Crescita e organizzazione familiare: l’importanza dei piccoli gesti
Quante ore passa tuo figlio davanti a uno schermo fra l'uscita da scuola e la cena?
Fra i bambini osservati da OKkio alla SALUTE 2023, il 45,1% trascorre più di 2 ore al giorno davanti a TV, videogiochi, tablet o cellulare.
Dove sta la televisione, quanta attività entra nel calendario e come passa il tempo da fermi dei più piccoli restano scelte di casa, per le quali indagini e linee guida ti danno i numeri da cui partire.
Schermi e tempo libero nella giornata dei bambini
Quel dato somma quattro apparecchi diversi, perché l'indicatore di OKkio mette insieme televisione, videogiochi, tablet e cellulare in un solo tempo schermo. Le 2 ore sono la soglia con cui l'indagine misura le abitudini, mentre la regola di casa sugli schermi dei più grandi la scrivi tu, insieme a loro.
Il 18,5% dei bambini non ha svolto alcuna attività fisica il giorno precedente l'indagine, sempre secondo OKkio alla SALUTE 2023. Le giornate senza movimento che la rilevazione descrive sono quelle in cui il gioco attivo è rimasto fuori dal calendario, e puoi riconoscerle anche nella tua settimana.
Guarda come scorre il pomeriggio: schermi e movimento pescano dalle stesse ore libere, strette fra l'orario scolastico e il lavoro dei genitori. Ogni mezz'ora che finisce sul tablet è una mezz'ora in meno per correre o andare in bicicletta, e decidere come distribuirle è un compito della famiglia, con tutti gli adulti che hanno voce sugli orari. Il calendario lo tieni tu, e lo aggiorni con chi ti dà il cambio a scuola o al parco.
Cosa indica l'OMS per i bambini sotto i cinque anni
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nel 2019 le «Guidelines on physical activity, sedentary behaviour and sleep for children under 5 years of age», con indicazioni sul tempo da dedicare al movimento e al sonno e un tetto alle attività sedentarie, come guardare gli schermi o restare seduti nel passeggino. Ti riguarda se hai anche un figlio alla scuola dell'infanzia.
L'OMS indica per un bambino di 3-4 anni almeno 180 minuti al giorno di attività fisica varia e di varia intensità, distribuiti nel corso della giornata, di cui almeno 60 minuti di intensità da moderata a vigorosa. Le stesse linee guida, per quella fascia d'età, indicano di non trascorrere più di un'ora al giorno davanti allo schermo.
Se in casa c'è un fratello più piccolo, quell'ora diventa un numero da collocare nella settimana di tutti, accanto al tempo schermo dei grandi. Mettila per iscritto e falla conoscere ai nonni o alla babysitter che seguono il bambino mentre i genitori lavorano, così le famiglie con figli di età diverse tengono due misure senza ripeterle a voce.
La televisione in camera e le regole di casa
Il 41,5% dei bambini ha la televisione nella propria camera da letto, secondo OKkio alla SALUTE 2023. La televisione in camera è quindi il primo punto da mettere sul tavolo quando decidi come usare gli schermi.
Le regole di casa arrivano spesso in elenchi lunghi, eppure per gli schermi ne servono poche, regole condivise dagli adulti di casa e uguali per tutti, nonni e babysitter compresi. Riguardano dove stanno gli apparecchi, in quali momenti vanno accesi e quali contenuti scelti insieme possono guardare i figli. Puoi farle diventare routine familiare solo se ogni adulto le applica allo stesso modo, anche la sera in cui sei fuori.
Le stabilisce chi fa da genitore, madre o padre che sia, e le fa valere chi è in casa nelle ore di lavoro: un nonno, una babysitter, un altro caregiver. Spiegale una volta a tutti con le stesse parole, così nessuno deve inventarle al momento davanti a un bambino che chiede ancora cinque minuti. Lasciare il telecomando in salotto e il tablet in cucina dopo cena sono piccoli gesti che reggono perché li ripetono tutti.
Le decisioni che passano dal pediatra
Se fra i temi della prossima visita di tuo figlio c'è anche la vitamina D, D3Base Junior per bambini è un integratore alimentare fonte di vitamina D3, utile quando dieta ed esposizione solare non assicurano il fabbisogno, da scegliere lì, insieme al pediatra. D3Base Junior è pensato per bambini dai 4 anni in su. Porta vitamina D3 nella misura di 600 U.I. per unità.
Il pediatra propone l'integratore per un motivo preciso che riguarda tuo figlio, e valuta con te se e per quanto ha senso. È una decisione su quel figlio, e ciò che vale per lui non passa in automatico al fratello, che ha un'età, un'alimentazione e una storia sue. Il dubbio sull'altro figlio va portato alla sua visita.
La visita successiva è il momento per riparlarne. Chi accompagna il bambino in ambulatorio tiene il filo con il pediatra, d'accordo con gli altri adulti che lo seguono. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di un sano stile di vita.
Il tempo da fermi nell'agenda di famiglia
Prova a mettere la settimana su un'agenda di famiglia visibile a tutti, con scuola, lavoro, gioco, finestre per gli schermi e momenti di lettura condivisa, e affida a una persona il compito di aggiornarla quando cambia qualcosa. Un turno spostato o un allenamento anticipato finiscono subito sulla pagina, e il resto della casa lo legge prima di sera. Pianificare così ti toglie lo stress delle telefonate dell'ultimo minuto per sapere chi passa a prendere chi.
Quale app usare conta poco: un'app sul telefono di entrambi i genitori e un calendario di carta sul frigorifero fanno lo stesso lavoro, a patto che lo consultino tutti gli adulti di casa, babysitter compresa. Gestire la settimana diventa possibile quando ognuno sa dove guardare.
Le linee guida OMS del 2019 aggiungono un'indicazione per i figli sotto i cinque anni: sconsigliano di restare nel seggiolino, nel passeggino o nel marsupio per più di un'ora alla volta e suggeriscono di dedicare il tempo «da fermi» ad attività interattive con chi li accudisce, come la lettura e il racconto di storie. Quel tempo, scritto in agenda, prende il nome dell'adulto che legge o racconta.
La domenica sera, sull'agenda che tutti vedono, entrano uno alla volta gli impegni della settimana. Conviene mettere in agenda anche il tempo da fermi accanto a un adulto, perché sono le linee guida dell'OMS a suggerire che quel tempo resti interattivo, fatto di letture e storie raccontate insieme.

