I sali di Schuessler: un rimedio anche per neonati
Lunedì, 12 Gennaio 2015 14:40Il medico tedesco Schuessler William Heinrich, inizò intorno al 1872 a introdurre l'utilizzo terapeutico degli elementi minerali presenti nel sangue e nei tessuti del nostro corpo partendo dalla convinzione che molti degli squilibri che colpiscono l'uomo partano proprio da una carenza di minerali.
I minerali sono degli elementi inorganici fondamentali per il nostro corpo che, insieme con la materia organica, permettono la formazione e il corretto funzionamento delle cellule. Affinchè non si manifestino alterazioni del benessere devono essere presenti quantità fisse all'interno delle cellule dei tessuti perciò secondo il dott. Schuessler in caso di malattia è necessario ripristinare l'equilibrio di questi elementi inorganici per ritornare in salute: secondo la biochimica, ossia la metodica terapeutica del dott. Schussler, i tessuti si ammalano quando le cellule che li compongono modificano le percentuali di minerali presenti al loro interno in determinate e precise percentuali. Quando infatti la cellula è carente di un determinato minerale si crea un eccesso di elementi organici, con conseguente manifestazione di disturbi intracellulari e ulteriori carenze minerali, processi questi che causano la formazione di prodotti tossici e un eccesso di scarti organici che impediscono il corretto funzionamento della cellula. Con l'apporto quindi di piccole dosi di queste sostanze minerali (in dose infinitesimali per cui assolutamente innoque anche per neonati) le cellule potranno riprendere la loro struttura e quindi sarà ripristinato il benessere prima del tessuto coinvolto e poi dell'intero organismo.
Nella biochimica del dott. Schussler sono presenti solo 12 rimedi, ossia i principali elementi inorganici indispensabili al nostro corpo: cloruro di sodio, cloruro di potassio, fluoruro di calcio, ferro, calcio, magnesio, sodio e potassio e vengono usati in combinazione con acido fosforico, acido carbonico e acido sulfurico. I sali inorganici vengono diluiti in lattosio e caricati elettrostaticamente per "aggregarli" producendo un granulo soffice e di immediata solubilità.
Nei prossimi giorni scopriremo tutti i preziosi rimedi adatti ad adulti e bambini.
Giulia Mandrino
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Cos'è il rispecchiamento del neonato?
Lunedì, 12 Gennaio 2015 14:28Il viso della sua mamma è per il neonato un universo da scoprire: la nostra voce, i nostri movimenti, le nostre espressioni ma anche la vera e propria fisionomia del viso sono per lui una mamma da osservare minuto per minuto. Il bambino infatti nel primo mese ha una vista ancora molto limitata, riesce a percepire gli oggetti a una distanza di circa 20-30 gm, esattamente la distanza che lo separa dal nostro viso mentre è allattato. Come spieghiamo nel nostro libro Mamme pret a porter, il primo anno insieme, Mental Fitness Publishing, "ll primo oggetto fonte di apprendimento per il bambino è il volto della mamma. Osservandone i cambiamenti espressivi il bambino impara ad abbinarne il rapporto di causaeffetto, a leggere l'espressione dei sentimenti, a interpretare il mondo intorno a sé. Più riusciamo ad essere espressivi nel modo di parlare con lui, più facile sarà per lui collegare le emozioni mostrate con l'esperienza vissuta. È importante anche ricordare di parlare ai neonati a una distanza di 20–30 cm (messa a fuoco) e con un tono di voce piuttosto alto. Fondamentale è altresì "rispecchiare" il bambino nelle sue vocalizzazioni o suoni. Questo gli permetterà di percepire che ciò che lui ha prodotto è interessante, crea relazione, è un modo che gli può servire per entrare in contatto e comunicare con noi. Il fatto di provocare una reazione positiva, mostrata con emozioni positive, conferma al bambino le proprie nuove abilità e le rinforza, favorendo l'apprendimento e lo sviluppo di ulteriori competenze."
Giulia Mandrino
La magnesia fosforica: ottima per il parto, coliche e reflusso del neonato
Lunedì, 12 Gennaio 2015 12:34Il fosfato acido di magnesio regola il sistema nervoso e neurovegetativo in tutti i suoi aspetti: ne modera l'eccitabilità in caso di esigenza e riduce la trasmissione degli impulsi nervosi della muscolatura liscia e striata.
La sua carenza si manifesta normalmente sul tratto gastroenterico, dove compaiono problematiche quali stipsi, reflusso, coliche. E' molto utile quindi l'assunzione di questo sale di Schussler in caso di coliche del lattante (ma anche per adulti) poichè questo minerale ha la funzione di legare i gas di ammoniaca e di renderne possibile l'eliminazione tramite le feci e le urine. La magnesia fosforica facilita inoltre la regolazione del sistema neurovegetativo, aiutando la regolazione dei ritmi sonno-veglia, l'addormentamento serale e migliorando la qualità del risveglio mattutino. Negli adulti può essere utilizzata nei casi di eccessiva irritabilità e connessi stati di tensione mentale e nervosa: nei bambini invece è indicata in periodi di transizione come l'inizio della scuola o l'arrivo del fratellino.
Il fosfato acido di magnesio è assolutamente utile prima del parto (lo si assume fin dai prodromi di travaglio) in quanto sembra velocizzare i tempi di travaglio e di espulsione e limitarne il dolore: questo minerale agisce infatti sulla muscolatura uterina ottimizzandone la contrazione e riducendone la componente spastica. Per questo è indicata anche in caso di mestruazioni dolorose.
Posologia del sale di Schussler Magnesia Fosforica n 8:
lattanti: 1 granulo prima di ogni poppata in caso di reflusso importante; 1 granulo 3 volte al giorno prima della poppata in caso di coliche o reflusso medio, da sciogliere direttamente sulla lingua o in un cucchiaino d'acqua
bambini: 2 granuli 3 volte al giorno da sciogliere direttamente sulla lingua
adulti: 4 granuli orosolubili 3 volte al giorno direttamente sulla lingua
durante il travaglio e il parto: 4 granuli ogni 30 minuti da sciogliere direttamente sulla lingua
Giulia Mandrino
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
La scorsa settimana ho voluto provare un frutto che non avevo mai assaggiato, il cedro, ma che sapevo avere numerosissime proprietà: il cedro infatti è un ottimo regolatore della pressione artesiosa, nonchè alimento benefico nel contenimento della fermentazione intestinale.
Ho deciso quindi di creare delle barrette a base di mandorle e cedro. Ecco la ricetta:
Per la base:
- 80 g di olio di oliva
- 3 cucchiai di sciroppo d'acero
- un cucchiaio di malto di mais
- 250 g di farina di mandorle
- 50 g di farina di cocco
- 2 bianchi d'uovo o 3 cucchiai di egg replaicer
- mezzo cucchiaino di sale
Per il ripieno:
- 2 rossi d'uovo o due cucchiai di egg replaicer
- 4 cucchiai di farina di ceci
- 5 cucchiai di sciroppo d'acero
- 2 cucchiai di malto di mais
- scorza grattuggiata finemente di 1 cedro bio (o di 2 limoni o di 1 arancia e mezza)
- succo di 1 cedro (io ho usato l'estrattore) o altro agrume (succo di 1 cedro = succo di 1 limone circa)
- succo di 2 mandarini o altro agrume
- 40 g di farina di mandorle
Iniziamo riscaldando il forno a 170°, poi uniamo gli ingredienti solidi della base, poi a parte quelli liquidi e poi uniamoli insieme. Prendiamo una teglia di circa 20x30 cm e stendiamo della carta da forno: versiamo quindi il composto appiattendolo bene e cuociamolo in forno per circa 15 minuti. Nel mentre seguiamo lo stesso procedimento per il ripieno e versiamolo sulla base sfornata dopo aver atteso circa 3 minuti fuori dal forno così che si raffreddi. Inforniamo per 15-18 minuti circa e attendiamo almeno 4 ore prima di tagliare le barrette. Spolverizziamo le nostre "bars" con farina di cocco o zucchero a velo.
Giulia Mandrino
Allattamento. Un sapere in via di estinzione?
Lunedì, 12 Gennaio 2015 09:03Diciamocelo: allattare al seno è naturale (la natura ci ha dotate di una ghiandola mammaria in grado di produrre latte!), il che non è sinonimo di "allattare è facile". O almeno, non per tutte. Generalmente, ad oggi in Italia la maggior parte degli allattamenti inizia con difficoltà più o meno ardue, talvolta così grandi e difficili da gestire che possono portare alla fine dell'allattamento al seno.
Ci siamo mai chiesti come mai la nostra società così avanzata ed evoluta, incline al progresso, si sia ad un certo punto ritrovata ad aver perso un sapere antico quanto il mondo, ovvero"io donna so allattare al seno"? La quasi totalità delle donne occidentali, oggi, si approccia al ruolo di madre in divenire con paure, dubbi e dilemmi circa la possibile riuscita dell'allattamento. "Allatterò...se avrò latte...", "Chissà se il mio latte è abbastanza nutriente...", "Chissà se ha mangiato abbastanza...", "Mi sa che è diventato acqua, chiede di attaccarsi ogni ora!"...e via dicendo.
In pochi anni (meno di un secolo!) il progresso economico e scientifico, la medicalizzazione della gravidanza e del parto,ed il boom del formulato artificiale hanno gettato ombra sulle potenzialità e sulle capacità delle donne di diventare ed essere madri, spazzando via millenni di un sapere tutto al femminile. Su qualsiasi argomento, lo specialista di turno la sa più lunga di te: del resto, il professionista ha studiato anni per dire quel che dice, tu magari sei anche al tuo primo figlio, che diavolo vorrai mai saperne a riguardo? Il formulato artificiale, proprio perché artificiale, è stato per anni ritenuto qualitativamente migliore del latte materno: composto con una formula allora ritenuta perfetta, fatta in laboratorio, perfettamente controllabile in ogni dose somministrata al bambino...tutto matematicamente e scientificamente calcolato e calcolabile! Ad un certo punto, dall'alto del proprio camice bianco, qualcuno ha persino deciso di chiedere alle madri di effettuare un'analisi qualitativa in laboratorio sul proprio latte per validarne il presunto potere nutrizionale.
Nel contempo, l'assetto della società si trasformava: la comunità viveva sempre più in case ospitanti lo stretto nucleo familiare (mamma, papà e figli), le donne non si riunivano più attorno al focolare o condividendo le faccende domestiche e partecipando all'accudimento dei bambini come potremmo immaginare avveniva in una cascina, ma anzi la donna finalmente si faceva sempre più largo tra diritti e parità di genere investendo tempo e possibilità sulla propria carriera professionale. Si aveva sempre meno occasione di entrare in contatto con neonati e puerpere, e dunque non si vedevano più frequentemente bambini allattati al seno.
Per riassumere il tutto in un solo concetto, forse esagerato e forse forte, ma nella mia mente molto limpido, ci hanno divise, allontanate. Ci hanno scisse da noi stesse, dalla nostra capacità di guardarci, ascoltarci e fidarci del nostro corpo. Ed insieme ci hanno separate le une dalle altre: se perdo me stessa, perdo la mia relazione con l'altro, con i miei simili, con la comunità. Siamo diventate madri sole, con tante, tantissime attenzioni nei mesi dell'attesa grazie al nostro pancione, attenzioni dai toni troppo spesso paternalistici, terroristici e proibitivi ("Stai attenta, non fare questo, non mangiare quell'altro, guarda che a me è successo questo, e alla vicina il parto è stato di un tremendo che non puoi immaginare...ma auguri eh, congratulazioni!"). Siamo diventate madri sole che tremano all'idea di dover riferire al datore di lavoro l'esito del test di gravidanza. Siamo diventate madri sole che piangono anche davanti allo specchio non sapendo più cosa indossare per uscire la sera con gli amici, immaginando "...i soliti commenti di quella lì, che io proprio non la sopporto, e se dirà una delle sue solite cattiverie sul fatto che sembro una mongolfiera io giuro che......". Siamo diventate madri sole, perché fumiamo sigarette e questo non sta bene per gli altri, a vedersi. Siamo diventate madri sole, da sole, in sala parto, attaccate al cardiotocografo anche se godiamo di ottima salute, senza il nostro compagno che è stato fatto uscire, né un'ostetrica che possa starci accanto perché sono sotto con il numero del personale e oggi c'è il pienone. Siamo diventate madri sole quando nasce nostro figlio, e dopo averlo atteso e sognato per mesi, a volte per una vita intera, lo vediamo passare di sfuggita, uno sguardo e via, a fare bagnetto, lavaggio, vestizione, profumazione... Siamo diventate madri sole che hanno il Mondo e la Vita dapprima nel ventre e poi tra le braccia passando sempre per il cuore, e non sanno più quale santo invocare in quelle lunghe notti insonni. E piangiamo, noi insieme ai nostri cuccioli. Siamo diventate madri sole che passano più tempo sui gruppi di facebook per mamme, piuttosto che uscire di casa ed incontrare mamme vere (che se questi gruppi sono così folti, ci saranno donne in carne ed ossa da incontrare realmente nell'arco di 10km, no?). Siamo diventate madri sole che non sanno come dire al pediatra che la sua tabella per lo svezzamento non ce la fanno proprio a seguirla, ma se poi si arrabbia? Siamo diventate madri sole che ricevono mille regali e regalini, ma mai nessuno che si proponga di cucinare qualcosa o fare al posto tuo le faccende domestiche, sistemandoti casa. Siamo diventate madri sole, con accanto un compagno che ce la mette davvero tutta per aiutarci, ma è solo anche lui, impaurito e spiazzato più di noi, a volte.
Chi ci aiuta a preparare il terreno per l'arrivo di chi ci stravolgerà la vita? Chi ce la ridà la fiducia in noi stesse? Come faccio a fidarmi di mio figlio e capirlo, se a malapena mi riconosco dopo il parto? Dov'è lo spazio, il clima, il nido buono per potersi dedicare 24 ore su 24 interamente al nostro bambino, per poter allattare senza intoppi? Sì signori, di questo ha bisogno l'allattamento almeno nel primo mese, per potersi avviare bene: una mamma a completa disposizione del proprio bambino. Sostegno. Fiducia. Serenità. Confort. Benessere. Anche con tutti gli alti e i bassi, gli sbalzi d'umore, i dubbi e la voglia di piangere... Per allattare occorre stare bene. Ma come posso stare bene, se mi sento sola? Se il mondo stesso che mi chiede di sorridere ed essere felice guardando solo alla fortuna di avere un figlio sano, è lo stesso mondo che appena mostro un minimo di cedimento mi volta le spalle e sguscia fuori dalla porta, facendo finta di non vedere? Come possono, per metterla su un piano meramente inerente la fisiologia umana, prolattina ed ossitocina lavorare bene insieme per produrre e far uscire il latte, in tutto questo caos?
Le madri di oggi scontano gli errori della società del passato, che ha prodotto effetti devastanti e si propagano a onda sulle generazioni successive. Ma oggi sappiamo (o forse lo abbiamo sempre saputo, e abbiamo solo fatto allucinanti voli pindarici per capitare infine a riscoprirlo?) che la mamma e il bambino devono stare insieme per far partire le cose, sappiamo che il latte della mamma è perfetto così com'è, sappiamo che c'è bisogno di sostegno per allattare. E non mi riferisco tanto al sostegno degli operatori del "percorso nascita" (i quali, purtroppo le madri lo sanno, non sono sempre realmente adeguatamente preparati in tema di allattamento!), ma soprattutto al sostegno della società, del nucleo familiare stretto e della famiglia in senso allargato. Le madri di oggi vivono la frustrazione delle madri di ieri che non hanno allattato, e ne subiscono le angherie. Guai a parlare dell'importanza dell'allattamento al seno, chi non ha allattato potrebbe offendersi. E quelle che hanno allattato sono solo fortunate. Certo, un bambino che nasce prematuro è difficilissimo da allattare, un bambino che chiede il seno ogni 3 ore è più vicino alle nostre idee di ritmo della giornata rispetto al neonato che lo chiede ogni ora. Ma...ma, ma, ma. Proviamo a pensare come donne. Come comunità. Proviamo a vedere dapprima dentro noi stesse, facciamo pace con tutto quello che abbiamo vissuto e subito. Non è stata colpa nostra, era la nostra storia.
Le madri di oggi pagano tante cose, anche la difficoltà ed insieme la bellezza di poter invertire la rotta. Io credo fermamente che siamo in un momento storico di possibile cambiamento. Diventiamo madri e diventiamo sole, da subito. O forse lo siamo sempre state, come donne.
Allora usciamo di casa, parliamo di allattamento, informiamoci ed informiamo, anche se non ci siamo riuscite in prima persona. E scopriremo che non siamo sole! Allattare è un bene comune, e se non è successo a noi, potremo essere d'aiuto per un'amica...o per nostra figlia o nuora un domani. Che cosa grande, aiutare davvero invece di criticare o giudicare! Non commettiamo su altre donne gli stessi errori che abbiamo subito. E se ne abbiamo subiti, sappiamo cosa fa male. Se non abbiamo allattato, sappiamo ancora di più cosa è mancato. Aiutiamo chi possiamo. Non abbiamo paura di essere importanti anche se non abbiamo allattato, perché lo siamo! Non serve necessariamente allattare per fare cultura. L'allattamento è a rischio estinzione? Nell'Africa sub sahariana, ed in generale nei Paesi in via di sviluppo, sta accadendo tutto quello che il progresso ha causato da noi dopo la ripresa economica del secondo dopoguerra. Non possiamo permettere che continui. Siamo chiamate a fare di più. "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo", disse Gandhi. Siamo donne, e come tali possiamo essere il cambiamento di cui la società ha violentemente bisogno.
Ostetrica Eleonora Bernardini
Immagine tratta da www.thefussybabysite.com/
Giorgia Donati
Venerdì, 09 Gennaio 2015 21:49PSICOLOGA DELL’ETA’ EVOLUTIVA
PSICOTERAPEUTA SISTEMICO FAMILIARE E
MEDIATRICE FAMILIARE
RICEVE A :
PADOVA E SEREGNO
EMAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
CELL: 3928658731
La parassitosi intestinale nei bambini e negli adulti
Venerdì, 09 Gennaio 2015 21:06Cosa hanno in comune l'ittero neonatale, la dermatite atopica, la cefalea, gli ossiuri e la sclerosi multipla? Per un Omeopata Hahnemanniano queste patologie rappresentano cinque livelli di gravità di una stessa patologia: la parassitosi intestinale.
Cosa hanno in comune l'ittero neonatale, la dermatite atopica, la cefalea, gli ossiuri e la sclerosi multipla? Apparentemente nulla! Se ragioniamo in termini analitici/allopatici sono patologie molto diverse tra loro, sia come gravità che come manifestazioni sintomatologiche ed approccio terapeutico, riguardanti diverse specialità mediche tra loro lontanissime. Per un Medico Omeopata Hahnemanniano invece queste patologie rappresentano cinque livelli di gravità di una stessa manifestazione patologica: la parassitosi intestinale!
Per riuscire a capire come è possibile che malattie così distanti tra loro siano in realtà manifestazioni diverse di un'unica patologia bisogna necessariamente abbandonare, almeno momentaneamente, il ragionamento analitico a favore di quello analogico; bisogna cioè guardare l'imbuto dalla parte stretta e non dalla parte larga, divergere e non convergere. La medicina allopatica considera l'Uomo poco più di una macchina, l'Uomo invece, in quanto individuo (dal lat. Individuus=non divisibile), funziona come un sistema integrato, quindi ragionare in termini analitici (come ragiona un computer,per intenderci!) può essere molto pericoloso. Osservando senza pregiudizi e ragionando in termini analogici, è molto più semplice decifrare il linguaggio della Natura, e capire in modo chiaro e immediato cosa siano veramente
le malattie!
Quindi cosa è la parassitosi intestinale?
La parassitosi intestinale corrisponde ad uno stato di intossicazione cronica dell'intestino. A seguito di questo stato di tossicità cronica, la Forza Guaritrice della Natura, sempre orientata alla conservazione della vita, mette subito in atto dei processi riparatori, volti a ridurre il più
possibile l'intossicazione dell'intestino. Per poter realizzare questa azione di bonifica, vengono attivati dei microrganismi normalmente presenti nell'intestino (flora microbica intestinale) i quali, in condizioni di salute, vivono in uno stato di latenza, senza dare alcun segno di sé.
La grandezza e il numero dei parassiti intestinali che vengono di volta in volta attivati, è direttamente proporzionale alla quantità di tossine da smaltire. Per poter smaltire le tossine intestinali, i parassiti operano incessantemente per trasportarle in diverse parti e organi del nostro corpo che, a seconda delle necessità, fungono da "depositi di stoccaggio", caricandosi il peso di questi rifiuti.
E' opportuno ricordare che in Natura esiste una Legge di Guarigione (sempre verificata e nota fin dall'antico Egitto!), la quale recita: "la Forza Vitale di ogni organismo vivente agisce sempre dall'interno all'esterno, dal centro alla periferia, dall'alto verso il basso e dalla mente al corpo". Quindi, in riferimento alla parassitosi:
Poca quantità di tossine intestinali
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Basso numero di parassiti intestinali
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Processo rapido e semplice
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Deposito in organi esterni
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Sintomi lievi
Grande quantità di tossine intestinali
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Alto numero di parassiti intestinali
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Processo lungo e complesso
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Deposito in organi più interni
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Sintomi via via più gravi
Gli effetti di questo processo di smaltimento delle tossine intestinali da parte dei parassiti di volta in volta attivati, si riconoscono dai sintomi e dalle patologie corrispondenti agli organi e agli apparati del corpo in cui le tossine vengono depositate. Ma quali sono le cause della Parassitosi Intestinale? Perchè è colpito proprio l'intestino da questa intossicazione?
La prima causa della Parassitosi Intestinale è la presenza in ogni persona, già alla nascita, del Miasma Psorico, ereditato nella catena famigliare fin dalla settima generazione.
La PSORA è costitutiva della nostra natura umana, è ciò che ci rende "malati" fin dalla nascita (in analogia con la religione, è il "peccato originale"), impedendoci di arrivare al primo gradino della scala della salute (il "Giardino dell'Eden").
La prima manifestazione della presenza della Psora ereditata è l'indebolimento dell'intestino nella sua funzione di smaltimento delle tossine che si ritrova al suo interno.
Il livello di questa debolezza della funzione dell'intestino dipende dalla forza del miasma psorico ereditato dalla catena famigliare, sia paterna che materna.
Nessuna patologia di parassitosi nella catena famigliare
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Miasma Psorico ereditario debole
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Gradini superiori della scala della salute
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Sintomi di liberazione psorica lievi e brevi
Presenza di patologie di parassitosi nella catena famigliare
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Miasma psorico ereditario forte
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Gradini inferiori della scala della salute
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Sintomi di liberazione più gravi e duraturi
In presenza di patologie di parassitosi nella catena famigliare (quindi grande forza del miasma psorico alla nascita!), la funzione dell'intestino sarà più debole, per cui la "Vis Medicatrix Naturae" si trova costretta ad attivare i parassiti intestinali, per potersi liberare subito delletossine accumulate.
I primi sintomi di liberazione miasmatica psorica, espressione di parassitosi intestinale
(indicata di livello 1) sono:
• Ittero neonatale
• lingua patinata
• coliche addominali
• occhi cerchiati
• stitichezza,
• convulsioni febbrili
• reflusso gastroesofageo
• prurito in gola con tosse secca
• alitosi
• agitazione, insonnia
Da notare che questi sintomi si riscontrano più spesso nei bambini.
Se questi sintomi non riescono ad esaurire la liberazione delle tossine intestinali, il processo si interrompe e la Psora prende sempre più forza, provocando la discesa inesorabile verso i gradini inferiori della scala della salute.
Ciò può avvenire per due motivi: la Forza Vitale è debole e soccombe di fronte alla forza della Psora; i sintomi vengono soppressi da trattamenti medici-farmacologici
Ogni volta che i sintomi di liberazione miasmatica psorica della Parassitosi Intestinale vengono soppressi, inevitabilmente si determina la sovrapposizione degli altri due Miasmi, la Sicosi e la Lue.
Il secondo livello di parassitosi quindi sarà determinato dalla sovrapposizione del miasma sicotico a quello psorico,determinando le seguenti manifestazioni patologiche:
• Dermatite atopica
• Acetone
• Catarro delle mucose respiratorie
• Accessi di tosse abbaiante, laringospasmo
• Bruxismo
• Prurito anale
• Micosi cutanee, Candida genitale
• Allergie di ogni tipo
• Orticaria
Il terzo livello sarà determinato dalla sovrapposizione del miasma luesinico a quello psorico,determinando le seguenti manifestazioni patologiche:
• Cefalea
• Celiachia
• Emorroidi
• Afte
Il quarto livello sarà determinato dalla sovrapposizione del miasma luesinico a quello psorico ed a quello sicotico (3-1-2),determinando le seguenti manifestazioni patologiche:
• Ossiuri
• Colon irritabile
• Ulcera gastroduodenale
• Diabete giovanile
• Rettocolite ulcerosa
• Psoriasi, alopecia
• Artrite reumatoide
Il quinto livello (il più grave) sarà determinato dalla sovrapposizione del miasma luesinico a quello sicotico ed a quello psorico (3-2-1), determinando le seguenti manifestazioni patologiche:
• Sclerosi multipla
• Morbo di Crohn
• Lupus eritematoso sistemico (LES)
• Tumore del colon
La diagnosi di parassitosi intestinale quindi verrà fatta da un Medico Omeopata semplicemente attraverso l'anamnesi e la visita con esame obiettivo completo, non sarà necessario usare il Vegatest per scoprire le eventuali intolleranze o le allergie, perché i sintomi parlano da soli. La terapia verrà attuata agendo su due fronti: una corretta alimentazione ed un trattamento miasmatico-costituzionale di "bonifica del terreno". Per corretta alimentazione si intende l'eliminazione temporanea di cibi e bevande che l'intestino non riesce a smaltire in modo completo (soprattutto latte e derivati e carni rosse); per terapia miasmatico-costituzionale si intende invece la scelta di rimedi omeopatici specifici per la persona,scelti in base alla sua propria costituzione,alla sua eredità miasmatica,alla sua storia clinica ed al suo quadro miasmatico attuale.
Il trattamento del terreno miasmatico costituzionale deve sempre iniziare dal miasma fissato più in basso nella scala della salute, attraverso cicli successivi di cura con rimedi specifici per ogni miasma dominante, somministrati a dosaggi via via più elevati.
Dopo ogni ciclo di cura la Forza Vitale, alleggerita del carico del miasma trattato, progredisce via via verso i gradini più alti della scala, assicurando alla persona un livello di salute sempre più elevato... solo in questo modo è possibile arrivare alla VERA GUARIGIONE.
E' interessante notare che quando la Parassitosi Intestinale viene riconosciuta e trattata correttamente attraverso la terapia del "Terreno miasmatico- costituzionale", è possibile interrompere la catena ereditaria, assicurando alle generazioni future un più alto livello di
benessere.
Lo scrivente si augura che sempre più medici si rendano conto di quanto è importante conoscere le vere cause delle malattie per poter intervenire in maniera adeguata ed efficace, in modo da prevenire l'insorgenza di patologie sempre più gravi dove è poi molto difficile
intervenire.
La parassitosi intestinale è una patologia molto diffusa (basti pensare a quanti soffrono anche solo di allergie!), che se riconosciuta tempestivamente e curata adeguatamente porta a guarigione certa.
Importante poi è intervenire riconoscendo tempestivamente le manifestazioni dei primi due livelli, in modo da interrompere il prima possibile la "discesa" verso i gradini più bassi della "scala della salute", i quali sono sempre più alti e quindi sempre più difficili da risalire.
di Diego Tomassone – Ex-alievo scuola ASDOH sito tratto dal sito www.sisdoh.it
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Il pianto del neonato
Venerdì, 09 Gennaio 2015 21:01Come scrive l'ostetrica Angela Dinoia nel suo libro " Il neonato e i suoi segreti" di Mental Fitness Publishing, il pianto del neonato è un sistema di comunicazione efficace e antico: "il pianto è tra i sistemi di comunicazione più efficaci e antichi che l’essere umano possiede. È un richiamo importante, che serve al cucciolo dell’uomo per attrarre l’attenzione dell’adulto. I neonati di 0-3 mesi piangono. Qualcuno piange poco. Qualcuno piange molto! Qualcuno piange moltissimo! È risaputo quanto sia faticoso per l’adulto sostenere il pianto di un neonato, perché spesso il piccolo piange più volte al giorno, maga- ri per alcune ore, frequentemente durante la notte. Che cosa fare allora? Sarebbe utile per il genitore distinguere tra il significato che diamo noi adulti al pianto e il senso che ha per il neonato. In genere:
se l’ADULTO PIANGE → cerchiamo di trovare un senso al pianto e di calmarlo;
se il NEONATO PIANGE → cerchiamo di dare un senso al suo pianto, ma a volte non troviamo una risposta e il nostro piccolo non può aiutarci.
Ricordiamoci allora che per il neonato il pianto è un mezzo di comunicazione e ci saranno momenti in cui i genitori, pur mettendo in atto tutti gli strumenti che conoscono, non saranno in grado di calmarlo. Bisogna imparare ad accettare questi piccoli limiti del nostro vivere con il bambino e ricordarsi che per lui il pianto è l’unico modo che possiede per esprimere ogni suo bisogno."
Partendo da questi presupposti abbiamo pensato di fornirvi alcune indicazioni di massima su come interpretare il pianto del neonato nel nostro libro, Mamme pret a porter edito da Mental Fitness Publishing:
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
I riflessi del neonato
Venerdì, 09 Gennaio 2015 20:37Cosa sono i riflessi del neonato e come si manifestano? Ecco le risposte dell'ostetrica Angela Dinoia, autrice del libro Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing.
"I riflessi sono attività automatiche che il bambino possiede sin dal momento della nascita e che gli consentono di sopravvivere. Queste abilità innate, tuttavia, scompaiono gradualmente dopo i primi mesi di vita. Facciamo un esempio: se la suzione dipendesse da un apprendimento, il bambino potrebbe anche morire di fame! Non avrebbe il tempo fisico di imparare un'operazione così complessa per una creatura, mentre invece possiede questa capacità appena nato. Esaminiamo ora alcuni fra i più importanti riflessi, utili per capire meglio il nostro bambino.
Riflesso di suzione: – movimento di suzione automatico e spontaneo, prodotto dai neonati quando qualcosa sfiora le loro labbra.
Riflesso di ricerca del seno materno: – allo sfioramento della guancia, il piccolo ruota la testa in dire- zione dello stimolo e inizia a compiere movimenti di suzione.
Riflesso di Moro: – abbassando improvvisamente il bambino, che giace supino sulla schiena, le braccia si estendono
Riflesso di Prensione: – allo sfioramento del palmo della mano, il neonato piega le dita e le chiude energicamente a pugno."
Giulia Mandrino
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
L'acqua in e della gravidanza
Giovedì, 08 Gennaio 2015 13:56L'acqua è l'elemento del nostro bambino, vi è immerso, ci sguazza, conosce attraverso di essa.
Sapevate che il liquido amniotico veicola anche sapori e odori? Forse sì ma è importante sapere che il feto riceve tutti questi stimoli perché le abilità sensoriali si sviluppano quasi da subito e si perfezionano nei 9 mesi per poter essere completamente ricettivi rispetto agli stimoli alla nascita.
Anche la memoria delle esperienze ovvero di gusti, sapori, odori e delle esperienze tattili (il famoso pollice succhiato in eco o il tener tra le mani il cordone) caratterizza tanto il periodo fetale quanto quello neonatale.
Vi sarete infatti sentite dire che anche i cibi più pesanti o particolari se assunti in gravidanza poi possono essere tranquillamente assunti in allattamento perché le caratteristiche di diversità che conferiscono al latte sono nella memoria del nostro bambino e quindi già conosciute.
Il liquido amniotico veicola anche particelle del feto (capelli, cellule dell'epidermide) permettendoci così di fare, ove necessario, indagini genetiche e mediche sulla salute del feto (amniocentesi).
È anche la cassa acustica del bambino... avete mai ascoltato musica in acqua? Mentre siete immersi? È bellissimo... il suono giunge trasmesso dall'acqua sia come onde sonore che arrivano all'orecchio sia come movimenti dell'acqua che arrivano al corpo... che magia! Per questo in gravidanza suggerisco di ascoltare tutti i tipi di musica, non solo la classica (che forse a scopi commerciali e di arricchimento culturale ci hanno fatto credere essere la migliore per il feto!)... bellissimo Mozart in acqua ma pensate ai Blink o ai Queen... come bassi, percussioni e voce possono muovere l'acqua e come possono essere stimolanti tale onde sonore per il corpo del cucciolo.
Acqua, acqua, acqua... un elemento formidabile, di una forza e una dolcezza totali che permette tutte le esperienze sensoriali del feto, che ne permette il movimento, che lo culla e coccola quando noi ci muoviamo, che permette indagini mediche, che indica lo stato di benessere di quella gravidanza.
Io da quando ho avuto i miei figli non mi sono più approcciata all'acqua nello stesso modo e ho compreso come in quasi tutte le culture e religioni sia l'elemento che porta alla Divinità.
L'importanza dell'idratazione in gravidanza sta anche nella possibilità per il fto di avere sufficiente liquido amniotico (anche se non tutto è da ricondurre alla produzione attraverso l'idratazione materna), qualche anno numerosi studi hanno confermato come aumentando l'idratazione materna in 24 ore anche la quantità di liquido amniotico aumentasse di conseguenza.
Bere 2 litri e oltre di liquidi al giorno in gravidanza dovrebbe essere la normale prassi per garantire il benessere materno fetale.
Ostetrica Silvia Bianchi
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