7 ricette di dolci senza zucchero per l’estate
Lunedì, 15 Luglio 2019 13:59Cucinare dolci senza zucchero è più semplice di quanto si pensi. E si possono scegliere due opzioni: utilizzare dei sostituti dello zucchero più leggeri e più benefici (come lo zucchero di cocco o il miele, ad esempio), oppure non utilizzare lo zucchero del tutto, scegliendo di dolcificare con gli zuccheri naturali della frutta o con ingredienti già zuccherini per loro conto.
Ecco quindi una selezione di dolci senza zucchero perfetti per l’estate.
7 ricette di dolci senza zucchero per l’estate: i dessert senza zucchero perfetti per la stagione estiva
La torta senza zucchero della mattina
A questo link trovate la nostra ricetta della torta senza zucchero mattutina, una classica ciambella da inzuppare nel tè o nel latte, con il miele al posto dello zucchero.
Il gelato fatto in casa senza zucchero
Con zucchero di cocco al posto dello zucchero normale, ecco un dolce per le serate d’estate che non può mai mancare: il gelato (la ricetta è questa). Potete prepararlo con la frutta che preferite, ed è anche senza lattosio, dal momento che al posto del latte si utilizza la bevanda di riso o mandorla e al posto della panna si usa la panna di avena.
Crumble cake con pesche e cioccolato
In questo caso per la ricetta della crumble cake al posto dello zucchero utilizziamo lo sciroppo d’acero e il fruttosio naturalmente contenuto nelle pesche. È buonissima e bellissima da vedere ed è super estiva, dal momento che le pesche si trovano al mercato proprio in questi mesi!
Gelato alla banana completamente senza zucchero
La ricetta del gelato alla banana fatto in casa è la più semplice che esista: serve un unico ingrediente, ovvero la banana! Non ci credete? Ecco la ricetta.
Torta di mele senza zucchero
Per preparare una torta di mele senza zucchero prepariamo 500 grammi di mele sbucciate, 125 grammi di farina integrale, 125 grammi di yogurt bianco di soia, 1 uovo, 1 bustina di lievito e un po’ di cannella (a piacere. Tagliamo la mela a pezzi (tenendone metà per la guarnizione) e frulliamola in un mixer insieme al lievito (e alla cannella, se la vogliamo), alla farina, allo yogurt e all’uovo. Frulliamo molto bene ottenendo un composto omogeneo e versiamolo in una teglia coperta da carta forno. Completiamo tagliando la mela rimasta in spicchi sottili e adagiandoli sulla superficie. Inforniamo a 180 gradi e cuociamo per circa 40-45 minuti facendo la prova dello stuzzicadenti.
Biscotti al limone senza zucchero
Ecco gli ingredienti: 300 grammi di farina integrale, 100 ml di latte di mandorla, 1 bustina di lievito vanigliato, 50 grammi di stevia in polvere, la scorza di un limone biologico, 80 grammi di olio di semi. In una ciotola mescoliamo farina, stevia, lievito e scorza di limone, quindi uniamo l’olio e il latte e lavoriamo con un cucchiaio di legno. Quando il composto comincia a diventare più solido, trasferiamolo su una spianatoia infarinata e continuiamo a lavorare la palla con le mani ottenendo un bel panetto. Prendiamo delle palline di impasto e schiacciamole, ottenendo uno spessore di circa 3 mm, e mettiamo i biscotti su una teglia coperta da carta forno. Cuociamo a 180 gradi per circa 15 minuti.
Muffin senza zucchero con gocce di cioccolato
Integrali e senza zucchero ma super gustosi: i muffin senza zucchero con gocce di cioccolato sono semplici e buonissimi. In una ciotola mescoliamo 120 grammi di farina integrale con 1 bustina di lievito, e in un’altra uniamo 100 ml di latte di mandorla con 50 grammi di miele e due uova, mescolando molto bene e ottenendo un composto morbido. Uniamo i due composti e continuiamo a mescolare. Aggiungiamo quindi 120 grammi di pezzetti di cioccolato fondente extra infarinata (meglio se senza zucchero del tutto!) e mescoliamo ancora. Foderiamo una teglia per muffin con i pirottini e in ogni pirottino versiamo un po’ di composto (meno della metà della capienza). Mettiamo in forno a 180 gradi per 20 minuti.
Usborne, i bellissimi libri per bambini per il piacere della lettura e per imparare l’inglese
Lunedì, 15 Luglio 2019 07:41La lettura è sempre positiva, in ogni fase della vita: già dal primo anno di vita dei bimbi possiamo leggere storie e libri, per abituarli al piacere della lettura e soprattutto per fornirgli un bagaglio preziosissimo, perché come sappiamo leggere ai bambini permette loro di imparare moltissime parole in più, oltre che i concetti più disparati, concreti ed emotivi.
Fortunatamente, di libri per bambini ne esistono di meravigliosi, e ce ne sono per ogni fase della loro infanzia. E tra le case editrici che più amiamo c’è da sempre Usborne, che da oltre quarant’anni pubblica libri per l’infanzia divertenti e istruttivi.
Usborne, i bellissimi libri per bambini per il piacere della lettura e per imparare l’inglese: la casa editrice fondata da Peter Usborne, con i suoi libri divertenti ed educativi
Divertimento ed educazione non sono concetti opposti, e lo si vede benissimo sfogliando i libri della casa editrice Usborne: i loro libri per l’infanzia coniugano il piacere della lettura con l’insegnamento dei più svariati concetti, con volumi pensati per i bambini dagli 0 agli oltre 9 anni.
La casa editrice è stata fondata in Gran Bretagna nel 1973 da Peter Usborne: alla nascita del figlio, si è reso conto di voler proporre a lui e a tutti i bambini letture che fossero belle, divertenti e allo stesso tempo adatte a loro ed educative. E da allora la Usborne è tra le più amate ed acclamate case editrici. Non a caso, nel 2015 ha ricevuto il premio “UK Private Business of the Year”, mentre nel 2014 è stata nominata “Independent Publisher of the Year” e “Independent Children’s Publisher of the Year”.
I libri di Edizioni Usborne sono tutti di altissima qualità, colorati come piace ai bambini, illustrati con cura, scritti con attenzione: piacciono moltissimo ai piccoli lettori, e già questo dovrebbe fare capire quanto siano validi i loro libri! Perché non sempre i libri “educativi” sono pensati per i bambini: a volte sono letture pensate dai più grandi per i più piccoli, ma che non hanno davvero a cuore il loro piacere, il loro divertimento. Ed è lì che si rischia di toppare. Ma con Usborne questo non accade mai, proprio mai.
Il catalogo è davvero sconfinato: ci sono i libri sugli animali, quelli “cerca e trova” per i più piccini, i libri con adesivi, i “carezzalibri”, quelli con i vestiti da ritagliare, le storie sulle emozioni, sui dinosauri, sulle fate, sul tempo e le stagioni… Troviamo poi libri per costruire origami, per visitare le stazioni spaziali, per scoprire i segreti del teatro… Credeteci, c’è proprio di tutto.
E poi ci sono i libri per imparare divertendosi, per capire le sottrazioni e le moltiplicazioni in maniera ludica, per scoprire la storia della scienza, per conoscere il corpo umano, la tavola periodica…
Ma Usborne non propone alle famiglie e ai bambini solo libri e storie in italiano. Imparare l’inglese è fondamentale per i nostri bambini. E ci sono molti modi per farlo: parlarlo a casa fin da subito (per i genitori che parlano già la lingua), guardare i cartoni animati in inglese e, soprattutto, leggere!
Per imparare l’inglese, quindi, possiamo fin da subito proporre loro libri in questa lingua. Ma che siano di qualità (cosa non sempre semplice in Italia, dove troviamo spesso cose troppo semplici e didattiche). Usborne in questo senso è davvero perfetta: essendo una casa editrice inglese, propone tutti i titoli anche in questa lingua, con la possibilità, dunque, di leggere ai bambini libri in inglese non “per imparare l’inglese” come lo intendiamo noi italiani, ma in modo da immergersi nella lingua fin da piccoli in maniera naturale e diretta.
Usborne, poi, è una casa editrice un po’ speciale: da sempre, ha scelto di non vendere i diritti dei titoli agli altri paesi, ma è entrata nei mercati direttamente. Ecco perché non troviamo solo i libri in inglese, ma anche in spagnolo, in francese, in tedesco, in portoghese, olandese, cinese….
Per acquistare i libri Usborne possiamo consultare il loro sconfinato catalogo, comprandoli dagli indipendent organizer come Carolina Palombo direttamente online. Sulla sua pagina Facebook e sul suo profilo Instagram troverete anche un sacco di consigli direttamente da lei, mamma ed ex insegnante di inglese, per scegliere i libri Usborne migliori e quelli più adatti al gusto dei nostri bambini.
Come fare la pasta con il coperchio magic cooker
Venerdì, 12 Luglio 2019 11:45Ricordate quando vi parlai del perché ormai cucino spessissimo con il coperchio Magic Cooker? Il Magic Cooker è un coperchio in acciaio inox davvero magico, come già dice il nome: ha una forma pensata per essere utilizzato con diverse pentole e padelle di diametro da 14 cm a 34 cm e ha proprietà davvero uniche.
La sua forma, infatti, fa sì che si possa cucinare sfruttando il calore e l’umidità all’interno della pentola, oppure il calore riflesso dal coperchio in basso e, infine, il riciclo di aria continuo. In questo modo si cucina molto più velocemente, e si risparmia anche sui consumi (quindi è molto green!). Modificando poi le modalità di cottura e la fiamma (bassa, alta...) possiamo trasformare la funzionalità del Magic Cooker, rendendolo di volta in volta grill, tostapane, vaporiera, casseruola, forno, friggitrice...
E un altro vantaggio non da poco è che con il Magic Cooker non rovesciamo mai nulla sui fornelli, come accadrebbe con una pentola e un coperchio normali!
Ma come cucinare una semplice pasta? Ecco la ricetta della classica pasta al pomodoro sfruttando il coperchio Magic Cooker, per un piatto sano, gustoso e nutriente.
Come fare la pasta con il coperchio magic cooker: come cucinare la pastasciutta utilizzando il coperchio Magic Cooker
Questa ricetta è la classica ricetta della pasta al pomodoro, che può essere poi declinata con i differenti sughi e i differenti tipi di pasta. Si può infatti utilizzare quella corta o quella lunga, indifferentemente, e il risultato sarà una sorta di pasta risottata molto ricca, nutriente e cremosa, davvero deliziosa e adatta a tutti. Possiamo infatti usare anche la pasta senza glutine, o quella di legumi, o quella fatta in casa; basterà semplicemente aggiustare i tempi di cottura in base a quelli riportati sulla confezione della pasta che abbiamo scelto.
Teniamo le quantità di pasta e di sugo che utilizzeremmo normalmente, quindi versiamo in una pentola il doppio di acqua rispetto al peso della pasta (per 100 grammi, quindi, 200 ml circa di acqua) e inseriamo insieme già anche il sugo e la pasta, con un pizzico di sale grosso.
Mettiamo la pentola con il coperchio Magic Cooker sul fuoco, a fiamma alta, facendo arrivare l’acqua a ebollizione.
Dopodiché abbassiamo la fiamma e cuociamo la pasta secondo i tempi di cottura riportati sulla confezione. A metà cottura basterà aprire il coperchio e dare una mescolata alla pasta, controllando anche la quantità di acqua: se si è ridotta troppo, basterà aggiungere altra acqua versandola sul coperchio: il coperchio è dotato di una scanalatura e di buchi che permettono di versarla direttamente lì, senza quindi aprire e senza che la cottura ne risenta.
A fine cottura la pasta non andrà nemmeno scolata: l’acqua sarà evaporata e il piatto sarà pronto per essere gustato! Aggiungiamo gli aromi che preferiamo (come il peperoncino, il basilico fresco o le spezie) et voilà.
Possiamo anche utilizzare sughi freddi, come il pesto, senza aggiungerli in padella ma mescolandoli a fine cottura alla pasta cotta. Il vantaggio sono proprio i tempi di cottura, che quasi si dimezzano, perché l’acqua bolle molto più velocemente rispetto a quando la cuociamo nelle pentole normali.
E, da non sottovalutare, la pasta ne guadagna in sapore: proprio come un risotto, cuocendo nel sugo ne assorbe il sapore e forma una cremina deliziosa. Senza lasciare odori in casa!
Genitori, leggete ai vostri bambini: solo così impareranno un milione di parole in più
Venerdì, 12 Luglio 2019 08:24Della lettura ne abbiamo parlato sempre moltissimo: è un’attività sana, divertente ed essenziale per crescere bene, e ne siamo più che convinte (ricordate lo studio che parlava di come leggere ai bambini influenzi la loro posizione lavorativa da adulti?). Soprattutto, leggere è un’abitudine da coltivare: se i bambini si abituano fin da subito a circondarsi di libri, se capiscono che leggere è un piacere e se vedono che mamma e papà leggono, allora aumentano le possibilità che crescano amanti della lettura (e qui i nostri consigli per appassionare i bambini alla lettura, anche in caso di bambini che sembrano odiarla!).
Oltre agli evidenti benefici cognitivi, emotivi e di crescita, la lettura è però anche concretamente utile alla parola: un recente studio ha infatti rivelato come i genitori che leggono ai bambini, fin da piccolissimi, dei libri ad alta voce diano un vantaggio impagabile ai loro figli, permettendogli di imparare moltissimi vocaboli in più rispetto ai bambini ai quali non viene letto nulla. E non parliamo di bazzecole: parliamo di un milione di parole in più.
Genitori, leggete ai vostri bambini: solo così impareranno un milione di parole in più
A svelare questo gap di vocaboli tra i bambini a cui non vengono letti libri e quelli abituati a sentirsi leggere le storie ad alta voce è un articolo pubblicato sul Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics. Si intitola “When Children Are Not Read to at Home: The Million Word Gap”, ovvero “Quando ai bambini non viene letto nulla a casa: il gap di un milione di parole”, ed è stato redatto da Jessica A. Logan, Laura Justice, Melike Yumuş e Leydi Chaparro-Moreno del College of Education and Human Ecology, Department of Educational Studies, Crane Center for Early Childhood Research and Policy, della Ohio State University.
Lo studio ha voluto mettere in luce come il divario tra i bambini svantaggiati e quelli più agiati si manifesti anche a livello di vocabolario, confrontando i bambini in diverse condizioni nei primi cinque anni di vita, anni durante i quali si trovano a sviluppare la propria capacità espressiva. Tra queste condizioni sta certamente l’abitudine dei genitori a leggere ad alta voce ai bambini: quelli abituati a farsi leggere le storie hanno rivelato un bagaglio di vocaboli molto più ampio rispetto ai bambini ai quali non viene letto nulla.
Lo studio è stato condotto in questo modo: i ricercatori hanno preso in considerazione sessanta tra i più conosciuti libri per bambini per fare una stima del numero di parole alle quali i bambini possono essere esposti quando gli vengono lette queste storie (nei primi cinque anni di vita). Dopodiché, si è messo a confronto questo numero con il numero di vocaboli ai quali sono invece esposti i bambini ai quali non vengono letti libri.
Il risultato è molto chiaro: i genitori che leggono un libro illustrato ai propri figli ogni giorno danno loro la possibilità di ascoltare ogni anno 78mila parole nuove, tutte provenienti dai libri. In cinque anni si tratta quindi di un milione e quattrocentomila nuovi vocaboli, che vengono ascoltati e immagazzinati anche inconsciamente. E questo milione e mezzo di vocaboli è proprio il gap che esiste tra i bambini a cui vengono letti libri e quelli a cui non viene mai letto nulla: questi ultimi, infatti, vengono “esposti” solo alle parole quotidiane e all’arrivo a scuola, intorno ai sei anni, hanno un vocabolario limitato a 4600 parole.
Negli Stati Uniti si parla proprio di “Word Gap”, ovvero di “divario di parole”, per descrivere la differenza abissale di vocabolario tra i bambini. La cosa positiva, però, è che colmare questo divario è semplice: basta leggere. Basta leggere i libri a casa, insieme, ad esempio prima di dormire, per fornire in maniera naturale, divertente e piacevole uno strumento per la vita importantissimo, ovvero un vocabolario migliore.
Come cambia il seno in gravidanza
Giovedì, 11 Luglio 2019 14:07A cambiare in gravidanza è tutto il nostro corpo. E non solo esternamente: anche internamente. A subire le variazioni maggiori non è solo l’utero, tuttavia: anche il seno cambia notevolmente rispetto al prima-gravidanza.
I suoi cambiamenti cominciano fin da subito, dal momento del concepimento, e non è un caso se è proprio il seno uno tra i primi elementi a farci accorgere della gravidanza: i capezzoli si ingrossano, si percepisce tensione, si sentono dolori al seno … E per tutto il periodo della gestazione, passando poi per l’allattamento e lo svezzamento, cambierà. Ma come?
Come cambia il seno in gravidanza: i cambiamenti del seno dal concepimento allo svezzamento
C’è chi è felice e chi meno: in gravidanza, volenti o nolenti, il seno cresce. Non è un falso mito: il nostro corpo si sta infatti preparando alla nascita del bambino e il seno è tra i primi a modificarsi. Fin dai primi giorni di gestazione aumentano infatti gli ormoni in circolo e questo fa sì che la struttura del seno si modifichi, rendendo i capezzoli più grandi e il seno più sensibile e pieno.
Durante le prime settimane, quindi, il seno comincia a crescere, più o meno rapidamente (c’è chi nota un cambiamento repentino e chi nota le variazioni solo dopo qualche settimana), e il primo trimestre è caratterizzato proprio da questo cambio.
Pian piano, dunque, il seno cresce, fino al momento del parto, aumentando più o meno di una taglia e mezzo rispetto alla misura di reggiseno che si portava prima di rimanere incinte. Il picco solitamente arriva alla dodicesima settimana, momento in cui è bene acquistare un reggiseno specifico per l’allattamento, in modo da non doverne comprare di nuovi al momento del parto, senza ferretto in modo da non soffocare i dotti lattiferi e con dei ganci per slacciarlo facilmente. Ottimi anche quelli con la finestrella, che molte mamme trovano comodi per l’allattamento.
Durante il secondo trimestre il seno cambierà ancora: dalla quindicesima settimana di gravidanza comincerà infatti ad essere prodotto il latte, anche se bisognerà attendere la ventiduesima per vederlo effettivamente arrivare. Questo però non è un processo che ogni mamma nota: il latte viene infatti riassorbito dal corpo, e non fuoriuscirà causando macchie.
In questo periodo i capezzoli aumentano ancora di circonferenza e le areole si scuriscono, con i piccoli puntini che divengono più evidenti. Si tratta dei tubercoli di Montgomery, che producono una sostanza idratante che protegge dal dolore dell’allattamento e delle possibili infezioni. Anche la cura e l’igiene del seno, quindi, in questo periodo devono essere delicate: quando ci si lava, è sufficiente sfregare leggermente con acqua calda.
Si arriva così al terzo trimestre, durante il quale il seno potrebbe tornare dolorante come durante i primi mesi di gravidanza, con una sensazione di pesantezza maggiore. In questo caso, è bene utilizzare reggiseni specifici per la notte e fare esercizio fisico sempre utilizzando un reggiseno sportivo.
È in questo periodo che il seno potrebbe cominciare a perdere latte esternamente: di tratta del colostro, il primo latte materno, che a molte donne può dare fastidio. Per questo esistono le comode coppette assorbilatte da inserire nelle coppe del reggiseno, per evitare che queste perdite macchino i vestiti.
Il latte, dunque, è già pronto per il bambino: due o tre giorni dopo la sua nascita il seno diventerà ancora più sodo e pieno, e sarà quello il momento della montata lattea, con il colostro che diviene effettivamente latte. La maggior circolazione del sangue nel seno e questo latte sono la causa di questa sensazione.
Per i primi tre mesi di allattamento (nel caso in cui si allatti al seno) questa sensazione di pesantezza sarà praticamente sempre presente. Man mano che il bambino crescerà, tuttavia, il seno comincerà a farsi sentire meno pesante. Comincerà a diminuire di dimensione, invece, solo con lo svezzamento o nel momento in cui si smetterà di allattare al seno o di dare esclusivamente il latte con la poppata.
Terminato lo svezzamento, ecco che il seno tornerà più o meno alla dimensione di partenza, tornando alla taglia di reggiseno che si portava prima della gravidanza.
Amido di Riso, alleato delle mamme
Mercoledì, 10 Luglio 2019 09:21L’amido di riso è davvero un alleato preziosissimo soprattutto con i neonati: questo elemento naturale aiuta moltissimo durante il bagnetto, perché grazie alla sua naturale azione lenitiva aiuta a ristabilire la naturale funzionalità cutanea nelle fasi di arrossamento.
L’amido di riso, come possiamo intuire, deriva dal piccolo cereale che tutti mangiamo. Si tratta di una polvere ottenuta da una particolare lavorazione, purificata, macinata ed essiccata, leggera, bianca e insapore. Tra le sue proprietà ve ne sono diverse alimentari, ma da generazioni (secoli, se vogliamo essere precisi) è noto il suo essere benefico per la pelle: è molto assorbente e ha proprietà lenitive che aiutano a contrastare rossori, irritazioni e prurito, andando così in aiuto della pelle.
Ecco perché è perfetto per il bagnetto dei bambini quando la loro pelle si presenta arrossata, vuoi per il pannolino, vuoi per altre cause, come la sudamina.
Ciò a cui dobbiamo fare attenzione è la scelta dell’amido di riso: è opportuno acquistarne uno che sia amido puro al 100%, meglio se in buste monodose, come l’Amido di Riso di Fiocchi di Riso, un preparato di qualità, totalmente puro e naturale, studiato da un’azienda che ha davvero a cuore la salute della pelle dei bambini e che da sempre studia scientificamente i suoi prodotti tenendo presente la specificità della pelle dei neonati.
Questa polvere lenitiva è un preparato originale della linea Dermo-Cura di Fiocchi di Riso e diminuisce in maniera delicatissima, piacevole e naturale gli arrossamenti cutanei dovuti a cause esterne, rinfrescando la pelle allo stesso tempo. È composta semplicemente da amido di riso puro ed è, quindi, perfetta per tutti i bambini, grandi o piccoli, anche quelli con la pelle più delicata e soggetta a irritazioni frequenti.
L’Amido di Riso Fiocchi di riso, aiuta, quindi, a lenire, a dare sollievo e allo stesso tempo a ristabilire la naturale funzionalità cutanea contrastando le dermatiti da pannolino, la sudamina e le varie piccole irritazioni che la pelle dei nostri bimbi può presentare.
Il suo utilizzo, poi, è semplicissimo: diviso in pratiche buste monodose, l’Amido di Riso Fiocchi di Riso va versato nell’acqua del bagnetto. Agitando la mano nell’acqua l’amido si scioglierà e potremo procedere con il bagnetto con detergenti naturali e delicati (come il detergente corpo e capelli Fiocchi di Riso, ideale per l’igiene dei più piccoli) .
Non contiene ossido di zinco, talco minerale, oli essenziali e profumi, che potrebbero risultare aggrassivi per la delicata pelle dei neonati. È inoltre testato ad ogni lotto di produzione per la presenza dell’1,4 Diossano e del Nichel: possiamo quindi stare certi che sulla pelle dei nostri bimbi ci sarà solo naturalezza.
E vi sveliamo un altro segreto: noi lo utilizziamo anche per noi adulti, aggiungendolo nella vasca da bagno quando compaiono quei fastidiosi disturbi intimi come irritazioni e ragadi, dermatiti e compagnia bella, dopo le scottature del sole e nei momenti in cui sentiamo di avere bisogno di lenire la pelle. Perché come per i nostri bambini, l’amido di riso è un toccasana per ogni tipo di pelle!
Arrivano le vacanze, e il cane?
Martedì, 09 Luglio 2019 13:04Le vacanze sono finalmente arrivate: attese da tante settimane, tutti noi abbiamo ora la possibilità di poter staccare la spina, per goderci l’estate in totale spensieratezza. Una spensieratezza che viene un po’ meno, se si considera la situazione di chi ha un cucciolo e deve capire cosa fare di lui. Le opzioni non mancano, ma non è questo il punto: ognuna di esse possiede dei pro e dei contro, ed è per questo motivo che andremo ad analizzarle una per una, così da capire quale si adatta meglio alla nostra situazione.
Portare il cane in vacanza con la famiglia
Qui il primo vantaggio è evidente: abbiamo la possibilità di non rinunciare alla sua compagnia, preziosa anche in vacanza, perché il cucciolo è a tutti gli effetti un membro del nucleo familiare e non soltanto un fidato amico. E poi, oggi, le opzioni per portarlo in vacanza con noi non mancano, perfette anche per garantire il suo comfort e la sua sicurezza. In tal caso si parla del viaggio in aereo e del trasporto dei cani organizzato da agenzie specializzate: queste ultime sapranno come darci assolute garanzie, attenendosi ad alcune specifiche procedure riguardanti il trasferimento degli animali domestici all’estero. Però ciò non toglie che anche noi dovremo andare incontro alle nostre incombenze: le vaccinazioni ad esempio, ma anche l’ottenimento del passaporto europeo per il cucciolo, ricordandoci poi di portare con noi tutte le sue cose più importanti. Certo, va aggiunto che un viaggio lungo potrebbe stressare oltremodo il cane e che il quattrozampe può partire soltanto se sta bene fisicamente e mentalmente, dunque previo beneplacito del veterinario.
Lasciare il cucciolo a un dogsitter o ad amici
Non sempre abbiamo la possibilità di portarlo con noi perché, come detto, il cane potrebbe non essere in forma o soffrire i viaggi, innervosendosi molto. In questi casi, però, abbiamo altre due opzioni: possiamo lasciare il cucciolo a un dogsitter o, in alternativa, ad amici. Chiaramente nella prima situazione conviene sempre trovare un professionista qualificato e con comprovata esperienza: meglio scegliere un dogsitter bravo, magari sotto consiglio di un amico di cui ci fidiamo. E se quell’amico è disposto a tenere il nostro cucciolo in prima persona, ben venga, ma solo se la fiducia nei suoi confronti è di massimo livello. Di contro, è giusto specificare che questa soluzione potrebbe far provare al cucciolo una forte mancanza dei padroni. Anche per questa ragione, lo si dovrebbe affidare ad un dogsitter fidato e preparato per far fronte alle difficoltà causate dalla separazione, seppur momentanea.
Portarlo in una pensione per cani
Anche le pensioni per cani figurano nella lista delle possibili soluzioni e anche qui – prima di farlo – serve sondare il terreno e capire se sono presenti determinati standard qualitativi. Il primo consiglio è di visitarla sempre di persona, anche per testare le condizioni igieniche del luogo. Il secondo suggerimento è di verificare le licenze e i permessi di quella pensione, perché scegliere un’opzione fuori legge è la maniera migliore per mettere a repentaglio la salute del cucciolo. Inoltre, vi consigliamo di sondare anche la situazione psicologica dei cani che la pensione ospita: l’infelicità è spesso il primo segnale di qualcosa che non va. Per capirlo vi basterà guardarvi intorno e studiare l’espressione sul muso dei cani presenti nella pensione. I pro e i contro di questa scelta sono legati a doppio filo: da un lato trovare una pensione che lavora col cuore, e nel pieno rispetto delle regole, significa potersi fidare e vivere una vacanza tranquilla. Ma la ricerca di una pensione così professionale, a meno di non avere raccomandazioni da parte di qualche conoscente, richiede moltissimo tempo.
Ognuna di queste opzioni ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi: toccherà a voi scegliere, pesando i pro e i contro e mettendo sempre in primo piano la salute del vostro fedele amico a quattro zampe.
Bambini e sicurezza, quali strumenti acquistare quando nasce un figlio
Martedì, 09 Luglio 2019 08:01Quando sta per arrivare un bambino in famiglia, le prime cose alle quali si pensa sono il corredino, la valigia dell’ospedale, la cameretta, i pannolini… Ma il pensiero va giustamente anche ad un altro aspetto della vita, che inevitabilmente cambierà: alla sicurezza.
Quando infatti c’è un bambino in casa e nella vita dei neogenitori, i canoni di sicurezza variano. Ora c’è una nuova vita da custodire, da proteggere, e moltissimi strumenti, oggigiorno, sono utilissimi per rendere la vita più semplice e, soprattutto, per far sì che la quotidianità sia più sicura.
Ecco dunque una lista di strumenti, obbligatori o consigliati, per far sì che la sicurezza dei bambini sia assicurata.
Bambini e sicurezza, quali strumenti acquistare quando nasce un figlio: seggiolini, baby monitor, cancelletti e tutto ciò che possiamo comprare per aumentare la sicurezza in casa
Il baby monitor
Utile, comodo e sicuro: il baby monitor è un piccolo walkie talkie che permette di monitorare una stanza quando ci allontaniamo. In questo modo, i bambini potranno dormire tranquilli, con la certezza che sentiremo quando piangono o quando hanno bisogno di qualcosa.
Oggigiorno esistono baby monitor davvero all’avanguardia, e non solo quelli sonori. In commercio ne troviamo infatti anche altri molto efficaci, a video, per vedere concretamente il bambino nel lettino o nella cameretta. Per destreggiarsi nel mondo dei baby monitor qui trovate una guida utilissima che spiega nel dettaglio le caratteristiche dei principali modelli e confronta i migliori, per un acquisto consapevole e su misura.
I copri-presa
Quando i bimbi cominciano a gattonare, dobbiamo pensare a tutti quei posti in cui potrebbero incappare. Molto pericolose sono le prese della corrente elettrica: meglio quindi coprirle tutte con i pratici copri-presa che troviamo dal ferramenta.
I paraspigoli
Sempre per lo stesso discorso, è meglio coprire con i paraspigoli tutti gli spigoli dei tavoli, delle mensole e dei mobili che ci sono in casa: quando i bimbi cominciano a gattonare e a camminare, le cadute sono dietro l’angolo. Ma è bene che l’angolo sia sicuro! Ce ne sono di molti tipi e si possono comprare su internet, in ferramenta o nei negozi di mobili come Ikea (e in questo nostro articolo trovate le indicazioni su come mettere in sicurezza la casa semplicemente acquistando gli strumenti da Ikea).
Il seggiolino auto
Fondamentale e obbligatorio è il seggiolino auto per bambini. In questo caso, mai risparmiare: è lo strumento forse più necessario quando si parla di sicurezza dei bambini. Innanzitutto, deve essere a norma e certificato. In secondo luogo, deve essere adatto all’età, al peso e all’altezza del bambino. E, non ultimo, deve sempre, sempre essere usato: secondo alcuni studi il 60% dei genitori italiani non utilizza il seggiolino auto con i propri bambini. Una percentuale altissima, data dalla errata credenza che a partire dai cinque anni non vi sia più necessità di utilizzarlo: la fascia 5-12 anni si ritrova ad essere la più in pericolo, quando basterebbe davvero utilizzare il seggiolino.
Qui trovate un nostro articolo che parla delle norme di sicurezza dei seggiolini, per sceglierlo a norma di legge e, soprattutto, sicuro. Mentre per i genitori di bambini da 0 a 10 anni, ecco la nostra guida per sceglierli in base a peso ed età.
I braccialetti identificativi
Con i bimbi più grandicelli, utilissimi sono i braccialetti identificativi o GPS (come questi). Soprattutto quando andiamo in luoghi affollati, al mare o in una città, è utile infatti fornire i bimbi di identificazione nel caso in cui si perdano.
Si trovano in forma di braccialetto, di portachiavi o di orologio (una forma che piace molto ai bambini, che si sentono “grandi”) e svolgono sia una funzione preventiva (segnalano, anche con segnali acustici, quando il bimbo si allontana) e di aiuto nel momento in cui il bimbo si perde.
Altri strumenti
Non dimentichiamo un termometro professionale per la misurazione della temperatura dell’acqua del bagnetto; i materassini a norma per lettino e per fasciatoio; i seggioloni con imbracatura sicura; i blocca-porte e i blocca-armadietti per i luoghi in cui il bambino potrebbe addentrarsi; il cancelletto nel caso in cui in casa ci siano scale, quando i bimbi non sanno ancora percorrerle.
Coperte e foulard per coprire il passeggino, un errore pericolosissimo
Lunedì, 08 Luglio 2019 13:23Nei giorni di caldo, che sia un caldo “normale” o un caldo estremo come quelli che si stanno registrando negli ultimi anni (thanks, global warming…), sono ancora molti i genitori che commettono un errore gravissimo, pur credendo di fare del bene ai loro bambini.
Qual è l’errore di cui stiamo parlando? Dell’abitudine di coprire carrozzina o passeggino con un telo, una coperta o un semplice foulard, a mo’ di tendina, credendo, erroneamente, di dare così un fresco sollievo ai bambini, offrendogli ombra.
In realtà coprire il passeggino è davvero pericoloso, e a spiegarlo è un pediatra svedese.
Coperte e foulard per coprire il passeggino, un errore pericolosissimo: perché dobbiamo evitare di coprire il passeggino e la carrozzina con qualsiasi telo
Anche i bambini hanno bisogno di essere protetti dal caldo: devono bere molto, non stare troppo esposti al sole, essere rinfrescati e applicare la crema protettiva fattore 50 contro i raggi UV. E questo i genitori lo sanno bene, e lo fanno. Tuttavia, un’azione protettiva che non è affatto protettiva, ma, anzi, che è pericolosissima, è coprire completamente il passeggino o la carrozzina con dei tessuti a mo’ di tenda, credendo di fare fresco al bambino. Per intenderci, in questo modo:
In realtà non importa nemmeno in che tessuto sia questo telo (può essere una coperta come un leggerissimo foulard chiaro), l’effetto è sempre lo stesso: si rischia di rendere il passeggino una piccola fornace, un luogo così caldo e soffocante da risultare pericolosissimo.
A svelarlo è il pediatra svedese Svante Norgren, che ha spiegato perché è una pratica davvero sconsigliabile, con un’intervista al quotidiano svedese Svenska Dagbladet riportata da kispost.com. Secondo il medico, la temperatura sotto alla copertura, infatti, raggiungerebbe temperature estreme, come un grande thermos per bevande, a causa del calore assorbito e, soprattutto, per il pochissimo ricambio di aria, che, chiusa dal telo, non circola proprio.
Il quotidiano svedese per capire meglio ha condotto insieme al pediatra un esperimento, per capire a che temperature potesse arrivare l’ambiente sotto alla coperta o al foulard, esponendo un passeggino al sole in una giornata molto calda, tra le 11.30 e le 13.
Senza la copertura (ma solo con l’ombrellino o il parasole in dotazione) la culla del passeggino raggiungeva una temperatura di 22 gradi. Con un foulard sottile, nel giro di trenta minuti la temperatura è salita a 34 gradi, in un’ora a 37. E parliamo dell’estate svedese, dove al massimo la temperatura esterna al sole raggiunge i 30 gradi: immaginate quindi qui in Italia, dove negli ultimi tempi il termometro ha segnato fino a 45 gradi.
Il problema è che, se già noi adulti soffriamo il caldo, i bambini sono molto più sensibili di noi quando si parla di alte temperature, e la loro temperatura corporea si alza molto più velocemente della nostra, anche quattro o cinque volte più velocemente. Il pericolo di colpi di caldo è quindi altissimo, così come quello di SIDS (anche per la mancanza di ricambio di aria).
Il consiglio è quindi quello di non coprire mai del tutto il passeggino e la carrozzina (anche se l’impressione è quella di “fare ombra”), ma di utilizzare metodi che assicurino sempre la circolazione dell’aria, facendo ombra con i parasole integrati dei passeggini o con ombrellini. Controlliamo sempre come stanno i nostri bimbi: basta tastarli con le mani per capire la temperatura corporea, ma anche vedere quanto siano attivi e svegli. Anche il sudore è un campanello d’allarme: se sudano troppo, meglio cercare un riparo interno, che sia fresco.
E poi è sempre meglio evitare di uscire nelle ore più calde e soleggiate del giorno, ricordandosi di bere in ogni caso molta acqua e di vestire i bimbi con abiti freschi e leggeri. Infine, come fanno sapere da Uppa - Un pediatra per amico, evitiamo il body: ostacola infatti - in estate come in inverno - l’ossigenazione della cute, l’autogestione delle variazioni termiche e il ricambio di aria fresca.
I benefici dell’olio di cocco per la crescita dei capelli
Venerdì, 05 Luglio 2019 13:39L’olio di cocco è conosciuto per moltissime proprietà, tra cui il nutrimento dei capelli. Ma non solo perché li idrata e li rende più lucenti e nutriti: le sue proprietà antimicotiche e antibatteriche sono utili contro la forfora e contro il prurito alla cute (anche in caso di dermatite cutanea e di cute sensibile).
Contiene anche molte vitamine, come la E e la K, e sali minerali come il ferro, e per questo funziona davvero molto bene sui capelli! Ed è un ottimo strumento per farli crescere più velocemente, oltre che più sani.
I benefici dell’olio di cocco per la crescita dei capelli: perché l’olio di cocco è perfetto per curare i capelli
L’olio di cocco è composto principalmente da acidi grassi saturi (come l’acido ialuronico) e acidi monoinsaturi. I primi entrano all’interno delle fibre del capello, rendendolo più resistente (e quindi meno propenso a spezzarsi). I secondi contribuiscono invece a nutrire tutta la massa dei capelli, nutrendo i follicoli.
Ma non solo: questo olio, quando utilizzato sui capelli, aiuta la circolazione nella cute, assicurando ad ogni follicolo la giusta quantità di ossigeno e di nutrienti. Anche per questo, dunque, aiuta la crescita dei capelli, insieme al fatto di rinnovare le cellule morte della cute e dei capelli.
Come dicevamo, poi, l’olio di cocco contiene vitamina K e vitamina E: la vitamina K è un nutriente essenziale per i capelli, per la loro forza e per il loro volume, mentre la vitamina E aggiunge vitalità ai capelli, rinnovando e rinforzando le fibre danneggiate.
Applicarlo regolarmente, dunque, aiuta a far sì che i capelli crescano più velocemente, che crescano più resistenti e spessi, idratati e meno tendenti a spezzarsi (e quindi ad avere doppie punte). Lo si utilizza soprattutto nel caso di capelli molto secchi, rovinati e provati da colore e calore, come da ogni trattamento aggressivo, ed elimina anche l’effetto crespo.
La migliore scelta, quando usiamo l’olio di cocco, è prenderlo grezzo e puro, meglio se biologico e spremuto a freddo. Lo si mantiene a più di venti gradi, quindi in estate non ci sono problemi, mentre in inverno bisognerà scaldarlo un po’ prima dell’utilizzo, dato che già a attorno ai 15-20 gradi solidifica.
E come e quando lo si utilizza? L’olio di cocco viene utilizzato come impacco o maschera, prima dello shampoo. Lo si applica sui capelli già bagnati, spalmandolo e pettinandolo con un pettine a denti larghi.
Non c’è una regola per il tempo di posa, ma se i capelli sono molto secchi e rovinati il consiglio è quello di fare un paio di impacchi a settimana e di tenerlo in posa un paio d’ore.
Il bello è che per un trattamento intensivo possiamo lasciarlo in posa anche tutta la notte, oppure tenerlo durante tutta la giornata al mare, anche per proteggere i capelli da sale e sole (o per mantenere il trattamento alla cheratina, che teme l’acqua di mare e il cloro, in caso di piscina).
Dopodiché lo si sciacqua normalmente, procedendo al normale shampoo, risciacquando con molta cura, dato che l’olio di cocco è comunque un olio, e quindi oleoso.
Qui trovate un olio di cocco molto buono, spremuto a freddo, organico e biologico. Idem questo: entrambi sono in barattoli di vetro, per essere green, oltre che splendenti!