Ustioni e bambini: cosa fare

L'ustione è una lesione della cute ed eventualmente dei tessuti sottocutanei e delle mucose delle vie aeree e digestive causata da una fonte di calore. Ogni anno 1700 soggetti di età compresa tra 0 e 19 muoiono per ustioni (dati WHO). La morbilità è strettamente associata alla povertà. La maggior parte dei morti per ustione nella popolazione infantile è dovuta ad incendi, ma l'elevato numero di incidenti avviene in ambiente domestico dove ci si trova facilmente a contatto con fonti di calore ( acqua calda, fuochi). Maggiormente coinvolta è la popolazione economicamente più svantaggiata, che quindi non può godere di adeguati sistemi di sicurezza e istruzione. Molto spesso le lesioni da calore causano danni permanenti e coinvolgono i bambini proprio per la loro maggiore vulnerabilità.
Le lesioni possono essere causate da liquidi caldi (scottature), solidi caldi (ustioni a contatto) o fiamme (ustioni da fiamme). Altri tipi di lesioni includono quelli causati da radiazioni, elettricità, attriti o prodotti chimici. Il danno più frequentemente riportato in Europa sotto i cinque anni di età è la scottatura.
Il costo per la società è elevato poiché le ustioni/scottature richiedono cure costose, spesso ricoveri prolungati, medicazioni costanti.

La gravità della lesione viene individuata calcolando il grado dell'ustione che è basato sull'estensione e sulla profondità dell'area interessata. Distinguiamo quindi lesioni di I, II (entrambe vanno incontro a guarigione spontanea) , III grado (che invece richiedono rimozione dei tessuti carbonizzati e innesto cutaneo successivo).
Ad ogni area interessata viene assegnata una percentuale in modo che in pochi secondi si possa fare una valutazione della gravità del danno.

Percentuali differenti possono essere assegnate a medesime aree corporee ma variare percentualmente in funzione dell'età del paziente.
Ad esempio, nella valutazione dell'area corrispondente a testa/collo avremo una percentuale assegnata del 19% per un minore di anni 9 , che scenderà al 9% se l'età sarà superio.
Se la parte interessata in un bambino è rappresentata da più del 30% di lesioni di III grado la probabilità di morte aumenta del 50%; in ogni caso il danno permanente (cicatrici) può rappresentare un grave danno.
La valutazione deve rigorosamente essere effettuata da personale medico o paramedico formato.

Il danno può essere localizzato oppure può essere di grado o estensione tale da dare una risposta infiammatoria sistemica che può determinare uno stato di shock con grave perdita di liquidi.

Come riconosciamo una lesione da calore?

Spesso è il paziente a dircelo (mi sono scottato con acqua bollente, ho toccato il vetro della stufa e così via..) , altre volte (infanti) possiamo vedere eritemi, bolle (flittene) aree necrotiche.
È importante in ogni caso ricorrere all'assistenza del personale medico-infermieristico (medico di base o pronto soccorso) che può fare una tempestiva valutazione e intervenire correggendo l'eventuale disidratazione, trattando la parte ustionata (raffreddamento, pulizia, medicazione), valutare se occorre inviare il paziente in un centro specializzato (centro grandi ustionati), trattare il dolore causato dall'ustione.

Il primo approccio è sicuramente rappresentato dal raffreddamento della parte, dalla disinfezione e dal trattamento con fitostimoline. Lo specialista valuterà poi il proseguimento delle cure.

La WHO ha capito che bisogna intervenire sulla prevenzione: sicurezza domestica, istruzione di caregivers/genitori, sensibilizzazione dei bambini in età scolastica.

Dott.ssa Laura Scarpa, Medico Chirurgo esperto in Medicina d'Urgenza

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