Ma davvero ci sono ancora genitori che danno omogeneizzati?

Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio e ha suscitato molte polemiche: tante di voi si sono sentite ferite e per questo mi sembra giusto chiedere scusa se il titolo dell'articolo è risultato "accusatorio". La prima cosa che voglio specificare è che la domanda si riferisce a uno svezzamento effettuato al 100% con prodotti conservati. 

Io ho dato un po' di "fruttini" ai miei figli ma quello che a me lascia basita è vedere nutrire bambini per sei mesi interamente con prodotti conservati. Devo dire che nello svezzamento dei miei figli sono stata facilitata dalla scelta di non dare proteine animali fino all'anno seguendo lo svezzamento naturale dei pediatri Mezzera e Proietti, in questo modo non avevo il problema della "provenienza sicura" della carne e del pesce.

E' un tema su cui sto riflettendo molto, nel senso che mi sto ponendo diverse domande: ma penso che (in generale) la nostra società stia un attimo travisando quelle che sono le "radici!" dell'uomo, quei pilastri senza il quali l'essere umano (che ricordiamocelo è un mammifero) possa stare bene a 360° gradi. Ben venga il progresso scientifico, tecnologico etc... ma alcune cose come il cibo e il movimento dovremmo secondo me (e ripeto secondo me) mantenerle più "autentiche". Forse ripeto, è un mio limite e una mia sovrastruttura, ma a istinto penso che non abbia senso nutrire in toto un bambino con prodotti conservati e secondo me se facessimo la prova noi, quindi di mangiare per un mese al 100% con prodotti conservati e poi un mese per l'80% con cibo fresco noteremo subito la differenza in termini di energia.

Il cibo è la nostra benzina, come per una macchina. Se diamo quotidianamente a colazione latte formulato vaccino e biscotti con zucchero uova e burro, a pranzo un omogeneizzato e farine arricchite con dolcificanti, a merenda lo yogurt o il fruttino e a cena idem come il pranzo. E' chiaro che i bambini arrivano a due anni che non mangiano nulla se non il Fruttolo, non hanno mai provato il gusto vero del cibo, non sanno che le zucchine non hanno il gusto dell'omogeneizzato confezionato di zucchine.

E non è solo questione di gusto, secondo me (e secondo i pediatri che seguo) un bambino nutrito al 100% con cibo conservato difficilmente non avrà muco perenne e manifesterà probabilmente più difficoltà di una guarigione veloce in caso di virus e batteri.

Poi ci sono situazioni famigliari davvero difficili, in cui capisco che sia difficile anche solo pensare cosa preparare per il proprio figlio (e per se stessi): nel mondo purtroppo ci sono tante, tantissime variabili e talvolta è meglio fare un passo indietro per riuscire a farne dieci avanti, è giusto ed è logico. 

Per il resto sono convinta che un'alimentazione al 100% basata su cibi confezionati non possa essere che deleteria e ci dovrebbe essere più informazione in merito.

Grazie come sempre 

Giulia

 

La prima domanda che sorge spontanea è: “Perché dovrei preparare io le pappe invece che comprarle?”

Comodi sono comodi (ma sarà vero?). Vai al super, li infili nel carrello e via. Tutto è pronto per la pappa! Tuttavia sono sempre di più le mamme che decidono di abbandonare gli omogeneizzati confezionati. Si tende sempre di più a preferire uno svezzamento più naturale, meno chimico, e noi di mammapretaporter condividiamo questa filosofia. Anche perché, suvvia, basta un passaverdure o un piccolo frullatore per dire per sempre addio ai vasetti confezionati. Un brodo si congela, per cui volendo si cucina una volta a settimana e in tutti gli altri pasti lo si scongela. 

La domanda che sorge spontanea è: ma ci sono ancora genitori che danno omogeneizzati ai pasti? Com'è possibile che ritieniamo un vasetto con cibo preparato più sano di quello fatto in casa?

I pediatri sostenitori degli omogeneizzati (il dubbio sul fatto di aver come regalo una vacanza alle Maldive sorge spontanea), consigliano gli omogeneizzati perchè i prodotti per l'infanzia sono infinitamente più controllati di quelli che troviamo al supermercato o anche dal macellaio di fiducia: questo è assolutamente vero. Infatti tutti i prodotti per bambini sono sottoposti a severi controlli e le aziende produttrici sono obbligare a sottostare a standard di qualità molto più elevati. 

Ma la soluzione c'è ed è semplice: basta acquistare anche solo per i piccoli, prodotti di agricoltura biologica. Costano di più ma sicuramente pragonando la spesa omogeneizzati e spesa nel negozio bio risparmierete e non solo, preparerete un prodotto fresco. 

Perchè diciamocelo, com'è possibile che riteniate idoneo al vostro piccolo della carne cucinata, messa in un vasetto e conservata fuori dal frigo? Qui non serve una scienza, basta davvero guardare in faccia la realtà e avere un po' di fiducia nella propria capacità di raziocinio. 

Perchè non abbiamo più fiducia nelle nostre capacità di crescere e quindi di nutrire i nostri figli: dalla nascita all'allattamento, tutti sanno più di noi cosa è meglio per nostro figlio. Così non sappiamo se avremo latte, non possiamo fare a meno di chiamare il pediatra dopo 2 ore di febbre di nostro figlio e abbiamo bisogno di comprare per lui cibo fatto da altri, perchè noi non sappiamo prepararlo? Ma sinceramente, vi pare normale? Ma mamme, dov'è finita la nostra fiducia? Modernità non vuol dire perdita di fiducia in noi stesse! Abbiamo sotterrato il nostro istinto materno che sappiamo esistere, la scienza lo conferma. Così bambini vitali, sani e dalla grande volontà e spirito di iniziativa devono essere etichettati come iperattivi dallo specialista, così per andare al ristorante abbiamo bisogno del tablet, perchè non sia mai che nostro figlio ci faccia fare brutta figura. Ma perchè abbiamo questa esigenza di controllo totale, questo bisogno di etichette e di delegare a terzi la crescita dei nostri figli. Siamo capaci, siamo competenti, abbiamo grandi risorse, basta un po' di voglia di mettersi in gioco e fiducia in noi stessi. 

Ma torniamo agli omogeneizzati: anche noi diciamo no agli omogeneizzati. E questi sono i motivi alla base della nostra decisione. 

- Innanzitutto, com'è possibile come detto prima che un cibo conservato a temperatura ambiente sia più sano di uno cucinato fresco di provenienza biologica? 

- Pensiamo a noi stessi prima che ai bambini: non preferiamo di gran lunga un piatto fresco, cucinato al momento, e un ingrediente appena colto piuttosto che quei cibi precotti o confezionati che spesso o non sanno di nulla o hanno sapori eccessivamente enfatizzati? Lo stesso vale per i bambini! Se fanno brutte facce quando messi di fronte al cucchiaino di pappetta verdognola un motivo ci sarà. Provate con una purea fatta in casa e vedrete la reazione.

- Le mamme che scelgono di svezzare con cibi preparati con le loro mani i loro bambini sono attente alla provenienza degli ingredienti. Allevamenti e coltivazioni biologici sono sempre da preferire, per non incorrere in dannosissimi pesticidi (o, nel caso della carne, a tutti quegli antibiotici con cui vengono nutriti gli animali e no, non basta il macellaio di fiducia). 

- Nei vasetti si trovano sì i cibi già pronti, apparentemente "sani e nutrienti". Ma c'è da dire che durante il processo di omogeneizzazione gli ingredienti perdono gran parte dei loro valori nutrizionali e delle loro proprietà. Optare per cibi preparati in casa con ingredienti scelti significa assicurare al proprio bambino il cibo più sano e nutriente al mondo - non date retta a tutti i reclame!

- La freschezza degli ingredienti, inesistente nei prodotti confezionati, non è da sottovalutare: oltre appunto a mantenere i nutrienti e le proprietà, i prodotti freschi sono molto più digeribili. Soprattutto per i piccoli stomaci!

- Gli omogeneizzati sono la scelta più "comoda", e i pasti del bambino sono meno stressanti (siamo sicuri?), ma c'è da dire che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità i bimbi già dopo i 6 mesi sono pronti a digerire i cibi veri, solidi, e non solo le pappette. Perché intralciare questo loro sviluppo? Sicuramente il vostro pediatra saprà consigliarvi la dieta e i cibi più salutari. Scopri la nostra sezione dedicata all'autosvezzamento. 

- Rinunciare agli omogeneizzati confezionati spaventa le mamme, che pensano di rinunciare così alla comodità. Ma non è assolutamente vero. "Perdere" qualche minuto in più in cucina significa guadagnarlo eliminando il tempo passato al supermercato di fronte ai barattoli da scegliere, insieme a quello passato davanti alla raccolta differenziata per dividere al meglio le confezioni (carta, plastica, alluminio, vetro: quanta roba!), così inquinanti (oltretutto!).

- Motivo frivolo (ma non troppo): l'economia. Sapete quanto costano al chilo gli omogeneizzati da supermercato? Un occhio della testa! Parliamo di circa 30/40 euro per quelli di carne e di circa 10 per quelli di frutta. I prodotti freschi che invece si utilizzano per preparare la pappa fatta in casa sono spesso gli stessi che stanno anche sulla tavola degli adulti, e al di là di tutte le considerazioni il costo alla fine sarà drasticamente ridotto.

- Ultimo ma non ultimo, i cibi hanno un'energia: la medicina cinese lo sostiene da millenni, ma ormai la moderna fisica quantistica lo conferma. Un alimento crudo non ha la stessa energia di uno cotto, che non ha la stessa energia di uno confezionato. Facciamo si che i nostri piccoli, ma anche noi (e i figli sanno insegnarci tantissimo sul vivere secondo natura) possano beneficiare di una pappa appena fatta, fresca e piena di energia. 

- Noi riteniamo, seguendo l'approccio di pediatri come Luciano Proietti, Simona Mezzera e Leonardo Pinelli, che sia fondamentale per la salute del bambino che la sua alimentazione almeno fino all'anno sia basata su latte di mamma o latte formulato a base vegetale (questo fino ai due anni) e alimenti vegetali, quindi lo svezzamento dovrebbe essere privo di proteine animali. Non utilizzando carne, pesce, latticini, uova e omogeneizzati potremo risparmiare davvero tanto e acquistare prodotti bio almeno per il nostro bambino. Qui spieghiamo i 5 errori dell'alimentazione infantile

Qui trovi in allegato il nostro calendario dello svezzamento e sul nostro libro Mamme pret a porter, il primo anno insieme edito da Mental Fitness Publishing, trovi l'approccio naturale allo svezzamento sviluppato con il pediatra omeopata Luca Roasio

Giulia Mandrino e Sara Polotti

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