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Ma quand'è che i bambini cominciano a dire le bugie per davvero?

Lunedì, 04 Ottobre 2021 07:47

Mentire non è semplicemente dire qualcosa di buffo per fare ridere, quando entrambi si sa non essere vero. Dire le bugie è più articolato: si tratta di esprimere intenzionalmente qualcosa di falso, qualcosa che tu stesso sai essere falso ma che ti impegni a far credere a chi hai di fronte.

Ma quindi quand'è che i bambini cominciano a farlo? Quando capiscono davvero cosa significa mentire? Perché questo cambia le carte in tavola: quando possiamo, insomma, rimproverarli e fare capire loro - soprattutto - che mentire è sbagliato e che dialogo e verità sono sempre da preferire? Perché impartire una lezione quando questa non è recepibile, perché i bimbi non sanno ancora che stanno mentendo, è controproducente. Capire come funziona meccanismo quindi è molto utile.

Ecco tutto ciò che c'è da sapere sui bambini e le bugie e su quando, tendenzialmente, iniziano a mentire con coscienza.

Quando si inizia a mentire?

Non c'è un'età specifica, ma i bambini e le bambine iniziano a dire le bugie tra i due anni e mezzo e i quattro. Inizialmente, però, non possiamo ragionare sulla moralità della cosa come ragioniamo quando parliamo di adulti: i bambini e bambine impiegano infatti anni a capire i significati nascosti e morali delle bugie e non possiamo quindi ipotizzare nulla riguardo al comportamento morale futuro.

Mentire, per i bambini, è come sperimentare. Proprio come quando, intorno ai due anni, testano i limiti dei genitori e provano a imporre la loro persona sugli altri, o come quando da piccoli lanciano gli oggetti per vedere se qualcuno li raccoglie e glieli riporta.

L'importanza della percezione

Inizialmente, tuttavia, per i bambini mentire non è semplice e soprattutto non ha lo stesso obiettivo che avrebbe la bugia di un adulto. I bambini piccoli, infatti, non capiscono il concetto dell'individualità del pensiero: credono, in altre parole, che tutti coloro che stanno intorno a loro abbiano la loro stessa percezione. Pensano che tutti la pensino come loro e che vedano come loro. Pensiamo a quando giocano a nascondino intorno ai due, tre anni: si nascondono sotto il lenzuolo e sono davvero convinti che non li vediamo, perché loro non vedono noi.

È solo quando capiscono che le convinzioni, le visioni e i pensieri degli altri non coincidono con i loro che cominciano a mentire coscientemente e sperando in un ritorno. Ed è lì che capiamo che stanno mentendo davvero: anche durante i giochi, capiscono quando possono bluffare per vincere.

Il lato positivo del mentire

In realtà, qualcosa di positvo in tutto questo c'è: mentire è una caratteristica degli esseri umani e quando un bambino o una bambina sono arrivati a farlo, è perché hanno messo in atto un processo mentale del tutto normale e soprattutto complicato, segno che il loro sviluppo cognitivo è sulla giusta strada. Come spiega uno studio, arrivare a mentire è l'ultimo stadio di un processo di ragionamento lungo e tortuoso che parte con l'osservazione della realtà e dei comportamenti degli adulti. Capire, insomma, come si mente e quando è conveniente sarà pure sbagliato, ma è sintomo di intelligenza.

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Spannolinamento: i segnali che fanno capire quando è ora di togliere il pannolino

Venerdì, 01 Ottobre 2021 11:51

Ad un certo punto, i bambini e le bambine abbandoneranno il pannolino (che sia usa e getta, ecologico o lavabile). Ma quando arriva il momento dello spannolinamento? Non c'è un'età precisa, perché come per tutto il resto lo sviluppo cognitivo, fisico e motorio dei bebè ha i propri tempi. 

Più che concentrarci quindi su quando avviene lo spannolinamento, sarebbe bene imparare ad osservare il proprio figlio o la propria figlia, comprendendone il personalissimo sviluppo e capendo in base alle sue tendenze quando è arrivato il momento di togliere il pannolino. Perché ogni bambino ci arriva con i suoi tempi, ma ci sono alcuni segnali che tendenzialmente si ripetono. 

Ecco quindi qualche dritta per capire se è arrivato davvero il momento del vasino o se è meglio aspettare, interpretando i piccoli gesti e comportamenti del proprio bebè. Seguendo i tempi del bambino e agendo quando si sente pronto, infatti, porta benefici: il tempo per imparare si riduce e lo spannolinamento avviene più armoniosamente!

I gesti quotidiani

Alcuni gesti quotidiani e comportamenti possono farci capire che i bambini e le bambine sono pronti a provare a stare senza pannolino. Innanzitutto, quando imitano le azioni dei grandi, direttamente o quando giocano da soli. Questo non è necessariamente un interesse verso lo spannolinamento, ma è un comportamento che indica ai genitori che i bambini sono pronti a fare un passo in più nella loro vita "adulta".

Altra tendenza che possiamo notare per capire che i tempi sono maturi è quella a rimettere a posto le cose, giocattoli o oggetti di casa che siano. I bambini e le bambine in questa fase tendono a rimettere "al proprio posto" ciò che trovano, mostrando quindi ordine e autorità, ma anche logica.

Infine, il periodo adatto allo spannolinamento è quello che segue i mesi in cui i bambini mostrano la propria indipendenza, sfidando spesso i genitori con i loro "no".

I gesti specifici

Attenzione anche ad alcuni gesti. Su tutti, l'abitidine a togliere e rimettere i pantaloni e la maglietta, o i vestiti in generale, mostrando impazienza o levandoli in momenti inopportuni, magari alzandoli e abbassandoli continuamente.

Altro segnale è la comunicazione sui loro bisognini: quando fanno la pipì o la cacca, in questo periodo i bambini e le bambine lo "annunciano". Ecco, anche questo è un segno di prontezza perché significa che stanno acquisendo sempre più consapevolezza su una funzione fisiologica che possono controllare.

L'interesse verso il wc e il vasino

Infine, da genitori dobbiamo fare attenzione a quando i bambini e le bambine mostrano interesse nel vasino o nel wc degli adulti, sia seguendoci spesso in bagno, sia facendo domande dirette e specifiche, oppure girandoci intorno.

Altri consigli utili

Oltre all'attenzione a questi segni, il consiglio ai genitori è quello di valutare anche il momento dello spannolinamento. Anche se si notano le tendenze sopraelencate, infatti, è sempre meglio scegliere un momento che sia davvero buono.

Evitiamo, quindi, lo spannolinamento quando c'è in corso qualche disturbo gastrointestinale, come la dissenteria o la stipsi. Lo stesso vale per i momenti di stress: se in famiglia è in corso un cambiamento (come un trasloco, una nuova nascita, una separazione...) è meglio attendere un attimo. Infine, valutiamo l'attitudine dei bambini: siamo intorno ai terrible twos e se i bambini e le bambine appaiono particolarmente agitati e poco cooperanti, è meglio aspettare che la fase passi o si attenui.

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Dislessia, una bella notizia per rendere la lettura più semplice

Giovedì, 30 Settembre 2021 13:01

I bambini e le bambine (ma anche gli adulti!) con dislessia sono davvero moltissimi. Secondo i dati diffusi dal Miur, infatti, gli alunni a cui è stato diagnosticato un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (o DSA) sono il 4,9% del totale. Di questo 4,9%, i disturbi riguardano per il 39,6% proprio la dislessia. Il resto è rappresentato da disortografia, discalculia e disgrafia.

Si capisce, quindi, che i disturbi dell'apprendimento non sono qualcosa di vago e raro, ma che rappresentano il modo di apprendere di una grossa fetta dei nostri ragazze e ragazzi. Sensibilizzare è quindi il primo passo verso una scuola più inclusiva (non si tratta di una malattia o di essere meno "bravi a scuola", ma semplicemente di imparare in maniea diversa!). Il secondo è abbracciare tutti i passi avanti che le scienze dell'educazione e dell'apprendimento compiono, offrendo così ai ragazzi e alle ragazze ciò di cui hanno bisogno per fare meno fatica.

Una buona notizia che riguarda la dislessia è arrivata proprio in questi giorni.

Dislessia, una bella notizia per rendere la lettura più semplice: una maggiore spaziatura tra le lettere per velocizzare la lettura e ridurre gli errori (e l'ansia)

Come riporta Ansa, per risolvere la difficoltà di lettura che i ragazzi con dislessia vivono ogni giorno un modo efficace è aumentare la spaziatura tra le lettere. Questo stratagemma grafico migliorerebbe infatti la leggibilità dei testi, permettendo ai ragazzi dislessici di aumentare la velocità di lettura riducendo gli errori.

A dirlo è uno studio del dottor Steven Stagg della Anglia Ruskin University pubblicato sulla rivista Research in Developmental Disabilities. A partecipare sono stati 59 ragazzi tra gli 11 e i 15 anni provenienti da sei scuole britanniche delle zone del Cambridgeshire, dell'Hertfordshire e di Londra. La ricerca ha esaminato i benefici che la spaziatura tra le lettere e la differenziazione di colore apportano tra i bambini dislessici e non dislessici, arrivando a capire che un'extra-spaziatura riduce proprio gli errori di lettura, in entrambi i gruppi di bambini.

Oltre a ciò, spaziare maggiormente le lettere riduce, in entrambi i casi (dislessia o non dislessia), il numero di parole saltate nella lettura. Solitamente, infatti, i bambini con dislessia "mancano" qualche parola. E, infine, accelera il tempo della lettura. Nel caso dei bambini non dislessici del 5%, e per chi ha una diagnosi di dislessia addirittura del 13%.

Le differenze di colore, invece, sembrano non servire a nulla, secondo questo studio. 

"Crediamo che la maggiore spaziatura tra lettere riduca l'effetto "affollamento" che rende difficile il riconoscimento delle lettere e che rallenta la lettura", ha dichiarato il dottor Stagg, suggerendo quindi agli educatori e agli insegnanti di adottare questa misura quando producono schede o testi, rendendo le lezioni più inclusive e riducendo l'ansia che spesso colpisce i bambini e le bambine con dislessia. 

 
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Come festeggiare la Festa dei Nonni

Mercoledì, 29 Settembre 2021 14:36

Ogni anno in Italia il 2 ottobre si festeggia la Giornata dei Nonni. Si chiama anche Festa dei Nonni ed è un'occasione davvero speciale: la festa deriva infatti da una tradizione cristiana, ovvero il ricordo liturgico degli angeli custodi, e questa immagine - al di là del proprio credo - è davvero evocativa e importante. 

I nonni, infatti, vengono associati agli angeli custodi, figure preziose che vegliano sui nostri bambini.

Le nonne e i nonni dovrebbero di certo venire festeggiati ogni giorno, ma il 2 ottobre possiamo approfittarne e rendere la giornata ancora più speciale.

La Festa dei Nonni

Come accennato, in Italia la Festa dei Nonni cade il 2 ottobre di ogni anno, giorno che nel calendario cattolico ricorda gli angeli custodi. In realtà la Chiesa festeggia però gli anziani, le anziane, i nonni e le nonne un altro giorno, ovvero l'ultima domenica di luglio, giorno in cui si ricordano i santi Anna e Gioacchino, mamma e papà di Maria e quindi nonna e nonno di Gesù Bambino.

La ricorrenza è civile e ad istituirla è stata nel 2005 una legge apposita, per ricordare, valorizzare e celebrare l'importanza di queste figure familiari che non sono solo preziose a livello affettivo, ma anche materiale. Pensiamo a quanto è prezioso l'aiuto delle nonne e dei nonni quando questi sono vicini: in pensione, spesso si occupano dei nipotini e delle nipotine, viziandoli di certo un po' ma alleggerendo le madri e i padri che lavorano e riempiendo d'amore le giornate dei bambini.

Oltre alla ricorrenza che ci permette di festeggiare i nonni e le nonne, ogni anno il 2 ottobre rappresenta anche la giornata in cui il Presidente della Repubblica Italiana premia i dieci nonne e nonne d'Italia, dopo che questi sono stati scelti da un'importante commissione di cui fanno parte i membri del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Come festeggiare la Giornata dei Nonni

Per festeggiare la Giornata dei Nonni l'ideale è organizzare qualcosa da fare tutti insieme, sfruttando il tempo libero (soprattutto quando la Festa cade nel fine settimana!). Qualche idea? Andare al cinema tutti insieme, regalare ai nonni un biglietto per uno spettacolo teatrale da vedere insieme a loro, organizzare un picnic nella natura o una passeggiata, cucinare insieme per imparare le ricette di famiglia che si vogliono tramandare... Basta che ci si metta amore e che si coinvolgano al massimo i nonni e le nonne, facendo qualcosa che piace soprattutto a loro.

I regali più graditi

Di certo i regali più graditi sono quelli che prevedono del tempo passato insieme (come gli spunti che avete appena letto!) ma ci sono anche altri regali a cui potete pensare per fare capire alla nonna e al nonno che sono davvero amati.

Un mazzo di fiori o una pianta, ad esempio, nella loro classicità possono essere un gesto simbolico davvero potente.

Anche una fotografia di famiglia: un'idea è scattarla tutti insieme proprio il 2 ottobre, vestendosi bene e organizzando un set fotografico casalingo, per poi stamparla, incorniciarla e regalarla alle nonne e ai nonni, che potranno appenderla in casa.

Sempre a tema fotografie, un bel regalo è un album che contenga un po' di immagini scattate negli ultimi anni. Spesso tendiamo a tenerle sul telefono, ma è bellissimo anche sfogliarle fisicamente.

Infine, un regalo assai gradito dalle nonne e dai nonni è un bel libro, magari da leggere insieme ai nipoti, ad alta voce, oppure un bel romanzo per rilassarsi quando i nipotini e le nipotine non ci sono!

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5 brand artigianali italiani pensati per i bambini

Lunedì, 27 Settembre 2021 12:31

Il mondo dei bambini è un universo colorato e particolare dove anche fare regali, scegliere l’abitino giusto o il giocattolo più adatto, ci mette di fronte diverse scelte. Trovare prodotti sicuri e soprattutto con quel qualcosa in più di autentico, che non sia fatto in serie, che non sia solo per il consumo ma anche per la durata e che sia stato lavorato con cura, magari riprendendo tecniche tradizionali, non è così semplice, senza contare che trovare marchi artigianali online è più arduo rispetto ai prodotti delle grandi produzioni. Oggi un sito particolare, Mooza, si occupa di rendere disponibili i prodotti artigianali italiani da ogni regione: amanti del fatto a mano e rigorosamente made in Italy, in diversi ambiti del nostro lifestyle, dove trovare anche idee regalo per bambini.

Non solo artigiani ma anche designer emergenti con idee originali che sviluppano piccole collezioni o anche pezzi unici e che portano avanti una filosofia di lavoro che privilegia la qualità della lavorazione insieme alla creatività.

Eccovi una piccola rassegna di 5 brand artigianali con le loro idee fuori dal coro.

Kimono Shoes - Modello Unico

Pensato per il mondo neonato, questa brand artigianale di Brescia crea scarpine davvero particolari per celebrare la vita che nasce. Ispirate allo stile giapponese, ogni modello è unico, i tessuti e i colori di ogni modello, infatti, non si ripetono, proprio come ogni bambino che nasce è unico.

Pafff! Studio Venezia

Un progetto nato tra artigiani e designer appassionati di tessuti, filati e pattern all’inglese con la voglia di creare capi interamente confezionati a mano, fatti anche con tessuti vintage quasi introvabili e quindi non replicabili. Lo stile è confortevole ed allegro, e anche un po’ trendy, in modo che i bambini possano divertirsi con ciò che indossano, liberi di giocare e con un gusto originale!

Pupis

Un brand a misura di bambino. Per allontanarsi dalla filosofia dell’usa e getta e ritornare al mondo delle bambole e dei pupazzi che ci accompagnavano per tutta la nostra infanzia, questo brand crea dolcissimi e morbidi pupazzi e bambole interamente a mano, con ogni accessorio curato nei minimi dettagli. Il brand ha anche a cuore il rispetto per l’ambiente, infatti tutti i tessuti e le imbottiture utilizzate sono biologici ed eco-compatibili.

BarabanKids

Nato da una coppia di genitori con il desiderio di creare vestiti e accessori per i propri due bambini, BarabanKids è un progetto che oggi realizza tutto a mano in Italia con materiali biologici e con stampe personalizzate. Il nome del marchio prende ispirazione da una favola di Gianni Rodari intitolata “Il Tamburino magico”, dove Barabàn è il suono del tamburino di un soldatino che ritorna dalla guerra. Entrambi i fondatori hanno esperienza nel design e nel settore moda, e oggi portano avanti il loro brand, iniziato un po’ per gioco, con tanta passione per i più piccoli.

Uuby Kids

I bambini hanno voglia di conoscere, esplorare, muoversi. Per questo brand “crescere è un viaggio meraviglioso” e per questo l’immaginario è quello di un bambino-viaggiatore libero di andare incontro alla vita. Per dare ai bambini la possibilità di muoversi in completa libertà i capi sono realizzati a mano 100% made in Italy.

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Insegnare i pericoli della montagna ai bambini? Ci pensa un libro

Lunedì, 27 Settembre 2021 12:05

"Decidi il tuo destino con la ruota della sopravvivenza!": comincia così, già dalla copertina, il grande libro dedicato alla montagna edito da L'Ippocampo. Che è un'avventura ludica, ma soprattutto un modo efficacissimo per imparare i pericoli della montagna e del ghiaccio, troppo spesso sottovalutati. Perché le tragedie in montagna sono purtroppo molto frequenti, e non serve fare alpinismo estremo. Le insidie della natura sono davvero numerose e a volte non bastano la semplice attenzione e il buonsenso. Serve anche conoscere davvero la montagna, prima di tutto per evitare di trovarsi in pericolo, e in secondo luogo per sapersi destreggiare quando ci si trova nei guai.

Insegnare i pericoli della montagna ai bambini? Ci pensa un libro

I bambini possono impararlo fin da piccoli. Non solo frequentando gruppi esperti come gli Scout, ma anche infomandosi giocando. È il caso, ad esempio, di questo nuovo libro (anzi, librone!) di Emily Hawkins e R. Fresson, edito da L'ippocampo Edizioni, "La montagna ghiacchiata", che porta i bambini di tutte le età (ma anche gli adulti!) in un gioco-viaggio molto coinvolgente che allo stesso tempo prepara davvero ai pericoli della montagna.

Si tratta in sostanza di un gioco di società su più pagine, una sorta di "storia a bivi" di quelle che trovavamo sui fumetti da bambini per avventurarsi du una montagna ghiacciata tentando di sopravvivere. Come? Leggendo tutte le informazioni riguardo alle condizioni metereologiche, all'ossigeno, al terreno, agli animali, alla vegetazione... E girando la ruota della sopravvivenza: in base alla situazione e alla decisione estratta dalla ruota, i bambini sopravviveranno o non ce la faranno, scoprendo così "sulla propria pelle" le conseguenze di certe decisioni o di certi accorgimenti.

Naturalmente questo libro è solo un gioco, ma è anche un utile strumento divulgativo ideale per introdurre i bambini a questi argomenti utilizzando il loro linguaggio e soprattutto coinvolgendoli davvero. È più probabile che certe nozioni rimangano in testa giocando, che ascoltando un adulto che le impone! Su questo siamo d'accordo, no?

Bene: la prima infarinatura su come ci si muove in montagna, quindi, è servita.

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La rivincita delle grigie: come portare e prendersi cura dei capelli bianchi

Venerdì, 24 Settembre 2021 07:30

#greyhairdontcare: i capelli grigi, per decenni coperti da colorazioni, erbe tintorie e decolorazioni varie, stanno finalmente recuperando la loro allure. Finalmente, esatto. Perché se c'è chi li odia e continuerebbe a tingerli fino alla fine dei suoi giorni, chi ama il grigio e il bianco tra i capelli finora s'è trovato a doverli coprire per convenzione sociale. Ora, invece, cambia tutto.

"Vecchi", "sciatti", "smorti": sono solo alcuni degli aggettivi che spesso venivano (e vengono ancora...) attribuiti alle chiome canute. Spesso femminili: il brizzolato, negli uomini, è visto come un segno di fascino. Perché invece sulle donne è ritenuto un difetto?

Il grigio, invece, è un colore elegantissimo, originale e che dona a molti e molte: rivalutiamolo (anche attraverso le ispirazioni che il web ci offre! Sia lodata la rappresentazione inclusiva!), amiamolo e sfoggiamolo con stile, come ha fatto Andy MacDowell recentemente sul red carpet.

La rivincita del grigio

Complici i periodi di lockdown tra il 2020 e il 2021, con la chiusura dei saloni di parrucchieri e parrucchiere, molte persone si sono trovate obbligatoriamente a fare i conti con le radici canute. Scoprendo, dopo qualche settimana, il bello di un colore dai riflessi inaspettati e, di conseguenza, la comodità di non dover ogni mese ricorrere alle tinte. Certo, il processo è lungo, soprattutto se le lunghezze dei capelli superano un certo valore. Ma in generale chi ha deciso di lasciarsi andare al grigio l'ha fatto per questioni estetiche, etiche, di comodità e di stile.

Soprattutto, grazie ad alcuni e alcune influencer che stanno sfoggiando le chiome grigie su Instagram e i vari social, i capelli canuti si stanno piano piano liberando dell'etichetta di "vecchio" o "anziano". I capelli grigi compaiono infatti già a partire dai vent'anni e sono molte le teste che a trenta, quarant'anni sono già parzialmente o completamente grigie o bianche. L'associazione con l'età più avanzata è quindi immediata, ma non del tutto pertinente. Cominciare a considerare i capelli grigi come semplicemente "adulti" e non "vecchi" è il primo passo.

Come se, d'altro canto, ci fosse qualcosa di male nell'invecchiare. I capelli grigi a tutte le età, in questo senso, potrebbero anche diventare un primo passo per combattere l'ageismo.

Lo stile, d'altronde, è innegabile: i capelli grigi sono stati anche un trend (con tinte apposite anche quando non si hanno ancora i capelli bianchi). Averli naturali, quindi, potrebbe essere una fortuna.

L'ispirazione

Basta fare un giro su Instagram: ormai ci sono profili di persone che hanno documentato nei mesi il loro passaggio dai capelli tinti ai grigi. Non è semplice né veloce e serve pazienza: inizialmente le radici sale e pepe potrebbero non piacere ed essere viste come "strane". È normale. Ma resistere darà i suoi frutti.

Ad esempio, Sel et poivre, Sale e Pepe, una ragazza passata da un biondo cenere ad un vero cenere.

Oppure, Embracingmygray_202.

Infine, ci sono profili come greyhairfashion che raccolgono diverse ispirazioni sui capelli grigi davvero preziose e glamour.

Come prendersi cura dei capelli grigi

I capelli grigi sono naturalmente un po' diversi da quelli "originali", e soprattutto si comportano diversamente rispetto a quando non vengono tinti. Ecco perché hanno bisogno di una cura particolare.

Innanzitutto, sono leggermente più fragili, nonché crespi: il fusto è più fragile e la cute produce meno sebo (per il passare dell'età). Questo rende i capelli grigi più secchi e aridi, meno luminosi. Che non è necessariamente un male: basta portarli nella giusta maniera. Se però sono eccessivamente aridi e increspati, è possibile nutrirli con maschere ricche e oli nutrienti. 

Infine, per evitare che i capelli grigi e bianchi tendano al giallo, è bene utilizzare con frequenza lo shampoo antigiallo: permetterà di tenere i capelli candidi e splendenti. Occhio però a non usarne troppo: potrebbe dare riflessi violetti o azzurrini non graditi! Se invece li amate così, beh, via libera all'antigiallo.

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Cosa accade alla tua pancia durante la gravidanza

Giovedì, 23 Settembre 2021 13:43

“Come fa a starci?”. “Ma dove si sposterà l’intestino, se lì c’è il bebè?”. “Ma cos’è quella linea strana?”. Sono tante le domande che prima e durante la gravidanza ci si fa, e molte riguardano la parte del corpo più di tutte protagonista della gestazione: la pancia.

Il famoso “pancione” cambia, si allarga, fa spazio al feto, ed sembra davvero impossibile inizialmente che lì dentro possa starci poi un piccolo essere umano. Conoscere la tua pancia è però essenziale per vivere serenamente la gravidanza: ecco tutto ciò che devi sapere.

Gli organi si spostano

Per fare spazio al bebè che pian piano cresce lungo le quaranta settimane di gravidanza, non cresce solo la pancia. Soprattutto, all’interno del tuo organismo gli organi si spostano qua e là per creare un ambiente accogliente e comodo. L’utero si fa spazio quindi all’interno del tronco della mamma, mentre l’intestino si adatta ad esso. Il feto, poi, schiaccerà non solo l’intestino, ma anche le costole, i polmoni… Sarà normale, quindi, provare qualche malessere in tal senso, compreso il fiato corto e il mal di schiena.

Il prurito

Alcune gestanti fanno esperienza del prurito. Non solo al seno o alle gambe, ma anche alla pancia. La pancia che prude in gravidanza è normale: i tessuti si tirano e di conseguenza provocano fastidio. Per alleviare questo prurito puoi affidarti al freddo (come una doccia fresca) e alle creme idratanti ricche di vitamina E, che aiuta allo stesso tempo a prevenire le smagliature. Esistono poi diversi prodotti per la gravidanza che ti aiuteranno a stare bene lungo i nove mesi!

Se, tuttavia, il prurito è accompagnato da evidenti irritazioni e dermatiti, è bene che tu ti rivolga al medico.

La linea nigra

La linea nigra in gravidanza è quella linea più scura che corre verticalmente sulla pancia della gestante. Si tratta di un fenomeno fisiologico e normalissimo che si chiama anche linea alba. Compare di solito intorno al quarto-quinto mese di gravidanza, con l’aumentare del volume del ventre, sopra e sotto l’ombelico, ed è temporanea. Ciò significa che dopo il parto sparirà gradualmente. Il motivo della sua comparsa? Gli ormoni, che durante questi mesi sono ad altissimi livelli e stimolano quindi la melanina, responsabile della cute più scura. 

Il gas

Già; non è molto glamour, ma quando parliamo di pancia in gravidanza non possiamo non accennare all’aumento del gas. I movimenti intestinali si modificano e il progesterone, l’ormone della gravidanza, rilassa i muscoli e rallenta la digestione, portando in alcuni casi ad essere più gonfie e piene d’aria.

Il bebè là dentro

Naturalmente là dentro sta il bebè: il tuo bambino o la tua bambina è lì che sguazza, protetto dagli strati di placenta, tessuti, muscoli e pelle, e durante una gravidanza fisiologica se la gode rilassandosi, giocando, assaggiando ciò che sta attorno… Lo conoscerai solo dopo il parto, è vero, ma nel frattempo puoi provare a connettere con lui o lei in diversi, piacevolissimi modi.

Le smagliature

Anche queste fanno parte dei cambiamenti del pancione in gravidanza ed è del tutto normale. La pelle della pancia si espande, si tira, e lo strato più superficiale può strapparsi, se non è abbastanza elastico. Anche in questo caso, i prodotti per la gravidanza come le lozioni ricche di vitamina E possono alleviare e prevenire!

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Un libro bellissimo per bambini e bambine? "In 4 tempi" di Bernadette Gervais

Giovedì, 23 Settembre 2021 08:35

La chiocchiola? Paa..aaa...rte!

La foglia verde? Diventa gialla... E poi rossa... E poi cade!

Piccole, piccolissime storie di vita e di natura, che accadono davanti ai nostri oggi ogni giorno e che l'autrice Bernadette Gervais ha riassunto ognuna in quattro tempi. Si intitola proprio così il libro edito da L'Ippocampo di cui vi parliamo oggi: "In 4 tempi". 

Un libro bellissimo per bambini e bambine? "In 4 tempi" di Bernadette Gervais

Stampato su carta ruvida che ricorda sensazioni naturali e autentiche, questo libro di Bernadette Gervais è davvero bellissimo: una trentina di piccole storie naturali e quotidiane sono condensate tra le pagine e raccontate in quattro riquardi. Solo quattro: il riccio che si appallottola, la gallina che nasce dall'uovo, le stagioni, la giornata, la nascita di un arcobaleno... L'autrice Gervais riassume in quattro piccole, graziose e immediate scene ogni storia: questo è "In 4 tempi".

I bambini e le bambine che sfogliano il libro possono inzialmente intuire le minute vicende solo attraverso i disegni, provando a raccontarle con le proprie parole anche prima di imparare a leggere. Si possono poi leggere le didascalie, semplicemente disarmanti e precise, per confermare le piccole storie non solo graficamente, ma anche a parole.

Ciò che emerge e ciò che i piccoli e le piccole imparano sono diversi concetti: la logica del tempo, il suo scorrere e la sua elasticità; ma anche le metamorfosi della natura che è costantemente in trasformazione.

Le sequenze parlano sia di passaggi brevi (come l'arcobaleno che arriva o l'anatra che attraversa il laghetto) sia di tempi lunghissimi (come le stagioni dell'anno, o il germogliare del papavero). E la chiocciola? La lumaca impiega addirittura sedici riquadri a passare da una pagina all'altra, attraversando tutto il libro! Un grazioso easter egg che piacerà ai bambini e alle bambine più attenti.

Tutto, dolcemente, suscita domande: come fa il tarassaco a trasformarsi da fiore a soffione? Perché il pupazzo di neve a un certo punto scompare? Perché tutto si modifica?

"In 4 tempi" ci piace quindi perché stimola il ragionamento, ma soprattutto l'osservazione di ciò che sta attorno a noi. Non si tratta dei classici "causa/effetto" o "prima/dopo", quindi, ma di illustrazioni e sequenze più delicate, che nella loro essenzialità portano i bambini a soffermarsi sulle cose, ad assaporare la lentezza o la velocità degli istanti, perché tutto è concatenato e grazie a Bernadette Gervais questo concetto non sempre semplicissimo diventa davvero godibile.

A chi lo consigliamo? A tutti i bambini e bambine, anche molto piccoli, sin da quando mostrano interesse e curiosità verso questi disegni, da indagare insieme prima sulla carta, cercando i dettagli anche nel mondo reale.

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Settembre: scuola, sport e impegni. Come riorganizzarsi

Mercoledì, 22 Settembre 2021 10:59

Settembre è un mese un po’ come gennaio: per moltissime persone, tra cui le mamme e i papà, è un momento di ripartenza, un nuovo inizio dell’anno che coincide con le scuole materne, elementari e medie che ricominciano.

Ma non è solo la scuola a ricominciare. Con lei iniziano anche gli impegni del pomeriggio, i corsi, lo sport… Prepararsi al meglio, anche materialmente, significa ottimizzare il tempo e vivere meglio.

Ecco quindi come riorganizzarsi a settembre con i bambini nella maniera più efficiente ed efficace, per giostrarsi tra gli impegni in maniera smart e comoda.

L’abbigliamento

Prima di tutto, diamo un’occhiata all’armadio: i piccoli crescono alla velocità della luce e probabilmente i vestiti che portavano lo scorso autunno non vanno più bene. Per fortuna ci sono molti modi per risparmiare: negozi come Cóndor moda online per bambini, che permettono anche di fare shopping per i bambini senza perdere troppo tempo, il second hand, i vestiti dei fratelli e delle sorelle più grandi…

Quando riorganizziamo l’armadio, però, non possiamo dimenticarci degli accessori: sono quella cosa che spesso lasciamo per ultima, ma che ci scombussola la vita. Siete mai arrivati al punto da non trovare i calzini appena prima di uscire di casa perché sono tutti piccoli? Quello dei calzini è un esempio (ma ricordate di comprarne di qualità! Sono importantissimi per i piedini! Io consiglio i calzini per neonati primi giorni e quelli 100% cotone per i bambini più grandi). Tra gli altri accessori da riorganizzare troviamo i grembiuli per la scuola, gli elastici e mollette per capelli, l’ombrello, gli stivaletti da pioggia…

Lo sport

Oltre ad iscrivere i bambini al corso sportivo che hanno scelto, c’è da mettersi in pari con ciò che quello sport richiede. Prepariamoci per tempo non solo con gli accessori e gli strumenti (gli scarpini da calcio, la racchetta da tennis, i pattini, lo skate…) ma anche con l’abbigliamento: meglio sempre avere due o tre cambi e non solo uno da cacciare in lavatrice ogni volta che si torna a casa. Perché a volte ci si dimentica di farle, le lavatrici, ed è sempre meglio avere un outfit di back up!

L’agenda

Un buon modo per affrontare al meglio l’inizio del nuovo anno scolastico e lavorativo è organizzare visivamente gli impegni. A volte non bastano i promemoria, le note e il Calendar dello smartphone: un’agenda su cui segnare tutte le attività o un calendario cartaceo con le caselle abbastanza grandi è quello che ci vuole. Non tanto ai bambini, quanto a noi genitori!

Lo spazio compiti

Oltre a tutto il materiale per la scuola, è bene tenere qualcosa anche a casa: matite, quaderni, righelli… Soprattutto, è utile prevedere una piccola scrivania in cameretta o in un altro angolo di casa dedicandola proprio ai compiti. In questo modo, l’ordine mentale di avere un proprio spazio renderà tutto più piacevole, semplice e meno caotico.

Le etichette


Infine, un consiglio è quello di etichettare tutto. Tutto. Righelli, temperini, matite, ma anche felpe, giacche, elastici… I bambini e le bambine perdono davvero qualunque cosa, tra scuola e sport. Meglio prevenire!

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