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La floriterapia con i fiori californiani

Mercoledì, 27 Luglio 2016 11:27

Oltre ai fiori di Bach e a quelli australiani, c'è un altro tipo di floriterapia, che si basa sui medesimi principi filosofici e tecnici e che però prevede fiori colti in un'altra ben determinata zona: la California. Nello specifico, si tratta delle colture naturali della Sierra Nevada, ancora per lo più incontaminate e quindi molto più ricche di energia vitale rispetto ai campi coltivati dall'uomo.

Ecco la floriterapia con i fiori californiani: dalla Sierra Nevada il potere benefico del repertorio di floriterapia californiana

La prerogativa di questi fiori, come d'altronde di quelli che prevede la floriterapia australiana con i fiori della zona vergine del Bush, è il fatto di provenire da un territorio non ancora inquinato (o perlomeno abbastanza puro e non raggiunto dalla civilizzazione), fornendo così all'uomo una forza vitale ed un'energia impareggiabili.

Come tutti i filoni della floriterapia quella con i fiori californiani vuole essere per l'individuo un modo di risolvere i problemi fisici partendo dallo spirito, dalla mente, che grazie all'essenza delle piante possono purificarsi, liberarsi e riequilibrarsi per raggiungere una positività che investe poi direttamente anche il corpo.

Rispetto ai fiori di Bach, però, le varietà sono molte di più. Il dottor Edward Bach, infatti, ne selezionò trentotto. Qui parliamo di addirittura centotre specie floreali, ognuna dedicata ad uno specifico problema mentale e spirituale che può inficiare il buon funzionamento dell'organismo, esattamente come spiegato dalle scienze che indagano i problemi psicosomatici.

La cosa curiosa di questa floriterapia californiana è che i problemi a cui si riferiscono i fiori sono molto dettagliati, specifici e addirittura moderni e contemporanei. Un esempio? Rimedi contro le donne che rifiutano la propria femminilità (il giglio alpino), contro le radiazioni, contro la paura dell'affollamento metropolitano, contro la lingua troppo tagliente (la calendula). Tutti problemi, come anche quelli relativi ai disturbi dell'alimentazione come l'anoressia o la bulimia e come l'inquinamento, che al tempo del dottor Bach non erano ancora importanti o conosciuti, e che invece con i fiori californiani trovano un valido e alternativo rimedio.

Ma da dove viene la conoscenza attorno a questi fiori? Dobbiamo tornare indietro, alla fine degli anni Settanta, quando un gruppo di ricercatori con a caso Patricia Kaminski e Richard Kats, fondatori della FES (Flower Essence Society), iniziarono a studiare i fiori della loro terra per carpirne i benefici. Combinando la floriterapia con le scienze medico-olistiche, con la botanica e con la psicologia hanno osservato a fondo le piante e i fiori, l'ambiente circostante e i rapporti con i fiori, per giungere a definire esattamente quale fiore è adatto ad una particolare condizione.

La terapia è molto simile alle altre floriterapiche, e consiste cioè nell'assumere le gocce di essenze pure sulla lingua, due/quattro (a seconda dell'intensità desiderata e a seconda della prescrizione) per quattro volte al giorno, oppure delle sinergie. 

Solitamente i fiori californiani si trovano in commercio in stock bottle da dieci millilitri. La miscela si prepara quindi mescolando le essenze scelte (fino a cinque) in una boccetta in vetro con contagocce (da trenta millilitri). Dopo aver versato sul fondo due cucchiaini di brandy si aggiungono quindi due gocce per essenza, riempiendo poi la bottiglietta di acqua minerale naturale.

Come ogni volta quando si tratta di floriterapia, potete stare sicuri: non vi sono controindicazioni, non è tossica, non si incorre in effetti collaterali. Ecco perché i fiori possono essere mischiati, ed ecco perché la terapia è indicata e consigliata anche per i bambini!

Su questo sito trovate l'elenco dei fiori californiani: http://www.scienzenoetiche.it/holos/defusione/fiori_californiani.php

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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Cosa sono, come si scelgono e come di usano i Fiori di Bach

Mercoledì, 27 Luglio 2016 05:22

Cosa sono i fiori di Bach? Come si utilizzano? Quali sono i principi che li rendono efficaci, quando è possibile ricorrere a loro, quali sono le malattie che possono essere battute in maniera così naturale?
Le domande attorno ai fiori di Bach sono molte, anche per il loro essere un punto cardine delle terapie alternative e della naturopatia. Ecco allora una breve guida per voi che state pensando di iniziare ad utilizzarli, senza sapere ancora dove girarvi.

Un'introduzione ai fiori di Bach: cosa sono, come si scelgono e come si utilizzano i fiori di Bach

 

Cosa sono i Fiori di Bach

Innanzitutto, la terapia con i fiori di Bach si basa su un principio, che è quello di guarire il corpo attraverso (anche) la psiche: l’uomo può tornare a uno stato di benessere profondo se viene ricondotto al suo “progetto di vita”, ossia il percorso naturale che la persona è portata a compiere in questo mondo, come un fiore che sboccia. Che si impedisce al fiore di sbocciare ecco che compare sofferenza fisica e mentale.

I Fiori di Bach sono dei rimedi assolutamente e totalmente naturali, privi di effetti collaterali ed esenti da danni. Anche per questo oltre che sugli adulti, la floriterapia è particolarmente indicata nei bambini: bastano alcune informazioni basilari che vi daremo e una conoscenza profonda del bimbo per capire quali rimedi di Bach siano indicati per “far sbocciare il fiore” e quindi aiutarlo a crescere felice.

La terapia con i fiori di Bach prende il nome direttamente dal suo ideatore, il britannico dottor Edward Bach. Nacque nel 1886 e morì nel 1936, ma il suo metodo è ancora altamente attuale. La sua formazione prese avvio in seno alla medicina ufficiale, ma ben presto ne prese le distanze: dopo un primo periodo di pratica in ospedale, infatti, si rese conto che i suoi colleghi si concentravano troppo sulle malattie senza tenere in considerazione i benessere reale del paziente e la personalità del paziente, che, riteneva, aveva un ruolo molto più fondamentale di quello che si credesse.

La sua teoria trovò riscontro nella pratica, in maniera incredibilmente personale: gli fu infatti diagnosticato un cancro; gli dissero che avrebbe vissuto al massimo tre mesi. Ma lui non si perse d'animo, si buttò sugli studi e dopo qualche tempo si rese conto che la malattia era regredita e stabilizzata, confermandogli la sua teoria: che lo spirito, l'animo e la psiche giochino un ruolo di primo piano nella salute fisica di un individuo.
Negli anni successivi, quindi, lavorò presso un ospedale omeopatico, e subito dopo decise di dedicarsi completamente ai suoi studi: capì che per un medico è fondamentale conoscere la psiche e l'animo del paziente, prima che la patologia fisica, e si votò quindi alla ricerca di una terapia e di uno strumento terapeutico naturale che agisse sullo stato d'animo della persona trattata.

Giunse così anche a definire la sua filosofia, che si basa su una natura umana divisa in due parti: la prima è il Sé Superiore, e cioè quello immortale (per Bach l'umano è assolutamente religioso); la seconda è il Sé Terreno, quello della personalità costituita da uno stato fisico, mentale/psichico e spirituale.

Il Sè Superiore secondo Bach conosce il progetto di vita dell'individuo, che non è tanto il suo destino, quanto il percorso che ognuno dovrebbe compiere per crescere in perfezione (realizzando il sé in maniera completa e scegliendo anche la giusta professione, quella che si adatta alle proprie attitudini). Lo stato di perfezione, in ogni caso, lo si raggiunge anche conoscendo i propri vizi e limiti: l'uomo deve saperli superare e averne consapevolezza per trovare la sua armonia.

Secondo questo suo principio si giunge anche ad un pensiero didattico infantile molto interessante; e cioè quello secondo cui il bambino è già un individuo a sé stante, con una sua indole e una sua personalità. Pertanto genitori ed educatori dovrebbero ascoltare questa sua natura, cercando di veicolarla e indirizzarla senza spegnerla.

Tutto questo porta alla causa delle malattie. Secondo Bach, infatti, se un individuo fin da piccolo è spinto verso il completamento del sé senza intoppi e senza obblighi allora crescerà armonioso in corpo e spirito. Se, al contrario, l'uomo viene limitato, costretto e indirizzato scorrettamente, allora si attiva quel conflitto tra il Sé Superiore e la personalità terrena che crea la disarmonia psichica che alimenta le patologie.

In poche parole, quando c'è disequilibrio psichico, l'uomo sta male, perde la sua capacità combattiva e si lascia sopraffare dagli influssi nocivi. Pensate solo ai periodi tristi, di stress, di malumore e di tensione: non sono spesso accompagnati da malanni improvvisi? E, allo stesso modo, non vi sembra che quando state bene mentalmente, quando siete rilassati, le vostre difese immunitarie funzionino meglio?

Essere vulnerabili è una verità, e lo confermano anche i più recenti studi sui disturbi di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia: la mente è un organo fortissimo che agisce direttamente su tutto l'organismo!
Detto questo, se state pensando di ricorrere ai fiori di Bach per risolvere i problemi o per rasserenarvi, il consiglio è quello di rivolgervi ad un naturopata, che saprà indirizzarvi verso le essenze adatte alla vostra persona e procederà con la preparazione. Una preparazione che in realtà è davvero molto semplice, proprio come la natura di questo rimedio.

La semplicità sta racchiusa nel fatto che alla base delle miscele ci stanno proprio i fiori, e nessun composto chimico. Questi fiori (ognuno sarà indicato per un problema specifico) vengono colti, come da insegnamento del dottor Bach, di primo mattino, in una giornata serena e quando si presentano nel pieno della loro fioritura.

I metodi sono quindi due: il primo è la solarizzazione. In questo caso si tagliano i fiori e li si fa cadere dentro ad una ciotola piena d'acqua (non bisogna mai toccarli con le dita durante tutto il processo), facendo sì che tutti tocchino la superficie. Dopodiché si lascia questa bacinella al sole per tre/quattro ore, lasciando afflosciare e scolorire i fiori. In questo modo sarà pronta la tintura madre, che verrà poi versata in flaconcini scuri con contagocce in vetro mischiata con un quarto di brandy (per conservare il tutto, ma anche perché essendo un distillato della vita contiene già molte proprietà fitoterapiche).
Il secondo metodo è quello della bollitura: in una casseruola in ceramica riempita d'acqua si adagiano i fiori ed un rametto di circa 15 cm della stessa pianta. Si procede quindi con l'ebollizione del tutto (circa 30 minuti), si toglie la casseruola dal fuoco e la si lascia raffreddare con il coperchio. Alla fine basterà filtrare la tintura e inserirla nella boccetta come per la solarizzazione.

Come si scelgono

I rimedi di Bach si trovano nelle farmacie e nelle erboristerie in boccettine di vetro che appunto contengono il fiore. Come dicevamo, ogni fiore è indicato per un particolare disturbo. Per questo motivo spesso vengono miscelati tra loro, creando delle sinergie molto utili. Al massimo è consigliabile utilizzare 5 fiori in una miscela per non inviare segnali troppo confusi al corpo.
I fiori agiscono quindi su un determinato problema. Ma quali sono i disturbi e i fiori corrispondenti? Nel corso della sua vita il dottor Bach ne individuò 38: 38 fiori per 38 disturbi.

All'interno del nostro sito trovate numerose miscele di Fiori di Bach sia per bambini che per adulti. Per esempio:

- Fiori di Bach per rilassare il bambino

- Fiori di Bach per il post parto e l'allattamento

- Fiori di Bach per favorire il concepimento

- Fiori di Bach per una gravidanza serena

- Fiori di Bach per aumentare la pazienza di noi genitori

- Fiori di Bach per il rientro a lavoro della mamma 

Il dott. Bach ha poi creato lui stesso una miscela di fiori chiamata Soccorso, da utilizzare appunto in situazioni di emergenza. Qui trovate maggiori informazioni in merito.  

Come si usano

Le sinergie o i singoli fiori posso essere utilizzati secondo varie modalità. Quella più comune è la via sublinguale, quindi verranno versate 4 gocce sotto la lingue (le essenze agiscono tramite le mucose) per quattro volte al giorno. I momenti migliori sono dopo la colazione (e dopo essersi lavati i denti: è sempre bene avere la bocca pulita), dopo pranzo, nel pomeriggio e prima di coricarsi.

Ma per quanto tempo? Questo varia da persona a persona, da trattamento a trattamento. Generalmente si effettua un percorso di almeno 3 settimane, anche per avere dei risultati significativi e importanti è meglio prulungarlo a 3 mesi. Il bello è che, non avendo controindicazioni, si può proseguire per il tutto il tempo necessario. Ad esempio, se lo squilibrio è momentaneo e legato ad un periodo in particolare potrebbero bastare anche solo pochi giorni di trattamento (per esempio l'ansia prima dell'esame); al contrario, se lo squilibrio è più profondo, come per esempio la sensazione di non essere all'altezza delle situazioni, la paura degli esami, e una generale insicurezza ecco si potrebbe pensare a un percorso di un anno almeno, modificando la miscela a seconda dell'evoluzione.

Per quanto concerne i bambini invece ecco alcune indicazioni utili per la somministrazione dei Fiori di Bach.

 

Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.

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I 15 consigli di Maria Montessori per crescere bambini felici

Martedì, 26 Luglio 2016 09:06

Il metodo Montessori è probabilmente il più valido al mondo. Forse in Italia ancora lo si snobba, ma se in tutto il globo  gli istituti dedicati e ispirati alla pedagogista nostrana pullulano un motivo c'è. Il segreto è il suo mettere al centro di tutto il bambino, ma soprattutto a fare grande la sua didattica è il ruolo che ha l'indipendenza. Il bambino deve essere sempre aiutato a seguire le sue inclinazioni, a crescere secondo la sua natura, ma soprattutto a raggiungere il suo livello ideale per trovare la sua indipendenza, per saper stare al mondo e per saperlo fare con i suoi mezzi.

Insomma, Maria Montessori ha fatto moltissimo per aiutare genitori e insegnanti nella crescita e nell'educazione dei figli. Volete sapere quali sono i pensieri della sua filosofia, i suoi consigli da seguire?

Ecco i 15 consigli di Maria Montessori per crescere bambini felici: i suggerimenti da tenere sempre a mente  per aiutare i nostri figli nella loro armonica crescita

1. Prima di tutto, fate il possibile per farli sentire sicuri di sé: fidarsi di se stessi e delle proprie capacità e la base per l'autoaffermazione ma soprattutto per imparare a fidarsi di chi li circonda.

2. Fategli capire in ogni momento che le loro opinioni, i loro pensieri e le loro idee sono ben accette, degne di rispetto e importanti.

3. Non parlate mai, mai, mai male dei vostri figli, né con gli altri, né con voi stessi, né tantomeno con loro.

4. Non li sottovalutate mai e non fategli percepire questo sentimento: è un'arma potentissima che potrebbe farli sentire male, che potrebbe portare ad un sentimento di negatività verso la loro persona.

5. Al contrario, stimateli, amateli, integrateli, curateli e fateli sentire importanti e necessari alla famiglia e al gruppo: si sentiranno bene, e ciò oltre ad avere ripercussioni positive nei loro obiettivi sarà la base perfetta per instillare in loro un senso di amore nei confronti degli altri e del mondo.

6. Siate sempre un esempio per loro: i bambini imparano da ciò che li circonda, imitano gli adulti, quindi siate certi di dare loro il giusto esempio.

7. Ascoltate sempre, e rispondete quando hanno bisogno di una spiegazione, di un consiglio o di un commento.

8. Elogiateli regolarmente per i loro obiettivi positivi: daranno valore alle cose.

9. Se commettono errori, rispettateli comunque: impareranno a correggersi.

10. Non criticateli troppo: è così che si crescono figli che faranno del giudizio (e del pregiudizio!) nei confronti degli altri una loro prerogativa e un atteggiamento normale.

11. Non mostrate ostilità troppo e apertamente: un atteggiamento controproducente che insegnerà loro solo a litigare.

12. Mai, mai, mai ridicolizzare i vostri bambini: la timidezza è dietro l'angolo, così come l'autocritica per forza negativa.

13. Pensate sempre intensamente alla loro crescita, avendola sempre in mente, ogni giorno: date valore alle cose positive e allontanate quelle negative, per raggiungere l'educazione più armonica.

14. Siate certi che i figli si prendano sempre il meglio di voi, quindi rivolgetevi a loro sempre nel migliore dei modi possibili.

15. Siate sempre un supporto, siate disposti ad aiutarli, ma siate capaci di capire quando è ora di lasciarli arrangiare: l'indipendenza è saper fare da soli!

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Le bottiglie Montessori per imparare le scienze

Domenica, 24 Luglio 2016 05:54

A partire dall'anno di età i bimbi iniziano ad osservare ed esplorare il mondo, curiosi di tutto ciò che lo compone e delle relazioni tra uomini, animali e ambienti. Perché quindi non impegnarsi in un'attività che oltre a stimolare i sensi aiuta a prendere confidenza con la natura, con gli ambienti e con gli habitat?

Tutti abbiamo infatti in casa piccoli animaletti di plastica con cui bimbi e bimbe amano giocare, semplicemente toccandoli, sbattendoli e studiandoli prima e, quando un po' più grandi, impegnandoli in giochi di ruolo o altre diavolerie. Bene, prendetene qualcuno e grazie a qualche bottiglietta e un po' di fantasia potrete riciclarli per un'attività davvero fantastica!

Vi presentiamo le bottiglie sensoriali Montessori per imparare le scienze: il connubio perfetto tra la sensorialità e la didattica, tra il gioco e l'osservazione attraverso il mondo racchiuso in una palla

Lo stimolo sensoriale è davvero primario per la buona crescita del bambino: secondo Maria Montessori stimolare i cinque sensi significa dare al bambino la possibilità di esplorare e capire il mondo nel più completo dei modi, fornendogli strumenti utili per tutta la vita. Un gioco completo deve quindi divertire, ma allo stesso tempo stimolare vista, tatto, olfatto, gusto e udito (non necessariamente insieme, ma più l'attività è completa più sarà efficace).

E questo piccolo giochino sarà per i bambini una fonte inesauribile di stimoli! L'idea è molto semplice, e prevede la creazione di piccole palle trasparenti nelle quali si cerca di ricreare l'ambiente naturale nel quale vive un determinato animale (di quelli di plastica che il bambino possiede - meglio in coppia: uno piccolo piccolo e uno un pochino più grande).

Prendete ad esempio il maiale o la gallina. Infilate quelli piccoli piccoli in una bottiglietta trasparente di plastica (meglio se di forma tonda) e insieme ad essi mettete dentro al piccolo globo ciò che si può trovare in una fattoria: della terra, qualche chicco di granturco... Idem con l'ippopotamo, che vive sui fiumi: insieme a lui riempite la bottiglietta di acqua e sabbia. E il leone? Sarà circondato degli elementi della savana.

L'importante è ricreare in qualche modo l'ambiente, con i colori che lo contraddistinguono.

(foto 1 http://www.thekavanaughreport.com/2015/06/zoology-sensory-bottles-for-montessori.html)

Il bambino più piccolo si troverà così impegnato in un'attività che lo concentrerà e stimolerà moltissimo. Prenderà la bottiglietta, la osserverà, vedrà tutto ciò che singolarmente contiene, la scuoterà, la leccherà, la lancerà. Proprio come i suoi giocattoli preferiti. Ma questo è fatto apposta per stimolare i sensi: la vista attraverso i differenti elementi all'interno, il tatto delle dita sulla palla liscia e trasparente (di difficoltosa presa: sarà una sfida), l'udito dei piccoli oggetti che si scontrano nella palla producendo suoni diversi, lievi o forti; il gusto della palla leccata ed esplorata con la lingua.

(foto 2 http://www.thekavanaughreport.com/2015/06/zoology-sensory-bottles-for-montessori.html)

Ma il gioco non si ferma solo a quest'età: già perché appena i bimbi sono un po' più grandicelli (verso i 4-5-6 anni, diciamo, ma vedrete voi quando la loro curiosità e il loro interesse si svilupperà) le bottigliette si rivelano esercizio perfetto per la didattica dell'ambiente, della geografia, della zoologia e perfino delle lettere.

Gli animali in plastica un po' più grandi fanno quindi la loro comparsa ora: il primo esercizio può essere quello di abbinare ogni animale al suo habitat naturale.

Potete poi proporre al bambino lo studio di questo ambiente, attraverso l'osservazione specifica degli elementi che lo compongono e attraverso una conversazione tutti insieme. Quindi si faranno disegni da inserire dentro le bottigliette, oppure si andrà alla ricerca di materiali come per esempio la sabbia adatti all'ambiente deserto. 

Si passa poi alle lettere (esercizio di scrittura molto gratificante): potete preparare cartoncini su cui avete scritto il nome dell'habitat (savana, fattoria, steppa, foresta, spiaggia, fiume, bosco...) e abbinarli di palla in palla, studiando sia l'ambiente sia le lettere che compongono quella parola.

(foto 3 http://www.thekavanaughreport.com/2015/06/zoology-sensory-bottles-for-montessori.html)

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8 idee per una colazione super sana

Domenica, 24 Luglio 2016 04:43

Una colazione bilanciata come si deve, come d'altro canto dovrebbe essere per ogni pasto, dovrebbe avere un rapporto preciso tra carboidrati non raffinati (50%), grassi buoni (35%) e proteine (15%). Pensare però che questo equilibrio sia difficile da raggiungere, o comunque di difficoltosa preparazione, è sbagliato! Non limitiamoci quindi a mettere in tavola di prima mattina solo qualche biscotto con il tè o (peggio!) una merendina confezionata. Preparare a noi e ai nostri bambini una colazione semplice, sana e gustosa è davvero facile. Ecco come!

8 idee per una colazione super sana: gli alimenti e gli abbinamenti giusti per iniziare la giornata con il giusto piede

Innanzitutto, iniziate a scegliere sempre cibi non raffinati, integrali e soprattutto freschi: solo così vi garantirete i nutrienti più sani e gli amminoacidi necessari per la buona salute.

Dopodiché sbizzarritevi.

  • Iniziate con la frutta secca: essa è perfetta infatti per dare il giusto apporto di grassi sani e buoni e di minerali per rinforzare il sistema immunitario (i nostri bambini ne hanno quanto mai bisogno!). Sceglietene ogni mattina una differente varietà, quindi abbinatela con del pane tostato e del formaggio spalmabile, oppure con del formaggio vegetale. Noi abbiamo scelto Noberasco!
  • L'estate puntate poi sulla frutta fresca: oltre ad essercene moltissima di stagione, sarà l'ideale per la sua freschezza sul palato e per la leggerezza. Tagliatene qualche pezzo, magari di fragole o melone, e immergetelo in una bella tazza di yogurt, meglio greco, di capra o di soya (proteine e probiotici!).
  • Se siete abituati a mangiare marmellate, invece, sappiate che è meglio smettere: quelle non fatte in casa sono troppo piene di zuccheri raffinati e alla lunga sono deleterie. Provate quindi a sostituire la marmellata con della purea di frutta frullata da voi e allungata e zuccherata con del miele integrale o con dello sciroppo d'acero. Sarà buonissima spalmata sul pane integrale!
  • L'alternativa ideale, che coniuga l'idea di marmellata e la frutta secca e che fa impazzire tutti i bambini, è la colazione con le creme spalmabili, come quella di nocciole. Ovviamente non quelle da supermercato, nocive con i loro zuccheri e il loro olio di palma, ma quella fatta in casa. E' semplicissimo, sapete?. Anche questa potrete spalmarla su una fetta di pane integrale tostato, garantendo i grassi giusti, i carboidrati non raffinati e le proteine vegetali.
  • Conoscete il polline d'api? Forse no, ma sappiate che è un alleato importante della nostra salute, ricco di enzimi e vitamine e carico d'energia per tutta la giornata. Lo trovate nei negozi biologici e in erboristeria, ed è perfetto per la colazione: aggiungetelo ai frullati di frutta fresca, agli smoothies con i frutti preferiti dei bambini e agli estratti!
  • Anche il miele ha moltissimi benefici, e potete sempre usarlo come sostituto del dannoso zucchero, sempre scegliendolo integrale. Pane con il miele, acocmpagnato da una tazza di tè: è tutta vita!
  • I carboidrati buoni li si trova anche nei cereali grezzi, ricchi di antiossidanti, vitamine e minerali. Prendete i fiocchi di cereali, il riso soffiato integrale o il muesli biologico e pappateli accompagnati da una tazza di latte di soia caldo o freddo per prendere tutte le proteine di cui avete bisogno!
  • La ricotta, di mandorle, vaccina o di capra, è uno di quei formaggi dal sapore neutro che fanno da base per moltissimi piatti. L'avete mai abbinata ad altri alimenti a colazione? Per un risveglio dolce utilizzatela come base per spalmare la vostra purea di frutta sulle fette integrali, oppure insieme a delle uova strapazzate, sempre sul pane, per un equilibrio completo di tutto. Qui trovate la nostra ricetta, da preparare in 30 secondi. 

 

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Le attività Montessori da fare al mare

Sabato, 23 Luglio 2016 04:06

Tempo di vacanze, tempo di mare. Ma chi l'ha detto che proprio il mare e il sole e le conchiglie e l'oceano non possano essere occasione per imparare qualcosa? Anche se il sole è alto non è necessario mettere la didattica in ferie, soprattutto quando questa può essere tanto divertente quanto educativa!

L'importante è rispettare la natura: una volta finito il gioco, le conchiglie, la sabbia e i sassi vanno sempre restituiti alla spiaggia!

Ecco le attività Montessori da fare al mare: 9 proposte ispirate all'oceano e alle conchiglie per imparare e concentrarsi come insegna Maria Montessori

  • Quando mamma e papà mangiano le ostriche, non buttate i gusci! I gusci possono diventare infatti i piccoli contenitori nei quali suddividere le conchiglie trovate al mare per forma o colore, in un esercizio di classificazione che diventa anche occasione di allenare la presa: lasciate prendere e spostare le conchiglie con una bella pinza!

(foto 1 http://inspiredmontessori.blogspot.it/search/label/Ocean%20life)

  • Disegnando all'interno delle conchiglie delle piccole stelline colorate potrete realizzare un naturale e divertente memory (i colori delle stelle saranno in coppia, e i bambini dovranno scoprirle, memorizzarle e indovinarle proprio come nel classico memory). Un esercizio perfetto per la memoria, la concentrazione e la presa (le conchiglie da girare per le manine del bambino sono una sfida!). In questo caso si possono usare le conchiglie per capesanta che si trovano in commercio.

(foto 2 http://playinghouseinmaryland.blogspot.it/search/label/Beach)

  • Per i più piccoli a volte basta proprio questo esercizio di presa, per allenare la coordinazione occhio mano e la precisione: utilizzate le piccole palline colorate piene di punte di gomma (ricordano moltissimo i ricci di mare, no?), una pinza larga (cambiando la dimensione di volta in volta, andando sempre più verso le pinzette) e un vassoietto per muffin, dicendo ai bimbi di riempire ogni buco con un riccio.

(foto 3 http://playinghouseinmaryland.blogspot.it/2011/05/tot-trays-beach-theme.html)

  • E per stimolare la manualità fine un'altra attività super estiva divertirà i bambini: procuratevi una base tonda in polistirolo e tanti ombrellini da cocktail! Aprirli e infilarli nel polistirolo li impegnerà davvero moltissimo, e il risultato sarà super colorato.

(foto 4 http://countingcoconuts.blogspot.it/2010/08/beach-themed-activities.html)

  • Tra i tesori che i bimbi trovano in spiaggia ci sono i pezzetti di vetro colorato che gli anni, la sabbia e l'acqua del mare hanno reso satinati e smussati (non tagliano più, quindi sono innocui). Con un vassoio per posate potrete quindi ideare un'attività di classificazione per colore.

(foto 5 http://countingcoconuts.blogspot.it/2010/08/beach-themed-activities.html)

  • Le conchiglie diventano pretesto per imparare le grandezze. Iniziate con una classificazione semplice per “grande” e “piccolo”, per poi passare all'ordinazione dal più piccolo al più grosso e viceversa.

(foto 6 http://www.montessorinature.com/15-montessori-activities-for-preschoolers/)

  • In spiaggia, sulla spiaggia con un bastoncino, possiamo allenare la scrittura delle lettere dell'alfabeto. Prima con le dita, quindi con un bastoncino: i bambini impareranno pian piano l'alfabeto prendendo confidenza con la presa specifica della scrittura, divertendosi e sperimentando materiali e pattern curiosi.

(https://www.buzzfeed.com/mikespohr/guenstige-aktivitaeten-die-ihre-kinder?utm_term=.hdAK0A7O1x#.syoRo2wXVZ)

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8 idee per insalate di pesce estive

Venerdì, 22 Luglio 2016 07:18

Se siete seguaci della dieta mediterranea, o comunque onnivora e varia, saprete che variare spesso i cibi assunti è una prerogativa imprescindibile per la nostra salute. Poca carne è sempre meglio, ma se proprio non potete fare a meno dei derivati animali perché un paio di giorni a settimana non scegliete il pesce piuttosto che le carni rosse? Non serve organizzare grigliate o cucinare piatti elaborati e di difficile preparazione. Anche le insalate semplici e veloci sono un'ottima alternativa!

Ecco 8 idee per insalate di pesce estive: il modo più semplice e veloce per inserire il pesce nella vostra dieta, integrandolo con le verdure di stagione

- Semplicissima, basta togliere il salmone affumicato dalla busta, tagliare a pezzetti un avocado maturo e unire i due ingredienti ad un'insalata verde a vostra scelta, magari che comprenda qualche gustosa foglia di rucola. Condite poi con salsa di soia e sesamo per un gusto deciso e davvero irresistibile.

(foto 1 http://blog.seasonwithspice.com/2015/07/homemade-japanese-ponzu-sauce-recipe.html)

- Sempre il salmone, ma stavolta grigliato. Grigliate un bel trancio in una padella antiaderente con un filo d'olio, quindi utilizzatelo come ingrediente per un'insalata mista con pomodorini, cipolle rosse a rondelle, feta e olive, condita con olio, sale e limone e completata con una spolverata di timo!

(foto 2 http://www.cookingclassy.com/2015/06/greek-salmon-salad/)

- Se nella vostra famiglia si va pazzi per i gamberi, cucinatene dieci in una padella (basta scaldarli per pochissimi minuti, pelandoli successivamente), quindi tagliateli a pezzetti. Intanto tagliate a dadini tre gambi di sedano e una cipolla. Unite tutto e condite con un mix di olio, sale, pepe e un pizzico di senape (di quella già pronta, meglio se delicata).

(foto 3 http://www.latinmeetslagniappe.com/southern-shrimp-salad/)

- I gamberi sono buonissimi anche se coniugati nel senso della cucina orientale: grigliatene qualcuno, quindi create un piatto nel quale tutti gli ingredienti sono divisi in compartimenti. Carote alla julienne, zucchine, insalatina, germogli di soia, ma soprattutto una porzione di noodles (cotti e poi fatti raffreddare). Condite poi tutto a vostro piacimento (meglio con qualche spezia per aumentare l'effetto "oriente"), mischiando gli ingredienti o spizzicando di sezione in sezione.

(foto 4 http://www.recipetineats.com/vietnamese-shrimp-prawn-noodle-salad/)

- La semplicità in un'insalatona di legumi che è tipicamente mediterranea: quella di fagioli e tonno. Basta mischiare in una ciotola i vostri ingredienti (i fagioli in scatola - della varietà che preferite, ma i borlotti e i cannellini sono i migliori! - e il tonno sotto'olio, aggiungendo del porro tagliato fine) e condire con olio, limone, sale e pepe.

(foto 5 http://www.budgetbytes.com/2012/10/tuna-white-bean-salad/)

- Insalata di polpo? Eccovela! Prendete un polpo bello ciccione e cuocetelo in pentola a pressione, lasciandolo poi riposare in acqua calda a cottura ultimata e rimuovendo quindi la pelle attorno ai tentacoli. Dopodiché tagliatelo a tocchetti e conditelo con olio, limone, sale, poco aglio tritato, prezzemolo e una spruzzata di pepe.

(foto 6 http://blog.giallozafferano.it/lifferia/insalata-di-polpo/)

- Se al polpo aggiungete poi le patate, il piatto sarà davvero completo. Cuocetelo come scritto sopra, quindi aggiungete nella ciotola cinque patate lesse tagliate a tocchetti e condite con un trito di prezzemolo, olio, aglio, sale e una punta di senape.

(foto 7 http://ricette.giallozafferano.it/Insalata-tiepida-di-polpo-e-patate.html)

- Se siete fan del pesce crudo, a questa insalata non potrete resistere. Si tratta di una combinazione di tonno freschissimo tagliato a cubetti, avocado a fette, mango a tocchetti, insalata e semi di sesamo (bianchi e neri), il tutto condito semplicemente con un po' di salsa di soia, che aggiunge il giusto salato a ingredienti abbastanza dolci.

(foto 8 http://www.foodiecrush.com/poke-tuna-and-mango-salad/)

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Un giro di carillon...

Giovedì, 21 Luglio 2016 14:17

Quando ero incinta della mia prima figlia, ho incontrato molti genitori seguaci del terrorismo psicologico. Spiego. Trattasi di quei genitori che appena scoprono che aspetti un bimbo, si sentono in dovere di metterti in guardia su come la tua vita cambierà in maniera drastica. La frase principe che ti senti dire è “dormi adesso perché poi…poi vedrai…”………………..e buttano una manciata di puntini di sospensione. O ancora “uh poi vedrai quando metterà i denti…allora si che saranno dolori…”………………e via n’altra manciata di puntini di sospensione, effetto panico. E vanno avanti “mamma mia, preparati quando andrà al nido…si ammalerà ogni due giorni…vedrai vedrai…”…………….. E tu nella tua mente immagini sto ragazzino che sta per nascere come un alieno che arriverà a devastare la tua esistenza. Poi ragioni un po’ e pensi “ma no, non è possibile, i bimbi non sono tutti uguali, mica l’esperienza di un genitore deve per forza essere la mia”. Partorisci, e scopri che il terrorismo psicologico che hai subìto (che è poi lo stesso che io faccio a voi…deh ih ih oh oh……………..) e che ti aveva prospettato l’apocalisse, non si avvera. O almeno questo è quello che credi. La mia prima figlia ha sempre dormito (ovviamente, come tutti i neonati, a scaglioni, ma dormiva), a 9 mesi aveva già quasi tutti i denti, messi senza alcuna sofferenza (un pò di febbre per i molari e stop), svezzata senza difficoltà accettando ogni alimento che le proponevo, a 10 mesi camminava, a 20 inserita al nido (un pò di pianti, strazianti più per me che per lei sicuramente, ma nulla di non risolvibile), malattie nella norma, ma solo il primo anno di asilo, e nulla più. Una bambina sicuramente vivace, che non stava mai ferma, una lingua taglia e cuci logorroica come pochi, signorina tu mi stufi, puntigliosa come tutte le donne. Adesso ha quasi sette anni e mi manda in bestia ogni 3,5 secondi, ma con l’amore materno, la comprensione e le minacce di farle sparire giochi tv tablet bici e roller, più o meno mi ascolta. ☺

Quando sono rimasta incinta la seconda volta, ricordo che una sera mio marito mentre sonnecchiavamo sul divano, mi fa “pensa se Ele era quella tranquilla, e questo magari è quello tremendo”….e pure lui ridacchia e lascia sti puntini di sospensione. Fatto. Il mio cervello si attiva in ottocento collegamenti neuronali e cerca di ricordare com’è stato tirar su la prima…sicuramente non troppo doloroso…certo non stava mai mai mai ferma durante il giorno…si vabbè però dai era buona…oddio quel capriccio dentro al centro commerciale quando si è buttata per terra…però ha smesso subito…e in effetti ti rendi conto che con la prima, non t’ha detto proprio zella…e forse….forse….lui…oddio….no…non può essere….sarà buonissimo….dolce dolce….SBEM! Un calcio allo stomaco, come a dire “ma che cazzo stai a dì a ma’!”…e poi devo essermi addormentata perché non ricordo più nulla. 

Il 20 gennaio 2014 nasce…un nanetto troppo bello…una palletta, che si rannicchiava in braccio a me tipo Popples! Appena l’ho visto ho pensato subito che sarebbe stato il mio ometto stupendo e buono. E infatti, non ci avevo capito un cazzo. A un giorno di vita mi è quasi caduto dal letto mentre lo cambiavo, cioè questo cosino di 50 cm scarsi era una specie di anguilla. E così ho capito che le capriole che faceva in pancia 24 ore su 24, non avrebbe certo smesso di farle adesso che aveva tutto questo spazio a disposizione. Appena nato si è attaccato alla mia tetta come se non ci fosse un domani, mangiava con lo sguardo di uno che sa che a breve arriverà la fine del mondo. Faceva un male boia! I primi tre minuti di ogni poppata (moltiplicato per ogni tetta) sciorinavo parolacce in italiano, in sardo e in romano, una babele di scurrilità che se poco poco mio figlio le ha incamerate nei cassettini della memoria, appena saprà parlare dovrò tremare. E siccome soffriva di reflusso, spesso dopo averlo allattato per un’ora lo tiravo su e rivomitava tutto. Quindi gli davo l’altra tetta, via per un’altra ora e poi rivomitava di nuovo. Una meraviglia, sono quelle esperienze che scaldano il cuore e che ti fanno capire che quella tua amica che ha deciso che non avrà bambini e che adesso sta trombando chissà dove con chissà chi, non è poi così scema come credevi. 

Lo svezzamento di Samu? Un incubo! Il cucchiaio non era contemplato nel suo DNA. Sin dal primo boccone di frutta omogeneizzata, sputata ovviamente addosso a me, ha deciso che mi avrebbe reso il lavoro impossibile. Ha pianto per mesi ad ogni pappa, dolce o salata che fosse. E tutti intorno a me dispensavano consigli, non mancando mai di sottolineare “certo però è strano che non la vuole”….ma sei sicura che è buona?”. Oh si è buooooona!!! Una cacchetta verde di crema di tapioca stemperata in un brodo di patata carota spinaci e nulla, senza sale, con un liofilizzato di carne di ornitorinco, olio e parmigiano, non può che essere deeeeliziosa, sublime, degna di Master Chef! Ma che cazzo di domande fate? È ovvio che è ‘na merda, ma se la deve magnà perché se non ha denti nun lo posso portà da Giggi er buiaccaro a sfonnasse de trippa! Ma lui non mangiava, sputava, e io mi ingegnavo a preparare mille brodini diversi, trecento tipi di carboidrati, dalle creme alle minestre, con o senza carne o pesce…e tutto finiva dentro al secchio. Così per un tempo lunghissimo, fino quando ha iniziato a fargli schifo il latte e allora ha capito che forse la pappa era meno peggio. Ma Dio sa se ho dovuto tribolare e non cedere. 

Perché Samu è così, dolce come il miele con i suoi occhi da cerbiatto, ma quando era in fila da nostro Signore per ritirare la sua “mission in terra”, ha deciso che tra “inventare l’auto che va a scorregge” e “trasformare mia madre in una larva umana” la seconda era più facilmente attuabile. Minimo sforzo, massimo rendimento. E ci si è messo d’impegno.

Perché oltre ad avermi fatto tribolare per il cibo, per il reflusso, per le coliche, per la dentizione…Samuele non ha dormito una notte filata per i primi 19 mesi della sua vita. Esatto, 19 lunghissimi mesi in cui il sonno diurno e notturno di mio figlio durava esattamente un giro di carillon. Per un po’ ho anche frequentato i “non dormienti anonimi”…ciao sono cinzia e non dormo da 6 mesi… Lo mettevo a nanna, a volte dopo averlo allattato, o dopo averlo dondolato sulla carrozzina, oppure da più grandicello dopo una tequila. Accendevo il carillon e la musica di Bach riempiva la cameretta. 20 minuti circa di sinfonia, al termine della quale lui si svegliava. Fine. E io andavo a rassicurarlo, riaccendevo il carillon, si riassopiva, uscivo dalla stanza, altri 20 minuti e taaaac, di nuovo sveglio. Era capace di andare avanti così anche tutta la notte, e non pensiate che non abbiamo provato a eliminare sto maledetto carillon. Abbiamo pensato forse è meglio senza musica, canto io, o ballo se serve, o mugugno, imito le onde del mare, il verso dei gabbiani, l’acqua di una cascata che scroscia, qualunque cosa. Nulla. Non serviva a niente. Samu dormiva per 20 massimo 30 minuti e poi fine, a posto, rigenerato, rifocillato di sonno come se avesse dormito i mesi, tipo orso in letargo. E se da piccolo era facile fregarlo semplicemente tenendo la stanza al buio e convincendolo che era notte (sebbene fossero le 9 del mattino) per cercare di non dormire un altro pò…crescendo la tecnica ha smesso di funzionare. Lo scorso anno in questo periodo eravamo ancora in un delirio di stanchezza e di mancanza di sonno cronica, e lui dopo aver non dormito per tutta la notte, ore 7 del mattino era sveglio a reclamare cibo e cartoni animati. 

E io pensavo “non ce la posso fare, non sopravviverò, meglio fare testamento…”…incrociavo lo sguardo di mio marito e gli bisbigliavo “non ridere sai! È solo colpa tua! Potevamo andare al cinema per il nostro anniversario!!!”…

Ma poi ad un certo punto una mattina ti svegli, tutta rintontita, e ti rendi conto che hai sognato…hai fatto un sogno, strano per carità, dove una rana rossa ti inseguiva perché non avevi pagato la bolletta del telefono, ma HAI SOGNATO! Il che significa che sei entrata nella fase REM! Non è possibile! Non riesci a crederci! Guardi l’orologio, un quarto alle 8…ti stropicci la faccia, tendi l’orecchio alla cameretta…silenzio…e allora salti giù dal letto, e la prima cosa che fai è andare a vedere se respira…e si, respira. Ed è stupendo mentre dorme, col sederotto all’insù, un ciuccio in bocca e uno nella manina…e pensi “forse ce l’ho fatta…magari è un caso, ma magari continuerà a dormire…”…e tra alti e bassi, piano piano, il sonno si fa più regolare, a volte qualche risveglio, a volte nessuno. E niente, capisci che sta crescendo…che forse il peggio è passato…sei entrata nella lista delle mamme che escono vincitrici…e adesso è tutto in discesa…più o meno. Come dice mio marito, “se non famo cazzate tra n’annetto ne semo venuti fori!” ☺☺☺

Cinzia Derosas

www.pazzamentemamma.com

https://www.facebook.com/PazzamenteMamma-625010254346819/

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E’ più figo chiamarlo WHO!

Giovedì, 21 Luglio 2016 13:49

Noi operatori sanitari citiamo moltissimo le fonti OMS...ma di cosa si tratta davvero?

"L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS, o World Health Organization, WHO in inglese), agenzia speciale dell'ONU per la salute, è stata fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra.

L'obiettivo dell'OMS, così come precisato nella relativa costituzione, è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità." testo tratto da WIKIPEDIA.ORG

Beh che dire...massimo rispetto!

Ovviamente un ente come questo ha raccolto così molti dati da creare studi scientifici anche sul mondo maternità...gravidanza, nascita ed allattamento.

La promozione dell'allattamento materno è considerato da UNICEF un DIRITTO e inserito nella convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il latte materno deve essere la PRIMA scelta.

In questo articolo mi voglio soffermare su una questione per me fondamentale:

I DIECI PASSI UNICEF_OMS, ovvero un decalogo che gli ospedali devono rispettare rigorosamente per essere definiti "ospedale amico dei bambini" (baby friendly hospital initiative_ BFHI nata negli anni novanta per promuovere l'allattamento materno). Www.unicef.it/doc/150/dieci-passi-per-allattamento-al-seno.htm

In Italia oggi ne contiamo SOLO 25!VENTICINQUE!

NESSUNO A MILANO E PROVINCIA (fonte unicef.it)

Vi chiedo di andare a leggere!

Certo, certo, molti ospedali stanno lavorando per ottenere questo riconoscimento, ma di fatto non sono ancora inseriti nella lista ufficiale.

E poi ci stupiamo se falliscono così tanti allattamenti materni? io sinceramente no! un allattamento materno fallito NON è un fallimento della mamma...ma il fallimento di una società NON CAPACE di sostenere la neomamma in questo impegnativo, stancante e a volte difficile momento della vita.

Manca proprio alla base l'aiuto alle donne, sempre più sole, la corretta informazione e la possibilità di essere incoraggiata ad allattare, a partire proprio dai primi giorni di vita del neonato, giorni fondamentali per avviare l'allattamento materno!

Ostetrica Daniela Pergola

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Il vostro bambino non è "difficile", ma fortissimo

Giovedì, 21 Luglio 2016 13:22

Gli ultimi anni sembrano segnati dalla tendenza a etichettare bambini vivaci, un pochino più "difficili" da gestire,, attivi e forti come iperattivi, arroganti, maleducati. Spesso le diagnosi sono affrettate, basate su criteri generici forse troppo leggeri. E molte volte, quindi, rischiamo di confondere la forza dei nostri bambini con tendenze troppo negative.

Il vostro bambino non è "difficile", ma fortissimo: come utilizzare gentilezza e rispetto per indirizzare la spavalderia dei figli nella maniera corretta

Per capire quanto perversa sia la nostra percezione, proviamo solo a pensare come vengano definite le stesse qualità quando una persona è bambina e quando è adulta. Se un adulto è determinato, il bambino è testardo; se un adulto è incisivo, il bambino è spavaldo; se un adulto è autoritario, il bambino è prepotente.

Certo, l'educazione sta sempre al primo posto, ma siamo sicuri di non esagerare? Queste caratteristiche dei bambini "difficili" sono certamente qualità che da grandi li renderanno persone di successo, professionalmente e personalmente! Basta solo indirizzare il tutto con la giusta modalità.

La giusta modalità, però, non è quella solita che ormai si tende ad utilizzare, e cioè forzare l'obbedienza, spegnere il loro spirito troppo vivace e soffocare le loro idee.

Non neghiamo che possa essere difficile vivere con bambini troppo vivaci o sicuri di sé. Di che bambini parliamo? Di quelli super creativi e intelligenti, appassionati di ciò che fanno, concentrati sugli obiettivi, curiosi e pieni di perché, precisini; di quelli che imparano facendo e sperimentando, che urlano per farsi ascoltare, che non amano i cambiamenti, che sono davvero sensibili e che sono super indipendenti.

Non fatevi intimidire, e non pensate che siano strani o difficili. E non provate nemmeno a cambiarli!

Voi genitori dovete trovare il giusto equilibrio tra il mettere regole e lasciare il vostro bambino libero di diventare chi è realmente. 

Siate calmi, presenti, incoraggianti, anche quando di mezzo ci sono regole e limiti. Siate un esempio per loro: i bambini così forti e indipendenti tendono a identificarsi con i genitori, a studiarli e a imitarli, quindi cercate di essere sempre comprensivi e decisi nelle vostre scelte, anche quando lo educate.

Questa tendenza a studiare i genitori e le figure autoritarie spesso potrebbe portare ad un atteggiamento di sfida dei bambini nei vostri confronti. È normale: stanno testando i limiti, i confini, quindi non prendete il momento come se fosse un'occasione per esercitare il vostro potere, ma rispondete piuttosto con gentilezza e rispetto, con dialogo e confronto.

Non dovete vedere la loro prepotenza o il loro essere spavaldi come una sfida personale a voi genitori, o come un insulto, come maleducazione fine a se stessa. Prendetela come occasione di crescita. Ascoltate più in profondità quello che vi stanno dicendo, leggete dietro alle righe e distaccatevi un attimo dalla vostra visione: pensate sempre che i bimbi hanno un loro mondo, un loro ragionamento e una loro idea, e piuttosto che ammazzarla ragionate insieme a loro su come vogliono comportarsi, su qual è il problema, su qual è il comportamento adatto.

Ma sopratutto evitate sempre le punizioni: attraverso la punizione il bambino percepisce una "responsabilità" molto più grande di ciò che è realmente. Sente di essere sbagliato, piuttosto che avere sbagliato. E così si innesta una catena di comportamenti a cui è difficile porre un freno. Anche qui allora il ragionamento è sempre la chiave! La prossima volta vi fiderete di lui, finché la lezione non sarà assimilata e finché lui non avrà trovato il modo di far funzionare le cose non tanto secondo precetti definiti, ma secondo la sua personalità e il suo essere.

Il segreto alla fine è una famiglia che coopera, che rispetta ogni individuo, che ascolta l'altro, grande o piccolo che sia, senza avere la presunzione di pensare che qualcuno sia più intelligente di altri, più legittimato al potere o più degno di rispetto!

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