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I prematuri e i loro bisogni

Martedì, 23 Giugno 2015 11:26

"Ogni anno nel mondo vengono alla luce milioni di bambini che non hanno completato il loro sviluppo nella pancia della mamma. Molti "piccoli guerrieri" (così vengono chiamati, perché con grande forza lottano per la vita) riescono a sopravvivere. Altri purtroppo no.
Born too soon1 (letteralmente "Nato troppo presto"), un documento realizzato grazie al lavoro di 26 organizzazioni in 11 paesi e altre 40 a supporto — Save the Children, WHO, March of Dimes e The Partnership for maternal, newborn e child health, per nominarne alcune —, analizza paese per paese i dati relativi alle nascite premature nel mondo. Non è solamente un report, è una guida che contiene informazioni volte ad aiutare le famiglie toccate da nascite pre- termine.
Se diamo uno sguardo a questi dati, sono preoccupanti: a oggi, nel mondo, circa 15 milioni di bambini nascono prematuramente (prima delle 37 settimane) e questo numero è in crescita. La prematurità è la principale causa di mortalità infantile per i bambini sotto le 4 settimane e la seconda, dopo la polmonite, per i bambini sotto i 5 anni. Inoltre, per coloro che sopravvivono, vi è purtroppo un cre- scente rischio di disabilità.

Uno dei prossimi Millennium Development Goals (MDGs) definiti dalle Nazioni Unite è arrivare nel 2015 a una riduzione del tasso di mortalità infantile pari al 50%. Questo obiettivo non potrà essere raggiunto senza considerare anche una diminuzione delle nascite premature.

Gli specialisti coinvolti nella stesura del rapporto Born too soon sono convinti che si potrebbero ridurre di oltre tre quarti i decessi dei neonati prematuri nel mondo con cure non costose ed efficaci, anche in assenza di terapie intensive neonatali. Attenzione, tale dato va inserito in un contesto globale che deve essere tenuto in considerazione nell'analisi di questi numeri. Infattile differenze in termini di sopravvivenza tra le varie aree del mondo sono estreme: metà dei bambini nati a 24 settimane di gestazione sopravvivono in paesi ad alto reddito, mentre la metà dei bambini nati 2 mesi prima del termine della gravidanza continuano a morire nei paesi a basso sviluppo a causa della mancanza di cure basiche (es: ipotermia, malnutrizione generata da mancanza di supporto all'allattamento, infezioni, difficoltà respiratorie etc.).


"Comunemente il parto prematuro viene subito associato a servizi di assistenza intensivi e onerosi che sarebbero impegnativi per i paesi più poveri, ma un'intera gamma di servizi invece efficaci e non costosi sono disponibili e adatti a salvare gran parte di questi bambini" dichiara Carole Presern, ostetrica e direttrice della Partnership per la Salute Materno-Infantile che riunisce più di 400 organizzazioni in tutto il mondo che collaborano per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo n. 4 e 5: la sopravvivenza dei bambini e la salute delle donne.

In Italia che cosa succede? Sentiamo che cosa dice3 in proposito il Prof. Costantino Romagnoli, Presidente della SIN (Società Italiana di Neonatologia): "In Italia, nel 2012 sono nati 534.186 bambini, di questi il 7,2% sono prematuri, l'1% ha un peso inferiore a 1500 grammi ed il 6,2% tra 1500 e 2500 grammi. La frequenza del parto pretermine è aumentata negli ultimi anni e tende ancora ad aumentare".

Tornando al contesto internazionale, nel documento Born too soon vengono indicati in due macrocategorie gli interventi necessari per la riduzione delle nascite pretermine e mortalità associata: prevenzione e assistenza.
La prevenzione inizia con la cura e l'educazione della mamma prima, durante e dopo la gravidanza. L'assistenza deve essere efficace e garantita sia alla mamma sia al bambino immediatamente dopo la nascita.

Nella lista degli approcci raccomandati, finalizzati alla riduzione della mortalità infantile, tra i vari termini medici balza all'occhio un nome singolare: Kangaroo Mother Care, "metodo della mamma canguro". Quello che potrebbe sembrare il titolo di un libro di Italo Calvino è in realtà un efficacissimo strumento che può salvare nel mondo 450.000 vite l'anno!"

Tratto dal libro Lasciati Abbracciare di Licia Negri, Edito da Mental Fitness Publishing

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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Regali alla neomamma: i libri

Martedì, 23 Giugno 2015 11:22

Una mia cara amica ha partorito sabato e nonostante lavori nel settore della maternità da 6 anni e sia bis-mamma ci credete che sono in difficoltà? Si perchè quando devi fare un regalo a una neomamma anche se hai scritto due libri sulla maternità, sei insegnante di massaggio infantile etc... sei assalita dall'ansia da performance e dalla paura di fallire: pensa se proprio io che sono del settore le regalo una cosa che non sopporta. Allora ho deciso di fare un attimo chiarezza nella mia testa e fare una lista di possibili regali intelligenti, utili e natural da regalare alla mia amica. Ne sono usciti fuori 3 articoli: questo è il primo, dedicato al mondo dei libri. Come ho scritto nel MIO LIBRO "mamme pret a porter" sono molto  scettica in merito a "manuali" che insegnano alle donne a fare le madri ai loro figli: prendersi cura di un piccolo è qualcosa che viene da dentro, perchè noi abbiamo un istinto naturale di accudimento come tutti gli altri mammiferi, il problema è che è sommerso da tante, tantissime informazioni, cattivi consigli e vecchie tradizioni e da infinite insicurezze, aumentate da libri che "ti dicono come dei fare per far dormire tuo figlio nel suo lettino" e che spesso falliscono miseramente, incrementando appunto quel senso di inadeguatezza alla situazione. La mia seconda perplessità nel confronto del mondo della maternità a livello editoriale è che sono presenti sul mercato una infinità di prodotti che danno suggerimenti e propinano teorie non solo errate dal punto di vista scientifico, ma anche pericolose per la diade mamma-bambino: uno tra tutti "Fate la nanna" dello psicologo americano Estville: lui stesso in una intervista a El Pais ha dichiarato che la metologia di "Fate la nanna" non è corretta e idonea per i bambini al di sotto dei 3 anni di età, in quanto va contro i meccanismi fisiologici del sonno del bebè. Nonostante ciò, il business continua e in tutte le librerie si vende questo libro consigliato come "metodo infallibile per far dormire il bambino". 

Quindi partiamo dal libro DA NON REGALARE:

 

In primis non posso che consigliarvi il mio libro, "Mamme pret a porter, il primo anno insieme", edito da Mental Fitness Publishing, scritto con la dott.ssa Monica Contiero, psicologa e councellor della famiglia e con numerosi specialisti del settore materno infantile come il pediatra ospedaliero e omeopata Luca Roasio e le ostetriche Gabriella Di Gregorio e Eleonora Bernardini, la terapista della neuropsicomotricità Laura Caronni. Questo manuale pensato per noi mamme di oggi, senza metodi e promesse ma con consigli pratici e dati scientifici, nel rispetto delle esigenze di tutti i membri della famiglia.

 

"Il neonato e i suoi segreti" di Angela Dinoia.
Questo libro nasce dall'osservazione delle mamme e dei loro bambini durante la  lunga esperienza professionale sul campo dell'autrice. Vuole essere uno strumento utile e pratico per affrontare insieme i momenti di gioia e le fatiche delle prime settimane con il neonato. Non esistono "brave mamme" né "mamme inadeguate", ma semplicemente mamme. Troppe volte la nascita viene rappresentata come un momento unicamente idilliaco, ma in realtà i nuovi genitori, durante le prime settimane di vita del bambino, devono affrontare numerose prove e cambiamenti. Attraverso le pagine di questo libro asi affronta passo dopo passo le prime otto settimane di vita del neonato: il rientro a casa, l'interpretazione del pianto, il sonno, l'allattamento e tutti i cambiamenti che un bambino porta alla vita di coppia. Scopriremo insieme che tutto quello che sembra faticoso e difficile da interpretare può invece essere affrontato serenamente.

L'autrice Angela Dinoia vanta una lunga esperienza professionale come ostetrica ospedaliera, coltivata e approfondita negli anni, dopo aver conseguito la Laurea in Ostetricia.
È inoltre formatrice Unicef in allattamento al seno, con profonda esperienza nell'assistenza a mamma e neonato in tutti gli aspetti del post partum, compresi quelli legati alla puericultura naturale e alla rieducazione del pavimento pelvico.
Ha frequentato con successo la Scuola triennale presso l'Istituto di Ricerca e Terapie Energetiche di Milano e ha partecipato a numerosi seminari in Medicina Tradizionale Cinese.
Ha insegnato e insegna come docente a contratto nei Corsi di Medicina Energetica Cinese per ostetriche, disciplina che ha potuto approfondire anche grazie alla profonda passione per le loso e orientali, maturata nei numerosi viaggi fatti in Asia. Attualmente vive e lavora come ostetrica libera professionista a Milano.

"Lasciati abbracciare!" di Licia Negri.
Una cosa su tutte ci accomuna come genitori è il costante pensiero di far bene a chi amiamo di più, i nostri figli. È un attimo farsi abbagliare dalla chimera della ricetta perfetta, che per definizione non esiste. Esiste invece il prendersi cura, il dare il meglio di noi per le vite che abbiamo messo al mondo. Ognuno a proprio modo. Questo testo non è un manuale e non darà risposta a quesiti "fast food". Non indica come diventare un genitore perfetto, nè pontifica sul modo giusto per fare questo o quell'altro. Il libro ha un altro scopo, farvi conoscere e recuperare l'abitudine, semplice e antica, di prendersi cura dei propri figli: tenerli il più possibile vicino a voi, abbracciandoli anche grazie all'uso di supporti portabebè.

 

Giulia Mandrino

 

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Il concetto del continuum

Martedì, 23 Giugno 2015 11:14

Oggi parliamo del concetto del continuum e della donna che per la prima volta ne ha parlato, Jean Liedloff. Ci racconta la sua storia Licia Negri nel suo libro Lasciati Abbracciare, edito da Mental Fitness Publishing.

"Una donna coraggiosa, non convenzionale, illumi- nata. Il suo libro ha ispirato milioni di genitori che grazie alle sue parole hanno potuto conoscere un modello educativo diverso, apprendere dei suggeri- menti pratici per massimizzare il benessere del bambino e quindi godersi appieno la maternità (e la paternità). Non avendo purtroppo fatto in tempo ad ascoltarla in qualche convegno (è scomparsa nel 2011), ho letto il suo libro e ascoltato i suoi messaggi grazie alle interviste pubblicate su youtube.


Jean Liedloff nasce a New York nel 1926. Come per molte ragazze dell'alta borghesia di Manhattan, la sua vita era piena di possibilità; purtroppo fu però privata precocemente degli affetti. Già a 25 anni, dopo la scomparsa dell'adorata nonna, era in Europa, dove grazie a referenze dell'élite newyorkese poté viaggiare tra teste coronate, divi del cinema e high-society dell'epoca. Di intelligenza vivace, Jean Liedloff imparò da autodidatta diverse lingue, lavorò come modella per Vogue Francia e occasionalmente come traduttrice. Affascinata e desiderosa di conoscere il mondo, si accodò a diverse spedizioni per la ricerca di diamanti in Venezuela ("non certo per i diamanti"), dove passò più di due anni e mezzo fra le tribù aborigene.


Tornata a New York, la sua storia attirò molta attenzione (venne chiamata in vari programmi televisivi) soprattutto fra i cosiddetti intellettuali dell'epoca, che si chiedevano che cosa una donna non di certo acculturata (non aveva neanche un diplo- ma) potesse avere di così interessante da raccontare. Jean rispondeva, per nulla risentita, che il suo stato di ignoranza (accademica) permet- teva alla propria mente di rimanere libera, e quindi di poter osservare e imparare dalla cultura degli Indio senza condizionamenti. Durante quegli anni, diventò amica del direttore di Paris Review, che la inco- raggiò a scrivere un libro. Dalla diretta esperienza a contatto con due tribù, gli Yequana e gli Sanema, maturò una visione della natura uma- na decisamente illuminata... e nacque anche il suo libro-capolavoro: The continuum concept. Switch!

Finalmente la signora Liedloff non fu più additata come una vacua biondina con il capriccio dell'Amazzonia e iniziò ad essere reputata una stimata autrice, rispettata dal gotha culturale dell'epoca. Per gli amanti dei Beatles: persino il leggendario John Lennon dichiarò di trovare, leggendo le sue parole, un profondo conforto e intime veri- tà. The continuum concept è un trattato sulla natura umana che pone enfasi su quella primissima fase di vita del bambino che viene chiamata "in arms phase" (letteralmente, "fase tra le braccia" o, semplicemen- te, "in braccio"). Sorprende che questo periodo tanto importante nella vita di un essere umano sia stato compreso e descritto da una donna personalmente privata di quell'intima connessione con la madre che, quando viene vissuta, ha la capacità di rassicurare e trasmettere la sensazione di essere stati voluti e di meritarsi di stare al mondo. Attraverso il suo libro, Jean Liedloff ha incoraggiato milioni di mamme a seguire i chiari insegnamenti della Natura e fino alla fine dei suoi giorni ha supportato con consulenze migliaia di genitori.
Grazie, Jean."

Licia Negri, Lasciati Abbracciare, Mental Fitness Publishing

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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Portare i bambini nelle culture tradizionali

Martedì, 23 Giugno 2015 09:52

Il portare non è un'invenzione moderna. Grazie alla determinazione di molte mamme incuranti delle critiche e dei giudizi altrui, è stato riscoperto e ora si sta diffondendo sempre più. In molte culture, però, si porta da sempre, per esigenza, per comodità, per desiderio di vicinanza con il proprio bambino.

Timothy Taylor, docente di archeologia presso l'Università di Bradford, in Inghilterra, azzarda in un suo libro1 l'ipotesi (molto dibattuta) che i supporti per portare i bambini siano un'invenzione addirittura preistorica, da datarsi ben oltre i 2.000.000 di anni fa. Sarah Blaffer Hrdy, un'antropologa dalle idee molto nette su Madre Natura ("una signora dalle brutte abitudini"), ne colloca invece la loro prima apparizione decisamente più tardi, intorno a 50.000 anni fa, sostenendo che i portabebè siano stati determinanti nell'evoluzione umana: grazie alla loro invenzione le donne ebbero la possibilità di portare con sé nei campi i propri bambini senza dover stare a casa ad accudirli, potendo così coniugare lavoro e cura: condizione non possibile prima di allora. In particolare nei paesi più caldi, dove le morti infantili spesso sono causate da disidratazione, portare il bambino al lavoro era un ottimo rimedio: l'allattamento (su richiesta e molto frequente) garantiva al piccolo l'assunzione necessaria di liquidi per sopravvivere.
Tradizioni millenarie, quindi. Facendo un (grande) salto in avanti, nell'antico Egitto si trova testi- monianza dell'uso di portabebè: nel bassorilievo della foto qui accanto, del 700 circa a.C., una donna porta il suo bambino in una fascia e con una mano (uno dei vantaggi pratici del portare è che le mani sono libere!) afferra un frutto.

In questa immagine (datata 1920 circa) esposta al Neath Museum, in Gal- les, è ritratta una signora, tale Evelyn Hobbs, che porta il suo bambino avvol- to in uno scialle tradizionale. Nel museo viene spiegato che le donne por- tavano i bambini in questo modo per poter avere le mani libere per i lavori domestici o altre attività. Esattamente come avviene anche ai giorni nostri.

Gli artisti vietnamiti spesso raccontano, attraverso i dipinti, sprazzi di storia del loro travagliato paese. Nelle rappresentazioni della vita quotidiana, infatti, vi sono forti richiami alla guerra civile e al drammatico periodo di resistenza agli americani. Le donne in Vietnam, importanti e centrali nella storia del paese,lo sono anche nell'arte e vengono raffigurate fra i soldati, al lavoro e mentre accudiscono la casa, sempre con i loro bambini, spesso portati in fascia. Potete vedere di seguito una selezione di opere (o loro dettagli) realizzate tra il 1954 e il 1989, fotografate nei Musei di Hanoi e Ho Chi Minh City, l'antica Saigon.

Tratto da Licia Negri, Lasciati Abbracciare, Mental Fitness Publishing

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Come creare un kit del pronto soccorso con Weleda

Domenica, 08 Maggio 2016 04:59

Chi di voi mi segue sa che utilizzo Weleda ormai da molti anni, è davvero un'azienda eccezionale: oggi vi voglio parlare di come potete creare il vostro kit di pronto soccorso con i prodotti Weleda. E' un kit pensato per la famiglia adatto a grandi e bambini: alcuni prodotti sono sempre in borsa con me, altri li tengo nell'armadietto del pronto soccorso di casa.

Ecco come creare il likt del pronto soccorso con Weleda: i prodotti naturali e super efficaci da avere a portata di mano

Gel Calendula: questa pianta ha proprietà cicatrizzanti, lenitive e antisettiche. Weleda sfrutta queste proprietà e le unisce a un gel fresco che risulta un valido aiuto nel trattamento di irritazioni, arrossamenti e altri problemi cutanei. Calendula Gel dona alla pelle quella piacevole sensazione di sollievo in numerose situazione come il post-depilazione di parti sensibili e delicate. Nella mia esperienza è stata utilissima negli arrossamenti della pelle dei bambini, in particolare in estate quando il sudore favoriva l'insorgenza di piccole eruzioni cutanee. 

 

Urtica Gel: questo gel ha una composizione a base di Urtica Urens e Arnica Montana che dona sollievo immediato alla sensazione di prurito in caso di punture d'insetti, contatto da medusa e cause urticanti in genere. È un gel rinfrescante e lenitivo, adatto anche a riequilibrare la pelle arrossata dopo una prolungata esposizione al sole. Io lo uso anche come doposole per zone particolarmente delicate, come il collo e le spalle (da quando sono mamma date le ore trascorse seduda o in piedi con i bimbi, vado al mare e mi ritrovo abbronzata solo su collo e spalle, mentre le gambe sono sempre bianche).

Gel all'arnica: Gel non grasso che, applicato localmente, viene assorbito velocemente donando sollievo immediato. Adatto per gli sportivi che ne apprezzano anche il fresco profumo a base di olio essenziale di lavanda e rosmarino. Indicato in caso di contusioni e piccoli ematomi. Perfetto da tenere sempre in borsa subito dopo le cadute dei bambini. 

Collirio Visiodoron Malva®: spesso dopo la spiaggia sia io che i bimbi abbiamo gli occhietti arrossati, quindi utilizzo un collirio delicato come quello Weleda per lenire queste piccole alterazioni e sopratutto idratare. Lo ialuronato di sodio, grazie alle sue particolari caratteristiche, contribuisce alla ricostituzione del film lacrimale, lo stabilizza ed allevia i disturbi dovuti alla secchezza oculare. L'estratto di fiori di malva contiene mucillagini ad azione idratante ed altre sostanze vegetali, come ad esempio i flavonoidi, che contribuiscono a proteggere la cornea e la congiuntiva dalle cause esterne di irritazione.

Rhinodoron® spray nasale: ho iniziato a utilizzarlo quando Emma aveva un anno (lei è una grande, grandissima produttrice di muco da ottombre a marzo) come sostituto della classica soluzione fisiologica. E' davvero utile in caso di raffreddore non solo per me ma anche per i miei bimbi. E' una formulazione delicata a base di soluzione fisiologica e gel di Aloe vera, dalle proprietà idratanti, lenitive e rinfrescanti. Rhinodron Weleda è anche utile per proteggere la mucosa nasale in ambienti eccessivamente riscaldati e secchi; come terapia di supporto in caso di raffreddore o rinite allergica, lenisce la mucosa e favorisce il distacco delle croste ed è adatto anche per lattanti e bimbi piccoli. Non è usa e getta ma è comunque utilizzabile in tempi prolungati in quanto il sistema di erogazione impedisce al secreto nasale di entrare nel falcone e di alternarne il contenuto. È senza conservanti e senza gas propellente. Lo porto sempre al mare in quanto i miei bimbi, sopratutto Emma, dopo il primo giorno di mare iniziano a essere fisiologicamente raffreddati: e dico fisiologicamente perchè il mare come sappiamo ha la capacità di depurare l'organismo in particolare le vie aeree dai ristagni di muco. 

Olio Massaggi all'Arnica: non so il vostro, ma mio marito tutti gli anni in vacanza soffre di mal di schiena. Abituato alla vita d'ufficio quando si trova a dover badare a due cinghialotti come i miei figli inizia a percepire dolori praticamente ovunque, dalla schiena, al ginocchio etc... Ecco che allora chiede un massaggio e l'olio che utilizzo in queste

situazioni è quello all'Arnica della Weleda. Le proprietà dell'arnica sono numerose e spaziano da quelle antifiammatorie a quelle efficaci contro contusioni. In particolare questa sinergia Weleda lavora a livello muscolare, disinfiammando e riportando i tessuti al naturale equilibrio. Un altro utilizzo che ne faccio è sui bimbi quando lamentano fastidio o dolore alle articolazioni a causa di stanchezza, scatti di crescita ed eccessivo sforzo fisico: massaggio quindi i polpacci dalla caviglia verso il ginocchio alternando le mani, poi con i due pollici divido i muscoli gemelli (disegno una linea dal tallone al cavo popliteo che divide in due il polpaccio). 

Tintura madre di calendula: la Calendula in Tintura Madre Weleda è un prodotto perfetto per trattare le ferite superficiali di piccola estensione dopo averle disinfettate, ma anche in caso di  abrasioni, screpolature e punture di insetti. Non solo, noi la utilizziamo per fare gargarismi in caso di mal di gola e infiammazione delle alte vie con ottimi risultati. 

Per maggiori info visitate il sito www.weleda.it in particolare la sezione dedicata alla calendula, vero punto di forza del mondo Weleda. 

Giulia Mandrino

 

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Smoothie bowl proteica alla verdura e ai semi di chia

Dopo il mio primo articolo sulle smoothie bowl in molte mi avete scritto domandandomi se era possibile aggiungere nelle smoothie bowl delle verdure. La mia risposta è assolutamente si! Questa è una ricetta ricca di potassio grazie alle banane e alle zucchine, e con una grande base proteica data dal latte di mandorla, gli spinacini e i semi di chia!

Ecco allora come prepare questa buonissima ricetta: la smoothie bowl proteica alla verdura e ai semi di chia di mammapretaporter.it

Giulia Mandrino

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Il progetto A beautiful Body di Jade Beall

Giovedì, 18 Giugno 2015 17:00

Jade Beall è una fotografa americana che nel 2012 diventa mamma: oltre alle gioie immense della maternità Jade acquista anche 22 chili durante la gravidanza. "Dopo la nascita di mio figlio stavo entrando in depressione perché mi sentivo orribile e confusa – racconta la fotografa dell'Arizona sul suo sito – Mi sono trascinata nel mio studio e ho iniziato a fotografare il mio corpo ormai cambiato". Appena postate su Facebook le foto hanno fatto scalpore: c'era chi le riteneva offensive e sgradevoli, chi invece batteva le mani per ringraziarla "In tante credevano di avere un corpo poco attraente e rovinato". 

Jade decide di promuovere un progetto, A beautiful Body Proget, con l'obiettivo di immortalare la bellezza di corpi imperfetti come quello delle madri dopo il parto o di donne che combattono contro il cancro e a causa della chemioterapia hanno perso i capelli. E l'arte della fotografia in questo caso è vera e propria terapia per l'autostima, rafforzata anche dalla possibilità di condividere sentimenti e stereotipi con altre donne meravigliosamente imperfette.

Le foto di Jade Beall hanno fatto il giro del mondo e sono state raccolte in un libro, The bodies of mothers, e numerose fotografe in tutto il mondo stanno aderendo a questo progetto che è diventato di respiro internazionale: io non solo lo condivido ma spero nel mio piccolo di contribuire a far sì che le mamme si amino esattamente così come sono, con i loro stupendi corpi e che vedano i segni della gravidanza come impronte di amore e gioia. 

Giulia Mandrino

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Come accorgersi di alterazioni del pavimento pelvico dopo il parto

Giovedì, 18 Giugno 2015 14:44

Il parto rappresenta un evento altamente impegnativo per il pavimento pelvico. Durante il periodo espulsivo, le sue energiche fibre muscolari vengono allungate per consentire il passaggio della testa del bambino. I muscoli addominali, in sinergia con il pavimento pelvico, collaborano attivamente alla nascita. Nei giorni immediatamente successivi alla nascita la donna dovrebbe evitare di stare in piedi a lungo, di sollevare pesi, di fare sforzi fisici particolarmente  ntensi. Sarebbe opportuno che ogni mamma segnalasse all’ostetrica che si occupa di riabilitazione del pavimento pelvico ogni eventuale segnale di disfunzione perineale.

In particolare:

– senso di peso nella regione bassa della pelvi;

– incontinenza urinaria generica;

– incontinenza urinaria in seguito a sforzi (tosse, starnuto, sollevamento di un peso);

– incapacità o la grande difficoltà nel trattenere l’atto della minzione;

– incontinenza rispetto ai gas e/o alle feci;

– dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia).

Tenete presente che l’utile lavoro di recupero della muscolatura pelvica e di quella addominale va iniziato almeno 6-8 settimane dopo la nascita.

Angela Dinoia in Il neonato e i suoi segreti, Mental Fitness Publishing

 

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Il pavimento pelvico dopo il parto

Giovedì, 18 Giugno 2015 14:21

Il pavimento pelvico è una struttura formata da un insieme di muscoli, legamenti e fasce che rappresentano la base di sostegno degli organi pelvici.
Il pavimento pelvico ha una funzione sia di sostegno che di passaggio del bambino durante il parto e quindi deve essere, nello stesso tempo, sia tonico che elastico.

Sotto il profilo dell'evoluzione, il pavimento pelvico è una struttura che "recentemente" ha subito un cambiamento nel suo ruolo legato al passaggio dalla posizione in quadrupedia alla stazione eretta come bipedi. Passando in posizione verticale, infatti, il bacino si trova nella parte più bassa della cavità addominale ed è sottoposto al peso di tutti i visceri, alle variazioni della pressione intra-addominale e alla spinta verso il basso della forza di gravità.

Nell'esistenza della donna i fenomeni che maggiormente influenzano il pavimento pelvico sono:

– la gravidanza;
– il parto.

Durante questi eventi i muscoli che lo compongono vengono sottoposti a intense trazioni e forze di pressione. Anche la menopausa rappresenta un momento "difficile", per la diminuzione del tono e dell'elasticità dei muscoli perineali. Il pavimento pelvico permette l'atto della minzione (urinare), la defecazione e l'eliminazione dei gas intestinali, la vita sessuale.

Che cosa accade dopo il parto?

Un tempo, nelle società tradizionali, le donne rimanevano a riposo assoluto per almeno i primi 30-40 giorni successivi al parto. Allattavano stando sedute e stavano quasi sempre sdraiate: con questo "forzato riposo", senza che vi fosse nemmeno consapevolezza, il pavimento pelvico veniva sottoposto a uno scarso carico di lavoro. Ora invece sappiamo che le cose sono ben diverse. 

Oggi, invece, si chiede alla donna di essere subito efficiente, di occuparsi del bambino, della casa e di rimettersi in forma prima possibile: richiesta faticosa da esaudire non solo per la donna, ma anche per il suo pavimento pelvico!
Sottoponendo il perineo a un eccessivo carico immediatamente dopo la nascita si rischia di aumentare l'incidenza dei sintomi legati ad una condizione di alterazione del perineo, facilmente evitabili con il giusto periodo di riposo e con la ginnastica perineale.

Angela Dinoia in Il neonato e i suoi Segreti, Mental Fitness Publishing

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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Ricetta per il co-bagno del bebè

Dopo aver scoperto i benefici del co-bagno, ecco una ricetta meravigliosa per creare un bagno di armonia e benessere per voi e il vostro piccolo. Per risparmiare io vi consiglio sempre di fare l'acquisto dei prodotti con una vostra amica così da dividere le spese di questi. In realtà l'olio essenziale di lavanda lo potete usare in numerose ricette, dal semplice bagnetto diluito in olio o per creare un olio profumato per il massaggio infantile, al balsamo corpo per voi, diluito in acqua in caso di bruciori vaginali e nella ricetta dei repellenti anti zanzare.

 

 

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