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Come riconoscere una situazione di bullismo a scuola

Martedì, 03 Luglio 2018 09:15

Esistono poche cose insidiose e pericolose come il bullismo. Perché per quanto se ne parli (per fortuna!) riconoscerlo è difficilissimo e viverlo è devastante. Affrontare una situazione di bullismo è molto delicato. È come camminare su una labilissima lastra di ghiaccio pronta a spezzarsi in ogni momento. Non ci sono soluzioni univoche o definitive e da genitori, di una vittima o di un bullo, è sempre difficile capire come comportarsi.

Certamente il primo passo è riconoscere la situazione di bullismo. Ma riconoscere il bullismo non è per niente semplice. Ciò che dobbiamo fare, quando i nostri figli non si aprono con noi (perché per loro è molto, molto faticoso, comprensibilmente), è cercare di osservare i piccoli dettagli e leggere i segnali.

Come riconoscere una situazione di bullismo a scuola: capire che è in atto una situazione di bullismo è il primo passo per combatterlo e risolvere la situazione

In primo luogo dobbiamo capire bene cos’è il bullismo, perché per quanto se ne parli è ancora difficile definirlo, soprattutto quando la situazione la si vive dall’interno. Per bullismo (e cyberbullismo, dato che oggi purtroppo la rete ha allargato il raggio d’azione di questa tragedia) si intendono le situazioni di prevaricazione, sopruso e provocazione che un bambino, ragazzo o adolescente mette in altro contro un altro bambino o ragazzo. Si instaura tra loro un rapporto di vittima/bullo nel quale il bullo mette la vittima in situazioni nelle quali la espone, la offende e la tratta male (fisicamente o psicologicamente) ripetutamente nel tempo.

Queste azioni (non si tratta mai di un singolo atto limitato) possono essere dirette o indirette, ovvero possono essere attacchi diretti ed espliciti (soprattutto fisici e verbali) oppure manipolazioni e azioni che mettono la vittima in una situazione di isolamento. In questo caso il bullo attraverso una serie di azioni danneggia le relazioni del ragazzo vittima di bullismo, isolandolo, escludendolo e mettendolo al centro di pettegolezzi e calunnie. Questa seconda modalità oggigiorno si sta diffondendo sempre più, proprio a causa dei social e della tecnologia (e cioè il cyberbullismo).

Solitamente i protagonisti (vittime e bulli) sono bambini o ragazzi in età scolare che frequentano la stessa scuola o lo stesso gruppo di amicizie. Per parlare di bullismo le azioni offensive devono essere intenzionali, persistenti nel tempo e in situazione di squilibrio. Questo significa che c’è sempre una persona che agisce e una che subisce, senza la possibilità di difendersi (perché più debole, intimorita o bloccata).

Come dicevamo è molto difficile affrontare questa situazione poiché non vi è una soluzione univoca per tutti, poiché ogni ragazzo è una persona a se stante, con le sue reazioni e le sue particolarità. Non vi è quindi un modo unico per supportare e aiutare una vittima di bullismo così come non vi è un’unica modalità per affrontare un figlio che mette in atto azioni di bullismo nei confronti di altri. Dietro c’è sempre un motivo differente in base alla situazione da cui proviene il ragazzo.

Il primo passo, come dicevamo, è riconoscere le situazioni di bullismo, soprattutto quando ci troviamo di fronte alla vittima. Nostro figlio è vittima di bullismo? Difficile saperlo se non è lui stesso a parlarcene, ma possiamo fare attenzione ad alcuni campanelli di allarme.

Innanzitutto possiamo fare attenzione agli oggetti. I vestiti sgualciti eccessivamente quando torna da scuola, i libri rovinati, gli astucci rotti…

Naturalmente poi si passa a fare attenzione (senza invadere troppo, in modo che il bambino non si senta minacciato) al fisico. Vi sono lividi, scottature, ferite, graffi o tagli di cui non dà una spiegazione plausibile?

Un altro campanello di allarme è il fatto di non invitare mai o quasi mai gli amici o i coetanei a casa (o, viceversa, andare da loro per giocare o studiare) e quindi l’impressione che si stia isolando.

Per quanto riguarda i social network, facciamo attenzione a come li usano: controllare eccessivamente il proprio profilo è sintomo di paura che qualcosa stia accadendo o, al contrario, smettere di punto in bianco di utilizzare internet dovrebbe farci pensare che qualcosa non vada.

Ci sono poi la paura di andare a scuola, all’oratorio, al campo sportivo o al parco (i luoghi nei quali era abituato ad andare, anche da solo), i mal di stomaco improvvisi quando si tratta di andare a scuola, gli sbalzi d’umore, un calo di rendimento a scuola improvviso… Oppure le richieste di denaro ai genitori.

E per capire che invece è proprio nostro figlio ad essere il bullo? L’aggressività (in casa e con gli amici) è una caratteristica comune, ma per riconoscere che ci troviamo proprio in una situazione di bullismo possiamo fare una somma di vari campanelli: il basso rendimento a scuola, la difficoltà a riconoscere l’autorità degli adulti, voti bassi in condotta. Solitamente ha un gruppo che lo supporta, di cui è il leader. E poi c’è il possedimento di oggetti a noi sconosciuti, che non abbiamo comprato, o di soldi che noi non gli avevamo dato.

E per quanto riguarda la personalità, solitamente il bullo è un ragazzo bisognoso di attenzioni, che nel momento in cui fallisce in un campo della sua vita (lo sport, ma più spesso la scuola) cerca di prevaricare gli altri per mettersi una sorta di corazza.

Giulia Mandrino

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15 attività STEM e 5 libri per i nostri bambini

Martedì, 03 Luglio 2018 07:39

“STEM” significa materie scientifiche. Ma soprattutto significa materie scientifiche per tutti, maschi e femmine, piccoli e grandi, senza discriminazione. Ve ne abbiamo già parlato molte volte (come qui e qui), ma ora vogliamo proporvi qualche attività più concreta per introdurre i vostri bambini e bambine alle materie tecnologiche, per spronarli fin da subito a seguire la propria inclinazione accademica (se questa è la loro passione!).

15 attività STEM e 5 libri per i nostri bambini: i giochi, gli esperimenti e le letture per avvicinare i bambini alla matematica, alla scienza e alla tecnologia

Per studiare il colore delle foglie, che affascina sempre moltissimo i bambini, possiamo provare questo semplicissimo esperimento. Raccogliamo qualche foglia e muniamoci di barattoli, acqua e fogli di carta bianchi. Immergiamo le foglie in acqua, una per barattolo, e immergiamoci insieme anche una striscia ottenuta con i fogli (agganciandola al bordo per non farla scivolare in acqua). Pian piano la foglia cambierà colore, diventando sempre più gialla come in autunno, e il colore si trasferirà al foglio! Possiamo quindi parlare di colori ma anche di acqua come conduttore.

(https://teachbesideme.com/autumn-nature-why-leaves-change-color/)

Prendiamo dei mini marshmellow e degli stuzzicadenti: ci serviranno per studiare le forme solide, perché sono perfetti per costruire solidi geometrici di tutti i tipi!

(https://teachbesideme.com/marshmallow-toothpick-geometry-cards/)

Disegniamo dei piccoli razzi e prendiamo delle cannucce. Incolliamo poi sul retro dei razzi dei pezzetti di carta in forma di cappuccio, in modo che si infilino sulle cannucce. Soffiando faremo saltare i nostri razzi!

(https://buggyandbuddy.com/straw-rockets-with-free-rocket-template/)

E perché non costruire in casa il proprio abaco per studiare i numeri, le decine e le unità? Bastano degli stecchi per ghiaccioli, degli stuzzicadenti lunghi e delle perline. Gli stecchi serviranno da struttura per tenere alzati gli stuzzicadenti (utilizziamo la vinavil!) e le perline saranno le nostre unità e decine.

(https://it.pinterest.com/pin/287597126180730307/)

Per studiare la forza della spinta divertentissima è la barchetta con la spugna. Servono una spugna, un cilindro in plastica e un palloncino. Tagliamo al centro la spugna, facendo un cerchio nel quale si infili perfettamente il tubo. Infiliamo il tubo e all’estremità infiliamo il palloncino. Gonfiamo quest’ultimo soffiando attraverso il tubo, quindi appoggiamo la barchetta in spugna in acqua e lasciamo che navighi come un motoscafo!

(https://blog.pianetadonna.it/nonsoloriciclo/amp/18-modi-alternativi-per-utilizzare-i-palloncini-la-14-idea-e-davvero-geniale/)

Riprendiamo i nostri stecchi dei ghiaccioli: serviranno per costruire una bellissima catapulta. Bastano questi e degli elastici e, come in foto, possiamo costruire una catapulta con la quale lanciare perline e marshmallow sfruttando il principio della leva.

(https://littlebinsforlittlehands.com/popsicle-stick-catapult-kids-stem-activity/)

Con pochi elementi possiamo anche costruire la nostra prima mano robotica! Ritagliamo su un cartoncino una mano. Prendiamo poi delle cannucce strette, delle forbici, dello scotch e dei fili. Tagliamo in tanti pezzetti le cannucce e appoggiamole sulla mano a imitare, a grandi linee, le nostre ossa e giunture. Per ogni dito facciamo passare nelle corrispondenti cannucce un filo e incolliamo le cannucce sulla mano di carta. Alla fine i fili rimarranno sulla base. Tirandone ognuno la mano si muoverà proprio come una mano vera!

(http://www.instructables.com/id/Robotic-Hand-Science-Project/)

Avete un cartone da imballaggio che vi avanza? Costruiamo una pista per biglie! Basterà incollare tanti stecchetti dei ghiaccioli in maniera irregolare e, sul fondo, dei bicchieri. I bambini poi inclineranno la pista e faranno partire le loro biglie, osservando come si comportano a seconda della partenza!

(https://frugalfun4boys.com/2016/06/23/turn-cardboard-box-epic-marble-run/)

Bimbi e bimbe appassionate di computer? Sappiamo che i primi insegnamenti riguardano il codice binario. Perché allora non creare una collana o un braccialetto con il proprio nome in codice binario? Basta seguire questo schema…

(https://bycommonconsent.com/2014/10/19/activity-day-girls-craft-idea-binary-code-necklace/)

E riprodurre il proprio nome con le perline di due colori.

(https://www.mamasmiles.com/stem-fun-for-kids/)

Per studiare l’ossidazione c’è un esperimento semplice ma che affascina molto i bambini: come capire se un oggetto fa la ruggine? Immergendolo in acqua e osservando, nei giorni, come si comporta. Colorerà il bicchiere di rosso o no?

(https://teachbesideme.com/oxidation-rust-experiment/)

Stupendo è l’esperimento della grafite come conduttore di elettricità: su un foglio disegniamo con una matita in grafite una bella macchinina (bella spessa). Le due estremità dovranno però essere “staccate”. Da una parte incolliamo una lampadina a led, facendo sì che i due fili siano appoggiati bene sulla grafite. Appoggiando poi una batteria all’altra estremità la lampadina si illuminerà.

 

(https://www.kiwico.com/diy/Science-Projects-for-Kids/3/project/Graphite-Circuit/2667)

Con le Lego, poi, possiamo costruire moltissimi oggetti tecnologici. Ad esempio un compasso…

(https://frugalfun4boys.com/2016/12/19/lego-building-challenge-paper-machines/)

Oppure un attrezzo per pressare la carta e renderla dentellata!

(https://frugalfun4boys.com/2016/12/19/lego-building-challenge-paper-machines/)

Per rendere la scienza una sfida possiamo poi organizzare una gara d’architettura: con ciò che si trova in casa, chi riuscirà a costruire un ponte che resista davvero al passaggio di alcune macchinine? Sembra semplice, ma non lo è, ed è il primo approccio all’architettura e all’ingegneria.

(http://jdaniel4smom.com/2016/08/stem-activity-build-bridge-everyday-items.html)

Infine un esperimento che non passa mai di moda, che diverte i bambini e che permette di studiare e approfondire la rifrazione della luce: disegniamo tanti soggetti e riempiamo un bicchiere di acqua. Guardando i disegni attraverso il bicchiere cambieranno direzione, saranno speculari, e in base all’altezza da cui osserviamo si deformeranno!

(https://gosciencegirls.com/refraction-light-glass-water-play-steam-kids/)

E per quanto riguarda le letture?

Vi avevamo già consigliato la nuova collana dedicata alle materie STEM della casa editrice Il Castoro. Bellissimo è “Girls who code, impara il coding e cambia il mondo” di Reshma Saujani, per introdurre le bambine alle materie STEM, ma deliziosa è anche la nuova collana di narrativa partita con “Un’amicizia in codice”, dedicata sempre al coding dal punto di vista delle ragazze.

Da Erickson ecco “Hello Ruby, avventure nel mondo del coding”, per imparare i concetti base del coding e metterli subito in pratica in maniera divertente. Sempre di Erickson è “La cosa più grandiosa”, storia di una bambina che decide di costruire la cosa più grande e bella del mondo. Per farlo naturalmente avrà bisogno di tutto il suo ingegno e delle sue idee meccaniche!

E per fare appassionare tutti i bambini alla matematica facendo capire loro che questa materia apparentemente ostica sa essere anche magica ecco “Il mago dei numeri”, per giocare con i numeri e l’aritmetica e scoprire la bellezza che ci sta dietro.

Giulia Mandrino

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Metodi naturali per stimolare il piacere

Lunedì, 02 Luglio 2018 09:44

L’orgasmo dovrebbe essere un diritto. E non dobbiamo vergognarci a cercarlo, perché il nostro corpo è fatto anche per questo e perché l’appagamento sessuale si ripercuote in maniera iper positiva sulla qualità della vita (e, viceversa, quando vi è frustrazione il benessere ne risente). Spesso però è difficile e una delle cause principali del nostro allontanamento dall’orgasmo (quando non in presenza di particolari condizioni fisiche) è lo stress.

Lo stress può essere legato tanto alle difficoltà quotidiane e al nervosismo in casa e sul lavoro quanto al piacere stesso. Ovvero: come in un circolo vizioso più pensiamo al nostro orgasmo e più si allontana, poiché stressato dall’ansia da prestazione e dal timore di non raggiungerlo.

Come fare quindi per aumentare il piacere e stimolare l’orgasmo? Ci sono parecchi metodi naturali che fanno al caso nostro e ora ve li sveliamo!

Metodi naturali per stimolare il piacere: come raggiungere l’orgasmo attraverso metodi naturali, alleviando lo stress e incrementando il piacere

Innanzitutto partiamo da un presupposto: i metodi naturali più efficaci per raggiungere l’orgasmo e aumentare il piacere sono prima di tutto mentali. Spesso le difficoltà, come accennato, partono dalla nostra testa e cercare di svuotarla dai pensieri negativi è il primo passo per migliorare la nostra vita, in generale ma anche e soprattutto sessuale.

La meditazione e lo yoga, quindi, sono un’ottima scelta. Attraverso la meditazione possiamo scendere più in profondità nel nostro io, concentrandoci sul nostro corpo e sulla respirazione per arrivare al nostro ego più profondo. Conoscendoci meglio avremo più controllo del nostro organismo e dei nostri pensieri, indirizzandoli verso la serenità di cui abbiamo bisogno.

Lo yoga, diversamente dalla meditazione, si concentra molto sulla mente ma stimola moltissimo anche il corpo in maniera molto fisica. Essendo una pratica che esiste da centinaia di anni nelle culture orientali, lo yoga è stato studiato anche per quanto riguarda i benefici sessuali e in effetti esistono moltissime posizioni che stimolano determinati punti del corpo finalizzati al piacere. In generale, comunque, è bene praticare lo yoga settimanalmente (se non quotidianamente): attraverso la dolcezza dei suoi movimenti ha benefici incredibili sulla sessualità, poiché rilassa tantissimo i muscoli, li tonifica, ci fortifica, ma soprattutto stimola i muscoli del pavimento pelvico responsabili del piacere e dell’orgasmo. E in più ci rende molto ma molto più elastici!

Anche attraverso la dieta, tuttavia, possiamo migliorare la nostra vita sessuale. In generale adottare una alimentazione sana è fondamentale per stare bene, ma pochi sanno che anche la vita sessuale risente in meglio delle scelte sane in fatto di dieta. Privilegiando verdura, frutta e grassi buoni diamo molta più energia sana al nostro corpo e affiancando l’attività fisica (che stimola anche le endorfine, gli ormoni del benessere mentale e fisico) il nostro corpo sarà molto più efficiente. E un corpo in generale più efficiente è capace di rilassarsi e raggiungere il piacere in maniera molto più semplice.

Ci sono poi piccole regole e certi segreti più specifici quando si parla di relazione tra cibo e sesso. È vero, infatti, che ci sono alimenti afrodisiaci, e cioè che stimolano il piacere e il desiderio sessuale (come le ostriche o il cioccolato), ma non tutti sanno che un alleato potentissimo del piacere sono le spezie. Queste, infatti, hanno la capacità di aumentare l’afflusso di sangue nei genitali, che stimola l’eccitazione e ci permette di raggiungere con più facilità l’orgasmo. Tra le più efficaci? La cannella.

Anche alcune erbe, poi, sono conosciute da sempre per la loro capacità di aumentare il desiderio sessuale e le prestazioni. Possiamo consumarle in tisane ed infusi oppure ricorrere a degli integratori che troviamo in erboristeria. Ad esempio, il ginseng è molto adatto poiché è un vasodilatatore che negli uomini migliora l’erezione e nelle donne stimola il piacere. Ci sono poi l’eurycoma longifolia (o longjack), una radice che aumenta la libido e che riequilibra gli ormoni (un equilibrio ormonale è fondamentale per l’appagamento sessuale), e l’asparagus racemosus, o shatavari, che migliora la vitalità femminile e aumenta la voglia sessuale.

Giulia Mandrino

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La Bønsmoen Primary School in Norvegia, colorata e funzionale

Venerdì, 29 Giugno 2018 13:14

Parliamo sempre di come le scuole dovrebbero essere funzionali, pensate per integrare l’esterno con l’interno, spaziose e naturali. Naturali nel senso dei materiali, in modo da ricreare un ambiente leggero ed arioso, proprio come insegnava Maria Montessori.


Ma è possibile costruire una scuola che sia coloratissima e allo stesso tempo naturale? Sì, e l’hanno fatto in Norvegia gli architetti dello studio Fortunen.

La Bønsmoen Primary School in Norvegia, colorata e funzionale: la scuola ristrutturata dallo studio Fortunen è un esempio di come i materiali naturali si sposino bene con i colori

Spesso associamo gli oggetti colorati per l’infanzia con la plastica e l’eccesso di stimolo. È vero, perché siamo abituati a giocattoli moderni super plasticosi e “sparati”. Ma questa scuola di Eidsvoll, in Norvegia, vi stupirà, perché è davvero bellissima e naturale ma soprattutto coloratissima (ed è anche per questo che i bambini la amano!).

La La Bønsmoen Primary School in Norvegia era un edificio degli anni Sessanta che pochi anni fa è stato ampliato e da abitazione privata è diventato una bellissima scuola. Gli spazi sono bellissimi, ampi e di largo respiro, e tutta la struttura si integra alla perfezione con l’ambiente verde circostante, che può essere sfruttato in ogni stagione dai bambini per uscire a giocare e fare lezione.

Ci sono diverse altezze e diversi volumi che creano un gioco visivo interessantissimo nel quale muoversi. All’interno di questa grande struttura gli architetti hanno quindi creato vari spazi funzionali e pensati ad hoc per l’infanzia (ma non solo: all’interno non ci sono solo i bambini delle elementari ma anche quelli più grandi, fino ai 12 anni, così come dei ricercatori).

Essendoci ragazzi di diverse età, ogni area è definita da un colore particolare che troviamo all’ingresso e che si ripete all’interno. Ognuno ha dunque la sua area, che si ricongiunge poi nelle aree comuni quali la cucina, gli spazi per i gruppi di lavoro, i laboratori e l’auditorium.

Tutto è giocato sui materiali naturali (c’è molto legno), ma soprattutto sul colore, caratteristica scelta dagli architetti per un motivo ben preciso: sono convinti, infatti, che un uso del colore attivo (attivo perché questi spazi sono utilizzati attivamente dai ragazzi) stimoli moltissimo la coscienza di sé così come la mente e l’umore. Il movimento degli spazi, poi, stimola l’apprendimento (non c’è piattezza noiosa) e i bambini sono stimolati a incuriosirsi, a muoversi, a scalare, a giocare… E i colori ti guidano attivamente mentre cammini nell’edificio.

Il tutto, quindi, gioca tanto sulla mente quanto sul fisico, importantissimo nei bambini. Anche le aree lettura, ad esempio, sono deliziose, fatte apposta per coprire il bisogno primario dei bambini ai nascondigli intimi e da arrampicare ogni qualvolta se ne senta la necessità.

Ultimo motivo che ha spinto gli architetti a puntare sui colori? Noi lo diamo per scontato, ma in Norvegia non è così: c’è moltissimo bisogno di colore, poiché per quattro o cinque mesi all’anno solitamente il paesaggio è coperto di neve. Tutto è grigio, molto scuro (anche per i differenti orari di alba e tramonto), e in mezzo a tutto questo grigio e a questo bianco la scuola diventa un’oasi perfetta per i bambini!

(Photo credit: studio Fortunen)

Giulia Mandrino

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Con Wanderlust il triathlon dedicato al benessere!

Venerdì, 29 Giugno 2018 08:33

Martedì 26 giugno ho avuto il piacere (come avrete visto nelle mie stories su Instagram!) di partecipare ad un evento organizzato da Wanderlust Italia a Milano. In questa occasione è stato presentato il Mindful Triathlon che avrà luogo il prossimo autunno in tre città italiane, al quale parteciperò senza alcun dubbio! Perché? Perché è l’unico triathlon al mondo dedicato al benessere e non alla competizione!

Con Wanderlust il triathlon dedicato al benessere: a settembre Milano, Firenze e Roma ospiteranno il Mindful Triathlon, con corsa, yoga e meditazione

Innanzitutto, cosa significa Wanderlust? È una parola che ci piace moltissimo perché vuol dire, letteralmente, la “voglia di viaggiare”, essendo una parola composta da “wander” (girovagare) e “lust” (desiderio).

Wanderlust 108 ha una missione che condividiamo in pieno: attraverso i suoi corsi e i suoi eventi vuole aiutare l’individuo nel suo percorso verso il benessere, un benessere personale che diventa naturalmente benessere della società, grazie anche alla costruzione di una community capace di raggiungere la consapevolezza di sé attraverso pratiche come lo yoga e la meditazione. Cosa c’entra tutto questo con il Triathlon? C’entra moltissimo, se questo Triathlon si presenta come qualcosa di assolutamente innovativo e diverso da ciò che abbiamo in mente.

L’evento era organizzato da Wanderlust Italia con il sostegno di Adidas, azienda da sempre impegnata nella diffusione dello sport come strumento di benessere fisico e mentale della persona che riesce a tirare fuori il meglio di noi. Adidas, durante il triathlon di settembre di cui vi parlerò tra un attimo, sarà presente in questo senso con una attività coinvolgente per tutti per guidare i partecipanti nella coltivazione della migliore versione di se stessi e proponendo i capi esclusivi della collezione adidas x Wanderlust, realizzata in materiale riciclato proveniente dai rifiuti di plastica che invadono i nostri oceani.

Durante la giornata ho effettuato uno splendido massaggio mani testando i prodotti del marchio svedese Barnängen (che propone una skin care quotidiana davvero speciale, bilanciata al punto giusto per trovare un nuovo equilibrio per la nostra pelle); ho fatto colazione con i prodotti Ambrosiae (azienda che amo da matti perché crea cibi deliziosi e sani combinando raw food e super alimenti, biologici e vegetali); e con uno special trainer ho avuto il piacere di effettuare una sessione di meditazione guidata fatta apposta per allenarci per l’evento Wanderlust di settembre.

Già, perché il meraviglioso triathlon di Wanderlust non prevederà i soliti corsa+bici+nuoto. No! Sarà bellissimo perché insieme potremo completare un percorso di 5 km (correndo o camminando), seguito da 90 minuti di yoga (con una lezione ad alto livello di energia) e di meditazione guidata di gruppo.

Per Wanderlust la priorità è trovare il proprio nord, il nostro vero “io”. E questo triathlon del benessere a differenza del triathlon tradizionale vuole puntare proprio a questo, discostandosi dalla classica competitività che contraddistingue queste gare. Qui abbiamo corsa, meditazione e yoga, e in tutti e tre i casi l’obiettivo non tanto è battere l’avversario, quanto fare un passetto in più nel cammino del nostro benessere, che deve rimanere sempre il vero obiettivo.

Ma quando e dove si terrà questo Mindful Triathlon (al quale tutti possono partecipare)? Possiamo scegliere tra Milano (il 16 settembre 2018, presso il Parco di CityLife), Firenze (il 23 settembre, al Parco delle Cascine) e Roma (il 30 settembre, nel Parco di Villa Ada).

Durante le giornate oltre a questa maratona del benessere tutti potranno godere anche della musica dal vivo e dei dj set, dei venditori artigianali, del cibo salutare e delle mille opportunità proposte da Wanderlust durante la giornata. E conoscete Johanna Maggy di mothersspell.com? Johanna è una Wanderlust Ambassador e sarà tra gli ospiti speciali che terranno speeches legati al miglioramento della persona e al raggiungimento di uno stile di vita sano, consapevole e sostenibile. In occasione del Mindful Triathlon terrà un workshop intitolato “Glowing through food”, “risplendere attraverso il cibo”.

Per iscriversi ad uno dei tre eventi di settembre organizzati da Wanderlust Italia basta visitare la pagina dedicata sul loro sito!

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Cogliere le opportunità, per non litigare e godersi la coppia

Giovedì, 28 Giugno 2018 14:17

Si parla spesso di “scendere a compromessi”. Ma, a volte, è proprio questa parola a provocare frustrazioni e ad aggiungere benzina sul fuoco delle discussioni e delle insoddisfazioni. Essere parte di una coppia significa certamente scendere a compromessi, ma la chiave della felicità e dell’armonia sta nel come affrontiamo questi compromessi. In altre parole? Interessiamoci agli interessi dell’altro e cerchiamo di trovare un equilibrio armonioso.

Cogliere le opportunità, per non litigare e godersi la coppia: scendere a compromessi deve significare interessarsi davvero dell’altro, altrimenti il litigio è sempre dietro l’angolo

Capita spesso di alzare gli occhi o di accettare di fare quella cosa che proprio non sopportiamo solo per fare piacere al partner. Che si tratti di una partita di calcio in tivù o di una passeggiata (troppo lunga e tortuosa per i nostri gusti!) in famiglia, basta che la proposta sia un attimino lontano dai nostri gusti che “scendiamo a compromessi” e la facciamo per amore. Ma la facciamo davvero fino in fondo? Ci impegniamo? O i nostri sforzi sono riconoscibilissimi?

Sforzarsi di fare qualcosa non è di per sé negativo, ma lo diventa quando ci sentiamo obbligati a svolgere quella cosa e di conseguenza la facciamo svogliatamente. O, addirittura, quando la rinfacciamo durante le discussioni. Ci teniamo quell’atteggiamento e quel sentimento negativo e aggiungiamo malcontento al malcontento, alimentando una discussione che magari potrebbe essere iper futile e non necessaria.

Qual è quindi lo sforzo mentale che dobbiamo compiere per trasformare queste situazioni in opportunità? Dobbiamo cercare di apprezzare, partendo dalle piccole cose per poi costruire insieme e vicendevolmente l’armonia.

Ognuno dei due, nella coppia, ha i suoi interessi, singoli e che vanno oltre agli interessi in comune. È giusto ed è salutare, perché dobbiamo ricordarci di non annullarci mai come persone! Detto questo, avvicinarsi agli interessi dell’altro è doveroso e giusto, soprattutto quando la volontà è reciproca.

Nel momento in cui l’altro propone qualcosa di lontano dai nostri gusti, oppure nel momento in cui le incombenze lo fanno stare troppo lontano da casa, possiamo cogliere la palla al balzo e cominciare ad interessarci a questo suo interesse. Anche se, legittimamente, ci sembra qualcosa di stupido, bizzarro o inutile. Interessandocene innanzitutto capiremo cosa si cela dietro ad una passione (piccola o grande) che credevamo stupida, ma soprattutto mostreremo all’altro che lo amiamo davvero, perché amare significa rispettare e il rispetto lo si vive mostrando che l’interesse dell’altro è qualcosa che ci sta a cuore. Perché se sta a cuore a lui o lei, allora ne vale la pena, no?

E questo si applica anche ai piccoli dettagli quotidiani. All’altro piace il succo spremuto fresco la mattina e voi proprio non sopportate farlo? Lasciatevi stupire ogni giorno con un gusto nuovo. A te piacciono tanto gli oli essenziali in casa e lui non capisce lo “spreco” di denaro? Prova a fargli conoscere i vari odori e le loro proprietà.

Tutto questo sarà benefico in maniera impressionante, perché allevierà moltissimo lo stress inutile di cui ci carichiamo ogni giorno. Perché una cosa che dobbiamo imparare a fare è ridimensionare le nostre reazioni, e provando ad avvicinarci all’altro anche in queste piccole cose ridurremo l’attrito, creeremo empatia reciproca e ci concentreremo sulle cose importanti.

Concretamente, quindi, proviamo ad approfittarne. Prendiamo l’opportunità di passare del tempo di qualità con l’altro anche nel momento in cui si tratta di fare qualcosa che solitamente non sarebbe nelle nostre corde. Scopriamo qualcosa di nuovo. E scopriamo qualcosa di nuovo nel nostro partner. Questo ci donerà armonia, toglierà stress e ci permetterà di vedere le cose da una diversa prospettiva, che è sempre una buona idea benefica per ogni relazione!

Giulia Mandrino

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Il mio tour da Orogel, azienda di cui mi fido

Giovedì, 28 Giugno 2018 13:45

Qualche settimana fa sono stata invitata insieme ad altre mamme blogger a visitare gli stabilimenti di Orogel, azienda di verdure surgelate che troviamo in tutti i supermercati e che, diciamolo, spesso ci salva le cene e la vita!

Se a volte, come me, vi chiedete se le verdure surgelate siano tanto sane quanto quelle fresche, ho una buona notizia: la mia visita mi ha fatto scoprire non solo un’azienda rispettosa della natura ma anche il benessere delle verdure fresche congelate!

Il mio tour da Orogel, azienda di cui mi fido: perché le verdure surgelate sono una buona idea tanto quanto quelle fresche

La giornata è stata davvero ricca sia dal punto di vista umano sia da quello lavorativo: in primis infatti ho avuto il piacere di entrare in contatto con una realtà italiana che davvero non vede solo come obiettivo gli utili ma anche il benessere dei suoi dipendenti oltre che la qualità del prodotto.

Qualità che parte fin dai campi in cui vengono coltivate le verdure: come ci spiegava il direttore Marketing Orogel Luca Pagliacci, secondo loro la qualità della nostra tavola inizia dai campi che devono essere pulitissimi e ordinati.

Le aziende agricole che fanno parte della cooperativa seguono lo standard di agricoltura integrata con restrizioni maggiori del 70% rispetto alla normativa vigente: non solo, tutte le coltivazioni Orogel si trovano in Italia e sono coltivate seguendo la stagionalità.

Parliamo quindi della surgelazione delle verdure. Come accennato, è una buona scelta tanto quanto decidere di cucinare e mangiare verdure fresche. Perché? Perché surgelare è il metodo di conservazione più naturale che esista. L’uomo, dopo aver scoperto che i cibi cotti si conservavano meglio di quelli crudi, è arrivato a capire che conservarli a bassa temperatura è una soluzione ancora migliore, perché il freddo è l’unico procedimento che mantiene inalterati sia la struttura sia il sapore dei nostri cibi.

In altre parole: surgelando le verdure, esse rimangono inalterate! Non è assolutamente vera la convinzione secondo la quale le verdure surgelate perdono molti dei loro nutrienti, anzi. I prodotti surgelati si conservano meglio e conservano altrettanto bene le proprie caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

E spesso, addirittura, sono più salutari di quelle fresche, soprattutto se non sappiamo da dove queste provengano e se non le consumiamo immediatamente. Perché? Perché ci sono ortaggi che se non sono cucinati o consumati a poche ore dal momento in cui vengono colti perdono molta della loro salubrità.

Le verdure surgelate, invece, mantengono questa freschezza, poiché vengono surgelate poco dopo essere colte e la freschezza rimane quindi inalterata. Basta non scongelarle e non attendere di consumarle, ma utilizzarle nel momento in cui escono dal nostro freezer.

Orogel, su tutte, è un’azienda che ci piace perché ci permette di assaporare le sue verdure tutto l’anno, grazie a questo metodo di conservazione, ma soprattutto per i processi rispettosi della natura che utilizza. Tra i suoi obiettivi ci sono qualità e benessere. Le verdure fresche vengono surgelate appena colte (attraverso una filiera corta che permette di surgelare molto velocemente le verdure, a poche ore dalla raccolta), sono prodotte in Italia e per farle crescere utilizzano solo tecniche integrate e biologiche. Le risorse naturali del territorio, quindi, non vengono sfruttate eccessivamente (suolo e acqua).

E come fanno ad essere sempre così belle e brillanti le verdure Orogel? Ci hanno spiegato anche quello ed è semplicissimo. No, non vi è nessun colorante! Semplicemente prima di essere surgelate le verdure vengono scottate rapidamente in acqua bollente per bloccare l’attività degli enzimi, fissando così il colore naturale degli ortaggi.

Interessantissime poi le regole che Orogel ci ha svelato per fare una corretta spesa dei surgelati. Basta stare attenti ai banchi vendita, che devono essere puliti e privi di brina e che devono accogliere i prodotti sotto alla linea rossa disegnata nel banco. Fare poi attenzione alla temperatura (sempre pari o sotto i -18°) e alle confezioni (che non devono essere malridotte, ammassate o scadute), mettere nel carrello i surgelati alla fine della spesa, utilizzare le borse termiche e depositare i prodotti entro 30 minuti nel proprio freezer. E se una volta a casa è passato troppo tempo e ci accorgiamo che un prodotto è in parte scongelato? Basta tenerlo nella busta, riporla in frigorifero e consumarlo entro un giorno.

Sfruttiamo poi un’altra caratteristica dei surgelati, quella di poter essere cucinati direttamente senza scongelarli! E se proprio dobbiamo scongelarli prima, facciamolo chiudendo le verdure in un sacchetto e immergendolo in una vaschetta di acqua fredda, in modo che i nutrienti non si disperdano.

Allora? Allora, via di Orogel! Soprattutto quando abbiamo voglia di verdure non più di stagione, con la consapevolezza che l’azienda ci tiene moltissimo alla nostra salute e che le loro verdure vengono surgelate da fresche, appena colte, dandoci la possibilità di gustarle tutto l’anno senza ricorrere a verdure fresche non di stagione, provenienti da chissà dove o sottoposte a chissà quali processi di crescita!

Giulia Mandrino

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7 attività con il tavolo luminoso del Reggio Approach

Giovedì, 28 Giugno 2018 12:36

(Photo credit: Busy Little Bunnies)

Il light panel o tavolo luminoso è uno strumento davvero utile per stimolare la creatività ed è tipico nel Reggio Approach, il pensiero didattico adottato nelle scuole di Reggio Emilia, nelle quali la luce ha un ruolo fondamentale per la crescita dei bambini. Negli atelier, o laboratori d’arte, questo tavolo non manca mai e può essere sfruttato in moltissimi modi. Qui trovate una panoramica per capire meglio di cosa stiamo parlando. E ora andremo a proporvi 7 attività da poter fare con i bambini con il light panel.

7 attività con il tavolo luminoso del Reggio Approach: come sfruttare la luce del light panel delle Scuole di Reggio per imparare con i bambini ed esplorare la creatività

I mandala con i petali dei fiori

Dopo aver raccolto dei fiori in giardino, stacchiamone i petali e mettiamoli in un recipiente. Su un foglio di carta disegniamo poi una sorta di mandala, un disegno tra il geometrico e il floreale simmetrico. I bambini potranno riempirlo con i petali, creando un mandala fiorito.

(foto https://www.andnextcomesl.com/2015/05/flower-mandalas-on-light-table.html)

Disegnare con la sabbia

Riempiendo una bacinella trasparente di sabbia (coprendone solo il fondo) e appoggiandola sul nostro light table possiamo creare una specie di “tela” alternativa sulla quale i bambini dipingeranno semplicemente spostando la sabbia con un pennello. I disegni saranno mutevoli e provvisori e la loro creatività viaggerà libera.

(foto https://teachpreschool.org/2012/02/13/everyday-light-table-play/)

Le facce mutevoli

Prendiamo dei fogli (di diverse dimensioni, in modo da non sprecare carta) e su ognuno disegniamo una diversa caratteristica di un volto: dei capelli ricci, lisci, biondi, mori; dei nasi di varie forme; tantissimi occhi… I bambini potranno divertirsi creando differenti volti con i vari disegni, sperimentando anche le emozioni (variando i volti in base alle bocche, tristi o felici…).

(foto http://www.speciallearninghouse.com/3-fun-light-table-projects/)

Le storie luminose

Ritagliando su dei cartoncini scuri una serie di silhouette con vari personaggi, oggetti e situazioni possiamo inventare insieme ai bambini delle storie, partendo da un elemento e aggiungendone sempre altri man mano che la storia si profila. È un semplice gioco di storytelling che stimola la creatività e il linguaggio e che grazie alla luce acquista un sacco di fascino!

(foto http://www.froginapocket.com/2014/01/silhouettes-storytelling-enrich-your.html)

L’oceano in gelatina

Prepariamo una ciotola di gelatina colorata con del colorante blu naturale e infiliamoci (prima che solidifichi) gli animali marini in plastica dei bambini. Appoggiando la gelatina sul tavolo luminoso sembrerà un vero mare da studiare, e i bambini potranno tagliare la gelatina scoprendo gli animali e allenando la presa fine.

(http://www.stillplayingschool.com/2014/03/jello-ocean-light-table.html)

Imparare i colori

Prendiamo in casa tutti gli oggetti semitrasparenti che abbiamo (biglie, fogli, palline, cannucce…) e distribuiamoli sul tavolo luminoso. A lato mettiamo delle scatole o dei recipienti di colori differenti. I bambini dovranno mettere nelle ciotole tutti gli oggetti, dividendoli a seconda del colore del recipiente. Meglio ancora se con una pinzetta, in modo da allenare la manualità.

(foto https://www.andnextcomesl.com/2013/10/color-sorting-on-light-table.html)

Le lastre

E per imparare il corpo umano cosa c’è di meglio di studiare a fondo una lastra con la curiosità dei bambini? Tutti ne abbiamo in casa almeno una da quella volta che ci siamo slogati la caviglia o rotti il braccio. Basterà appoggiarle al tavolo luminoso e partire con l’esplorazione!

(foto https://it.pinterest.com/pin/455356212317403121/)

Giulia Mandrino

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Quando la scienza incontra il divertimento

Giovedì, 28 Giugno 2018 08:27

Sapete cosa sono i fluidi non newtoniani? Sono detti anche fluidi amorfi e si comportano diversamente dai soliti materiali liquidi. La loro composizione li porta a comportarsi in maniera più simile ad un materiale solido rispetto ad uno liquido nel momento in cui si esercita una certa pressione o forza e per questo sono super interessanti!

Addirittura, c’è chi è riuscito a camminare sull’acqua proprio grazie ad un esperimento con i fluidi non newtoniani! Come? Ve lo spieghiamo subito, provando anche a replicare un fluido amorfo a casa con due semplicissimi ingredienti.

Quando la scienza incontra il divertimento: con i fluidi non newtoniani sono molti gli esperimenti che i bambini possono provare a replicare a casa

La scienza può essere davvero divertente ed è per questo che spesso vi proponiamo esperimenti scientifici da provare a casa con i bambini. Siamo infatti dell’idea che l’esperienza diretta sia la miglior forma di apprendimento: i bambini provando concretamente con le proprie mani gli effetti della scienza sulla vita se ne appassionano, imparando in maniera più efficace tutto ciò che ci sta dietro.

Per parlare di fluidi non newtoniani bastano due semplicissimi ingredienti: dell’acqua e dell’amido di mais (conosciuto anche come maizena), oppure dell’acqua e della fecola di patate (che spesso abbiamo in dispensa perché ingrediente base di molti dolci).

Per capire meglio come funziona un fluido non newtoniano basta fare un esempio: ci sono certi elementi, come l’acqua, che quando mescolati (a qualsiasi velocità) non cambiano la loro consistenza. Ne esistono però altri che una volta mescolati con forza cambiano consistenza, arrivando addirittura a diventare quasi solidi. Ce ne accorgeremo perché non riusciremo quasi più a mescolarli, con il cucchiaino che si blocca nel composto.

Prendiamo quindi 200 grammi di acqua tiepida del rubinetto e versiamola in un recipiente. Aggiungiamo a questa 250 grammi di amido di mais o di fecola di patate e mescoliamo molto bene. Piano piano si creerà un composto simile alla pastella per dolci.

Proviamo quindi ora a capire cosa significa “fluido amorfo”: se immergiamo il dito lentamente ci sembrerà di immergerlo in un liquido semplice, come fosse acqua. Ma se mettiamo più forza (immergendo quindi il dito più velocemente) ci accorgeremo che questo liquido non è più liquido, ma molto più duro di prima! La spiegazione è semplice: un fluido non newtoniano, infatti, diventa solido nel momento in cui gli si applica una energica forza. Questo perché nel composto ci sono migliaia di minuscole particelle di amido equamente distribuite che nel momento in cui vengono sottoposte ad una forza “lenta” riescono a spostarsi, mentre quando questa forza è più veloce ed energica non hanno il tempo di farlo, rimanendo solide in superficie.

Altra prova è quella della pallina: prendiamo una parte della pastella e sfregandola molto velocemente tra le mani formiamo una pallina. Una volta che smetteremo di esercitare questa pressione la pallina svanirà per tornare liquida!

Negli Stati Uniti c’è chi addirittura ha provato a portare questo esperimento alle estreme conseguenze, realizzando una piscina piena di un liquido non newtoniano che permette di “camminare sull’acqua”. Esatto, sembra assurdo e difficilissimo ma è così. Come?

Come nei nostri esperimenti casalinghi, gli studenti del corso di meccanica dell’Università di Lamar hanno mischiato un’immensa quantità di acqua e amido di mais ricreando il fluido non newtoniano. Per le stesse regole che abbiamo detto prima, è quindi possibile camminare velocemente, andare in bicicletta o saltare in questa “piscina solida” senza cadere in acqua!

Giulia Mandrino

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6 ricette estive con l’avena

Mercoledì, 27 Giugno 2018 13:52

In estate l’avena è deliziosa perché si presta a tantissime colazioni e merende fresche ma sostanziose, perfette per affrontare il caldo e le avventure delle giornate insieme ai bambini. Dal classico oatmeal ai pancake preparati con i fiocchi di avena, ecco le nostre ricette preferite per proporre l’avena a tutta la famiglia nei mesi estivi.

6 ricette estive con l’avena: i piatti a base di avena per rinfrescare le giornate estive e viverle con energia

Oatmeal con frutti rossi

Prepariamo due cucchiaioni di fiocchi di avena bio, mezzo bicchiere di latte di mandorla, del miele e dei frutti rossi (lamponi e mirtilli). Mettiamo i fiocchi di avena in una tazza e copriamoli con il latte, quindi mettiamo la tazza in microonde per uno o due minuti in base alla potenza del forno. I fiocchi devono gonfiarsi e assorbire il latte formando una sorta di “pappa”. Completiamo con i nostri frutti rossi freschi e, eventualmente, un cucchiaino di miele.

Pasta di avena pomodorini, zucchine e pesto

Al posto della classica pasta di grano possiamo scegliere la pasta d’avena, dal sapore leggermente diverso e ottima perché ci permette di variare i nutrienti. Cuociamola secondo le indicazioni sulla confezione e nel frattempo in una padella prepariamo il sugo nel quale poi la mescoleremo: tagliamo 200 grammi di pomodorini a metà e una zucchina a tocchetti e mettiamoli a rosolare in un filo d’olio. Dopo qualche minuto schiacciamo i pomodorini con un cucchiaio di legno in modo che lascino andare il sughetto. Verso fine cottura completiamo con due cucchiai di pesto al basilico. Una volta cotta la pasta mescoliamola nella padella e serviamo calda.

Biscotti con cornflakes, avena e uvetta

Una delle ricette che i nostri figli preferiscono in assoluto e che noi amiamo perché possiamo anche riciclare i fondi delle scatole di cereali! Parliamo dei biscotti ai cereali e uvetta, la cui ricetta potete trovare qui.

Pancake d'avena dell’ultimo minuto

Per realizzare una deliziosa pastella per pancake basta frullare mezza tazza di fiocchi di avena con mezza banana, un vasetto di yogurt alla frutta e un uovo. Cuociamola a cucchiaiate in una padella antiaderente a fuoco vivo e guarniamo poi con della frutta fresca.

Polpette di avena e quinoa con zucchine

Vi sono rimasti dei fiocchi di avena e della quinoa? Avete delle verdure in forno avanzate? Ecco la ricetta perfetta! Mescoliamo della quinoa con l’avena, due uova, del formaggio cremoso e degli spinaci e mezza zucchina tritati. Saliamo e pepiamo, formiamo delle polpette e cuociamo in padella con un filo d’olio!

Torta crumble con avena e frutti rossi

E per dessert? La nostra torta crumble con avena, mele e frutti rossi, non solo bellissima da vedere ma anche buonissima e sostanziosa, tutta naturale! Ecco la ricetta.

Giulia Mandrino

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