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10 idee regalo per la Neomamma da fare a Natale

Venerdì, 05 Dicembre 2014 13:29

Quando una donna diventa mamma succede una cosa: nessuno le regala più nulla. La trovo una cosa davvero trististissima, arrivano amici e parenti pieni di regali per il piccolo e per la mamma nulla. E' invece la neomamma che ha bisogno di qualche regalo per prendersi cura di sè in un momento in cui è impegnata al 100% nell'accudimento del suo bambino, non il piccolo che sappiamo aver solo bisogno della sua mamma nei primi sei mesi di vita.

Ecco allora 10 regali  

1. Al primo posto non poteva che esserci il nostro libro, il manuale perfetto per la neomma, che trovate in tutte le librerie: Contiero-Mandrino, Mamme pret a porter, il primo anno insieme, Mental Fitness Publishing. Abbiamo cercato di scrivere non solo come specialiste, ma sopratutto come mamme e come persone che quotidianamente per anni sono state e stanno a fianco delle neomamme per cercare di sostenerle e di rispondere alle loro domande. Non troverete quindi l'elenco di tutte le patologie che può contarre il bambino, ma le risposte alle più comuni domande e i consigli pratici per vivere con serenità questa avventura con ottima naturale ma concreta e scientifica. 

2. Lampada di sale: con un prezzo che varia dai 5 ai 200 euro a seconda delle dimensioni, la lampada di sale è davvero un regalo stupendo per la stanza di un bambino in quanto oltre ai benefici del sale himalayano che potrete trovare nel nostro articolo, questa lampada accesa crea una stupenda luce rosa che ricrea il colore dell'utero materno. Infatti nei primi mesi di vita (la pedagogia steineriana lo consiglia per il primo settennio) è molto utile ricreare un mondo uterino intorno al neonato utilizzando stoffe e luci rosa, proprio per rendere più delicata la transizione utero-mondo esterno. La luce emessa dalle lampade Himalayane è proprio perfetta per questo.

3. Olio essenziale di lavanda: è l'olio perfetto per la neomamma e il bambino, sia a livello corporeo sia a livello sottile, in quanto favorisce il rilassamento fisico e mentale, decontrae i muscoli, previene le colichette, lenisce le ansie della mamme e a livello sottile agisce per eliminare il trauma del parto sia per la donna che per il bambino. Da non usare mai puro ma sempre diluito in un olio vettore come per esempio l'olio di mandorle dolci (potete abbinare l'olio essenziale di lavanda a un boccettino di olio di mandorle puro che trovate a circa 2,50 in farmacia) o l'olio di germe di grano, sia in vasca che direttamente sul corpo. Scrivete queste indicazioni nel biglietto regalo, consigliando alla neomamma di fare lei stessa il bagno con il bambino per provare un esperienza davvero estatica per entrambi. Ottimo anche come abbinamento un burro di karitè puro al 100%.

4. Massaggio ayurvedico: la mamma nel post parto ha un enerome peso sulle spale perchè l'accudimento e l'allattamento sono davvero estremamente impegnativi. Non c'è nulla di meglio di un massaggio, possibilmente ayurvedico, per dare energia alla neomamma. P.s. lo sapevate che dopo un massaggio ayurvedico la produzione di latte per le 24 ore successive aumenta in maniera importante?

5. Trattamento osteopatico o chiropratico: dopo la gravidanza e il parto la neomamma ha la necessità di rillineare il suo corpo e i suoi organi e l'osteopatia e la chiropratica danno un enorme aiuto a tal proposito, facilitando i processi di "assestamento" e il recupero. Inoltre nel primo anno di vita il bambino è spesso (GIUSTAMENTE) tenuto per lungo tempo in braccio: questo crea in molti casi grandi infiammazioni e fastidiosi dolori, spesso concentrati nelle zone cervicali che talvolta arrivano fino alle dita della mano ed anche in questo caso l'osteopatia è ciò che aiuta maggiormente.

6. Corso di massaggio infantile o baby yoga: sono occasioni davvero importanti per le mamme per uscire di casa e confrontarsi con altre mamme e ricevere il sostegno di professioniste del settore. Inoltre i benefici del massaggio infantile e del baby yoga sia a livello fisico che mentale sono davvero tantissimi!

7. Corso di yoga: un'ora la settimana per sè dovrebbe essere un diritto sacrosanto per ogni donna. Lo yoga, se l'interessata lo apprezza, potrebbe essere davvero l'occasione giusta per fare il pieno di energia, staccare un attimo dal tunnel della mammitudine, e ricostruire la muscolatura e quindi la tonicità giusta per sostenere il peso dei cinghialotti che le aspettano a casa. 

8. Pannolini lavabili: sono un regalo originale e carino da far provare a una neomamma. Nell'immagine trovate i pannolini lavabili della Bravissima mamma di sei bambini Ohmama mnetre qui trovae tutte le info introduttive sul mondo dei pannolini lavabili.

9. Fascia portabebè: un vero toccasana per la mamma e per il neoato! Ecco qui tutte le info!

10. Fasciatoio Mhug: morbido, comodo da tenere in borsetta da 0 a 3 anni, questo fasciatoio è stato un must per me in quanto a differenza degli altri si infila in lavatrice, quindi si riesce a tenere ben pulito senza perdere troppo tempo con spugna e detersivi vari. 

Buon Natale a tutte voi!

Giulia Mandrino

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Liliana, figlia e mamma del mondo

Martedì, 02 Dicembre 2014 13:04

A noi di Mamma Pret-à-Porter piace molto conoscere delle nuove storie. Questa volta, a raccontarci la sua storia è stata una donna "Italo-Brasiliana", Liliana. Lei ha condiviso com noi la sua storia di figlia e mamma del mondo.

"Mi chiamo Liliana. Sono brasiliana e vivo in Italia dal 1988. Mio padre emigró in Brasile all'inizio degli anni sessanta, e li ha sposato un bellissima "mulatta" brasiliana, mia madre. In casa nostra abbiamo sempre vissuto in un clima misto Italia-Brasile. Avevamo la fortuna di poter vivere le differenze di due paese diversi. E allora era tutto veramente diverso: si mangiava, si vestiva e si viveva in modo molto differente.

Quando arrivavano le feste di Natale per noi era tradizione ricevere il pacco di Natale dai nonni italiani, dove trovavamo tantissimi prodotti che allora in Brasile erano sconosciuti come i confetti di mandorle, i pinoli, il Pandolce Genovese, etc. E sulla nostra tavola c'erano sempre le tipiche pietanze brasiliane mescolate a quelle italiane che mio padre ci preparava. Alcune delle nostre vacanze estive, che in realtà erano quelle invernali in Brasile, le passavamo con i nonni italiani, dove potevamo toccare con mano le vere differenze. Alcune di esse le trovavamo speciali, come ad esempio la tavolata domenicale con tanto cibo, che per noi brasiliani sembrava il cibo di tutto l'anno. L'eleganza nel modo di vestire delle donne italiane, la bellezza delle loro vetrine e la qualità di tutto quello che si comprava. Altre volte, invece, trovavamo ad esempio terribile il fatto che le donne passassero le Domenica mattina a cucinare per tutti, e a tavola stavano quasi sempre in piedi a servire, cosi come ci sembrava diversa la troppa serietà delle persone in queste occasioni.

Io, invece, ho fatto il cammino a rovescio di mio padre. Per necessità familiare ho lasciato il mio paese e sono venuta in Italia per stare circa sei mesi ad aiutare i miei nonni che erano anziani e soli. Mio padre, sfortunatamente, è mancato precocemente cosi come l'unica sorella che aveva. Ma poi, con l'impossibilita di rientrare nel mio paese mi sono messa a studiare e qui ho conosciuto mio marito. Così, nel 1994 è nato Loris e nel 1999 Fabio. Per me è stato molto difficile vivere lontana dal mio paese e crescere due bimbi. Quello che più mi è mancato è di non aver potuto farli crescere con un po' della cultura e della allegria brasiliana. Senza parlare dei momenti importanti come le feste, i compleanni, le recite, tutto senza che i miei parenti abbiano potuto partecipare.

In questo momento mi trovo con un ragazzo di 20 anni che ormai pensa già al suo futuro e con un adolescente di 15 anni ancora indeciso come tutti i ragazzi della sua età ma, tutti e due, dei meravigliosi ragazzi. Tutto questo mi riempie di gioia e, modestamente, di orgoglio. Io come mamma, in questo momento, cerco di essere sempre presente nella vita dei miei figli, di aiutarli e di guidarli lasciando però che siano loro stessi a fare le loro scelte.
Sono cresciuta con due culture diverse che mi ha arricchita culturamente e mi sento fortunata per avere avuto questa possibilità e credo che sia cosi anche per i miei figli."

Tathi Saraiva

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Dalla parte di Persefone

Lunedì, 01 Dicembre 2014 14:01

Ogni tanto sorrido pensando alle mie amiche appassionate di babywearing che mi dicono: "siamo entrate nel tunnel della dipendenza del portare!", poi rifletto..

Da quando sono doula anche io ho una dipendenza: le dee, gli archetipi femminili e, conseguentemente, le mie adorate tende rosse..

Sento il bisogno di stare con le donne e condividere, ma questa è tutta un'altra storia!!

Le dee e gli archetipi femminili mi hanno molto aiutato a capire me stessa, la mia parte femminile ma anche i miei rapporti con gli altri, in primis: i miei bimbi, mio marito e mia madre.

E così, quando conosco delle donne, delle mamme, gli archetipi che le guidano mi saltano spesso agli occhi e mi dico: ecco Kali, oppure la Vergine Maria, Rhiannon o la mia adorata Artemide...

E spesso, quando entro a casa delle mamme in puerperio trovo una Persefone spaurita..

Lo ammetto, Persefone è una delle mie dee preferite, insieme ad Artemide e Nut.. anche Hermes lo adoro.

Non credo sia un caso, mi chiamo Cora e Kore era l'altro nome della dea, nella mia vita ci siamo incontrate spesso...

Conoscete il mito legato a Persefone?

La giovinetta era la figlia di Demetra, dea Madre e dea delle messi. Un giorno, Persefone si trovava a giocare con altre fanciulle e una spaccatura del terreno la inghiottì: venne rapita da Ade, dio degli inferi che la portò nel suo regno. Demetra tentò in mille modi di riavere la figlia, fin quando bloccò con la sua disperazione le messi e la vegetazione; Zeus quindi fece sì che la fanciulla potesse tornare dalla madre, la natura rifiorì. Persefone da quel momento, avendo mangiato semi di melograno offertile da Ade, dovette passare sei mesi sulla terra con la madre e sei mesi nel regno dei morti con Ade che la rese regina degli inferi; vari miti infatti narrano Persefone come colei che accoglie le anime nel regno dei morti..

Giungo a casa delle mamme in puerperio, accanto a Donne in piena trasformazione..

Beh, il parto ci fa ben cadere in un buco profondo e ci può anche esaltare.. una doula inglese ci raccontò quanto uno sciamano le aveva confidato di essere molto fortunate, noi donne, di poter provare questo momento "iniziatico".

Insomma Donne subito dopo il parto, che hanno vissuto la paura più profonda ma anche l'innalzamento e l'esaltazione..

Donne in piena trasformazione e spesso impaurite da questa sensazione, senza punti di riferimento, spesso attanagliate dalla gioia immensa ma nello stesso momento da paure bieche; felici per un attimo e tristi quello successivo.

Donne che grazie al parto possono fare un super salto nella loro vita, trovare fili, unirli, tessere nuovi trame, legare e slegare nodi; possono ritrovare nuove parti di sé, sentirsi potenti e competenti, perchè nel buco hanno scoperto l'esaltazione, perchè nella nascita hanno visto la morte e nella morte la possibilità di rinascita. Donne che nel parto, e nello stesso puerperio hanno conosciuto Ade e stanno imparando a star lui accanto..

Insomma, quelle che un giorno prima erano ragazzine, possono diventare, anche solo in un momento, le regine degli inferi...

Non prendetemi alla lettera, parafrasatemi: avete mai incontrato Donne che avevano una paura fottuta del parto e di tutto quello che ne veniva? Io si, una mia cara sorella lo ha fatto, si è abbandonata e fatta guidare dalla sua bimba e da tutto ciò che la cucciola ha portato..

Insomma un po' come una Persefone che "cerca di stare" negli Inferi, cerca il suo spazio, il suo ruolo e torna sulla Terra Donna nuova.

Insomma, potente questa Persefone in cambiamento: da bambina a regina, con un grande lavoro su di sé!

E poi, lì, accanto a quella Persefone impaurita che sta cercando la sua via nel suo puerperio, trovo anche Demetra.

Demetra può essere potentissima: fa crescere le messi, il nutrimento per tutta l'umanità, e può anche, in un attimo, bloccare tutto!

Demetra, la madre della madre, in questo mio scritto, può essere da una parte un sostegno profondissimo durante il puerperio della figlia e dei nipoti: può stare accanto ed offrire aiuto materiale, emotivo, pratico, può ascoltare, consolare, può raccontarsi e riparare il passato delle "sue" nascite in occasione del "suo" diventare nonna...

D'altra parte può volere tenere la figlia sempre bambina e quindi screditarla nel ruolo di mamma: farle sentire di non essere in grado, far sorgere in lei mille insicurezze ed ostacolarla nella ricerca del suo ruolo; a volte, con le donne che hanno appena partorito, basta poco, una parola, una frase un: "il tuo latte sarà abbastanza nutriente?".

Nonne troppo presenti o poco presenti, nonne arcigne e nonne grandi madri, nonne che a loro volta si sono sentite competenti ma anche "in crisi" ed insicure, in balia della loro Persefone. Nonne che quando diventano tali hanno il dovere di guardarsi indietro, di chiedersi: "come eravamo?, di cosa avevamo paura?, cosa mi sta offrendo questa nuova Vita portata da mia figlia?".

Donne adulte che hanno il dovere di far nascere in loro quel sentimento, quell'empatia che le muove nel mondo dell'amore verso le loro figlie.

Nonne che rivivono la loro maternità ma che non diventano, attenzione, madri dei loro nipoti...

Care, nonne, care e potenti matriarche.. Oggi le mie parole sono per voi: siate la differenza, aprite la via una seconda volta alle vostre figlie e permettete loro di divenire, a loro volta, Madri.

Cora Erba

Pedagogista e Doula
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Immagine tratta da srhelena.blogspot.com

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La cosa più importante

Venerdì, 28 Novembre 2014 11:09

In questo portale tutti i giorni creo informazioni su cosa mangiare, come comportarsi con i bimbi, che dobbiamo sentirci le mamme adatte per i nostri bimbi, che non dobbiamo farci venire i sensi di colpa, che la scuola spesso non è all'altezza delle esigenze creative dei bambini, che meglio la mandorla del parmigiano etc...

Poi ti segnalano un video di questo tipo, che ti fa vedere il mondo con occhi diversi, ricordandoti cosa davvero conta: l'amore e la famiglia. Per chi ne ha sempre avuta una non può capire, può solo immaginare cosa voglia dire guardarsi intorno e vedere tutti abbracciare la propria mamma e tu non averne una. Trae ispirazione dal lavoro fotografico dell'artista irachena BAHAREH BISHEH ma visto come video rende ancora più l'idea del vero vissuto del bambino.. 

Per chi come me ha avuto la sfortuna di perdere la mamma da piccola e vedere intorno a sè un papà che non si occupava di te, sempre ospite di parenti che si prendono la briga di tenerti con loro e di darti ciò che per gli altri è scontato, senti che il mondo non è un posto così bello: senti fin da piccola che quello che per gli altri è scontato per te non lo è; senti che ti manca qualcosa e incosciamente accumuli un misto di rabbia a profonda tristezza. Alla fine io sono stata fortunata perchè comunque ho avuto intorno a me amore e persone amorevoli che hanno fatto di tutto per rendermi felice. Ma comunque ricordo tantissime scene in cui gli altri bambini giustamente vivevano la loro infanzia con spensieratezza mentre io mi perdevo in persieri e dolorose constatazioni partendo da piccole scene di vita quotidiana: per questo mi sono rivista nel video quando i bambini giocano spensierati mentre il piccolo è travolto dal desiderio di mamma. 

Al mondo ci sono davvero tantissimi bambini che non solo non hanno mamma e papà, ma neanche nessun parente che si possa prendere cura di loro; sono in istituti o in famiglie affidatarie, consapevoli di essere soli, soli in questo mondo grande grande. Sul web gira la lista dei 10 diritti fondamentali dei bambini: il primo però dovrebbe essere quello di avere una famiglia che lo ami e gli faccia sentire l'amore incondizionato, senza se e senza ma, solo perchè esiste ed è lui, un prolungamento dei propri genitori sbocciato in un fiore nuovo. Questo è il diritto fondamentale di un bambino.

Questo video ci va proprio vedere quello che prova un bambino che non ha più la mamma: il bisogno di sentirsi protetto e al sicuro, avvolto dall'amore materno che lo custodirà come suo tesoro più prezioso. Dalla mia esperienza personale ho imparato che il tempo è prezioso, e non si deve sprecare il tempo che si ha a disposizione per stare con ii propri bambini: memore di ciò che provato da piccola la cosa su cui punto maggiormente è quella di trasmettergli amore incondizionato, senza ma e senza se, per dargli quelle racidi profonde su cui possono costruire se stessi con fiducia. 

A chi sta pensando di adottare spero che queste poche righe e questo video siano un'ulteriore scintilla, mentre per chi sta affrontando il lungo processo di adozione spero che siano un piccolo sostegno che li faccia sentire ancora più orgogliosi della loro scelta. 

Giulia Mandrino

Immagine tratta da http://www.iwebstreet.com/heartbreaking-image-by-an-iraqi-artist-taken-in-an-orphanage

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Umeboshi in famiglia: usi in gravidanza e oltre

Martedì, 25 Novembre 2014 10:45

Le ume sono le prugne (in realtà albicocche) giapponesi, raccolte in estate in Cina e Giappone e lasciate essiccare e poi fatte macerare nelle foglie di shiso per 6-12 mesi. Dalla fermentazione delle ume si ricava l'acidulato di umeboshi, un condimento di colore tendente al porpora dal sapore acidulo, che può essere utilizzato come sostituto dell'aceto o come integratore, quindi un cucchiaino disciolto in acqua.

Vengono chiamate da alcuni le "le prugne dei miracoli" perché hanno davvero delle caratteristiche altamente benefiche: in primis sono altamente alcalinizzanti, per cui svegliarsi e bere subito un bicchiere d'acqua tiepida con un cucchiaino di umeboshi è davvero un toccasana. Inoltre in caso di difficoltà a livello digestivo come acidità, nausea, ma anche per indigestioni possono essere davvero un rimedio utile.

Da non dimenticare i loro benefici come antipiretico, per cui in caso di febbre un cucchiaino di umeboshi aiuta a contenere l'innalzamento della temperatura per cui quando i piccolini manifestano febbre alta se vogliamo abbassarla utilizziamo un cucchiaino di umeboshi sciolto in acqua a temperatura ambiente: non è semplice farglielo bere in quanto il suo sapore è tendente all'acido ma pian piano magari accetteranno. Ricordiamoci che la febbre è un processo benefico per il corpo e non presenta alcun rischio come afferma il nostro pediatra Dott. Luca Roasio.

In gravidanza è possibile utilizzare l'umeboshi: questa prugna è in sè un detossificante (e sappiamo che i processi depurativi in gravidanza e allattamento non sono adatti perchè portano in circolo le tossine), ma se usato con moderazione favorirà naturali processi di eliminazione delle tossine, altamente benefici in grabìvidanza, senza innescari reazioni di vero e proprio detox.Quindi un cucchiaino di umeboshi al giorno come condimento oppure in un bicchier d'acqua favorirà in questo periodo delicato un valido aiuto contro spossatezza e problemi circolatori ma anche per le nausee mattutine e acidità di stomaco.

Giulia Mandrino

immagine tratta da sushisushibento.wordpress.com

 

Giulia Mandrino 

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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I cereali per noi e i nostri bimbi

Lunedì, 24 Novembre 2014 12:54

In Italia tendenzialmente mangiamo due tipi di cereali: pasta bianca e riso bianco. Ecco, sono esattamente ciò che dobbiamo eliminare dalle nostre tavole perchè non solo sono dal punto di vista nutrizionale il nulla (pensate che il grano durante il processo di raffinazione perde il 92% di vitamina E!) ma sono anche dannosi per il nostro organismo perchè:

- sono sbiancati con prodotti chimici

- vengono privati della fibra, necessaria per il loro smalltimento (poi spendiamo 20 euro per comprare integratori contenenti la crusca che hanno tolto dai nostri cerealiper riuscire ad andare in bagno)

- creano forti picchi insulinici (sappiamo che sono molto nocivi al fine della prevenzione dei tumori)

Questi sono solo 3 dei principali punti per cui dovremmo evitare di mangiarli. Ma la domanda è: come mai nelle nostre tavole compaiono solo quelli? Il grano che troviamo nella pasta in commercio è un grano selezionato per essere altamente produttivo ma risulta dannoso per il nostro organismo e soprattutto davvero povero di nutrienti. Il grano o per meglio dire "i grani" data la grande varietà di tipo di grano presenti in natura è naturalmente soggetto ad abbattimento, ossia data la sua conformazione di spiga alta il vento e in generale gli agenti atmosferici tendono a farlo chinare a terra(si dice che sono soggetti ad abbattimento), quindi diventa più difficile da prelevare; inoltre i grani tradizionali hanno una lavorazione più difficile rispetto a quello commerciale di oggi perché più densi e ricchi di nutrienti. Ma proprio eliminando questa parte per rendere la materia prima più restistente e più produttiva abbiamo ottenuto del grano poco nutriente ed estremamente allergizzante (vedi l'esplosione di celiaci nel mondo).

Cosa mangiare allora? E qui si chiude una porta ma si apre un portone! Oltre al classico riso integrale vi proponiamo cinque cereali da mangiare almeno una volta a settimana:

- grano saraceno: questo cereale è un vero portento, in quanto è molto proteico, e contiene tantissimi minerale tra cui ferro e potassio. Ha un indice glicemico basso e contiene 8 aminoacidi essenziali.

- avena: l'avena è un vero balsamo per il nostro intestino in quanto ha poteri emollienti e riequilibranti della mucosa intestinale. Al suo interno troviamo l'avenina, sostanza simile al glutine ma normalmente ben tollerato anche dai celiaci. E' un cereale che ha il grande beneficio non provocare picchi insulinici Alleato contro fame nervosa e stipsi, l'avena contiene glin avenantramidi, potenti antinfiammatori in grado di svolgere una funzione antitumorale e di mitigazione della proliferazione delle cellule tumorali.

- miglio: il miglio è un cereale poco conosciuto ma ha grandi proprietà, prima tra tutte quella di essere il cereale con ph quasi alcalino a differenza di tutti gli altri. E' molto utile in caso di acidità di stomaco e nella prima infanzia. Ha proprietà diuretiche ed energizzanti. E' benefico per unghie, capelli e pelle ed è ricchissimo di minerali tra cui ferro, potassio e fosforo. Ottimo per insalate, polpette e zuppe.

- amaranto: ricchissima di magnesio, ferro, fosforo e calcio l'amaranto è un altro cereale altamente proteico che vanta numerosi aminoacidi tra cui la lisina, del quale la maggior parte degli altri cereali è carente. Lo possiamo utilizzare per fare squisite polpette, ma anche pop corn per esempio!

- quinoa: è un vero e proprio super alimento, in quanto al suo interno troviamo moltissime proteine e tutti gli aminoacidi essenziali e magnesio, fosforo, ferro, zinco ma anche vitamina C, E oltre che vitamine del gruppo B. Ottimo in insalate e zuppe ma anche polpette.

Giulia Mandrino

immagine tratta da https://www.kashi.com/

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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Quattro ricette per fare il burrocacao

Sabato, 22 Novembre 2014 04:01

Ecco quattro ricette personalmente testate per preparare  del balsamo labbra o  del burro di cacao. Ovviamente super easy!

1. Dal sito de La Saponaria, mia primaria fonte di approvvigionamento, ecco una ricetta di Balsamo Labbra a base di burro di Karitè: 

Ingredienti:

- 3 cucchiai di Burro di Karitè puro

- mezzo cucchiaino di miele

- 4 gocce di olio di oliva 

Per realizzare un ottimo balsamo per labbra tutto naturale facciamo sciogliere a bagnomaria gli ingredienti sopra elencat, poi trasferiamo il composto in un contenitore piccolino (orrimi quelli dei campioncini, basta lavarli e farli asciugare bene prima di riempirli con il nostro balsamo; oppure trovare dei contenitori perfetti da Sephora o da Tiger, venduti come set per il viaggio in areo quando si devono trasportare liquidi).

2. Ecco una ricetta per un perfetto burrocacao, tratta sempre dal sito de La Sponaria ma adattata da me: 

Ingredienti:

- Cera d'api 8 g ( per chi è vegan potete usare cera candelilla)

- Burro di karitè 10 g

- Olio di mandorle dolci 5 g oppure la stessa quantità di olio di cocco

- Vitamina E 1 g

- un cucchiaino di miele (da eliminare per chi è vegan)

Procuriamoci dei contenitori di plastica, poi assicuriamoci che siano ben asciutti. Passiamo dello scottex imbevuto di liquore per disinfettare bene e lasciamo asciugare. Versiamo la cera in un bicchierino e la facciamo sciogliere a bagnomaria, poi una volta che ha raggiunto la consistenza liquida inseriamo gli altri ingredienti e 

Il trucchetto degli spignettatori, chiamati così coloro che autoproducono cosmetici in casa, per creare i burrocacao da inserire all'interno di stick di burrocacao acquistati una volta terminati, è quello di utilizzare una siringa. Si elimina l'ago e la parte superiore e si cola il composto quando è ancora allo stato liquido come nell'immagine che trovate qui sotto tratta dal sito http://cosmesibioenatura.blogspot.it/. Sarà poi facile facendo pressione estrarre il nostro burrocaco e inserirlo negli stick. Nel caso però vogliamo utilizzare questa soluzione dobbiamo adattare il nostro burrocacao per renderlo più solido: passeremo quindi da 8 g a 12 grammi di cera ed elimineremo il miele. 

Per creare un burrocacao colorato aggiungete delle polveri minerali. Io uso quelle di Neve Cosmetics 

3. Scrub per le labbra: per prevenire le screpolature invernali abbiamo la necessità non solo di idratare ma anche di favorire la rigenerazione delle cellule epiteliali delle labbra. Uno scrub delicato è quello che fa per noi!

- 1 cucchianino di olio di oliva o di germe di grano o di jojoba

- 1 cucchiaino di malto o di miele

- 1 cucchiaio scarso di zucchero di canna

Mescoliamo bene insieme e il nostro scrub è fatto! Basta poi passarlo delicatamente sulle labbra effettuando dei cerchiolini in modo da eliminare bene la pelle in eccesso.

4. Lip gloss: ricetta fantastica e velocissima del sito Beautylish

1 cucchiaio di puro aloe vera in gel 

1/2 cucchiaio di olio di cocco

1/2 cucchiaino di vitamina E

oli essenziali a scelta 

Mescolare insieme tutti gli ingredienti e inserire il composto in un contenitore. 

5. Quali oli essenziali usare per aromatizzare i vostri prodotti per le labbra? Prima di tutto usate massimo una goccia per circa 4 cucchiai di prodotto, altrimenti richierete di renderlo davvero troppo forte e fastidioso. Le labbra sono molto sensibili non sono al gusto ma anche all'olfatto essendo vicino al naso, per cui vige la regola meglio meno nel dubbio. Possiamo utilizzare i seguenti oli essenziali:

- arancio dolce

- pompelmo

- menta

- lime

- vaniglia 

- lavanda ibrida

- cannella

 

Giulia Mandrino

 

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Un angelo per Natale

Sabato, 22 Novembre 2014 03:27

Oggi vi proponiamo una nuova idea regalo per Natale che unisce bellezza ma anche grande solidarietà: sono gli angioletti della cooperatica Focus, realizzati per sostenere il progetto "Un abbraccio che fa crescere" della cooperativa Focus di Milano: "un abbraccio che fa crescere nasce con l'intento di portare un sostegno concreto ai genitori di bambini nati prematuri attraverso un processo di sensibilizzazione sull'importanza del contatto corporeo all'interno delle unità di Terapia Intensiva Neonatale. L'obiettivo è dare valore alla "cura affettiva" del neonato prematuro come parte integrante della terapia neonatale, sostenendo al contempo i genitori e riconoscendone il ruolo terapeutico" viene spiegato nel sito della cooperativa. 

"Il progetto prevede una prima fase di formazione degli operatori, attraverso l'organizzazione di corsi indirizzati al personale dei reparti di Terapia Intensiva, ed una seconda fase di sensibilizzazione dei genitori, attraverso la distribuzione di materiale informativo ed il sostegno mirato.I reparti di Terapia Post Intensiva verranno inoltre forniti di fasce lunghe Mammarsupio Biosoft, specifiche per portare i bambini prematuri, perché i genitori possano scoprire già in reparto una prima modalità di contatto con il proprio bambino. Il progetto ha avuto il patrocinio della Socetà Italiana di Neonatologia e il riconoscimento di Sodalitas Social Innovation. Un abbraccio che fa crescere è stato realizzato presso l'Ospedale V. Buzzi di Milano e presso l'Ospedale F. del Ponte di Varese nel biennio 2011-2012, grazie al co-finanziamento di Regione Lombardia, Asl Milano 1 e Ospedale dei Bambini di Milano – Buzzi Onlus." Attualmente il progetto è attivo presso l'Ospedale Buzzi, Niguarda e Mangiagalli di Milano, San Gerardo di Monza, allospedale di Novara e in tutte e 4 le Terapie Intensive di Torino.

Ogni angioletto è confezionato con al polso una piccola pergamena che rimanda al progetto sostenuto.

Per acquistare questi piccoli grandi doni potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giulia Mandrino

 

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Il pianto serale del neonato

Venerdì, 21 Novembre 2014 17:35

Moltissimi neonati la sera, inspiegabilmente incominciano a piangere: è un pianto terribile, inconsolabile che fa sentire noi mamme impotenti e genera una grande frustrazione. A volte dura ore, proviamo a darlo in braccio al papà, sembra andare meglio, poi di nuovo e ancora ancora urla disperate. Poi, finalmente si addormenta e noi ci sentiamo svotate completamente di ogni energia e il nostro sistema nervoso è ridoddo come uno straccio. Ma cosa succede di preciso? Saranno coliche? Sarà il nostro latte?

Ecco la risposta dell'ostetrica Angela Dinoia, autrice di Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing: "A partire in genere dal 10°-15° giorno di vita, nella fascia oraria tra le 18 e le 22-23, le mamme lamentano il sopraggiungere di frequenti episodi di crisi di pianto del neonato, per una durata che varia dalle 2 alle 4 ore. Dei veri e propri momenti di pianti incon- solabili! Perché questo comportamento serale? Ancora la causa viene imputata a un generico "mal di pancia", ma non è così. Esattamente come le mamme giunte a sera hanno accumulato un'enorme stanchezza per la giornata trascorsa con il bambino, allo stesso modo anche il neonato risulta essere molto stanco per tutti gli stimoli ricevuti. Non era una casualità il fatto che un tempo, nemmeno tanto lon- tano, durante tutto il primo mese di vita la mamma e il bambino venissero protetti dal sovraccarico di "stimoli nuovi" mediante la famosa quarantena. Oggi invece, sin dai primi giorni di vita, si pretende che il neonato sia tranquillo e gestibile in contesti, magari adeguati per un adul- to, ma non sempre adatti a lui."

Giulia Mandrino

immagine tratta da www.mirror.co.uk

 

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Polpettine di fagioli e ceci

Queste polpettine sono davvero velocissime e facili da fare: potete personalizzarle a seconda dei vostri gusti e ingredienti che avete a disposizione.

Ingredienti:

- 1 confezione di ceci in scatola bio

- 1 confezione di fagioli borlotti bio

- farina di ceci

- 1 cucchiaino raso di sale marino integrale

- 1/3 cipolla rossa

 

Scoliamo bene e sciacquiamo sotto acqua corrente i legumi poi frulliamoli insieme con il sale, poi quando abbiamo ottenuto una consistenza cremosa aggiungiamo le cipolle tritate finemente, ed eventuali erbe aromatiche o spezie. Poi inseriamo a mano la farina di ceci mescolando bene finchè non riusciamo a creare delle palline. a questo punto versiamo un filo d'olio in pentola e mettiamo le polpette a cuocere a fuoco medio facendole rosolare bene, poi a fiamma bassa per circa 10 minuti. Potete aggiungere del popodoro: in questo caso vi consiglio di preparare a parte un po' di roffrittino con carota e cipolla tritate e un paio di spicchio d'aglio che toglierete a fine cottura: poi aggiungerete le polpettine fatte rosolare e la passata di pomodoro.

Giulia Mandrino

 

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