Il tornado in un barattolo
Venerdì, 29 Gennaio 2016 14:23Che c'è di meglio dello studio concreto attraverso piccoli esperimenti che incuriosiscono, divertono e fanno provare sulla pelle dei bambini gli effetti della scienza? Nulla! Quella degli esperimenti è una tecnica d'apprendimento davvero efficace perché, come per tutti gli insegnamenti, è diretta e quindi immediatamente percepibile dai bimbi, che capiscono in maniera concreta le teorie e difficilmente le dimenticheranno!
Stavolta studiamo un fenomeno naturale spaventoso, ma che per fortuna ci riguarda solo da lontano, vivendo noi in una zona poco soggetta ad esso: parliamo dei tornado, delle trombe d'aria, dei cicloni. Insomma, di quelle terribili colonne d'aria che spazzano via tutto ciò che incontrano.
Oggi vi proponiamo un esperimento per ricreare un tornado in miniatura: un piccolo ciclone in barattolo fatto con le manine dei nostri bimbi per studiare questo fenomeno naturale!
Il tornado è un gigantesco turbine d'aria che si presenta come un'alta colonna di venti che ruotano su se stessi, con all'interno una zona cava la cui pressione è ridotta della metà rispetto al resto della tromba d'aria. I tornado si formano in zone di bassa pressione, indicando una instabilità atmosferica elevata, e possono percorrere centinaia di kilometri.
Gli ingredienti per questo esperimento sono pochi e semplici:
- dell'acqua
- un barattolo dotato di tappo (che sia bello ermetico, per non perdere liquido)
- del sapone per piatti
- dei glitter (facoltativi, sono per renderlo più carino e più visibile!)
Riempite il barattolo d'acqua, in modo che sia pieno per circa 3/4. Aggiungete qualche goccia di detersivo per i piatti e una manciata di glitter. Ora chiudete molto bene con il tappo.
Capovolgete il barattolo a testa in giù tenendolo per il collo e fatelo girare velocemente con un movimento circolare per qualche secondo. Magari non al primo tentativo, ma presto si formerà all'interno il piccolo tornado di cui parlavamo!
La ragione della formazione del tornado è la forza centripeta: l'acqua ruota velocissimamente attorno al centro del vortice!
Per capire la potenza e la distruttività delle trombe d'aria, è possibile poi aggiungere piccoli oggetti nel barattolo: proprio come nel Mago di Oz, il tornado porterà con sé tutto ciò che trova sulla sua strada.
(foto http://frame.bloglovin.com/?post=2313265915&blog=12615351)
Dopo aver preparato una deliziosa minestrina viola di violetta come reciclare i cavoli rimasti? Possiamo fare una vellutata, possiamo frullarli nel passato, possiamo unirli a un formaggio (meglio veg) spalmabile, ma ancor meglio possiamo deliziarci con una insalatina di cavolo viola, avocado e pinoli. Possiamo decidere di usare il cavolo sia cotto che crudo: cotto è più digeribile mentre crudo è più ricco di nutrienti.
Come sempre scelgo i pinoli Noberasco per la loro grande qualità e perchè sono biologici.
Ecco la mia ricetta dell'insalata di cavolo viola, avocado e pinoli: come realizzare un'insalata colorata e gustosa in pochi minuti
E' la minestrina preferita di mia figlia e delle sue amiche: è quella della fata Viola, una fatina un po' dispettosa che abita nel bosco. E' solita infatti fare sempre dispetti a tutti i suoi amici folletti, ma anche le fate sue amiche non ne sono risparmiate. L'unico modo per rendere più gentile la fatina Viola è farle mangiare la minestrina di colore viola: ma la magia non funziona solo sulle fate, ma anche sui bambini e sui grandi! Così quando la sera si è un po' stanchi e dispettosi basta preparare un po' di brodo viola, aggiungere della pastina e tutti saremo più gentili e ben disposti verso gli altri.
La ricetta per creare la minestra della Fata Viola: come far mangiare ai più piccoli il prezioso cavolo viola in maniera divertente e magica
Come far appassionare alla lettura anche i bambini che odiano leggere
Giovedì, 28 Gennaio 2016 20:35Noi di mammapretaporter siamo grandi supporter della lettura. Sì, lo siamo perché siamo consapevoli della fondamentale importanza di questa attività per i bambini, per il loro sviluppo e per il loro apprendimento, e perché speriamo che i bambini di oggi siano adulti lettori. "Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere": una frase di Daniel Pennac che centra in pieno il nostro pensiero.
Non disperate se vostro figlio odia leggere e fa i capricci ogni volta che si vede davanti un libro: niente paura, bastano qualche trucco, un po' di accorgimenti e una buona dose di empatia per rendergli meno repellente l'idea che leggere un buon libro possa essere divertente quanto e più del guardare la tv!
Ecco come far appassionare alla lettura anche i bambini che odiano leggere: piccoli accorgimenti e consigli per rendere piacevole questa attività importante, stimolate e accrescitiva
- Innanzitutto, è bene sapere che molti studi (come l'ultimo pubblicato dall'Istat) rivelano che avere genitori lettori è già uno stimolo per i bambini: "La scuola non basta. L’ambiente familiare è un fattore determinante: si stima che legga libri il 66,8% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori e solo il 30,9% di quelli con genitori che non leggono libri". Lo si legge sul sito illibraio.it, che ha raccolto i dati dell'Istat per capire chi sono i lettori italiani.
Crescere quindi abituandosi a vedere persone con i libri in mano (per il piacere di farlo, non per obbligo scolastico) è già un primo passo. Iniziare fin da subito, quindi, a leggere storie prima di dormire, e, soprattutto, a dotare la cameretta di libri e racconti, fumetti e libri illustrati va sicuramente a beneficio del bambino, che inizia naturalmente a curiosare e interessarsi, e quindi a capire che leggere è realmente un piacere. Avere una piccola libreria in camera, privata e tutta per sé, gli farà certamente piacere.
(foto 1 http://www.handmadecharlotte.com/8-clever-book-storage-display-ideas/)
- Ma se proprio non ne vuole sapere di leggere i libri che ci sono in casa e che avete con amore provveduto a mettergli a disposizione, l'ideale è portarlo in biblioteca o in libreria, lasciandolo libero di scegliere ciò che vuole. Fategli anche fare una tessera a proprio nome: si sentirà importante e adulto!
Non dovete quindi imporre letture o consigliare, ma lasciare che il bambino si incuriosisca da solo ed esprima la sua preferenza. Mi raccomando, non giudicate! Ogni libro va benissimo! Quindi, anche in casa fate sì che ci siano in libreria tipologie diverse di lettura, così che il bambino abbia l'imbarazzo della scelta.
- Pian piano lo si porterà quindi a scegliere libri sempre più "complessi" e adatti alla sua età; ma, se appassionato, questo passo si svolgerà automaticamente e naturalmente.
- Con delicatezza, se il bimbo è troppo abituato a tv e tecnologia, provate a diminuire il tempo dedicato a queste attività, sostituendolo con i libri. Senza forzature o fretta: è bene che il bambino non viva questo distacco come una punizione o un trauma, altrimenti assocerebbe i libri a sentimenti negativi e noiosi. Ma se fatto dolcemente il passaggio al libro sarà vissuto come naturale, non come sostituzione verso qualcosa di più noioso ma per qualcosa di altrettanto stimolante.
- Alle feste di compleanno o durante le ricorrenze che portano regali, optate fin da subito per i libri: state attenti agli interessi del momento e fategli trovare ben impacchettato un bel libro sui diplodochi se in quel momento si appassiona di dinosauri, dei libri sulla vita degli artisti se è in vena creativa (come quelli su Jackson Pollock o Yves Klein illustrati da Fausto Gilberti per Corraini, casa editrice che amiamo moltissimo! - http://www.corraini.com/it/catalogo/scheda_libro/1148/Jackson-Pollock), dei romanzi di paura se si sente temerario.
- Lasciate che vi chieda spiegazioni quando non capisce qualcosa, un concetto o un termine mai sentito prima: incoraggiate le domande e fategli capire che è meglio avere la totale comprensione del libro per apprezzarlo fino in fondo, e che un libro è un ottimo strumento per imparare divertendosi.
- Strappate le regole in nome della lettura! Stare in piedi fino a tardi è sempre motivo di eccitazione per i bambini, ma lasciateglielo fare solo se impegnati nella lettura: possono stare in piedi fin quando vogliono e tenere l'abatjour accesa finché leggono. Ma solo se leggono, mi raccomando! Vi assicuriamo che si assopiranno lo stesso in tempi decenti, ma almeno prenderanno la buonissima e piacevolissima abitudine che li accompagnerà per sempre: l'addormentarsi con un libro in mano. Un ricatto psicologico? Una corruzione bell'e buona? Forse, ma a fin di bene.
Sara Polotti
La cosa che voglio di più per mia figlia
Giovedì, 28 Gennaio 2016 19:55La cosa che voglio di più per mia figlia quando sarà adulta, oltre chiaramente la sua salute, è una e semplice: che non sposi un uomo egoista. Sembra facile ma non credo lo sia, o almeno per me non lo è stato.
Credo esistano due categorie di donne: quelle con al proprio fianco un uomo, e quelle con un adolescente. Mio marito alla veneranda età di 40 anni non ha ancora capito le cose basilari della convivenza in famiglia. Lui è uno di quegli uomini che magari, un paio di volte al mese ti aiutano a sparecchiare ma appunto, ti aiutano.
Io a 19 anni vivevo a Milano con due amiche e inovina indovinello, nessuna mi "aiutava" a lavare il cesso, ma tutte a turno lo facevamo; coinvinta che anche per lui il meccanismo fosse lo stesso ci siamo sposati ma "suprise", per lui è compito della donna occuparsi della casa, non importa se lavori 8 ore al giorno, non sono cazzi suoi. Ma sopratutto "lui è stanco", per cui il divano è il suo trono, il suo luogo in cui ha il diritto a non essere disturbato.
La psicologia spiccia dice che scegli il tuo compagno basandoti sul paragone con tuo padre: o scegli un partner uguale a lui, o l'opposto.
Spero figlia mia che tu sarai in grado trovare un uomo migliore per te, spero davvero che tu riesca ad avere la capacità di amare uomini che non ti trattino come la donna delle pulizie (che per altro beata lei viene pagata), ma che vedano la casa come la vostra casa, la cena come qualcosa da preparare insieme; spero che tu possa trovare un uomo che sia in grado di non perdersi nei meandri dei suoi bisogni, ma che riesca a vedere anche i tuoi.
Lo spero tanto amore mio, perchè si soffre tanto di fianco a persone così, e fidati, ce ne sono tante: ma ciò che mi sconvolge di più è la quantità di donne che vedano come "normali" questi comportamenti, perchè "eh, si sa, sono uomini, la maggior parte sono così". Ma come si fa? Io divento una iena, allora per qualche giorno lo vedi intento a fare la sua parte e a uscire dal ruolo di ospite reale, per poi ricadere al primo piccolo intoppo o semplicemente a una giornata un po' più pesante del solito, sul suo divano reale.
Io credo fermamente che ci siano uomini diversi, e per questo spero con tutta me stessa che tu possa trovare e scegliere proprio questi: la cosa più difficile per me sarebbe vederti commettere lo stesso errore che ho commesso io.
Perchè percepire la casa come qualcosa da coltivare insieme e di cui prendersi cura in sinergia per me è la base della complicità, del rispetto e della buona educazione.
Papavero 3
Non sprecate gli spaghetti avanzati, rendiamoli un'attività sensoriale
Giovedì, 28 Gennaio 2016 10:31http://www.mericherry.com/2013/08/14/rainbow-spaghetti-strikes-again/
Tra i sei e i dodici mesi di vita i bimbi iniziano ad esplorare il mondo con le mani, i piedi e anche con il palato. Svezzati, ora non ingeriscono solo latte, e le consistenze e i sapori iniziano a incuriosirli.
Ma non è solo una questione di gusto: in questi momenti, infatti, i bimbi esplorano il mondo nella sua totalità cercando di farlo passare attraverso tutti i sensi, e quindi infilandosi in bocca gli oggetti ne stanno comunque studiando forma, contenuto, tatto, non solo il gusto.
I giochi sensoriali sono quindi consigliatissimi. Non solo attività specifiche, ma anche semplicemente il gioco con oggetti e materiali trovati in casa, tra i più disparati. Scatole di cartone, bacchette di legno, palline in tessuto, sonaglini, libri, stoffe. Tutto è interessante per il bambino e i suoi sensi, e tutto deve passare tra le sue manine! In questo modo il suo cervello e le sue conoscenze iniziano a svilupparsi al meglio.
Ecco, in questa direzione, i materiali "di recupero" trovati per casa (sotto la sorveglianza adulta!) sono ottimi, perfetti per diventare stimolo sensoriale. E perché no, anche il cibo può diventare attività specifica che coinvolge non solo il gusto, ma tutti i sensi!
Non sprecate gli spaghetti avanzati, rendiamoli un'attività sensoriale: con pochi accorgimenti, il cibo della sera prima può diventare gioco e stimolo perfetto.
Prendete gli spaghetti ancora in bianco che avete fatto ieri a cena e che sono avanzati. Semplicemente, metteteli in una ciotola o in un piatto abbastanza largo, aggiungete una goccia di olio d'oliva per renderli più scivolosi e conditeli con dei frutti rossi o degli agrumi spezzettati e spremuti, in modo da dare un sapore contrastante e un colore invitante.
E ora arriva il bello: metteteli davanti al vostro bimbo, lasciandogli la libertà di sperimentarli in ogni modo. Potete farlo sul seggiolone, ma ancor meglio seduti in terra, in modo da potersi muovere senza limiti. Questo significa non preoccuparsi del disordine, del casino e dello sporco: sì, si riempirà di spaghetti fino ai gomiti e fino alle unghie dei piedi probabilmente, ma più giocherà e più l'attività colpirà nel segno.
Con le manine ne studierà la consistenza, la lunghezza, la scivolosità, la quantità di pezzetti, mentre i suoi occhietti vagheranno per la ciotola e interagiranno con le mani. Con la bocca lo studio continuerà naturalmente, e con essa capirà meglio la consistenza, la forma, l'utilizzo. Il gusto, non fa mai male, lo incuriosirà, e grazie ai frutti rossi scoprirà sensazioni tra il dolce e l'acidulo.
Lasciatelo fare finché è interessato: è bene non interrompere mai l'esplorazione dei bambini, in modo che possano apprendere tutto ciò che possono recepire senza strappi e senza disturbi. Stoppare un'attività e ricominciarla in un secondo momento, magari a distanza di giorni, significa sempre dover ricominciare un po' da capo, indipendentemente dall'attività.
http://www.icanteachmychild.com/cloudy-with-a-chance-of-meatballs-sensory-play/
Ecco, lo stimolo sensoriale può dunque arrivare dai giochi più inaspettati.
Questo, semplice, economico e divertente, è possibile replicarlo anche con cibi diversi, mescolando di volta in volta gusti distanti tra loro, per stimolare le papille gustative mentre si stimolano tutti i sensi e la coordinazione inizia a prendere forma.
E' possibile anche proporre lo stesso cibo, come ad esempio questi spaghetti, con temperature differenti, da freddo a caldo (ma non troppo! Controllate sempre, prima di servire), in modo che il bambino inizi a prendere confidenza anche con questa caratteristica sensoriale. E, non ultimo, potete combinare il gioco con la merenda: è un ottimo ed energetico spuntino, non credete?
Sara Polotti
Come organizzare i giocattoli nei primi anni di vita secondo Montessori
Giovedì, 28 Gennaio 2016 10:03Se state pensando di organizzare la cameretta del vostro bambino in stile montessoriano (e vi abbiamo già dato moltissime idee), potete iniziare a farlo davvero presto. Non nei primi mesi, quello non è necessario. Ma quando il vostro bimbo inizia a gattonare e a muoversi relativamente da solo nei suoi spazi è ottimale pensare subito a dargli gli strumenti necessari per farlo in sicurezza e libertà.
I fondamenti della pedagogia montessoriana prevedono infatti che la cameretta del bambino sia a sua misura, e cioè tutto per lui dovrebbe essere facilmente raggiungibile e afferrabile.
In questo senso la prima cosa da fare, dopo aver scelto un lettino basso e sicuro che gli permetta di salire e scendere a piacimento, è organizzare i suoi primi giocattoli in modo che possa utilizzarli ogni volta che ne sente lo stimolo.
Ecco quindi le mensole montessoriane per i più piccoli: come organizzare i giocattoli nei primi anni di vita secondo Montessori.
Innanzitutto, le mensole devono essere, appunto, basse. L'ideale è quindi optare per dei cubotti piantati a terra in maniera stabile, posti in maniera che ci siano almeno due piani.
(foto 1 https://www.flickr.com/photos/andparsecstogo/8091154371/)
(foto 2 http://mariamontessori.com/mm/?p=1217)
Assicuratevi quindi che siano ben solide e ben piantate a terra: evitate che siano troppo sottili, in modo da essere sicuri che anche arrampicandosi il bambino non le ribalterà.
Il secondo dettame di Maria Montessori riguarda la quantità e la tipologia di giocattoli. Non troppi, quindi: meglio ruotare i giocattoli nella cameretta, anche in base all'interesse del momento. Il bambino per sua natura si interessa per compartimenti stagni, e capiterà il periodo in cui sarà interessato alle palline e quello in cui avrà occhi solo per i peluches. Questo perché sta studiando il mondo, e si prende giustamente tutto il tempo necessario per ogni "materia".
Secondo la pedagogista, poi, i giocattoli è meglio siano fatti in materiali naturali (sonaglini morbidi, palline in fibre biologiche, giochi in legno colorato - che sono anche i più belli, no?). E, soprattutto, è bene che siano sistemati ordinatamente, in maniera organizzata e quindi appetibile.
Nei fatti, sulle mensole dovete sistemare alcune ceste (meglio delle scatole chiuse che non permettono di vedere il contenuto), in vimini, legno, bambù o altri materiali naturali; all'interno di queste ceste i giocattoli andranno divisi in base alla categoria, senza confusione. E, importante, le ceste andranno ben distanziate l'una dall'altra, per non creare confusione visiva.
Anche i vassoi, fondamentali per le attività montessoriane, andranno benissimo per appoggiare alcuni giocattoli sulle mensole.
Dopo aver impostato la mensola, è ora quindi di scegliere quali giocattoli sistemare, secondo queste regole. I giocattoli devono stimolare e assecondare gli interessi di un dato momento, quindi se ora il vostro bimbo è tutto preso dalle scatole di cartone, fate una cesta dedicata; idem per le palline, per i libri, per i sonaglini o gli strumenti musicali di legno. Non serve un'eccessiva stimolazione del cervello: potrebbe essere controproducente. Meglio concentrarsi ogni volta su uno stimolo differente!
Senza spendere capitali in mobili montessoriani (quelli in commercio effettivamente sono spesso cari), potete affidarvi all'Ikea (che in catalogo ha moltissime tipologie di mensole, larghe e solide come piacciono a noi), oppure provare con il DIY, il Do It Yourself: qui (http://boxycolonial.com/montessori-inspired-diy-toy-shelf-abe/) trovate un tutorial per costruire una bellissima mensola in tutto e per tutto montessoriana.
Guardate il risultato:
(foto 3 http://boxycolonial.com/montessori-inspired-diy-toy-shelf-abe/)
Idee di lavoretti per studiare la Luna
Giovedì, 28 Gennaio 2016 09:18Bella, eterea, solitaria, magica: la Luna piace moltissimo ai bambini, e li affascina, sin dal momento in cui la notano lassù nel cielo buio, quando li segue dovunque vadano spostandosi con loro, a piedi o in automobile. Una magia, vero?
L'occasione per studiarla meglio, snocciolando qualche nozione per i bambini, sono i lavoretti dedicati proprio a lei, la Luna.
Ecco alcune idee di lavoretti per studiare la Luna: creare con le proprie mani oggetti legati al satellite terrestre per stare in famiglia e imparare divertendosi
- La cosa più importante da sapere sulla luna sono le sue fasi, no? Dalla luna piena a quella crescente fino a quella calante. L'occasione per studiarle si può rivelare un ottimo pretesto per creare un bellissimo elemento decorativo ispirato proprio alle fasi lunari!
Bastano dell'argilla o della pasta di sale, una formina tonda per biscotti, un ago e della corda. Poi, per colorare, della tempera andrà benissimo.
Con l'argilla create le varie forme della luna nelle sue fasi, da crescente (uno spicchio sottilissimo, da tagliare con la stessa formina tonda) a calante. Quando le forme sono ancora bagnate, fate dei buchini nel centro, dove passerà lo spago, con un ago bello spesso. Una volta asciutte, coloratele come più vi piacciono, infilate lo spago e appendete. Bellissimo!
(foto 1 http://heymorningstar.com/free-people-inspired-moon-phases-mobile/)
- Per i più piccoli, bastano un piattino di carta, della tempera e dei cartoncini.
Dipingete metà piattino di giallo, a simboleggiare il sole, e l'altra metà in grigio, come la luna. Ritagliate poi delle stelline di cartone un po' più spesso e stavolta dipingetele di bianco. Incollatele poi sulla riga che separa sole e luna.
Con un buchino e del filo sottile il lavoretto sarà bellissimo e pronto per essere appeso!
(foto 2 http://ithappensinablink.com/creation-day-4/#_a5y_p=3980436)
- Per un effetto ancora più magico, andate dalla nonna e tirate fuori dall'armadio quella scatola di bottoni che sta sicuramente nascosta tra le lenzuola e i gomitoli di lana!
Ritagliate un cartoncino nero, abbastanza spesso, con la forma della luna, e incollatelo su un altro cartoncino, stavolta bianco (così sarà più visibile la forma lunare). Riempite poi la silhouette della luna con mille bottoni di tutte le forme e colori (e più ne userete di scintillanti, più l'effetto sarà da fiaba). Basta incollarli con della colla a caldo.
Incorniciate per ottenere una vera opera d'arte da appendere in cameretta!
(foto 3 https://www.etsy.com/it/listing/116438256/button-art-crescent-moon-and-stars-home)
- E perché non mettersi in cucina? I biscotti a forma di luna saranno buonissimi! Ecco la ricetta della nostra frolla leggera e sana, senza burro nè uova.
(foto 4 http://www.pillsbury.com/recipes/moon-cookies/302dae35-0461-47f1-9c4c-fda90b26728b)
Quando l'amore materno incontra l'arte: Alena Kalchanka
Giovedì, 28 Gennaio 2016 05:26Oggi vi faccio conoscere una mamma e un’artista davvero eccezionale, che con i suoi dipinti sta conquistando tantissime famiglie: lei è Alena Kalchanka, mamma di origini biellorusse che crea dipinti coloratissimi e meravigliosi, generalmente realizzati per celebrare l’amore della famiglia.
Quando l'amore materno incontra l'arte: Alena Kalchanka e la sua meravigliosa arte per rappresentare l'amore della mamma per i suoi bimbi e la famiglia
Ciao Alena, hai voglia di raccontarci la tua storia e come hai inizato a dipingere mamme con i loro bambini?
“Da piccola ero una bambina con una fantasia molto sviluppata: già alla scuola materna amavo lavorare con la pasta sintetica e i colori ed ero sempre l'ultima ad alzarmi quando ci coinvolgevano in queste attività. A scuola i miei disegni attiravano non solo i bambini ma anche le maestre, che erano colpite dal mio modo di rappresentare la realtà. Così un giorno l’insegnante ha chiamato mia mamma per confrontarsi con lei su questa mia grande passione e inclinazione naturale e le ha consigliato di farmi fare dei corsi specifici per migliorare e apprendere diverse tecniche.
Abbiamo trovato una struttura molto distante da casa mia e non era per nulla semplice da raggiungere ma volevo assolutamente frequentare quel corso: la prima sera di lezione ho presentato i miei lavori e dal giorno successivo mi hanno spostato di classe. Non ero più con i miei coetanei ma con adulti: così mi sono trovata con persone grandi e nessun amico. Da una parte ne ero felice, dall’altra molto intimorita. La lezione cominciava alle 21.00 di sera e finiva alle 23.00, appena in tempo per prendere l’ultimo autobus: avevo 11 anni e tornare così tardi a casa, prendere i mezzi pubblici in una città molto grande, spaventava terribilmente la mia famiglia, e anche me; per questo motivo dopo 3 settimane, a malincuore, ho abbandonato la scuola d’arte.
Ho attraversato un periodo difficile e fino a 18 anni non ho dipinto: arrivata in Italia ho conosciuto un artista molto noto di nome Minolfi che dopo aver visto alcuni miei scarabocchi sui tovagliolo mi ha domandato perché non dipingessi, spronandomi a ricominciare con la mia arte.
Mi ha prestato i colori a olio per dipingere e ho fatto il mio primo vero quadro che, lo ricordo ancora, era un paesaggio marino. Minolfi ha apprezzato molto la mia opera e mi ha davvero invitata a continuare, dandomi fiducia e autostima. Dopo un anno di tentennamenti a 20 anni ho iniziato a lavorare la con la pietra, realizzavo capitelli sotto i balconi , decoravo le facciate dei camini e realizzavo delle sculture: ho avuto molto successo in termini lavorativi, ma a forza di lavorare con il flessibile, martello pneumatico e scalpello avevo forti dolori e le mani davvero distrutte così ho deciso di abbandonare. Mi sono poi sposata e sono diventata la mamma di Sasha e Bianca due meravigliose gemelline: subito dopo la loro nascita mi sono riavvicinata alla fede Cristiana e ho sentito un forte bisogno di dipingere. Inizialmente creavo donne, donne molto belle ma non ero contenta al 100%, non mi sentivo completamente soddisfatta perché mi sembrava che non fossero in grado di trasmettere emozioni vere e autentiche.
Poi un giorno è arrivata la svolta: ho deciso di creare un quadro dedicato alle mie bimbe. Non sapevo bene però come farlo, anche perché la voglia ci realizzare qualcosa di stupendo era tanta; ho iniziato a vagare sul web per cercare ispirazioni e ho scoperto Katie Berggren http://www.kmberggren.com/: fu lei la spinta che mi serviva! La sensibilità che trasmetteva nei suoi quadri era ciò che volevo creare anche io. Così finalmente, anche le mie donne non erano più povere di sentimento, ma erano un tripudio di amore. Perché quando un quadro è bello non riesci a staccargli gli occhi di dosso.
Ho trovato il mio stile e il genere che amo e mi rappresenta molto: attraverso i miei disegni emerge l’amore e la fede che provo verso la Vita e la maternità. Spesso mi chiedono che tecnica uso... Davvero non ne ho idea! Come vi ho raccontato non ho studiato disegno e pittura!
Ora ho una pagina Facebook che cresce velocemente e mi sento apprezzata e realizzata come artista. Sono grata a tutte le mamme che mi danno fiducia e mi chiedono di realizzare per loro e per la propria famiglia dei quadri, ne sono davvero onorata!”
Per scoprire i lavori di Alina e contattarla potete visitare la sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/AlenaKalchankaArt/
Giulia Mandrino
10 idee per aiutare i bambini a bere più acqua
Mercoledì, 27 Gennaio 2016 14:57Bere è importante. MOLTO importante. E non le bibite gassate, chiaro. L'acqua è un elemento fondamentale per la nostra salute, per la digestione, per l'eliminazione delle tossine, per il nostro organismo tout court.
Certo, i bambini e i ragazzi spesso non bevono. Se non stanno morendo di sete con la lingua asciutta la maggior parte di loro dimentica di bere, quasi prendesse tempo ad azioni più importanti (tipo: giocare, sporcarsi, fare a palle di neve). E' normale, ma non salutare.
10 idee per aiutare i bambini più acqua: cosa fare quando il proprio bimbo non vuole bere
1: Fin dallo svezzamento a bere acqua, non le bevande gassate: sembra banale, ma è importante, soprattutto in una società come la nostra. Abituarli ad avere a disposizione in casa solo acqua minerale è anche pretesto per far capire loro l'importanza di essa. E abituarli a una casa bibite-free è il modo migliore per evitare fin da subito i capricci da mancanza di zucchero, abitudine che con coca e aranciata in casa prendono inevitabilmente.
2. Perché non rendere divertente il controllo di quanto bevono? Parlate loro di quanto è importante bere magari misurando e segnando con con dei ballini colorati la quantità di pipì che fanno. Oppure si possono associare degli animali: 30 ml la pipì della formica, 50 ml del riccio, 130 ml la super pipì del dinosauro!
3. E di quanto sia indicativo il colore della loro pipì. Scura? Bisogna bere molto di più! Chiara? Ottimo, siamo sulla strada giusta! Sembra una stupidaggine, ma ai bambini fa ridere, e non guasta.
4. Magica cannuccia: per i più piccoli, un altro trucco divertente è la cannuccia. Sì, li invoglia di più. Ma evitiamo come sempre lo spreco e i materiali non ecosostenibili! In commercio ne esistono di biodegradabili, di commestibili o di riutilizzabili. Queste ultime hanno il vantaggio di fare "affezionare" i bambini allo strumento che usano per bere, rendendoli anche più responsabili: ogni volta che la si usa, è bene lavarla e riporla!
5: Ma man mano che crescono è importante passare al bicchiere, e averne uno tutto loro, magari grande, colorato, che si sono scelti personalmente è un metodo per spronarli a bere. Fate in modo che sia raggiungibile sempre, anche quando non ci sono adulti che possono raggiungere la mensola delle stoviglie. Mettetelo alla sua altezza, così ogni volta che avrà sete berrà, senza trattenere fino a disidratarsi!
7. Fortunate sono le mamme che hanno il dispenser di acqua e ghiaccio sul frigorifero modello americano: piace davvero moltissimo ai bambini. Ma anche con le bottigliette va sempre bene, oppure direttamente dal rubinetto: non appena possibile, insegnategli l'uso, rendendoli autonomi e indipendenti a compiere un gesto salutare e basilare. Se continuano a non bere abbastanza acqua, aumentate le dimensioni! Se il loro bicchiere è bello grande, riempiendolo fino all'orlo berranno molta più acqua rispetto ad un bicchiere di dimensione "normale" o medio-piccola.
8: Acque aromatizzate: e se ancora fanno i capricci perché l'acqua è noiosa rispetto alle bibite che si trovano ormai ovunque, provate a rendere l'acqua più gustosa, creando insieme a loro (se si cimenteranno loro con la ricetta gli verrà più voglia di assaggiare!) l'acqua aromatizzata. Menta (estratto o foglie) e the sono i gusti più tradizionali, ma provate a immergere della frutta (fette di limone, di arancia, fragole e more pressate e ogni frutto che più vi aggrada) e lasciarla macerare per qualche ora. Il risultato sarà un magico e delizioso liquido che sicuramente faranno fatica a non apprezzare!
9. Acque colorate: e potete creare anche deliziose acque colorate unendo qualche cucchiaino di estratto di barbabietola per ottenere il rosa, mora per il viola, carota per l'arancio, verde con gli spinacini. Nei prossimi giorni troverete su mammapretaporter.it un articolo interamente dedicato alle acque colorate per bambini!
10. Ultimo ma non ultimo per importanza giocare con l'acqua: eh si, ormai sappiamo che "non giocare con l'acqua" è un tabù da superare assolutamente. Così, ovviamente non mentre mangiamo a tavola ma in momenti ben prestabiliti della giornata e differenti dal pasto possiamo sputare (eh si!!!), fare i gargarismi, fare le bolle con la cannuccia!
Giulia Mandrino