7 casi editoriali del momento
Lunedì, 04 Agosto 2025 10:37L’estate è la stagione ideale per regalarsi qualche ora di evasione con una buona lettura, immergendosi tra storie appassionanti e grandi emozioni. Ecco sette romanzi freschi di stampa, fenomeni editoriali del momento: non lasciateveli sfuggire sotto l’ombrellone.
Strani disegni di Uketsu (Einaudi)
Vero caso letterario dell’estate, firmato da uno youtuber giapponese dall’identità sconosciuta. Un giallo-horror immersivo in cui disegni, blog, scarabocchi infantili e schizzi legati a misteriosi delitti costringono lettrici e lettori a mettersi in gioco per svelare la verità. Un romanzo che reinventa il crime e gioca con il paranormale, perfetto per chi cerca brividi ma ama i puzzle narrativi.
Il mio nome è Emilia del Valle di Isabel Allende (Feltrinelli)
Il grande ritorno di Isabel Allende con una saga piena di emozioni e forza femminile. La vita travagliata di Emilia, tra Messico e Cile, intreccia giornalismo, ricerca d’identità, amore e grandi stravolgimenti storici.
Never flinch – La lotteria degli innocenti di Stephen King (Sperling & Kupfer)
L’ultimo romanzo del maestro dell’horror esamina il confine tra giustizia, paura e ideologia, in un thriller oscuro e psicologico che ha già conquistato lettori di tutto il mondo.
Gli omicidi dei tarocchi di Barbara Baraldi (Giunti)
Tra i grandi best seller italiani, questa nuova indagine della commissaria Emma Bellini ci porta nella Trieste più inquieta, alle prese con un serial killer che lascia carte dei tarocchi sulle scene del crimine. Un giallo perfetto per le appassionate del mistero all’italiana.
Un cadavere in cucina di Giancarlo De Cataldo (Einaudi, Stile Libero)
Il pubblico adora le indagini del pm Manrico Spinori: questa volta, il mistero irrompe tra gli chef stellati di un prestigioso ristorante romano. Tra segreti, intrighi e Servizi segreti, il giallo è assicurato.
In guerra e in amore di Ildefonso Falcones (Longanesi)
Dallo storico autore de La cattedrale del mare, un nuovo romanzo epico che ci porta nella Napoli aragonese del Quattrocento tra passioni travolgenti, lotte di potere e avventure indimenticabili. Una saga perfetta per chi ama i grandi romanzi storici.
Butterfly di Martta Kaukonen (Longanesi)
Un thriller scandinavo al femminile su ossessioni, doppi giochi e una psicologa detective, destinato a tenervi col fiato sospeso e già in corso di traduzione in numerosi paesi. Ideale per chi cerca tensione e originalità.
Dal nome non si direbbe, ma la genovese è uno dei sughi simbolo della cucina napoletana. Tradizionalmente realizzata con una lenta cottura di cipolle e carne, oggi sempre più spesso declinata in versioni vegetariane, perfette per chi desidera un piatto ricco di gusto ma senza carne.
La genovese vegetariana, detta anche “finta genovese”, si basa su una lunga cottura di cipolle ramate, carote e sedano, che sprigionano un sapore dolce e avvolgente, ideale per condire ziti o maccheroni. Rispetto alla ricetta originale, questa variante richiede meno tempo e un procedimento più semplice, risultando più leggera e altrettanto saporita.
La genovese vegetariana, con la sua dolcezza naturale e il profumo dell’alloro, è un’ottima alternativa per gustare un piatto tipico senza rinunciare alla tradizione. Morbida, ricca e confortante, si presta a essere apprezzata anche da chi normalmente predilige la versione con la carne, offrendo un’esperienza culinaria leggera ma autentica. Se vuoi cimentarti in una versione più originale, alcune varianti vegetariane prevedono l’aggiunta di bocconcini di soia o funghi per arricchire il gusto, ma la semplicità delle verdure cotte lentamente è ciò che rende speciale questo classico napoletano.
La ricetta della genovese vegetariana
Per crescere sicuri è fondamentale educare i bambini al rischio
Mercoledì, 30 Luglio 2025 09:49Oggi come oggi proteggere i bambini dai potenziali pericoli sembra essere la priorità assoluta dei genitori. Giustissimo.
Eppure secondo i neuropsichiatri infantili il vero compito degli adulti non dovrebbe essere quello di eliminare ogni rischio, ma di educare i più piccoli ad affrontare in modo consapevole le difficoltà e le sfide della vita. Dare gli strumenti, quindi, piuttosto che schermare.
Perché è importante imparare a gestire il rischio
La naturale curiosità che caratterizza i bambini li spinge a esplorare, sperimentare e talvolta anche a mettersi in situazioni potenzialmente rischiose. Negare ai bambini questa possibilità, secondo gli esperti, può impedire loro di sviluppare autonomia, responsabilità e autostima. Il confrontarsi con limiti e difficoltà, infatti, rappresenta infatti una tappa cruciale per la crescita personale, la sicurezza di sé e la capacità di riconoscere e gestire le emozioni.
Come detto, negli ultimi anni la tendenza a limitare l’esposizione dei bambini ai rischi ha prodotto spazi di gioco sempre più sicuri ma anche meno stimolanti. Secondo gli esperti, invece, un ambiente che permette di affrontare rischi calcolati e ragionevoli aiuta i bambini a sviluppare strategie di fronteggiamento utili non solo nell’infanzia, ma per tutta la vita.
Essere adulti “accompagnatori”, piuttosto che “protettivi a oltranza”, significa conoscere bene i materiali e gli ambienti frequentati dai bambini, osservarli senza invadere, offrire parole e sguardi di fiducia e favorire esperienze che mettano alla prova i piccoli, lasciando che siano loro stessi a trovare le soluzioni migliori. Con buonsenso e attenzione.
Gli 8 consigli degli esperti per educare al rischio
I neuropsichiatri dell’associazione Sinpia hanno individuato otto principi fondamentali per aiutare i genitori a svolgere questa preziosa funzione educativa:
- Consentire ai bambini di esplorare ambienti e situazioni nuove proporzionate alla loro età, senza intervenire continuamente per evitare piccoli incidenti.
- Favorire il gioco libero, con una supervisione discreta e a distanza, lasciando spazio all’iniziativa personale.
- Promuovere la gestione delle emozioni, aiutando i bambini a comprendere ciò che provano quando si trovano in situazioni inusuali o potenzialmente rischiose.
- Comunicare fiducia, trasmettendo ai figli la consapevolezza che possono riuscire a gestire da soli alcune difficoltà, intervenendo solo se strettamente necessario.
- Offrire gradualità nelle esperienze, aumentando pian piano il livello di complessità delle attività, in base all’età e alle capacità del bambino.
- Accettare piccoli fallimenti, insegnando che cadere o sbagliare fa parte dell’apprendimento e non rappresenta una sconfitta definitiva.
- Creare occasioni di autonomia, per stimolare il senso di responsabilità.
- Valorizzare il gioco all’aperto e il contatto con la natura, che offre innumerevoli occasioni di scoperta e di confronto con il rischio in modo controllato.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Sono gustose, facili da preparare e tradizionali: le melanzane ripiene sono tipiche della cucina italiana e fanno sempre un figurone in tavola, sia a pranzo che a cena, ma anche durante le grigliate o le tavolate in compagnia.
Piatto unico estivo, leggero (ma non troppo) e ricco di sapore, si prepara abbastanza velocemente e si può personalizzare il ripieno secondo i gusti: ecco perché ogni volta questa pietanza è unica.
Melanzane ripiene e gratinate: la ricetta semplice e veloce
Ora lo dice anche la scienza: lo smartphone prima dei 13 anni fa male alla salute mentale
Martedì, 22 Luglio 2025 10:17Un nuovo studio scientifico globale rafforza l’allarme: possedere uno smartphone prima dei 13 anni può avere effetti negativi sulla salute mentale dei giovani. L’indagine, condotta da Sapien Labs attraverso il Global Mind Project – il database più grande al mondo dedicato al benessere mentale – ha coinvolto oltre 100.000 giovani e pubblicata sul Journal of Human Development and Capabilities.
Cosa rivela lo studio
I dati, raccolti tra giovani adulti di 18-24 anni, mostrano che chi ha ricevuto il primo smartphone a 12 anni o meno è significativamente più incline a soffrire di pensieri suicidi, aggressività, distacco dalla realtà, scarsa regolazione emotiva, bassa autostima.
Questi effetti sarebbero fortemente legati al primo accesso precoce ai social media, aumentando il rischio di cyberbullismo, disturbi del sonno e difficoltà nelle relazioni familiari in età adulta.
Lo studio sottolinea inoltre che chi usava uno smartphone già in tenera età manifesta da adulto sintomi che non rientrano nei tradizionali quadri di depressione o ansia. Questi disturbi, quindi, possono sfuggire agli screening standard più diffusi.
L’età del primo smartphone conta
Un elemento chiave emerso dall’indagine è la correlazione tra l’età del primo possesso e il benessere mentale in età adulta:
| Età del primo smartphone | Punteggio medio salute mentale |
|---|---|
| 13 anni | 30 |
| 5 anni | 1 |
Più precoce è il possesso, più i punteggi di benessere mentale diminuiscono.
Inoltre, la percentuale di giovani adulti con almeno cinque sintomi gravi di disagio è aumentata del 9,5% tra le donne e del 7% tra gli uomini che hanno ricevuto lo smartphone prima dei 13 anni.
Il possesso precoce si traduce ovunque in una peggiore immagine di sé, minore autostima, minor fiducia e scarsa stabilità emotiva, oltre a una riduzione dell’empatia.
Le evidenze raccolte dal più ampio studio mai realizzato al mondo parlano dunque chiaro: dotare bambini e preadolescenti di uno smartphone può compromettere gravemente salute mentale, autostima e serenità sul lungo termine. Meglio saperlo, prima di prendere una decisione.