“Yoga per te e il tuo bambino”, il libro di Mark Singleton
Martedì, 24 Gennaio 2017 18:21Vi piacerebbe avere sulla vostra libreria un volume che tratti nel dettaglio lo yoga per genitori e figli, con spiegazioni teoriche e illustrazioni per imparare ad esercitare la pratica a casa, tutti insieme? Be’, ora questo libro c’è, e si intitola “Yoga per te e il tuo bambino”.
L’autore è Mark Singleton, esperto insegnante di yoga che ha messo a disposizione del suo pubblico la sua conoscenza, con un libro davvero prezioso per chi ha voglia di provare a rendere i momenti di tempo libero davvero producenti, divertendosi e facendo conoscere sin dai primi anni lo yoga ai propri figli. Perché lo yoga non è solo per adulti, anzi!
Ecco “Yoga per te e il tuo bambino”, il libro di Mark Singleton: finalmente anche in Italia il volume perfetto per le mamme che vogliono sperimentare lo yoga insieme ai propri figli
“Yoga per te e il tuo bambino” è edito da Mental Fitness Publishing, casa editrice concentrata su tutte quelle pratiche volte a migliorare il rapporto con il proprio corpo e la propria mente. E cosa c’è di meglio dello yoga per entrare in sintonia con entrambi questi aspetti?
Se già quindi praticate lo yoga e vorreste farlo insieme ai vostri bambini, oppure se non l’avete mai provato ma vi piacerebbe iniziare a integrato nella vostra quotidianità, questo è il libro che fa per voi, perché nella sua semplicità è davvero, davvero prezioso.
Sin dalle prime pagine si capisce il perché: sia la prefazione che l’introduzione portano in prima persona l’esperienza dell’autore (e della curatrice), che spiega come dallo yoga esercitato da bambino sino alle sue esperienze di insegnamento, la vita l’ha portato lì, a concentrarsi sui benefici di questa disciplina sui corpi dei più piccoli. Il suo punto di vista è quindi importantissimo, ed è per questo in grado di approcciarsi al testo in maniera semplice ed efficace.
Scorrendo le pagine, troverete prima di tutto una spiegazione chiara e semplice dei benefici dello yoga per bambini: Singleton si concentra sulle migliorie della postura, della concentrazione, della respirazione e della meditazione, ma anche su quei benefici più nascosti ma non per questo effimeri: i bambini che imparano sin da piccoli lo yoga sanno accettarsi meglio, sanno dire no alla competizione a favore della calma, sono più consapevoli di sé e del mondo…
Ed ecco quindi il vero e proprio compendio delle posizioni che potrete eseguire con i bimbi! Partendo dai consigli pratici sul quando iniziare, come iniziare e come continuare le sedute, il libro prosegue infatti con le vere e proprie asana, ognuna con la sua immagine e ognuna con la sua breve spiegazione, utile per capire i benefici che apporta al corpo.
Ma non sarà come lo yoga per adulti! O meglio. Lo è, perché ogni tipologia di yoga è assolutamente importante ed efficace allo stesso livello, ma in questo caso le posizioni sono pensate apposta per i bambini, ma soprattutto per i bambini con le loro mamme o papà. Non si tratta, infatti, come si potrebbe pensare, di un libro dedicato allo semplice “yoga per bambini”, ma allo yoga “CON il tuo bambino”.
La differenza è enorme. Ed è importantissimo, poiché Mark Singleton, attraverso le spiegazioni e le immagini che illustrano benissimo le asana, guida le mamme e i bimbi nello yoga insieme, intrecciati, in connubio. Oltre ai benefici specifici dello yoga, quindi, seguire i consigli di questo libro sarà davvero benefico anche per il rapporto genitore-figlio, che in contatto profondo svilupperanno radici ancora più profonde.
Il nostro consiglio è quindi di prendere in mano questo libro (a nostro avviso indispensabile!), prendervi i vostri tempi, iniziare un po’ come gioco, con sessioni brevi, per poi trovare insieme al vostro bambino il vostro ritmo, la vostra abitudine, integrando lo yoga nella quotidianità o nella routine settimanale. Il bello è che più che uno sport, grazie anche all’intreccio delle posizioni e ai loro nomi (giocosi, calmanti e didascalici allo stesso tempo), sarà più un’attività ludica e meditativa al contempo, un tempo preso per se stessi a cui rinunciare sarà difficile.
Sembra un ossimoro, una frittata senza formaggio, ma è possibile, e vi assicuriamo che il risultato è un piatto buonissimo e soprattutto morbidissimo, leggero. Non è completamente veg poiché ci sono le uova, ma per tutti gli intolletanti al lattosio e per chi come noi preferisce ridurre l'assuzione di latte vaccino dalla sua dieta, la frittata senza formaggio è un'ottima alternativa.
Frittata leggera senza formaggio: la buona alternativa per una frittata senza derivati del latte
Essendo un frutto che troviamo sul banco fresco da agosto a maggio, la mela è considerata un frutto anche invernale, e date le sue ottime proprietà la possiamo sfruttare non solo come snack o merenda, ma anche come ingrediente per insalate più gustose, come questa che abbina gli spinacini al pollo e alla frutta secca.
Insalata di pollo e mele: come rendere più gustosa l'insalatona che portiamo in tavola completandola con il frutto per eccellenza
I quiet book: i libri tattili montessoriani
Lunedì, 23 Gennaio 2017 10:07Che la sensorialità sia uno dei punti fondamentali per una didattica completa ed efficace è ormai assodato, e non è un caso se i metodi educativi italiani più apprezzati, come quello montessoriano, hanno tra le loro attività elementi che stimolano moltissimo il tatto.
I libri tattili, o sensoriali, sono uno strumento prezioso per i bambini (anche per quelli più piccoli), dal momento che nei primi anni di vita i bimbi scoprono il mondo attraverso i loro cinque sensi.
Farli in casa, però, è forse un po’ scomodo, e in commercio non se ne trovano moltissimi (soprattutto se si cercano la qualità e la sicurezza). Abbiamo però scoperto da poco Ideecolori Tralemani, un progetto che permetterà di dare ai nostri bambini proprio ciò di cui hanno bisogno: dei bellissimi libri tattili in stoffa realizzati finalmente con amore.
I quiet book di Emanuela Puzzo di Ideecolori Tralemani: i libri tattili montessoriani fatti a mano per stimolare la sensorialità dei nostri bambini
Partiamo dall’inizio, e cioè dal concetto di libro tattilile, o sensoriale: si tratta semplicemente di volumi educativi ispirati alla didattica di Maria Montessori, al cui interno si possono trovare attività e stimoli personalizzati in base all’età dei bambini (e ai loro interessi). La particolarità sta nel fatto che questi libri non sono fatti solo per essere letti e guardati, ma soprattutto per essere toccati con le manine, primo veicolo dell’apprendimento negli anni dell’infanzia.
L’apprendimento è assicurato dal fatto che i bambini, durante i primi anni di vita, sperimentano il mondo attraverso i mezzi che hanno a disposizione, e cioè i loro sensi. In questo senso, i libri sono costruiti a partire da diversi materiali, in modo da stimolare proprio questa curiosità tattile.
Non solo: tra i vantaggi ci sono lo stimolo della coordinazione occhio mano e l’esercitazione delle attività quotidiane (come l’allacciare le stringhe, chiudere i bottoni, aprire le cerniere…) in maniera divertente e quindi più attrattiva.
Emanuela Puzzo ha quindi deciso di creare la sua linea di libri tattili fatti a mano, i Quiet Book: questa giovane mamma trasforma stoffa, pannolenci e materiali naturali e colorati in piccoli libri tutti da toccare e da curiosare, realizzandoli a mano con precisione per assicurare che non si rompano. In poche parole: questi libri sono fatti per essere usati all’infinito!
Il bello è che, rispetto ai libri che potrete trovare in commercio in negozi specializzati, oltre ad essere più economici e di qualità (i costi vanno da 30 euro a 60 euro in base alle pagine e alle attività) possono essere personalizzati in tutto e per tutto, stabilendo insieme ad Emanuela i colori, le pagine, le attività e la copertina.
Il vostro bambino potrà quindi giocare con il suo libro, sulla cui copertina compare proprio il suo nome (più personalizzato di così non si può!) e all’interno troverà attività davvero stimolanti e divertenti: potete scegliere, ad esempio, la pesca e la lavatrice…
(foto 1)
Oppure la matematica e le ore…
(foto 2)
… O ancora la geometria, i mestieri, le stagioni, la cucina…
(foto 3)
Emanuela ha una sua pagina Facebook, ed è lì che potrete vedere tutti i suoi meravigliosi lavori e contattarla in caso di interesse!
Gli scrub, detti anche esfolianti, sono creme, sieri o mousse che contengono al loro interno microgranuli: vengono utilizzati per rimuovere le cellule morte consentendo una pulizia profonda, step indispensabile per una pella sana e vitale. Chi ha pelli molto grasse e impure dovrebbe effettuare lo scrub due volte a settimana, chi invece ha una pelle più secca e sensibile solo una volta.
Deve essere applicato sulla pelle umida in piccole quantità, eseguendo movimenti circolari che consentano una pulizia profonda della cute.
Ecco la ricetta della mousse scrub per viso e corpo: come preparare uno scrub delicato ed efficace con gli oli essenziali
Oltre alla ricetta base composta da olio di cocco e zucchero di canna, potete scegliere degli oli essenziali specifici per il vostro tipo di pelle: vi consiglio prima di utilizzare lo scrub sul viso o su vaste aree del corpo di testare eventuali allergie spalmando una piccola quantità di prodotto attendendo mezz'ora. Come sappiamo essendo gli oli essenziali molto potenti è meglio sempre maneggiarli con cautela.
Qui sotto trovate la nostra selezione di oli essenziali da aggiungere alla mousse scrub:
- per pelle secca e sensibile: sandalo, rosa, lavanda, ylang ylang, camomilla, lavanda.
- per pelle normale: geranio d'Egitto, lavanda, sandalo.
- per pelle grassa: geranio d'Egitto, cipresso, (limone se non ci si espone al sole nelle 24 ore successive)
Aspiratore nasale sì, aspiratore nasale no?
Lunedì, 23 Gennaio 2017 08:27Il mondo delle mamme è sempre diviso tra le pro e le contro. Pro e contro qualsiasi cosa. Allattamento, svezzamento, medicine… E anche i nasini che colano ai nostri bimbi non sono risparmiati da queste diatribe, poiché le scuole di pensiero si assestano su due fronti: le mamme a favore degli aspiratori nasali e quelle contro.
Noi? Siamo a favore. E ora vi spieghiamo perché.
Aspiratore nasale sì, aspiratore nasale no? I nostri consigli sulla pulizia del naso dei bimbi, e come questa sia benefica per la loro salute generale
Non serve molto per spiegare il nostro essere a favore dei lavaggi nasali frequenti ma delicati: semplicemente, pulire il nasino dal muco in eccesso non significa solo togliere un fastidio al bambino, ma proteggerlo dalle malattie.
Se infatti il raffreddore è decisamente uno dei fastidi più antipatici (soprattutto la notte, quando i bimbi faticano ancora di più a respirare), esso ha risvolti anche più seri, poiché in tutto quel muco che i bimbi producono si annidano germi e batteri, i principali responsabili delle infezioni respiratorie. Lasciarli pacificamente lì è deleterio, soprattutto durante i raffreddori, ma lo è anche nei giorni “normali”, quelli durante i quali la minaccia delle malattie stagionali sembra ben lontana. Già, perché il muco è sempre presente (anche se in minor quantità) ed è proprio qui che prolifica la colonizzazione da parte dei germi e dei batteri, esseri che non si fermano al nasino ma che passano alla bocca, alle orecchie e alle vie respiratorie.
Nei bambini questa colonizzazione è più pericolosa rispetto che negli adulti per un semplicissimo motivo fisico: orecchie e naso sono collegati dalla tuba di Eustachio, un piccolo tubo che prima dei 6 anni di età è orizzontale, e che diviene obliquo solo con gli anni. Ecco perché le otiti sono più frequenti, così come le altre malattie respiratorie (il tutto condito dalla minor forza del sistema immunitario, che in loro si sta formando). Se dunque le secrezioni nasali ristagnano, maggiore è la quantità di ammalarsi!
Se non quotidiano, il lavaggio deve allora essere comunque frequente, soprattutto in presenza di muco, sempre delicato ed eseguito in maniera corretta. In giorni “normali”, quindi, basteranno delle goccine di soluzione fisiologica nelle narici, per ammorbidire il muco, far sì che non si secchi e che venga espulso in maniera naturale, soprattutto attraverso gli starnuti.
Durante i raffreddori e i malanni stagionali, tuttavia, la pulizia semplice non basta, ed è qui che vengono in aiuto gli aspiratori nasali (ma solo in questo caso: al contrario, aspirando troppo frequentemente secchereste la mucosa causando irritazioni), come ad esempio il pratico Nasale Care di Miniland, il marchio spagnolo di baby care di qualità. In questo caso, il dispositivo è elettronico, ed è molto più comodo rispetto agli aspiratori meccanici che prevedono tubicini e pompette.
Tenete sempre il vostro aspiratore a portata di mano, durante i raffreddori forti: quando il bambino eccede nell’espulsione di muco (che, quando giallo, spessissimo è solo sintomo di muco stagnante e non di altre malattie), è bene aiutare il suo nasino a ripulirsi. E quando l’aspiratore è comodo è ancora meglio, poiché permette di eseguire questa pratica spesso odiata dai bambini in maniera veloce, pratica e discreta. Quando ergonomico, infatti, l’aspiratore permette di utilizzare una mano sola, tenendo in braccio i bimbi e facendoli così sentire al sicuro.
Il bello di aspiratori come quello di Miniland è anche la sicurezza igienica, poiché permettono di depositare il muco in un contenitore interno isolato dal resto dell’apparecchio, evitando il contatto con le secrezioni appena eliminate. E anche la pulizia è semplicissima: basta svuotare il piccolo contenitore e lavarlo con acqua e sapone.
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Le zuppe invernali sono sempre una cena perfetta, poiché ci permettono di assumere i carboidrati buoni (non quelli di pasta e pane, ma quelli delle verdure) e qualche proteina vegetali grazie ai legumi che aggiungiamo. In questa zuppa di sedano al gusto di pesto, ad esempio, noi aggiungiamo qualche borlotto fresco, saporito e con una consistenza che spesso piace a moltissimi bambini. E il sedano è davvero un toccasana: è ricchissimo di potassio, fosforo, magnesio, calcio, vitamine C, E, K e alcune vitamine del gruppo B!
Zuppa di sedano e basilico: come preparare una calda e verde minestra invernale
Essere un papà single in un mondo di mamme
Venerdì, 20 Gennaio 2017 09:55Si parla molto delle mamme single, e ci sta (in effetti sono moltissime). Si parla molto del lavoro delle madri, che si snoda spessissimo tra casa e ufficio, e che non si limita alle 8 ore canoniche. Si parla molto dei padri assenti. E di quelli single, soli e presentissimi? Di quelli che per scelta, per sfortuna, per tragedie o per strani casi della vita si trovano ad essere nel tradizionale ruolo che le mamme hanno avuto per secoli e secoli di storia? Di loro chi ne parla?
La loro forza è pari a quella delle mamme. Le loro difficoltà sono le stesse. E meritano qualche parola, non credete?
Essere un papà single in un mondo di mamme: cosa significa davvero per un uomo crescere da solo una famiglia, con il bello e il brutto della situazione
“Per me diventare un papà single non è stato molto diverso dal presentarsi ad un primo giorno di lavoro. In un paese straniero. Dove tu non parli una parola della loro lingua”. Questo incipit è carico ed esplicito, e per questo ci ha colpito. A scrivere è John Allan, musicista abbastanza famoso che dopo una carriera sul palco si è dato all’insegnamento della musica negli asili di Los Angeles. Sì, è lui il papà single che porta la sua testimonianza: l’ha fatto sulle pagine di Red Trycicle, e ne è nato un breve racconto veritiero sul cosa vuole davvero dire essere un papà single.
Sin dall’inizio, niente di eroico, ma tutto molto disordinato, proprio come la maggior parte delle vite delle mamme alle prese con bimbi, pappe e pannolini: non appena si è trovato nella situazione, John Allan si è fatto prendere dal panico, e dopo essere andato in un negozio a comprare tutto ciò di cui ci sarebbe stato bisogno, si è iscritto ad un corso per genitori (scoprendo peraltro che in città erano tutti pieni: sintomo di un argomento davvero acceso!).
“Ho imparato così che quando un bambino piange probabilmente è affamato, stanco, sporco, oppure ha bisogno di fare il ruttino. Ho imparato a leggere i segni e a interpretarli. Ho imparato come stringere mia figlia per calmarla”, racconta, “e acquisire la competenza di sapere quale cura è appropriata per una certa età è stato estremamente utile, poiché ho realizzato subito che la mia bambina stava crescendo velocemente e in maniera continua, con un bisogno di attenzione praticamente costante”. Sembra banale? Pensate ad un papà che è completamente estraneo al mondo della maternità e dei bambini, e capirete quanto è difficile. E soprattutto quanto è spaventoso.
Ed ecco che allora in aiuto gli è venuta, non lo nega, anche la Super Nanny della tivù, il programma che in Italia è chiamato “Sos tata”. John non lo nega: lo ha aiutato molto, poiché se all’inizio guardando le puntate era tutto un “Ommioddio, se questo è essere genitori, con figli del genere, voglio scappare!”, di volta in volta capiva che il comportamento dei bambini è riflesso esatto di quello dei genitori. Sono le nostre scelte, insomma, a determinare le loro azioni e le loro abitudini. Ed è quello che ha fatto, riuscendo piano piano a creare con sua figlia un rapporto basato sul rispetto e sull’amore.
Tuttavia, dall’altro lato c’è sempre stato lo spettro del vivere in un mondo nel quale la maternità è prettamente femminile. Insomma, lo spettro dell’essere un papà single in un mondo di mamme.
“In alcune classi del corso che seguivo mi sentivo più accolto che in altre - racconta - poiché alcune mamme si sentivano in imbarazzo, ad esempio, ad allattare con un uomo nella stanza. Lo capivo, ma loro dovevano capire che io avevo bisogno di aiuto tanto quanto loro. E ancora adesso, dopo anni, quando vado al parco con mia figlia a volte tendo a sentirmi a disagio, fuori luogo”.
E, continua: “Alcuni papà devono ancora lottare per il diritto di crescere un bambino in una società che si dispera all’idea che un maschio possa essere colui che si occupa dei figli. Per fortuna sono molti i padri come me, ormai, e la percezione sta cambiando. Anche se possiamo interagire con i nostri figli in maniera differente, ho capito che è proprio come dicono le ricerche, e cioè che i bambini hanno bisogno di entrambi i mondi. E’ vero che non siamo come le mamme, siamo più rudi e crudi”.
E, alla fine, rivela il suo segreto: per lui e sua figlia il punto di contatto fondamentale è stata l’arte. Quando si è trovato ad essere papà a tempo pieno, c’erano moltissimi tempi vuoti da riempire. E così, in maniera naturale, ha iniziato a riempirli di musica, soggetto che interessava moltissimo anche a sua figlia, rappando, cantando, suonando e improvvisando ogni volta che avevano voglia. “Oltre che un’esperienza educativa, per noi si è rivelata la maniera perfetta per rafforzare ancora di più il nostro legame padre-figlia”:
8 risotti invernali per tutta la famiglia
Giovedì, 19 Gennaio 2017 12:43Bastano il riso e il brodo vegetale, e poi tutti gli ingredienti che più piacciono a voi e alla vostra famiglia: fare un buon risotto è sempre un’ottima soluzione, poiché in questo modo assumerete i benefici dei cereali, unendoli alla bontà e alla salute delle verdure, cucinando velocemente in mezz’oretta un piatto completo e gustoso.
In inverno, poi, un buon risotto scalda sempre le pance e i cuori. Unendo l’utile al dilettevole, quindi, basterà preparare un bel risotto con le verdure di stagione per una cena davvero perfetta.
Ecco 8 risotti invernali per tutta la famiglia: da quello ai broccoli a quello all’arancia, i risotti che scaldano e sfruttano la stagionalità
- Bietole e spinaci hanno un sapore inconfondibile e un colore verde che vi farà ottenere un risotto che potrete presentare come “risotto al dinosauro”: qui la nostra ricetta, che sfruttiamo tutto l’anno alternando le erbette di stagione in quel momento.
- Di nuovo verde e gustosissimo è il risotto ai broccoli. Prendeteli freschi oppure surgelati e lessateli per cinque minuti in acqua salata. Nel frattempo, fate soffriggere una cipolla in un filo d’olio evo con due acciughe sminuzzate e una volta dorate aggiungete nella padella il riso (un pugno per persona), facendolo tostare per un minuto. Aggiungete quindi due mestoli di brodo e lasciatelo assorbire, continuando con questa azione fino a che il riso non sarà cotto (solitamente venti minuti). Cinque minuti prima della fine della cottura, aggiungete i broccoli che avete lessato e del parmigiano (o della ricotta), e mescolate bene bene prima di servire.
(foto 1 http://vegandad.blogspot.it/2010/06/broccoli-risotto.html)
- Non solo verdura: tra la frutta invernale ci sono le arance, e quindi perché non sfruttarle per un risotto insolito? Ecco quindi il risotto arance e mandorle. Tritate 60 grammi di mandorle e tenetele da parte, quindi tritate uno scalogno e fatelo appassire in un filo d’olio evo. Nella padella aggiungete il riso, mescolate a spruzzate un filo di vino bianco, lasciandolo evaporare. Ora aggiungete il succo di un’arancia, versate un mestolo di brodo alla volta facendolo evaporare e portate a cottura. A fine cottura aggiungete il succo di un’altra arancia, quindi aggiungete le mandorle, del parmigiano grattugiato e mescolate bene.
(foto 2 http://www.cucchiaio.it/ricetta/ricetta-risotto-mandorle-arance/)
- Zucca e taleggio, connubio perfetto: tagliate a dadini 500 grammi di zucca, quindi fate rosolare una cipolla con un filo d’olio e dopo un paio di minuti aggiungete la vostra zucca. Dopo cinque minuti diventerà tenera, e sarà ora di aggiungere il riso, mescolandolo per un minuto. Aggiungete ora il brodo vegetale a mestolate fino a fine cottura, e alla fine unite 200 grammi di taleggio a dadini, mescolando fino a scioglimento. Se il gusto del taleggio per voi è troppo forte, basterà sostituirlo con dell’alpigiana, della ricotta o della robiola.
(foto 3 http://www.agrodolce.it/ricette/risotto-zucca-taleggio/)
- Aggiungendo al risotto alla zucca dei funghi otterrete un risotto dal sapore ancora più invernale: metteteli in padella insieme al riso e alla zucca verso metà cottura, facendoli ammorbidire per mezz’oretta in acqua prima di buttarli dentro.
(foto 4 http://www.mytasteit.com/r/risotto-alla-zucca-e-funghi-37328089.html)
- Buonissimi, da soli o in piatti più elaborati, sono i carciofi. Per farne un risotto, prendetene 6 e puliteli (eliminando le foglie esterne e tagliando le estremità legnose; tagliate quindi il gambo, divideteli a metà togliendo la barba e tagliateli a fette). Metteteli in padella con un filo d’olio e una cipolla tritata, salate e pepate e fate cuocere a fuoco dolce per dieci minuti, con il coperchio abbassato. Una volta ammorbiditi, toglieteli dal fuoco e tritateli (tenendone qualcuno da parte per guarnire). Procedete quindi alla preparazione del risotto: fate soffriggere una cipolla in olio, aggiungete il riso lasciandolo tostare per un minuto e aggiungete brodo vegetale fino ad assorbimento e a cottura completata. La crema di carciofi andrà aggiunta a metà cottura, mentre a fine cottura basterà aggiungere del parmigiano per mantecare e servire guarnendo con i carciofi tenuti da parte.
(foto 5 http://www.nonsolopiccante.it/2013/04/04/risotto-ai-carciofi/)
- Il radicchio è autunnale, ma quello tardivo si trova anche in inverno. E con il melograno otterrete un risotto tra l’amaro e l’acidulo davvero particolare. Fate rosolare una cipolla in un filo d’olio, quindi aggiungete il vostro riso, fate tostare e iniziate con il brodo a mestolate fino ad assorbimento. Aggiungete il succo di un melograno, che avrete ottenuto passandone i chicchi in un passaverdura, quindi appena la prima mestolata si è assorbita aggiungete un radicchio tagliato a listarelle. Continuate con il brodo fino a fine cottura, quindi spolverate e mantecate con del parmigiano e servite guarnendo con qualche chicco di melograno.
(foto 6 http://ricette.donnamoderna.com/risotto-al-radicchio-e-melagrana)
- Infine ecco il risotto con la verza, crocifera invernale super benefica. Fate appassire una cipolla in una casseruola con un filo di olio evo, aggiungete il riso, fatelo tostare a aggiungete 5 foglie di verza pulite e tagliate a quadratini. Aggiungete un mestolo di brodo alla volta fino a fine cottura e mantecate con del parmigiano o del lievito alimentare in scaglie (per una ricetta veg).
(foto 7 http://www.mytasteit.com/r/risotto-con-la-verza-49817730.html)
Essere mamma è nelle piccole cose
Martedì, 17 Gennaio 2017 20:30Non sono i viaggi a Disneyland, i progetti scientifici che vincono i primi premi, la perfezione degli abiti cuciti per i saggi di danza e le recite scolastiche. No, non sono questi a rendere una donna una mamma perfetta. Perché essere mamma è nelle piccole cose, e fare la mamma, semplicemente la mamma, è già abbastanza. Fate che questo sia il vostro mantra, e vedrete come cambierà tutto.
Essere mamma è nelle piccole cose: perché fare la mamma è già abbastanza, e perché ai nostri figli bastiamo noi, senza strafare
Ciò che stiamo per scrivere sappiamo che vi suonerà familiare. Lo sappiamo poiché ci basta scrivere delle nostre esperienze, della nostra quotidianità di mamme: tutte noi, seppur ognuna con la sua particolare famiglia e la sua particolare persona, ci prodighiamo in atteggiamenti che pensiamo ci rendano madri migliori. E’ giusto. Non lo neghiamo. Ma alla fine, sappiate che fate già abbastanza, e che i vostri figli lo sanno.
Quali sono questi atteggiamenti? Il pretendere di aiutare ogni giorno i bambini con i compiti; il cucinare manicaretti stratosferici (e magari, a volte, fare un piatto per ognuno, perché al piccolo non piacciono i broccoli e guai a propinare la minestra al papà); il disegnare al computer quella bellissima agenda per la famiglia, con font pazzeschi e disegni carini, per organizzare le settimane; l’aiutare i bimbi con il progetto scientifico strafacendo perché, beh, sai che bello se vincono il primo premio?
Ma non è questo a fare di voi delle buone madri. Questo è ciò che fa di voi delle mamme ineccepibili e molto, molto brave, non lo neghiamo, ma l’essere buone madri sta nelle piccole cose. In tutte quelle cose che sembriamo stare dimenticando, ma che facciamo tutto il giorno, tutti i giorni.
Forse non ne parliamo perché parlare della quotidianità non è molto glamour, non è cool, non è instagrammabile. Ma se proviamo a fare un elenco di tutte le piccole cose normali che una mamma fa, beh, già quelle bastano da sole per renderla perfetta.
Ci alziamo (magari dopo una notte insonne), non ci pettiniamo (al massimo uno chignon comodo e via), ci laviamo i denti, andiamo in cucina, prepariamo la colazione, svegliamo i bimbi con un bacio o una carezza, li convinciamo a vestirsi, li accompagniamo a scuola, li andiamo a prendere, prepariamo il pranzo, facciamo la spesa…
E poi tutte quelle cose che i bambini non vedono, ma magari percepiscono: il pagare le bollette, i mille viaggi avanti e indietro in macchina per accompagnare tutti dove devono andare, i fare i conti dei soldi in banca, le chiacchierate con le maestre (e magari le discussioni), il cambiare le lenzuola per farli dormire nel profumo e nel pulito, le code di cavallo e le trecce che avete dovuto imparare a fare guardando mille tutorial su YouTube, le pulizie di casa, i regali di Natale, le feste di compleanno con gli amichetti, il fare amicizia con le altre mamme. Tutte quelle cose che una mamma deve fare, inevitabilmente, senza scelta. Ma con amore.
Sono proprio queste piccole cose a fare dire ai bambini “grazie mamma”, a renderci ai loro occhi perfette. Non sono il viaggio al parco divertimento, le mille uscite al cinema, la torta super golosa preparata per merenda o tutte quelle cose “plus” che ci prodighiamo così tanto a fare.
Ai nostri bambini basta che noi ci siamo, che provvediamo a loro, che li abbracciamo, che diamo loro un bacio della buonanotte, che leggiamo loro la loro storia preferita, quella che magari non è così educativa ma che a loro piace così tanto che non si strancherebbero mai di sentirla. E chissenefrega se non parla di tutti quei concetti politically correct di cui oggi le storie sembrano dover per forza parlare. E che noi mamme sembra dobbiamo per forza raccontare.
Basterà solo una regola, quindi, per essere una brava mamma: ogni tanto, lasciate perdere la perfezione. E prendete del tempo per la normalità. Per una partita a carte con loro, per guardare insieme il disegno che hanno dipinto, per fare una coccola, per fare la spesa insieme. Senza strafare, si vince. Perché essere mamma è già abbastanza, e loro lo sanno.