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Costi di un rimedio a base di Cbd: alcuni aspetti importanti in merito

Mercoledì, 29 Giugno 2022 14:40

I costi di un rimedio a base di Cbd possono essere vari e possono dipendere dalla categoria a cui il prodotto appartiene, dalla sua qualità, dalla modalità di acquisto. Se la compera avviene online, potrebbero infatti essere aggiunte le spese di spedizione. Oltre a questo è bene considerare altri importanti fattori, quando si acquistano preparazioni di questo tipo.

Costi Cbd: i fattori principali da tenere in considerazione, per non acquistare un prodotto di scarsa qualità

Nel momento in cui si affronta il discorso relativo ai costi Cbd, è doveroso considerare che sul mercato, la vasta offerta oggi permette di trovare olio CBD a ottimo prezzo. Questo tuttavia non vuol dire che una preparazione valga quanto un’altra. Le tariffe infatti devono sempre essere giudicate in base alla qualità delle produzioni stesse, verificando attentamente che i vari prodotti siano realizzati al meglio. Per questo, il primo fattore a cui prestare attenzione per evitare di spendere per un elemento scarso dal punto di vista qualitativo è quello di scegliere un’azienda professionale. Che si faccia un ordine online oppure si faccia un acquisto in una sede fisica, in ogni caso sarà doveroso controllare la provenienza della confezione, ma anche le altre info in merito. Sarà utile infatti sapere come è avvenuta la lavorazione, ma anche quali sono gli ingredienti presenti nel rimedio scelto. Tra l’altro il prezzo può variare proprio in base alla tipologia di merce su cui si vuole puntare. Se per esempio si desidera comprare olio di CBD, questo avrà in media un determinato prezzo, differente da quello dei cosmetici a base di CBD oppure diverso dalle tisane a base di Cannabidiolo, e così via. Esistono addirittura preparazioni per cani e per altri animali e per questo, la cifra da spendere dipenderà anche dalla categoria che si prende in considerazione per i propri acquisti. Oltre a questo, è bene prestare attenzione anche ad altre importanti accortezze, al fine di non spendere in modo eccessivo per soluzioni CBD che non sono di elevato standard qualitativo.

Alcuni consigli utili

Non fidarsi del prezzo più basso è importante, o almeno è opportuno non acquistare in modo frettoloso, a meno che già non si siano svolte le opportune verifiche circa la qualità del prodotto. Per effettuarle, almeno sarebbe opportuno controllare dal sito del rivenditore tutti i dettagli che riguardano la preparazione. 

Oltre a questo, l’utente sbaglierebbe se comprasse un elemento a base di CBD solo per il fatto che costi tanto. Anche i prezzi alti infatti non sono sempre sinonimi di alta qualità e per questo, prima si deve controllare in modo adeguato. È bene quindi attendere, prima di procedere con l’acquisto. Anche circa le modalità in merito è bene informarsi, valutando anche le opzioni possibili, per effettuare il pagamento. Se poi si svolgono compere online, sarà bene informarsi anche sugli eventuali prezzi di spedizione, che spesso vengono sottovalutati dall’utente, ma che in genere vengono aggiunti al prezzo indicato sulle pagine del sito. Per questo, il suggerimento principale consiste nel fatto di valutare con attenzione tutti i costi, magari confrontandoli anche comparando diversi rivenditori e soprattutto controllando la qualità dei prodotti. In questo modo si potrà essere sicuri di evitare di commettere errori.



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Estate 2024: le borse più belle e in trend (e dove acquistarle)

Mercoledì, 29 Giugno 2022 08:25

Pagliette tonde, baguette, microbag... Le borse e le borsette per quest'estate 2024 sono davvero bellissime, versatili, comode e leggere. E noi ci siamo divertite a raccogliere i modelli più belli per voi!

Naturalmente, il nostro consiglio è sempre quello di affidarsi comunque ai mercatini di second hand, a Vinted e al vintage, per restare sempre aggiornati e in trend facendo comunque del bene al pianeta (e risparmiando!). Ricordate la nostra guida al seconda mano per fare affari e rifarsi il guardaroba? Vale anche in questo caso.

Detto questo, ecco quali sono le borse estate 2023 e dove acquistarle (nuove) se vi piacciono proprio tanto tanto tanto!

La baguette

Dopo aver spopolato alla fine degli anni Novanta e all'inizio dei Duemila, è tornata: la borsa baguette (insegnano le celeb) sta bene praticamente con tutto. La trovate qui.

La borsa tonda in paglia

Classico dell'estate, la borsa in paglia quest'anno è geometrica e tonda, richiamando così i modelli più tradizionali dell'artigianato locale di molte zone del mondo. È elegante e versatile e sta davvero con tutto! Un modello simile lo trovate qui.

La piccola strutturata

Geometrica, solida e di design: la borsetta piccola e strutturata ha uno stile scandinavo ma modaiolo, sempre delizioso. La trovate, simile, qui.

La borsa in tela a rete

Questa, in particolare, la trovate da Ikea e va benissimo sia per trasportare la spesa, sia per portare con sé vestiti, ricambi, buste...

La microbag

Non è small, non è mini: è proprio micro. Perfetta per una serata chic o in giro per locali. Scomoda, sì, ma assolutamente cool.

Il classico zainetto

Non più in pelle e non più troppo strutturato: anche nel caso degli zainetti, gli anni Novanta continuano a farla da padrone.

La Cambridge

Anche questa è classica e non passa mai di moda, e la si può usare tanto per uscire, quanto per lavorare. Signore e signori, la borsa Cambridge.

 

 

 

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Come dipingere i sassi: il lavoretto semplice con i bimbi e le bimbe

Martedì, 28 Giugno 2022 09:58

Natura e creatività: un'attività tanto semplice come la decorazione dei sassi si rivela estremamente educativa, divertente e coinvolgente.

Ma come fare per dipingere al meglio i ciottoli e le pietre raccolte in giardino o nel bosco? Ci sono un paio di tecniche che ci permettono di decorare davvero a meraviglia le nostre pietre: eccole qua!

Con il pennello e le tempere

Per dipingere i sassi nella maniera più tradizionale dobbiamo dotarci di qualche pennello e delle classiche tempere, alle quali aggiungere una vernice trasparente protettiva per il finish. 

Dopo aver scelto come dipingere i sassi, laviamoli molto bene con acqua calda e sapone per piatti ecologico (per eliminare le impurità) e lasciamo asciugare per un'oretta, in modo che anche l'acqua che hanno assorbito evapori del tutto. Una volta detersi per bene, stendiamo semplicemente la tempera sulla superficie con il pennello. Lasciamo asciugare.

Alla fine, passiamo con un pennello pulito la vernice trasparente protettiva, in modo che la decorazione resti più protetta e rischi meno di scalfirsi.

Con i pennarelli

Più veloce e grafica è la tecnica dei pennarelli: basta scegliere quelli indelebili e con la punta in feltro, con l'inchiostro liquido.

Grazie all'impugnatura più stabile e alla punta più precisa, possiamo non solo disegnare sulla superficie dei sassi (di nuovo, ben lavati e igienizzati), ma anche realizzare scritte più o meno sottili, più o meno grafiche, colorando poi direttamente con pennarelli di altri colori, per campiture piene e precise.

Con i pastelli a cera

Già, anche i pastelli a cera lasciano un bellissimo tratto sui sassi e sulle rocce; senza comprare le tempere o i pennarelli indelebili, quindi, è possibile disegnare sui sassi anche con i classici e profumati pastelli a cera, simbolo dell'infanzia.

E poi che ci facciamo?

Una volta dipinti, i sassi possono diventare la base per numerose attività, oppure trasformarsi in una decorazione naturale.

Ad esempio, possiamo usarli come sassi inventa-storie.

Oppure, ancora, possiamo creare un piccolo giardino zen insieme ai bambini.

Ancor più semplicemente, i sassi decorati possono trasformarsi in fermaporta naturali e colorati, oppure in fermalibri per gli scaffali.

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Dire di sì, anche se poi la cucina è un disastro!

Lunedì, 27 Giugno 2022 07:42

Qualche giorno fa, riflettevo su quanto sia importante nella routine di tutti i giorni ritagliarsi dei momenti unici e di qualità con i propri figli e di come questi momenti possono creare un bagaglio ricco di ricordi ed emozioni da raccontarsi e ricordare.

Ho deciso così di passare una deliziosa (in tutti i sensi!) giornata con Luca, mio figlio, all’insegna della bontà e del tempo di qualità. 

Fruittella (che io adoro — adoro! — da quando sono bambina) mi ha infatti proposto un’esperienza-pasticceria per trascorrere un pomeriggio mamma-figlio e il risultato è stato strabiliante. Spoiler: Luca ha superato le sue paure e le sue fisse e da bambino schizzinoso si è calato nei panni di pasticciere sgangherato. 

Cos’abbiamo cucinato? Una strepitosa cream-tart al gusto panna e fragole. Essendo di stagione ne abbiamo approfittato: sapete quanto ci teniamo alla stagionalità e al rispetto della biodiversità! Con pochi e semplici ingredienti Luca (io ho fatto da aiutante!) ha preparato con le sue mani una base di pasta frolla farcita e assemblata in maniera super carina.

Certo: lasciare cucinare i bambini è un’abitudine positiva, coinvolgente ed educativa. Sulla carta! Perché chi di voi abbia mai coinvolto i propri figli in cucina saprebbe che in realtà il caos è d’ordinanza, che i pasticci sono dietro l’angolo e che tenere lo spazio immacolato, pulito e in ordine è impossibile. Ed ecco che il “cucinare insieme” diventa una di quelle attività che, sì, ci piacerebbe tanto, tantissimo fare! Ma a cui poi, realmente, diciamo sempre di no. 

Stavolta ho detto sì. E che bello! Come dicevo, non solo abbiamo riso tantissimo e ci siamo divertiti in maniera sana ed educativa; Luca ha anche imparato tantissime cose nuove, sia sugli ingredienti e sulle preparazioni (la pasticceria è davvero un’arte precisissima e quasi scientifica!), sia sull’utilizzo dei vari strumenti. Come la sac-à-poche!

Soprattutto, per lui è stata occasione per mettersi in gioco e superare tante paure e ossessioni. Come quella dell’impasto: prima di questa giornata Luca si era sempre rifiutato di impastare con le mani quelle poltiglie appiccicose che gli facevano storcere il naso. Ma come io ho detto “sì”, anche lui l’ha fatto. Alla fine? Come prevedibile si è divertito, ha visto che l’impasto non era così pauroso e ora mi chiede più spesso di cucinare insieme!

Una bellissima cosa: come spesso vi abbiamo raccontato nei nostri articoli, coinvolgere i bambini in cucina non è educativo solo a livello manuale, ma anche alimentare: i bimbi che cucinano mangiano meglio, variano i cibi e assaggiano più volentieri anche gli ingredienti che conoscono meno.

Potete quindi immaginare la mia emozione e il mio orgoglio di mamma! E tutto questo solo grazie a un piccolissimo “sì”. Basta davvero pochissimo: dedicando ai bambini del tempo di qualità e un po’ di attenzione e concentrazione in più (che di questi tempi languiscono!) per vedere come loro si dedichino a noi a loro volta, ascoltandoci più a fondo e con più interesse, mettendosi alla prova e condividendo con noi ciò che provano e ciò che desiderano. Perché? Perché avvertono la nostra presenza e sentono che i “no” detti in precedenza sono necessari, è la vita… Ma che esistono anche i “sì”. Ritagliarsi qualche “sì” — e goderselo — è davvero appagante.

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Come cambia il corpo in gravidanza: alcuni fastidi che possono insorgere

Lunedì, 27 Giugno 2022 07:25

Durante la gravidanza, il corpo subisce molte trasformazioni. Sapere a cosa si andrà incontro però può aiutare a prepararsi.

Cambiamenti della pelle

Con il cambiamento del corpo, cambia anche la pelle. Potreste notare mutamenti nella pigmentazione e acne temporanea. Ad esempio, ci si può ritrovare con diversi brufoli sulla schiena, una condizione sulla quale è bene informarsi, ma che è del tutto normale in questo periodo.

Alcune donne, inoltre, sperimentano il cosiddetto melasma (noto anche come "maschera della gravidanza"). Il melasma provoca macchie brunastre sul labbro superiore e sulle guance, spesso dovute all'esposizione al sole o alle fluttuazioni ormonali. In alcuni casi può essere permanente se non viene trattato adeguatamente, ma di solito svanisce entro sei mesi dal parto.

Mal di schiena

Anche il mal di schiena è molto comune in questo periodo. Il peso del bambino che preme sulla colonna vertebrale, infatti, rende più difficile stare in piedi. Per curare questo disturbo, fate degli esercizi per rafforzare i muscoli dell'addome e della parte bassa della schiena. Un buon modo per farlo è seguire un corso di yoga, ma è anche possibile fare specifici esercizi in casa. Alcuni di questi aiutano ad assicurarsi che qualsiasi rigidità dovuta al sonno sia passata prima di alzarsi dal letto, in modo da evitare la pressione aggiuntiva del sedersi subito dopo il risveglio. 

Bruciore di stomaco

Gli ormoni responsabili della gravidanza, in particolare il progesterone e gli estrogeni, possono rilassare la valvola tra l'esofago superiore e lo stomaco. Di conseguenza, il reflusso acido può diventare più frequente. Se si avverte bruciore di stomaco, si può provare a dormire con un cuscino dietro alla schiena per non stare completamente distese, oppure a mantenere una posizione eretta dopo aver mangiato, per evitare che il cibo risalga. 

Alcune donne sviluppano il bruciore di stomaco anche a causa dell'aumento di peso e dei cambiamenti nella dieta o nello stile di vita. L'aumento di peso durante la gravidanza esercita una pressione sull'addome e rallenta la digestione, entrambi fattori che possono causare problemi. Ricordate che anche mangiare pasti abbondanti può contribuire al gonfiore: se questo è il vostro caso, provate a mangiare pasti più piccoli durante la giornata, prestando sempre attenzione agli alimenti più idonei.

In conclusione

La gravidanza è un periodo di crescita, sia per il bambino che per la madre. Il vostro corpo cambierà, ma si tratta di alterazioni passeggere: nonostante possa sembrare di dover fronteggiare questa nuova quotidianità per sempre, in realtà una volta partorito tutto tornerà alla normalità. Questi cambiamenti sono notevoli e bellissimi, ma possono anche essere spaventosi e sconvolgenti. Ricordate che non c'è un modo giusto o sbagliato di sentirsi: potete sentirvi come volete! Dovete solo ascoltare il vostro corpo e rispettare le sue esigenze.

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Ciliegie e amarene sciroppate: la ricetta estiva per averle tutto l'anno

Costose, costosissime! È proprio vero. Ma valgono tutti i soldi del mondo! Le ciliegie sono il frutto dell'estate, e anche se durano poco (la stagionalità è davvero breve) puoi conservarle tutto l'anno mettendole sotto sciroppo in contenitori ben sterilizzati.

Per farlo, lava bene i barattoli di vetro e i coperchi e mettili a bollire per mezz'ora in una pentola colma d'acqua, avendo cura che il liquido stia anche all'interno dei barattoli. Dopodiché, lasciali scocciolare a testa in giù su uno strofinaccio pulito (senza passarli con il panno). In ogni caso, la sterilizzazione deve essere corretta e precisa: per sapere come procedere, è bene leggere le linee guida del Ministero della Salute.

Ecco dunque la ricetta delle ciliegie sciroppate e delle amarene sotto sciroppo, per conservare tutto l'anno il frutto rosso dell'estate. Se invece preferisci una ricetta diversa, qui trovi quella della torta estiva di ciliegie.

Ciliegie e amarene sciroppate: la ricetta estiva per averle tutto l'anno

 

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Adolescenti che non ascoltano? C'è un motivo neurologico (che li aiuta a crescere)

Mercoledì, 22 Giugno 2022 09:12

Sembra un clichè, uno stereotipo, una vecchia convinzione che, come tutte le convinzioni, andrebbe presa con le pinze. E invece è così: gli adolescenti e le adolescenti non ascoltano i genitori. E sì, potremmo dire tranquillamente che si tratta di uno stereotipo reale. Il motivo, infatti, non è solo sociale, ma anche neurologico.

Perché, in pochissime parole, durante l'età dello sviluppo e della crescita, i ragazzi e le ragazze sono "programmati" per ascoltare le voci meno familiari, a discapito di quelle che fino a quel momento hanno fatto parte della loro quotidianità. Il motivo? Eccolo presto spiegato.

La ricerca

Pubblicata sul Journal of Neuroscience, la ricerca che spiega come gli adolescenti ascoltino meno le voci adulte familiari si intitola A Neurodevelopmental Shift in Reward Circuitry from Mother's to Nonfamilial Voices in Adolescence, ovvero Un cambiamento neuroevolutivo nei circuiti della ricompensa dalle voci materne a quelle non familiari nell'adolescenza. Lo studio è stato condotto dai dottori Daniel A. Abrams, Percy K. Mistry, Amanda E. Baker, Aarthi Padmanabhan e Vinod Menon, della Stanford University, utilizzando una risonanza magnetica per monitorare 46 ragazzi e ragazze tra i 7 e i 16 anni. L'obiettivo era dimostrare come le funzioni neurologiche si modifichino durante l'adolescenza, mostrando concretamente come i figli si separino gradualmente dai genitori.

E la dimostrazione è arrivata: se nei bambini più piccoli è la voce della madre ad attivare certe attività cerebrali, raggiunte la preadolescenza e l'adolescenza i ragazzi rispondono con la stessa attività cerebrale solo quando stimolati da voci diverse da quella della madre, e quindi da voci non familiari. Queste attività, nello specifico, riguardano i circuiti della ricompensa e altri processi uditivi, cognitivi e di valutazione sociale. Quelli, quindi, che fanno dire se un'infomazione sociale sia utile o meno.

In altre parole: se quando i bambini di 7 o 8 anni sentono la voce della madre attivano certe zone del cervello, lo stesso non accade con i ragazzi e le ragazze di 13 anni. Queste zone non si attivano più quando sentono la voce della propria madre, ma quando ascoltano quella di un'altra donna a loro sconosciuta.

Gli adolescenti costruiscono la propria indipendenza

La motivazione alla base di questo cambiamento potrebbe essere una preparazione inconscia che gli adolescenti portano avanti nel corso di questo periodo della vita, un tentativo di adattarsi all'età adulta cercando di trovare una propria indipendenza.

Ascoltando voci diverse da quelle familiari e di cura, possono studiare meglio le interazioni con gli altri, capire i punti di vista altrui, uscire dalla propria zona di confort... E allo stesso tempo danno priorità a ciò che hanno voglia di fare e a chi hanno voglia di ascoltare, come i nuovi amici (che spesso si fanno proprio a quest'età, magari anche per questa motivazione neurologica).

Se prima, quindi, davano priorità ai propri genitori, più o meno consapevoli dell'importanza della loro cura, in adolescenza si focalizzano (giustamente) su ciò che sta fuori casa e fuori-famiglia, preparandosi così all'età adulta.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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Ma è proprio vero che la dieta vegetariana salva il pianeta?

Martedì, 21 Giugno 2022 08:18

La risposta in breve? Sì. E non ci si può più scappare.

La siccità delle ultime estati, l'aumento delle temperature, i tremendi fenomeni atmosferici e la pessima qualità dell'aria non possono più essere ignorati. Anche perché hanno conseguenze dirette sulla nostra salute e su quella dei nostri bambini. 

Tutto questo è un effetto diretto delle politiche industriali e alimentari degli ultimi due secoli e dell'uso sconsiderato dei combustibili fossili. Ma non solo.

E per quanto le scelte quotidiane di riuso e riciclo siano sostenibili, virtuose e benefiche, l'unica vera scelta che potrebbe cambiare davvero il destino del pianeta è quella relativa all'alimentazione: inquinamento, cambiamento climatico e scelte alimentari sono infatti strettamente collegate, più di quanto si creda, e in effetti la dieta vegetariana e vegana è quella più sostenibile. E ognuno può fare la differenza. Ecco perché.

Perché si sceglie la dieta veg

Le diete vegetariana e vegana sono sempre più diffuse e i motivi che portano a non mangiare più carne o derivati animali sono diversi, a partire da quello relativo alla salute. Come fanno sapere da AIRC, "sempre più forte è la consapevolezza che una dieta basata prevalentemente sul consumo di alimenti vegetali possa favorire la riduzione del rischio di sviluppare patologie croniche, tra cui i tumori". 

Accanto a questo, sicuramente tra le prime motivazioni sta quella etica: gli animali destinati alla macellazione o sfruttati per il latte e altri ingredienti di origine animale sono spesso tenuti in condizioni disumane ed eticamente discutibili, e non si vuole contribuire a questa sofferenza.

Infine, il discorso ambientale: i dati che abbiamo oggi a disposizione parlano chiaramente di una forte responsabilità dell'industria alimentare - e in particolare quella degli allevamenti intensivi - nei confronti dell'inquinamento, a causa di diversi fattori come la deforestazione dovuta ai pascoli, alla produzione di gas metano da parte dei capi di bestiame e alla contaminazione delle falde acquifere per colpa dei reflui animali e zootecnici.

L'inquinamento dell'industria alimentare

I numeri parlano abbastanza chiaro: l'industria alimentare rappresenta una fetta enorme della produzione di gas serra, praticamente un quarto del totale (il 25%). E quasi il 60% dell'inquinamento derivante dall'industria alimentare è dovuto alla produzione di carne, che richiede quantità enormi (ENORMI) di acqua. Non solo: i grandissimi pascoli portano alla deforestazione di ampie aree del pianeta (riducendo così la capacità delle piante di assorbire i gas responsabili del cambiamento climatico come la CO2) e lo stesso bestiame produce immense quantità di metano, altro gas deleterio per la salute della Terra.

Vero o falso? I miti attorno alla dieta veg

C'è, naturalmente, chi pone interrogativi e mette in dubbio l'effettiva efficacia di questa scelta su larga scala, ma anche in questo caso un'attenta analisi fa capire come l'alimentazione veg resti comunque quella più sostenibilmente auspicabile. 

Deforestazione dovuta alle monocolture e eccessivo sfruttamento dei terreni per coltivare alimenti come la soia? È vero, potrebbero rappresentare un problema; ma non si raggiungerebbero comunque mai l'inquinamento e lo squilibrio dato dagli allevamenti intensivi. Basta calcolare che la maggior parte delle porzioni di terreno impiegate oggi sono usate per la coltivazione dei foraggi; sono quindi molte di più le aree coltivate per dare da mangiare agli animali che verranno poi macellati (o che vengono sfruttati per il latte, ad esempio) che quelle destinate all'alimentazione umana. E il numero di capi di bestiame che oggi popolano il mondo a fini di macellazione è enorme, decisamente superiore agli 8 miliardi di persone sul pianeta.

Alcuni studi stimano che i polli destinati alla tavola rappresentino il 70% di tutti gli uccelli del pianeta. E non si va molto lontano nemmeno con i mammiferi: il 60% di loro è allevato per essere macellato o sfruttato per il latte.

In soldoni? Si ipotizza, a grandi linee, che nel mondo vengono uccisi a scopo alimentare 170 miliardi di animali ogni anno. 170 miliardi di animali che hanno bisogno di nutrimento per crescere. Un circolo vizioso, questo, facilmente visualizzabile.

Ognuno fa la propria scelta

A questo punto, è chiaro che la scelta vegetariana e vegana sia la più sostenibile in termini ecologici (e non solo etici, quindi: tutto un discorso a parte può essere fatto riguardo alle condizioni in cui il bestiame viene tenuto).

Ma non dobbiamo pensarla come a una rinuncia: togliere la carne (e i suoi derivati) non significa per forza dover ragionare per sottrazione. Siamo infatti abituati a pensare che essere vegetariani o vegani rappresenti una gabbia in cui mangiare solo insalata e tofu, ma non è così, e grazie ai ristoranti che propongono sempre più piatti variegati e veg, grazie ai social su cui si trovano ricette sfiziose e grazie alla scoperta di nuovi ingredienti naturali, è possibile sbizzarrirsi senza "rinunciare" a nulla!

E chi non riesce proprio a compiere una scelta vegetariana o vegana? Può cominciare diventando flexitariano. Perché il consumo di carne, ad oggi, è davvero insostenibile. Anche perché spesso si pensa che nel proprio piccolo non si consumi molta carne. Ma basta farci caso davvero, provando a tenerne traccia nel corso di una settimana: prosciutto, salumi, pollo, ragù... Non è solo la "classica bistecca". È tutto il resto.

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5 accessori indispensabili per la sicurezza e la protezione del bambino

Lunedì, 20 Giugno 2022 14:51

I bambini, sin dai loro primi mesi di vita, sono esposti a moltissimi rischi e la priorità per noi genitori deve sempre essere quella di proteggerli garantendo loro la massima sicurezza non solo fuori casa ma anche all’interno delle mura domestiche. I pericoli sono infatti parecchi ed è per tale motivo che esistono accessori e dispositivi dei quali non possiamo fare a meno. Vediamo insieme quali sono. 

#1 Baby monitor

Il baby monitor è senza dubbio fondamentale ed è consigliabile acquistarlo ancora prima che il piccolo venga al mondo, in modo da poterlo utilizzare sin dai suoi primi giorni di vita. Grazie a questo dispositivo infatti è possibile controllare il neonato anche se ci si trova in un’altra stanza: percepire eventuali suoi movimenti, rumori, sentire quando piange e via dicendo. Grazie al baby monitor, in sostanza, possiamo allontanarci momentaneamente dal piccolo una volta che lo abbiamo messo in sicurezza nel suo lettino ma tenerlo sempre sotto controllo per poter intervenire non appena ha bisogno di noi. Un baby monitor di qualità si può acquistare anche online, su FarmaOra dove sono presenti moltissimi altri accessori per la sicurezza dei bambini utilissimi per mettere i piccoli al riparo da qualsiasi pericolo.

#2 Copriprese

Un altro accessorio che possiamo considerare davvero indispensabile è il copripresa, da acquistare a partire dai 6 mesi di vita del piccolo. I bimbi infatti sono spesso dei veri e propri esploratori e quando ancora non sono in grado di camminare gattonano in giro per casa mettendo le manine praticamente ovunque. Le prese elettriche rappresentano in molti casi una vera e propria attrazione per i più piccoli, proprio perché si trovano alla loro portata ma costituiscono anche un grandissimo rischio. Per questo è sempre bene applicare dei copriprese, in modo da proteggere i bimbi dal pericolo di prendere la scossa.

#3 Paraspigoli

Se in casa sono presenti degli spigoli vivi, come ad esempio quelli del tavolino del soggiorno o del tavolo da pranzo, c’è un altro accessorio che risulta davvero utilissimo per proteggere i più piccoli. Si tratta del paraspigoli e nella maggior parte dei casi è realizzato in plastica morbida o silicone. Lo si riesce ad applicare senza grandi problemi, utilizzando l’adesivo, e se il bimbo dovesse urtare un mobile o un tavolino non si farebbe troppo male. 

#4 Blocca ante

Un ulteriore accessorio che possiamo considerare davvero utile per tutelare i più piccoli è il blocca ante. In commercio se ne trovano di varie tipologie e la sua funzione è quella di impedire ai bambini di aprire mobiletti e porte in autonomia. Come abbiamo accennato, i bimbi sono dei veri esploratori ed è dunque normale che abbiano la tentazione di curiosare all’interno dei cassetti, dei mobili e via dicendo. Potrebbero però farsi del male e trovare qualcosa di pericoloso, dunque è sempre meglio bloccare le ante. 

#5 Redinelle

Infine, un accessorio decisamente utile per quanto i bimbi iniziano a muovere i loro primi passi sono le redinelle, ossia le bretelle che permettono alla mamma di sostenerli e controllare i loro movimenti.

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Insolazione e colpo di sole, come prevenirli quando le temperature sono altissime

Lunedì, 20 Giugno 2022 08:39

Ormai è evidente: negli ultimi anni non solo gli inverni sono meno freddi, ma le estati sono eccessivamente calde. Non si tratta più solo di allarmi (o allarmismi, come li definiva qualcuno) e di avvertimenti: il cambiamento climatico è reale. È qui. E ha conseguenze dirette sulla salute dei bambini.

Al di là della sensibilizzazione sul tema (non possiamo più nasconderci: il nostro stile di vita va cambiato), è bene prendere qualche precauzione. Perché il caldo non è solo fastidioso o deleterio per il pianeta; è anche pericoloso per la salute. E anche se i classici servizi del telegionale alla bisogna assumere molti liquidi e non uscire nelle ore più calde ci fanno sorridere, è meglio prendere sul serio insolazioni e colpi di sole (da non confondere con i colpi di caldo, che sono ancor più devastanti e pericolosi). Soprattutto quando si parla di bambini (e anziani).

Cos'è l'insolazione

Chiamata anche colpo di sole, un'insolazione è la conseguenza dell'esposizione prolungata ai raggi UV e al caldo eccessivo, soprattutto quando questo è particolarmente umido. 

Il calore, infatti, aumenta la temperatura interna dell'organismo, mentre i raggi solari, con le loro radiazioni, provocano diversi disturbi come malessere generale, nausea, mal di testa...

Il colpo di sole diviene colpo di calore quando la temperatura interna corporea supera i 40 gradi. In questo caso la gravità della situazione è molto alta e c'è da chiamare i soccorsi.

Come prevenire i colpi di sole e di calore

L'idratazione è la prima, vera medicina preventiva contro le insolazioni, non c'è dubbio. Restare idratati è essenziale, ed è importante assicurarsi di bere molto (anche quando non si è abituati a farlo e quando non si sente lo stimolo). Per essere certi di non restare a corto di liquidi ci sono alcuni accorgimenti e trucchi; per esempio, in estate un'ottima abitudine è quella di insegnare ai bambini a bere sempre una bottiglia di acqua prima di andare a dormire (se non hanno problemi di pipì a letto) e una alla mattina, soprattutto quando la giornata successiva prevede molto tempo passato all'aperto, magari ai centri estivi o una gita di famiglia. Giocando e muovendosi sotto il sole, infatti, i bambini (come gli adulti) perdono moltissimi liquidi, ma partire con "il serbatoio pieno" è già un buon inizio.

Tenere sempre con sé una borraccia è un altro accorgimento: i bambini saranno stimolati dalla sua vista a bere di più. Soprattutto se la borraccia l'hanno scelta loro! Mai sottovalutare il potere dei Me contro Te, dei Paw Patrol o di altri personaggi disegnati sulla borraccia.

Per quanto riguarda l'abbigliamento, meglio scegliere tessuti naturali e traspiranti, e soprattutto chiari.

Infine, meglio scegliere sempre zone con tanta ombra e opportunamente ventilate, in modo da evitare il sole cocente (soprattutto nelle ore più calde nel bel mezzo della giornata).

Come curare l'insolazione

Purtroppo, anche prendendo le giuste precauzioni il caldo potrebbe comunque colpire. Te ne accorgerai perché i bimbi si mostreranno stanchi, affaticati e nervosi, meno coordinati del solito, anche se più agitati. In questo caso, meglio spostarsi subito all'ombra, bere altra acqua fresca ed eventualmente mangiare un frutto succoso e fresco, oppure un gelato, per abbassare la temperatura interna del corpo idratandolo allo stesso tempo.

Se accanto alla fatica i bambini sentono anche crampi, allora la disidratazione è ancor più forte e in questo caso dell'acqua addizionata con sali minerali non farà che bene (chiedendo consiglio al/alla farmacista).

Infine, se i bambini mostrano anche nausea e vomito, allora l'insolazione è a livelli molto alti. Anche in questo caso sarà necessario abbassare la temperatura corporea idratando l'organismo allo stesso tempo, chiamando il proprio medico e seguendo le sue indicazioni. Idem nel caso di giramenti di testa e svenimenti: chiamare la guardia medica o i soccorsi è necessario, perché in quel caso il colpo di sole è molto grave.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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