I principi dell'autosvezzamento

Le regole base dello svezzamento tradizionale, secondo le quali si inizia con le pappe per poi introdurre, piano piano, tutti gli altri alimenti, potrebbero essere messe in discussione dalla comunità scientifica pediatrica.

Negli ultimi tempi sta infatti prendendo piede la convinzione che vuole l’introduzione, sin da subito, di tutti gli alimenti che si mangiano in famiglia, fermo restando che siano sani ed equilibrati, e questo vale anche per gli alimenti considerati fino ad adesso allergizzanti, come le uova e il pomodoro.

Ecco allora i principi dell'autosvezzamento: quando iniziare e come procedere con l'alimentazione complementare a richiesta

Anche se molti genitori non vedono l’ora, superati i sei mesi, di iniziare a far assaggiare cibi diversi al bambino, è importante ricordare che ugnuno ha i suoi tempi e che ogni bambino è diverso. A questo proposito ci sono tre segnali ben precisi da prendere in considerazione che mostrano se il piccolo è pronto, o meno, a ingerire cibi solidi e non più solo latte:

1. Sta seduto dritto sul seggiolone

2. Riesce a deglutire un alimento (se non è pronto lo sputerà)

3. Riesce ad afferrare il cibo con le mani

Una volta capito se il bambino è pronto, o meno, ad assaggiare gli alimenti, è possibile cominciare a proporgli degli assaggi e questo vale per tutti i cibi, uova e pesce compresi, alimenti che in passato erano introdotti più tardi nella dieta.

Questo vuole dire che il bambino può mangiare le stesse cose di mamma e papà, a patto che si tratti sempre di cibo sano. Il piccolo si fida dei genitori, per natura, e di conseguenza lo farà anche per quel che riguarda quello che mangiano.

Lo svezzamento del bambino è anche una buona occasione per porsi delle domande riguardo l’alimentazione di famiglia e per chiedersi se si mangia abbastanza frutta, la giusta dose di verdura e se si alternano correttamente le proteine della carne, del pesce, delle uova e del formaggio.

Durante l’auto svezzamento il cibo non deve sostituire il latte materno o formulato a base vegetale, ma completarlo. Il latte rimarrà il punto fermo del bambino, mentre lui sarà libero di esplorare nuovi sapori. L’Oms raccomanda di allattare fino a due anni e, in ogni caso, finché mamma e piccolo lo desiderano.

È importante ricordare di non far assaggiare né zucchero né sale fino ai 12 mesi e, dopo questo periodo di tempo, solo a piccole dosi. Se il bambino non mangia o si mostra sazio, non insaporite ulteriormente il cibo, ma lasciate che segua i suoi ritmi.

Di tutti gli alimenti, seguitene la stagionalità. Acquistate sempre prodotti locali e a km zero; più gustosi, economici e soprattutto sostenibili.
Per quanto riguarda le proteine, invece, cercate di limitare il più possibile le proteine animali e di sostituirle con legumi come spieghiamo in questo articolo

E per merenda? La frutta è sempre un’ottima scelta, insieme a yogurt vegetale e pane e marmellata. Gli omogeneizzati industriali, invece, dovrebbero essere evitati, per quanto possibile e usati solo in casi eccezionali, come viaggi e spostamenti. Ecco il nostro articolo dedicato alle merende

La redazione di mammapretaporter.it

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