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I benefici dell’apprendimento digitale

Venerdì, 30 Novembre 2018 10:16

Se la tecnologia ormai ha invaso la nostra vita, dobbiamo farci i conti. I nostri figli sono nativi digitali e questo è un dato di fatto. Dall’altro lato, c’è la vita all’aria aperta che sempre più viene sacrificata. Ma perché non trovare una buona via di mezzo per sfruttare la tecnologia in maniera intelligente e produttiva?

Non possiamo quindi non parlare di apprendimento digitale, ovvero la didattica che sfrutta gli strumenti tecnologici integrando l’educazione tradizionale. Certo che è tecnologica, ma in questo caso non c’è nulla di negativo. Anzi!

L’apprendimento digitale è infatti qualcosa di molto importante per i nostri figli. Un qualcosa che noi non avevamo e che invece ora è indispensabile. E non significa solo “imparare ad utilizzare la tecnologia” (questo già i nostri figli lo sanno fare meglio di noi), ma vuol dire trovare nuovi strumenti digitali per imparare le materie tradizionali.

I benefici dell’apprendimento digitale: perché gli strumenti digitali tecnologici sono importanti per il futuro didattico dei nostri bambini

Quello dell’apprendimento digitale è un argomento che sta a cuore anche al MIUR, il Ministero dell’Istruzione. Come si legge nel loro protocollo “Per la realizzazione di azioni a supporto dell’innovazione digitale nella Scuola italiana”, “il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al fine di sviluppare e migliorare le competenze digitali delle studentesse e degli studenti e di rendere la tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle competenze in generale adotti il Piano nazionale per la scuola digitale (di seguito PNSD) in sinergia con la programmazione europea e nazionale, nonché con il progetto strategico nazionale per la banda ultralarga”.

L’uso delle tecnologie è quindi incentivato dalla scuola italiana, che ne coglie le potenzialità, date anche dall’informalità del mezzo, che rende la scuola e l’apprendimento più naturali e concreti, aumentando anche l’entusiasmo dei ragazzi, che partecipano più volentieri e in maniera più coinvolgente.

L’entusiasmo è solo uno dei benefici dell’apprendimento digitale. Tra gli altri, troviamo l’approccio più responsabile nei confronti della tecnologia (dal momento che i nostri ragazzi la utilizzeranno per tutta la loro vita), il coinvolgimento maggiore dei bambini nel loro apprendimento e la comprensione maggiore di alcuni concetti, che vengono spiegati più nel concreto e con esempi pratici.

Qualche esempio? Si possono esplorare in maniera più approfondita le immagini di storia dell’arte, invece che semplicemente guardarle staticamente sul libro. Guardare filmati su determinati argomenti in modo da immergersi più profondamente. Vedere la matematica da altri punti di vista, con esercizi più specifici che ne fanno capire l’utilità nella vita quotidiana… E via dicendo.

Tra gli strumenti migliori in fatto di apprendimento digitale a nostro parere c’è la piattaforma MyEdu, che con i miei bambini utilizzo da tempo nella sua versione per famiglie (MyEdu Family). Si tratta di uno strumento interattivo in rete per genitori (accanto a quello professionale per insegnanti) per facilitare l’apprendimento dei ragazzi proprio nel senso che vi abbiamo spiegato sopra.

Con 1500 video lezioni e più di 3000 attività interattive presenti sulla piattaforma i bambini e i ragazzi possono così imparare divertendosi, sfruttando la tecnologia a loro favore e in maniera responsabile e individuandola come uno strumento fondamentale per il loro futuro e non solo come qualcosa di “accessorio” da utilizzare per social, giochi e compagnia bella.

Su MyEdu troviamo un percorso multimediale completo con corsi su tutte le materie di insegnamento per la scuola primaria e secondaria di primo grado (italiano, matematica, storia, inglese, geografia e scienze, trattate in modo innovativo, ludico e soprattutto coinvolgente, utilizzando metodi che seguono le linee guida del MIUR in fatto di apprendimento digitale.

Ad esempio, troviamo per i bambini dai 6 ai 10 anni il “Quaderno di italiano”, un eserciziario con 30 lezioni videoanimate che tratta tutto il programma di grammatica della scuola elementare. Sappiamo che i bimbi spesso faticano con questa materia, ma affrontandola sul loro tablet trovano giochi ed esercizi davvero carini che li aiutano a comprendere a fondo le regole, ma soprattutto ad applicarle. Lo stesso avviene con il “”Quaderno di matematica”.

Per i più piccoli, dai 5 ai 7 anni, molto carina è “La stanza delle meraviglie”, un percorso digitale per introdurli agli insegnamenti della scuola attraverso storie e giochi compresi in 8 libri multimediali che li coinvolgono moltissimo e li appassionano.

Anche l’inglese trae benefici dall’apprendimento digitale della piattaforma MyEdu: per tutti i ragazzi fino ai 17 anni (e oltre: non c’è un limite) interessantissimo è il “Core curriculum for english”, un corso (finalmente) completo di inglese con grammatica, lessico, sintassi, lettura, conversazione e ascolto per apprendere l’inglese e farlo diventare davvero la propria seconda lingua. Ed è così efficace che permette di prepararsi agli esami di Cambridge.

#FMEEducation

Giulia Mandrino

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10 regali di Natale Hygge

Venerdì, 30 Novembre 2018 09:20

Ormai la nostra casa è super Hygge, e dal momento che amiamo questo stile di vita danese anche il nostro Natale è diventato Hygge. E anche i regali di Natale ormai li pensiamo in relazione al benessere, alla confortevolezza, all’accoglienza e al senso di calore che questa filosofia di vita nordica suggerisce.

Ecco quindi una lista di regali di Natale Hygge, per rendere le festività calorose e piene d’amore anche alle persone che ci stanno intorno!

10 regali di Natale Hygge: la lista di regali Hygge perfetti per i pensieri natalizi

Le lanterne a Led

Le luci soffuse sono una prerogativa delle case Hygge. Per questo regalare delle lanterne è un’ottima idea: basta accenderle per rendere l’atmosfera super calda e confortevole e chi le riceverà ve ne sarà molto grato! Scegliendole a Led (come queste) non c’è nemmeno pericolo con i bambini in casa. Bellissime!

La coperta tartan

Cosa c’è di più caldo di una coperta scozzese? Praticamente niente. Un regalo perfetto, dunque, per ricreare lo stile di vita scandi e nordico! Qui trovate quella rossa,
mentre qui di mille colori.

La tazza di Babbo Natale

Ok, forse è un po’ kitsch, ma che Natale è senza qualche dettaglio di cattivo gusto che tuttavia scalda il cuore? Noi l’abbiamo comprata qui e la utilizzeremo certamente per tutto dicembre!

Il maglione brutto ma caldo

Ancora un po’ di kitsch: i maglioni natalizi sono un regalo davvero iconico, apprezzatissimo (anche se nessuno lo ammetterà mai!). Quindi sì, i maglioni natalizi sono un regalo super hygge perché caldi, confortevoli e d’atmosfera! Se lo cercate da donna lo trovate qui, mentre quello da uomo potete acquistarlo a questo link.

La vestaglia per stare in casa

Un regalo delizioso: la vestaglia (da donna, uomo o da bambino con le orecchie da animale) per stare in casa tutti insieme accoccolati sul divano a guardare i film di Natale più belli!

Il libro Hygge

Questo è il regalo ideale per chi ama l’Hygge, ma anche per chi non lo conosce ancora: il libro “Hygge, 15 ricette danesi illustrate per la felicità” è bello da vedere e delizioso da sfogliare.

Dei guanti a muffola

Per uscire nella natura anche nei giorni più freddi, giocare, fare passeggiare e godersi il freddo tutti insieme! Perché Hygge significa anche vivere il verde in tutte le stagioni, soprattutto in quella natalizia! Eccoli qui.

Il thermos

Un thermos per avere sempre a portata di mano le nostre bevande calde che ci scaldano stomaco e cuore! Questo di elegant life è bellissimo ed efficiente!

Lo schiumalatte

Le bevande calde sono, appunto, uno dei pilastri dello stile di vita Hygge. Basta infatti una tazza riempita con un tè, una cioccolata, un cappuccio o un pumpkin spice latte per fare sentire tutti meglio e per rendere l’atmosfera ancora più cozy! In una casa Hygge non può quindi mancare lo schiumalatte, per creare una super cremina di latte vegetale per le nostre bevande preferite! Noi utilizziamo questo di Frabosk e vi assicuriamo che la cremina esce una bomba!

Il giradischi

Per ascoltare offline e tutti insieme la musica più bella, con il favoloso suono analogico e graffiato che invade la casa e il sapore della lentezza che caratterizza questo ascolto! Niente scelta delle canzoni, niente libreria illimitata. Solo tantissima meraviglia e tantissimo fascino! Ne esistono anche di economici (come questo, bellissimo perché inserito all’interno di una valigia, o questo, che ha anche il lettore per musicassette).

Giulia Mandrino

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Gli alberi di Natale appesi al soffitto

Mercoledì, 28 Novembre 2018 14:45

Sì, è giunta l’ora! Ora siamo autorizzati ad addobbare il nostro albero di Natale. Se tuttavia siete stanchi del solito alberello decorato con gli addobbi triti e ritriti che girano in casa da anni, non preoccupatevi: quest’anno abbiamo un’idea per voi, dopo le 7 idee per decorare l'albero in maniera alternativa insieme ai bambini.


Si tratta dell’albero di Natale appeso al soffitto, o “upside down” se vogliamo, una nuova tendenza che vuole il solito albero di Natale completamente rovesciato per un effetto diverso, straniante, magico e altrettanto natalizio!

Gli alberi di Natale appesi al soffitto: le idee per appendere l’albero di Natale al soffitto e decorarlo in maniera capovolta

Come dicevamo l’albero di Natale capovolto è semplicemente un classico albero di Natale appeso al soffitto a partire dalla base.

Non potremo, naturalmente, utilizzare un albero semplice da trasformare in albero a soffitto, poiché quelli normali solitamente hanno una base larga e fissa, o, in ogni caso, non hanno i ganci necessari per appenderlo. Troviamo tuttavia gli alberi da soffitto anche online, come su Amazon, dove troveremo l’albero da soffitto di 180 centimetri per soffitti alti o quello da 90 centimetri meno ingombrante.

Lo si appende semplicemente al soffitto con un gancio e dei chiodi fisher ben resistenti, dopodiché, con l’aiuto di una scaletta, lo si decora come preferiamo.

Possiamo decorarlo come questo, con palline e stelline oro e argento, molto semplice ma sempre d’effetto.

https://www.irishmirror.ie/news/weird-news/creative-dad-makes-christmas-tree-7033596 

Oppure, per aumentare il senso di verticalità che questi alberi hanno possiamo scegliere decorazioni allungate e pendenti, di tutti i colori.

https://www.homestoriesatoz.com/holiday-ideas/upside-down-christmas-trees-ho-ho-ho-or-no-no-no.html

Bellissima è l’idea di utilizzare anche tanti fili di lana colorata da legare ai rami: l’effetto, di nuovo, sarà quello di verticalità e la sensazione di “albero al contrario” è assicurata.

https://in.pinterest.com/pin/195273333819571573/ 

Altra idea meno ingombrante è quella di prendere un piccolo alberello (quindi più leggero del classico albero grande) e appenderlo a testa in giù con della corda (magari appendendolo ad una mensola o ad un gancio che già abbiamo, non necessariamente super in alto), decorandolo come consueto. È molto carino!

https://houseandhome.com/gallery/8-whimsical-ways-to-trim-your-christmas-tree/ 

Infine, possiamo scegliere semplicemente un ramo, anche stavolta da appendere con della corda. Se addobbato in maniera minimale e un po’ scandi diventa davvero elegantissimo!

https://i.pinimg.com/originals/3f/b2/1b/3fb21b5935eb5833b2de8dd9599ad293.jpg 

 

Giulia Mandrino

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10 libri da regalare a bambini che amano l’arte

Mercoledì, 28 Novembre 2018 09:30

Arte e creatività sono il pane quotidiano dei nostri bambini. O almeno dovrebbero esserlo, poiché è attraverso esse che si arricchiscono, scoprono il mondo, allenano la manualità e indagano le loro emozioni.

Ci sono bambini che più di altri amano esprimersi attraverso l’arte. E per loro è pensata questa selezione di 10 libri da regalare a bambini amanti della creatività. Non solo libri per sperimentare attraverso l’arte con consigli e spunti, ma anche libri per scoprire fin da piccoli la bellezza della storia dell’arte e la grandezza degli artisti che li hanno preceduti!

10 libri da regalare a bambini che amano l’arte: i libri perfetti per bambini che adorano la creatività e l’arte

I libri di storia dell’arte per bambini

Innanzitutto, in questo articolo troverete gli 8 libri di storia dell’arte più belli per bambini, quelli che attraverso la curiosità, il divertimento e l’interattività immergono i bambini nella storia della creatività.

Autoritratti


Questo libro di Franco Panini Editore (che avevamo recensito in questo articolo) è davvero favoloso: si tratta di un semplice quaderno che pagina dopo pagina indica ai bambini modalità diverse con le quali eseguire il proprio autoritratto, basandosi sugli autoritratti degli artisti più famosi, da Rembrandt a Malevic. Lo potete acquistare qui.

Colorama

Ormai è un cult per noi, in primo piano nella libreria dei nostri bimbi: Colorama (acquistabile qui) è un campionario di colori poetico e interessantissimo che raccoglie 103 colori differenti e strani corredandoli con le loro storie e con illustrazioni deliziose dell’illustratrice francese Cruschiform!

Un libro

Hervé Tullet è uno dei nostri autori per bambini preferiti (gli avevamo dedicato un articolo qui): il suo “Un libro” è divertentissimo e non ci stanchiamo mai di sfogliarlo. Si trovano semplicemente alcune palline. Dalla prima pallina gialla della prima pagina l’autore immerge il lettore in un gioco, indicandogli cosa fare e sviluppando un’interazione tra il libro e il bambino, che deve modificare le pagine in base a ciò che il libro dice di fare. Compratelo (qui) e vi accorgerete di cosa parliamo!

Guarda che artista!

Bellissima è la serie “Guarda che artista!” di Patrizia Geis (qui sotto un esempio con Matisse). Ci sono anche Picasso, Van Gogh, Leonardo… Si tratta di libri interattivi davvero molto, molto belli, divertenti e super coinvolgenti, per scoprire la vita e l’arte degli artisti più conosciuti.

Cake Book

Un libro “da fare”, su cui disegnare e sbizzarrirsi decorando torte assurde senza regole! È un libro di Martì Guixè edito da Corraini (lo troviamo qui) e a noi fa impazzire!

Frida e Diego, una favola messicana

Una favola illustrata che presenta ai bambini, in maniera dolce, poetica e magica, la storia di questi due artisti messicani che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea. Una favola che mostra come l’amore per l’arte sia fortissimo e come attraverso essa le emozioni trovino sempre la loro strada! Lo possiamo acquistare qui.

Distruggi questo diario

Keri Smith, l’autrice, ha pensato questo diario come una sorta di quaderno d’arte da seguire alla lettera (ma con regole che non sono regole, facilmente aggirabili e, anzi, da rompere!). Attraverso un percorso creativo l’autrice porta i ragazzi alla scoperta della creatività quotidiana, in maniera “distruttiva” e caotica, perché l’arte in fondo non ha regole! Lo troviamo qui.

My Museum

L’autrice, Joanne Liu, nel suo “My Museum” (che troviamo qui) utilizza un tratto infantile per parlare ai bambini con il loro linguaggio e presentare loro una tipica giornata al museo, luogo nel quale possiamo scoprire un’infinità di cose nuove e interpretare tutto con i nostri occhi! Non ha parole, solo illustrazioni, ed è davvero meraviglioso.

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Come educare i bambini alla capacità di vestirsi secondo il metodo Montessori

Martedì, 27 Novembre 2018 08:53

Tra i pilastri del metodo Montessori, che si fonda sull’insegnamento dell’indipendenza al bambino, c’è l’educazione al vestirsi da soli. Essendo una delle azioni quotidiane dell’essere umano, il vestirsi diviene nella pedagogia montessoriana un momento di insegnamento, poiché il bambino imparando a vestirsi da solo acquisisce uno dei tasselli che gli serviranno per costruire, appunto, la sua indipendenza.


“Aiutami a fare da solo”: la frase simbolo di Maria Montessori può quindi essere applicata alla sfera dell’abbigliamento, insegnando al bambino come vestirsi per lasciare che piano piano sia lui a compiere l’azione in autonomia. Ma come possiamo fare per educare i nostri figli al vestirsi? Quali sono i passaggi da compiere per aiutarli a vestirsi da soli?

Come educare i bambini alla capacità di vestirsi secondo il metodo Montessori: il raggiungimento dell’indipendenza passa anche dal vestirsi da soli

Innanzitutto, l’educazione al vestirsi comincia quando il bambino inizia a mostrare dell’interesse nei confronti di questa azione, ovvero quando, intorno ai 16-18 mesi (più o meno) mostra di voler toccare, spiegazzare, togliere e mettere i vestiti da solo, interferendo con mamma e papà che cercano di cambiarlo.

La prima cosa, poi, sarà capire quando ogni gesto sarà semplice da compiere, da parte sua. Ovvero: la coordinazione e la manualità non sono innate, crescono insieme al bambino, e il vestirsi contribuisce all’allenamento di queste skill. Che, tuttavia, non si affinano solo con questa azione, ma crescono grazie a mille attività montessoriane (come i travasi). Sarà quindi graduale l’insegnamento del vestirsi, iniziando dai gesti che i bambini riescono a compiere (prendere gli abiti dai cassetti, infilare i pantaloni, allacciare i lacci o infilare i bottoni… C’è una gradualità naturale da seguire). Il primo gesto? Sarà lo svestirsi, che viene loro molto naturale e che dobbiamo incoraggiare.

Anche l’ambiente è importantissimo: ai genitori spetta il compito di costruire attorno al bambino uno spazio che gli renda semplice questa azione del vestirsi. Se inizialmente infatti questo avviene sul fasciatoio, quando il bambino comincia a fare da sé possiamo stare in piedi, vicino al letto. Ma ciò che è importante è che tutto sia alla sua altezza e che lo stimoli a toccare e provare: ecco perché è bene comprare un armadio piccolo, a sua misura, oppure una rastrelliera bassa e per bambini, o ancora una libreria bassa da adibire a guardaroba con scatole al cui interno il bambino troverà, suddivisi, tutti gli indumenti di cui ha bisogno, magari in ordine: nel primo cesto gli indumenti intimi, poi le magliette, poi i pantaloni, poi i maglioni e così via.

Sul web troviamo moltissime soluzioni davvero carine, che ci permettono di allestire un ambiente montessoriano accogliente e pratico. Noi, ad esempio, cerchiamo spesso su Zalando Privé, che utilizziamo o dal computer di casa o tramite l’app quando siamo in giro (c’è sia per iOS che per Android). Si tratta di un sito internet interessantissimo che permette di accedere a sconti temporanei (vanno dai 3 ai 5 giorni) super esclusivi e davvero convenienti. E il bello è che troviamo davvero di tutto per i nostri bambini: dall’arredamento della cameretta - proprio ciò che ci serve in questo caso! - ai vestiti di tutte le marche più belle.

È utilissimo quindi per il periodo in cui ci stiamo concentrando sull’educazione al vestirsi! Anche perché possiamo acquistare moltissimi vestiti per bambini comodi e utili, aumentandone la complessità (bottoni, stringhe…) man mano che i bimbi crescono, senza spendere un capitale.

Anche su Anacleto troviamo un sacco di soluzioni per la cameretta dei bambini, perché questo shop è specializzato proprio in mobili montessoriani e i loro armadi sono pensati appositamente per facilitare il bambino e per andargli incontro in questa fase della vita nella quale impara l’indipendenza attraverso la scelta dei suoi abiti.

Detto questo, i consigli utili per insegnare ai bambini a vestirsi in maniera montessoriana sono svariati. Partire dallo svestirsi, come dicevamo. In seguito, quindi, insegnare a “infilare”, ovvero mostrare una ciabatta, una scarpa, il collo delle magliette o il buco dei pantaloni e lasciare che i bimbi ci ficchino testa, gambe e braccia. Dopodiché, lasciamo che si vestano da soli, scegliendo indumenti semplici prima e più complessi dopo. Il tutto seguendo sempre la voglia e i tempi del bambino, spronandolo e aiutandolo ma sempre con rispetto.

 

Importantissima è però anche la scelta del vestiario. Quando i bambini saranno forti sul vestirsi a livello pratico, ovvero di manualità, sarà il momento di lasciare loro anche la scelta di cosa mettersi. Ed è qui che entra in gioco l’armadio a misura di bambino. Non lasciamo nulla al caso, però, almeno i primi tempi: diamo loro la possibilità di scegliere tra pochi vestiti, ma buoni, in base alla stagionalità, dividendoli appunto per tipologia. Pian piano i bambini acquisiranno sempre più autonomia perché riconosceranno la sequenzialità degli indumenti da indossare. E questo non sarà utile solo per l’azione del vestirsi, ma per tutta la crescita. Perché l’indipendenza, come sappiamo, è fondamentale: per la loro autostima, per il loro crescere sicuri, per l’intraprendenza, la curiosità e i processi mentali in generale.

Giulia Mandrino

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Nonni, parlateci di voi

Martedì, 27 Novembre 2018 08:47

Il libro più bello? Quello della vita. Quello che scriviamo noi. Ma il rischio è che tutto venga dimenticato, no? Verba volant, scripta manent: ha pensato a questo Monika Kopřivová, una giovane mamma ceca che realizzato due libri stupendi per conservare le memorie di famiglia.

I racconti dei nonni sono fondamentali per una famiglia: permettono di riscoprire le origini, ma anche di vedere la quotidianità della storia. Ecco quindi la bellissima valenza di “Nonna parlami di te” e di “Nonno parlami di te”, due libri meravigliosi che tutti i nipoti dovrebbero regalare ai propri nonni. Per fare, al contempo, un regalo a loro stessi!

Nonni, parlateci di voi: “Nonna parlami di te” e “Nonno parlami di te",  i libri di Monika Kopřivová per riscoprire le origini della famiglia scrivendo in prima persona il proprio racconto

“Nonna parlami di te” e “Nonno parlami di te”: si intitolano così i due libri super speciali pensati da Monika Kopřivová, che vogliono dare la possibilità a tutti i bambini di ripercorrere la vita dei nonni e della famiglia, riscoprendo le origini attraverso la scrittura, le immagini e la lettura.

Questi due libri-diario sono importantissimi: la tradizione orale è da sempre fondamentale per la storia e per la crescita di una persona, e in questa società così frettolosa e pragmatica rischiamo spesso di dare per scontate le storie dei nostri genitori e dei nostri nonni, perdendole per strada e non ritrovandole più. I due libri sono quindi un prezioso gioiello per la famiglia!

Come funzionano? “Nonna parlami di te” e “Nonno parlami di te” sono una sorta di libro vuoto, un diario da riempire con racconti, fotografie e disegni. Il tutto parte con un interessante albero genealogico ed è diviso in capitoli che saranno proprio i nonni a riempire seguendo le fase della loro vita. Non mancano però alcuni interessantissimi testi, illustrazioni e immagini che evocano la storia e la cultura italiana, proprio per ciò che dicevamo prima: le storie dei nonni sono importanti per capire la famiglia, ma anche la storia!

Ricette, fotografie, fatti particolari, ricordi di scuola, del matrimonio, il lavoro, gli interessi… I nonni possono scrivere tutto, ma proprio tutto, della loro vita, passando così ai nipotini un libro personalissimo e super interessante, che risponderà ad una delle domande più gettonate e dolci della vita di un bambino: “Nonna, nonno, ma com’eravate da giovani?”.

“Nonna parlami di te” e “Nonno parlami di te” sono dunque un regalo meraviglioso che i nipotini possono fare ai loro nonni, che diventa un regalo per loro stessi e per tutta la famiglia, un ricordo da conservare e da rileggere ogni volta che si vuole. I nonni si divertono moltissimo a compilare il loro libro, si immergono nuovamente nei ricordi, li rievocano, si emozionano, e i bambini, con loro, imparano moltissimo. E poi è un regalo fatto davvero con il cuore, non noioso, che dimostra ai nonni l’affetto della famiglia e l’interesse nei loro confronti.

Ecco perché ci piacciono moltissimo questi libri ed ecco perché sosteniamo appieno questo progetto dell’autrice Monika Kopřivová, una mamma della Repubblica Ceca con tre bimbi e una carriera in campo farmaceutico che ha deciso di inseguire il suo sogno regalando questa meraviglia al mondo. Il suo sogno nacque proprio grazie a suo nonno: anziano, scrisse a macchina un libro di memorie con foto e ritagli di giornale. Da lì l’idea che tutti potessero avere questo preziosissimo libro dei nonni!

“Nonna parlami di te” e “Nonno parlami di te” sono disponibili nelle migliori librerie italiane, oppure sono acquistabili sul sito www.nonna-nonno.it, al costo di 21,16 euro.

Giulia Mandrino

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10 libri STEM da regalare ai bambini

Lunedì, 26 Novembre 2018 14:40

Natale, Santa Lucia, compleanno, occasioni speciali: come avrete intuito, ci piace regalare libri. Questo perché riteniamo la lettura il passatempo per eccellenza, una passione salutare e intelligente che dobbiamo trasmettere ai nostri figli fin da piccoli, facendo passare l’idea che sia qualcosa di divertente e appassionante, e non noioso e “obbligatorio”.

Per rendere la lettura più interessante dobbiamo però lasciare da parte ciò che piace a noi, scegliendo libri che siano in linea con le passioni del bambino, fin da piccolo. Ecco perché in questi giorni stiamo stilando alcune liste, come i libri da regalare ai bambini che amano gli animali o quelli per bimbi amanti della scienza. Oggi ecco quindi una selezione dei migliori libri per bambini appassionati di tecnologia, quelli sulle materie STEM, adatti a maschi e femmine perché finalmente la scienza e la tecnologia non hanno sesso!

10 libri STEM da regalare ai bambini: quali libri regalare a bambini appassionati di tecnologia e coding

Girls who code

Per le ragazzine che sognano di diventare informatiche, ingegnere o esperte di tecnologia, ecco il favoloso libro di Reshma Saujani “Girls who code” per diventare una ragazza che sa programmare e costruire macchinari meravigliosi, scoprendo allo stesso tempo qual è l’utilità delle materie STEM nella vita vera.

Girls who code: un’amicizia in codice

"Girls who code: Un'amicizia in codice" fa parte della stessa serie del libro precedente ma è un piccolo romanzo scritto da Stacia Deutch. In varie avventure, l’autrice mostra alle ragazze quanto è divertente il coding, che non è più qualcosa solo per maschi!

Girls who code: Una gara da vincere

“Girls who code: una gara da vincere” è il secondo libro della saga di cui parlavamo prima. Continuano quindi le avventure di Sophia e delle sue nuove amiche tra progetti informatici, computer, robot e scherzi divertentissimi!

Il mio primo libro di coding

Questo libro di Alberto Barbero e Mattia Davì, “Il mio primo libro di coding" insegna ai bambini e alle bambine a creare i primi videogiochi, attraverso i consigli di Scratch con istruzioni e attività. Fantasia e creatività qui sono fondamentali!

Il mago dei numeri

I numeri non sono solo una materia scolastica. E non sono solo noiosi! Per mostrare la loro natura e gli incredibili giochi, coincidenze e magie dei numeri, ecco il libro “Il mago dei numeri”, la storia del piccolo Roberto e del piccolo diavoletto che in dodici notti lo accompagna nell’appassionante mondo dei numeri.

Hello Ruby

Un altro libro che introduce al coding, al mondo dei computer, della programmazione e della tecnologia: “Hello Ruby” è ricco di attività per futuri programmatori ed è edito da Erickson, una casa editrice di cui ci fidiamo moltissimo.

Ingegneria: che passione!



Questo libro si intitola “Ingegneria che passione: forze fantastiche e macchine incredibili” e al suo interno presenta storie intriganti e interessanti sull’ingegneria e le sue applicazioni, oltre a 30 divertenti esperimenti da provare subito!

Tecnologia wow!

“Tecnologia wow!” è un quaderno per bambini e bambine dai 7 anni nel quale i ragazzi troveranno risposte alle loro domande più stem: cosa sono le microonde? Come funziona l’internet? Come sono fatte le cerniere lampo?

Coding per giovani geni

In “Coding per giovani geni” i ragazzi troveranno tutto ciò di cui hanno bisogno per programmare il loro primo videogioco, partendo dalle basi della programmazione, degli algoritmi e del coding. Per seguire ciò che ha detto Obama: “Non comprate un nuovo videogame: fatene uno. Non scaricate l’ultima app: progettatela. Non usate il vostro telefono: programmatelo!”.

La cosa più grandiosa

Questo non è un libro propriamente STEM, ma ci piace molto il messaggio che ha dentro: in “La cosa più grandiosa” la protagonista prova, sbaglia, sbaglia ancora, ma mai si arrende, e i bambini imparano finalmente il valore dell’impegno e della perseveranza, imprescindibili nello studio e nel campo della tecnologia!

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Aromacologia e profumi per l’ambiente

Lunedì, 26 Novembre 2018 08:42

Che sia il profumo che indossiamo o l’aroma con il quale scegliamo di profumare la nostra casa, il profumo deve sempre rispecchiare la nostra persona. E non solo in base al gusto. La scelta di una fragranza infatti è contraddistinta da moltissimi fattori, non ultimo il benessere che un determinato odore porta al nostro organismo.


Come sappiamo l’olfatto è un senso molto importante per il nostro corpo. Fin da piccolissimi lo utilizziamo per scoprire il mondo, e gli odori con cui veniamo a contatto durante i primi anni di vita li portiamo con noi per tutta l’esistenza. Ecco perché certi profumi ci fanno stare meglio di altri.

Ma come scegliere quindi il profumo che porteremo addosso o quello con il quale profumeremo la nostra casa? Attraverso l’aromacologia, la scienza che studia gli effetti positivi dei profumi e degli odori sulla nostra mente.

Come scegliere il profumo migliore grazie all’aromacologia

L’aromacologia è una scienza antica ma ancora poco conosciuta. Oramai sono sempre più le persone che si affidano ad essa per trovare la fragranza più affine al proprio corpo. Questo perché facendo parte della sfera dell’olfatto ha effetti davvero positivi sul benessere psicologico e fisico.

I profumi, soprattutto quelli artigianali realizzati con oli essenziali pregiati, vengono infatti “registrati” dal nostro naso e dal cervello grazie a più di dieci milioni di recettori nervosi, attivando così il sistema limbico della nostra mente, ovvero le sensazioni istintive, quali la memoria e le emozioni. Queste emozioni sono spesso positive, perché associate a ricordi consci o inconsci della nostra vita, e ogni profumo può riportarci a differenti momenti della vita. È la memoria olfattiva, e non dovremmo mai sottovalutarla.

Scegliendo un profumo (per la casa o per la persona) solitamente questo istinto si attiva naturalmente e nel farlo influenza il nostro umore. Per fare una scelta ancora più consapevole, tuttavia, possiamo concentrarci un attimo in più, annusare a fondo, cercando le sensazioni più profonde che il profumo evoca in noi, così da trovare gli aromi che più ci trasmettono la sensazione di benessere. Ecco l’aromacologia, che ci permette così di scegliere profumi che portano alla nostra mente ricordi positivi, per stare bene sia mentalmente che fisicamente.

Nel momento in cui troviamo il “profumo del benessere” attraverso l’aromacologia staremo subito meglio. Il profumo, infatti, è un rimedio naturale allo stress, perché l’olfatto è in grado di darci subito sensazioni benefiche e rilassanti. Ecco perché non dobbiamo considerare il profumo per la persona o quello per l’ambiente come fonte di frivolezza, ma qualcosa di fondamentale per il nostro benessere psicofisico. Attorniandoci di profumi che ci piacciono i benefici saranno moltissimi: riduzione dello stress, una maggiore sensazione di relax che ci avvolge, l’umore che migliora.

Diffusori ambiente e aromacologia

In generale, ognuno ha certe fragranze che rilassano più di altre, perché la memoria olfattiva è assolutamente personale. Tuttavia ci sono aromi che più di altri, normalmente, contribuiscono a donare quella sensazione di benessere che ricerchiamo con l’aromacologia. Come nel caso del Legno di Rosa, perfetto per il soggiorno di casa. Noi abbiamo scelto quello di Officina delle Essenze, che grazie al suo profumo di corteccia evoca spontaneamente in noi emozioni positive. O anche grazie a Patchouli, una fragranza molto utilizzata (sia come profumo per il corpo sia per la casa) grazie alla scia di armonia esotica avvolgente.

Detto questo, l’aromacologia può essere utilizzata non solo per il rilassamento, ma anche per ricercare uno stato differente, come l’energia o la concentrazione. Nel caso dell’energia il maggiore aiuto arriva dalle spezie, con il loro aroma deciso. Come nel caso del profumatore Scorze & Spezie, delizioso per profumare la propria casa.

Giulia Mandrino

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I modi per superare la fase in cui un bambino non mangia

Venerdì, 23 Novembre 2018 14:35

I bimbi che non mangiano sono moltissimi. Ma non parliamo di “capricci”. È normale, e dipende soprattutto (nella maggior parte dei casi) dalle abitudini che diamo loro. Esiste tuttavia una fase che non dipende né dal gusto del bambino né dalle abitudini, ma che fa semplicemente parte della crescita naturale del bambino.

La fase del “non mangio” capita quindi quasi a tutti i bambini soprattutto negli anni in cui stanno costruendo la loro autonomia e la loro indipendenza (solitamente intorno ai 15-20 mesi). È come un test, se vogliamo: decidono cosa mangiare e cosa non mangiare per testare noi come genitori e per testare loro stessi come esseri umani indipendenti.

Da cosa riconosciamo questa fase? Non tanto dal “non mangio”, quanto dal fatto che i bimbi sembrano non mangiare cibi che fino a cinque minuti prima gli piacevano moltissimo. Non allarmiamoci, quindi, ma cerchiamo di rendere questa fase il meno drammatica (per noi!) e il più scorrevole possibile. Qui i nostri consigli.

I modi per superare la fase in cui un bambino non mangia: come rendere la fase del “non mangio” meno drammatica e più armoniosa

Innanzitutto, possiamo rendere i pasti sempre coinvolgenti. Questo significa cercare di cucinare insieme ai bambini, lasciando che pasticcino insieme a noi o che ci aiutino nelle faccende alla loro portata (come mescolare, disporre gli alimenti, lavarli, eccetera). Sentendosi protagonisti della preparazione i bambini saranno più invogliati anche ad assaggiare ciò che hanno fatto con le loro mani.

Cerchiamo di renderli anche divertenti, questi pasti: un bambino è un bambino, e come sapete a volte basta trasformare qualcosa che ai loro occhi pare noioso in qualcosa di più interessante per “ingannarli”. Formine, faccine, piatti colorati, piatti a loro dedicati, spiedini divertenti, polpette… Assecondiamo il loro gusto visivo ed estetico e rendiamo per loro il pasto qualcosa da scoprire ogni volta.

Il nostro esempio, poi, è fondamentale. Rendiamo i pasti un’abitudine con delle regole e dei tempi, evitando (prima di tutto noi genitori!) di mangiare fuori pasto e mangiando sempre a tavola insieme, come un rituale, nel quale tutti fanno la propria parte.

L’esempio allo stesso modo vale per ciò che mangiamo e non solo per l’abitudine dei pasti. Non possiamo obbligare un bambino a mangiare un piatto di verdure che noi non mangiamo perché non ci piace. Scegliamo quindi, piuttosto, verdure o cibi che piacciono a tutti, almeno in questa fase. Crescendo i bambini impareranno che è importante assaggiare tutto e non rifiutare qualcosa solo perché non ci garba in quel momento.

Detto questo, facciamo comunque attenzione alle abitudini alimentari dei bambini. Tenendo sempre a mente che questa può effettivamente essere una fase temporanea, se nel giro di qualche mese non passa possiamo iniziare a pensare alle abitudini alimentari in senso più stretto (come li abbiamo abituati?).

Ma soprattutto è utile fare attenzione al peso dei bambini: mangiano troppo? Mangiano poco? Crescono di peso o sembrano non crescere? Queste sono tutte domande importanti che dopo una prima osservazione vanno sottoposte al medico pediatra di fiducia, che saprà indicarci se ci sono scompensi, intolleranze, situazioni particolari o disordini da sistemare.

Giulia Mandrino

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L’inverno non fa paura grazie a NeoBorocillina Gola Junior!

Venerdì, 23 Novembre 2018 13:48

NeoBorocillina è ormai un prodotto che non manca nelle nostre case. Se è così conosciuto è perché ormai tutti si fidano della sua efficacia, con la consapevolezza che il mal di gola può essere sconfitto.

Il mal di gola non colpisce però solo noi adulti, ma anche e soprattutto i bambini, più soggetti di noi ai malanni di stagione. I nostri piccoli, però, non esprimono sempre bene il loro fastidio e i sintomi ai quali dobbiamo fare attenzione sono diversi. E quando vengono colpiti dal mal di gola ora possiamo fare affidamento ad un nuovo prodotto targato proprio NeoBorocillina, il nuovo NeoBorocillina Gola Junior, pensato appositamente per il mal di gola dei più piccoli!

L’inverno non fa paura con NeoBorocillina Gola Junior: da NeoBorocillina il nuovo prodotto formato bambino per combattere il mal di gola

Il mal di gola colpisce moltissime persone, soprattutto durante l’inverno, e può manifestarsi come un fastidio lieve, caratterizzato da bruciore leggero e pizzicore, ma anche come fastidio più grave, con sensazioni più pesanti e limitanti. Va quindi dalla gola arrossata fino alla difficoltà di deglutizione. Le cause sono svariate e la maggior parte delle volte questo mal di gola è dovuto all’infiammazione o all’infezione della faringe, della laringe, delle corde vocali o delle tonsille.

Anche i bambini ne soffrono, ma soprattutto quando piccoli non sanno esprimere il loro fastidio come noi. Dobbiamo quindi fare attenzione, chiedere loro cosa sentono, e osservare il loro comportamento: quando faticano a deglutire (e magari mangiano malvolentieri), si schiariscono la gola frequentemente o addirittura presentano questi sintomi associati alla febbre. Il pediatra saprà subito indicarci qual è la causa del mal di gola, se virale o batterica, ma in ogni caso ci sono alcuni rimedi che possono aiutarci ad alleviare il fastidio, anche nei bambini.

In questo senso c’è una novità ed è la linea NeoBorocillina Gola Junior, che ci è piaciuta fin da subito perché pensata proprio per il mal di gola dei più piccoli, con un gusto che finalmente viene incontro ai loro gusti e che permette di aiutarli facendoli sentire meglio.

NeoBorocillina Gola Junior si trova in due formati: le pastiglie gommose (che sembrano quindi caramelle!) e lo spray, entrambi con una formulazione pensata per i bambini dai 6 ai 12 anni, per trattare il mal di gola e dare sollievo. Le pastiglie e lo spray hanno infatti proprietà emollienti e protettive con un doppio effetto: riducono il bruciore e il dolore alla gola (aiutando anche la deglutizione) e limitano il contatto con gli agenti esterni, formando un film protettivo.
Tutto questo grazie a componenti di origine naturale. All’interno di NeoBorocillina Gola Junior troviamo infatti estratto di erisimo e di aloe (ad azione filmogena, emolliente e lenitiva) e un complesso di glicerina e polisaccaridi del tamarindo (mucoadesivo).

I bimbi possono così godere di uno dei loro gusti preferiti (la cola!) alleviando il fastidio alla gola. Nel periodo invernale quindi potrebbe essere un rimedio ideale, e da genitori possiamo finalmente prenderci cura dei bimbi senza sentirci in colpa perché diamo loro qualcosa che non gli piace, che non vogliono assumere perché amaro o troppo forte.

L’esperienza di NeoBorocillina è quindi finalmente a disposizione di tutti, anche dei più piccoli, che odiano tanto quanto noi quel fastidio alla gola e spesso non riescono neanche ad esprimerlo come vorrebbero.

Noi aggiungeremo presto le pastiglie gommose al nostro kit di pronto soccorso dei bambini e credo che non ne faremo più a meno!

Giulia Mandrino

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