Portare i bambini nelle culture tradizionali

Il portare non è un'invenzione moderna. Grazie alla determinazione di molte mamme incuranti delle critiche e dei giudizi altrui, è stato riscoperto e ora si sta diffondendo sempre più. In molte culture, però, si porta da sempre, per esigenza, per comodità, per desiderio di vicinanza con il proprio bambino.

Timothy Taylor, docente di archeologia presso l'Università di Bradford, in Inghilterra, azzarda in un suo libro1 l'ipotesi (molto dibattuta) che i supporti per portare i bambini siano un'invenzione addirittura preistorica, da datarsi ben oltre i 2.000.000 di anni fa. Sarah Blaffer Hrdy, un'antropologa dalle idee molto nette su Madre Natura ("una signora dalle brutte abitudini"), ne colloca invece la loro prima apparizione decisamente più tardi, intorno a 50.000 anni fa, sostenendo che i portabebè siano stati determinanti nell'evoluzione umana: grazie alla loro invenzione le donne ebbero la possibilità di portare con sé nei campi i propri bambini senza dover stare a casa ad accudirli, potendo così coniugare lavoro e cura: condizione non possibile prima di allora. In particolare nei paesi più caldi, dove le morti infantili spesso sono causate da disidratazione, portare il bambino al lavoro era un ottimo rimedio: l'allattamento (su richiesta e molto frequente) garantiva al piccolo l'assunzione necessaria di liquidi per sopravvivere.
Tradizioni millenarie, quindi. Facendo un (grande) salto in avanti, nell'antico Egitto si trova testi- monianza dell'uso di portabebè: nel bassorilievo della foto qui accanto, del 700 circa a.C., una donna porta il suo bambino in una fascia e con una mano (uno dei vantaggi pratici del portare è che le mani sono libere!) afferra un frutto.

In questa immagine (datata 1920 circa) esposta al Neath Museum, in Gal- les, è ritratta una signora, tale Evelyn Hobbs, che porta il suo bambino avvol- to in uno scialle tradizionale. Nel museo viene spiegato che le donne por- tavano i bambini in questo modo per poter avere le mani libere per i lavori domestici o altre attività. Esattamente come avviene anche ai giorni nostri.

Gli artisti vietnamiti spesso raccontano, attraverso i dipinti, sprazzi di storia del loro travagliato paese. Nelle rappresentazioni della vita quotidiana, infatti, vi sono forti richiami alla guerra civile e al drammatico periodo di resistenza agli americani. Le donne in Vietnam, importanti e centrali nella storia del paese,lo sono anche nell'arte e vengono raffigurate fra i soldati, al lavoro e mentre accudiscono la casa, sempre con i loro bambini, spesso portati in fascia. Potete vedere di seguito una selezione di opere (o loro dettagli) realizzate tra il 1954 e il 1989, fotografate nei Musei di Hanoi e Ho Chi Minh City, l'antica Saigon.

Tratto da Licia Negri, Lasciati Abbracciare, Mental Fitness Publishing

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