Oddio, chi cazzo è? (ovvero post partum e dintorni)

E niente, torni dalla clinica con 3 chili e mezzo di abbacchio. Per qualche giorno hai casa sempre piena di gente. Si materializzano in ogni angolo, sbucano silenziosamente offrendo aiuto, cibo, consigli (quasi sempre non richiesti). Ti ronzano intorno scrutando segni di cedimento, di stanchezza, di depressione. Ti chiedono ogni 5 minuti se “ti è entrato il latte”, con la stessa naturalezza con cui ti chiederebbero se hai ricevuto un bonifico. Sbirciano mentre cambi il pannolino al pupo, con occhio indagatore per vedere se lo lavi per benino con acqua e non con le terribili salviettine umide. Ti spiano mentre allatti per essere certi che tu non stia facendo finta e che non hai in realtà un biberon nascosto sotto al cuscino. È come stare dentro la casa del grande fratello. Poi piano piano la cosa perde di interesse, tu inizi a far capire con educazione e gentilezza che hanno abbondantemente sfracellato le ovaie e iniziano a dileguarsi. Le visite si diradano, e ad un certo punto anche il marito torna a lavoro. Il primo giorno che ti ritrovi sola a casa col nano malefico, credo rimanga impresso per sempre, stampato a fuoco sulla corteccia cerebrale.

Di colpo c'è un silenzio irreale, rotto solo dal pianto improvviso del poppante per il qualsivoglia motivo. E la prima volta che questo succede, la prima volta che il nanetto piange e tu sei sola in casa (o almeno pensi di esserlo) la reazione è più o meno la stessa per tutte: “chi cazzo è????!!!”. Si perchè per pochi attimi, quando ti ritrovi da sola a casa col pupo, e lui dorme...lo so è brutto da dire...ti scordi che c'è...non sei abituata, soprattutto col primo figlio. Cioè tu lo sai che LUI o LEI c'è, il casino te lo ricorda in continuazione, ma sei talmente stanca e cotta che in alcuni momenti lo rimuovi! Dai non dite che non è stato così anche per voi! Io saltavo sul letto la notte! Ti assopisci per mezz’ora e di colpo quell’esserino infame urla come se fosse scoppiata una bomba! E a te saltano le coronarie, ti formicolano le mani e i piedi per lo spavento e per una frazione millesimale di secondo nella tua testa passa un flash...”CHI CAZZO E’? LA TV ACCESA? IL BIMBO DEI VICINI?”...e realizzi che no...è tuo figlio! Che probabilmente ha fame, o deve fare un accidente di ruttino, o ha una sgommata sul pannolino. E siccome non può semplicemente vagire, no...troppa grazia...un cesareo che ti ha squarciato l’utero è poco...il neonato URLA! E non c’è fade in o fade out che tenga! Un urlo che parte a 4968 decibel e che resta fermo e costante fino a quando tu madre non hai soddisfatto la sua richiesta!

Idem durante il giorno. Tu tranquilla sul divano a piegare quelle 23 lavatrici di panni accumulati. La tv accesa a basso volume per non disturbare. Il baby monitor vicino, povere illuse, non sia mai che dovessimo non sentirlo...ma quanto siamo sceme...e nella quiete della casa, parte l’urlo a sirena dello gnomo! Lo senti tu e lo sentono anche in Uzbekistan, registrandolo come terremoto grado 12 della scala mercalli: distruzione totale in atto.

E i primi giorni da sola...beh da una parte ti rimettono in carreggiata, ti obbligano a cercare di costruire nuovi ritmi, a riprendere in mano la tua vita. Ma dall’altra, minchia se sono difficili! Cioè parliamoci chiaro, entri in bagno per una pisciata veloce e già stai con la morte nel cuore. Figuriamoci poi se devi lavarti...ve lo ricordate Fantozzi quando si preparava la mattina per andare a lavoro...caffelatte con pettinata incorporata e tre minuti per vestirsi...ecco non può competere con “madre di neonato che entra in bagno per darsi una parvenza”. Io ero in grado di passare da “mortacci de pippo quanto puzzo” a “beh dai se arriva qualcuno posso anche aprile la porta” in meno di 2 minuti. Cronometrati eh, mica cazzi! E appena uscivo dal bagno, pensando “beh, mi sono lavata, forse ci scappa pure un caffè”....taaaac! Neonato urlante! Lo tiri su dalla culla e...blurp...mezzo litro de rigurgito sulla maglietta fresca di bucato...bestemmi in silenzio, e....DRIIIIIINNNNNNNN! Il campanello! “signora c’è una raccomandata! Che fa esce?”...beh dipende, se posso non tornare dentro quasi quasi...e via, prendi sta maledetta raccomandata, ti riprometti di aprirla prima della fine della giornata, la posi all’ingresso e la apri il giorno che ti staccano la corrente per “mancato pagamento della bolletta”. Si perché a ridosso del parto arriva sempre qualche cosa da pagare, che ti sfugge perché ovviamente sei presa dal pensiero che a breve la tua meravigliosa Bernarda dovrà essere sottoposta a una durissima prova di agilità. E quindi non paghi...Poi a pochi giorni dalla nascita dell’erede, arriva la raccomandata con il sollecito, ma tra i 9 miliardi di impegni della giornata la cosa ti sfugge e inevitabilmente proverai l’ebbrezza di vivere come gli Oleson...

Ma la bolletta non pagata è solo un granello di sabbia, è solo la prima di una lunga serie di To do list che cominceremo a scrivere dopo il parto. Ma io ve lo dico da adesso. Lasciate perdere! Tanto tutte quelle cose che si stanno accumulando, non le farete mai più! La lampadina dell’ingresso da cambiare? La maniglia da riparare? La fodera del divano da ricucire? La scarpiera da ordinare? Lo farete con calma quando andrete in pensione! E sapete perché? Perché adesso quando fai un figlio (e lo so per certo che prima non era cosi perché mia madre me lo ha confermato), il giorno in cui ti dimettono, il pediatra di turno ti guarda in faccia e ti dice: “allora senta, io le consegno questo ragazzino, le istruzioni gliele ho scritte su questo libricino di 800 pagine. Mi raccomando, si attenga a tutte le mie indicazioni e ci rivediamo per il controllo tra una settimana. Non dimentichi di dargli le vitamine!”

Le vitamine...nella tua testa rimbomba questa parola...VITAMINE...e tu immagini un flacone magico, della capacità minima di due litri, con sopra scritto “vitamine per bambini sani e felici”. E pensi, sarà facile...’na vagonata de ste gocce una volta al giorno ed è fatta...MADDECHE’!!! MALEDETTI! Arrivi a casa, prendi in mano i fogli della dimissione e inizi a leggere...LUTEINA...FERMENTI...VITAMINA D...da somministrare alcune lontano dai pasti ,altre subito dopo, con luna calante e intonando canti alle stelle. Da conservare a temperatura ambiente, o in frigo, o in una microserra a clima tropicale. Ovviamente provate a dare le gocce col cucchiaino a un essere umano di tre giorni...una metà la sputa, l’altra metà cola sulle pieghe del collo...e quanto costano? Mediamente 20 euro a flacone, ‘na caccola! Quindi passiamo la giornata ad allattare, cambiare, dondolare, far passare coliche, lavare, coccolare e somministrare gocce. Gocce che a detta dell’ospedale sono di vitale importanza per una crescita sana ed equilibrata. E nella manciata di minuti che ci avanzano in questo delirio di giornate monopolizzate da questi fagottini rosei, la bolletta non la paghi, non la apri proprio.

Ecco perchè scopri l’importanza dei promemoria. Il telefono suona ogni 10 minuti per ricordarti qualcosa, tipo le gocce di cui sopra, il flaconcino di tisana dopo la poppata per evitare le coliche (che poi gli verranno lo stesso, ma almeno stai a posto con la coscienza che il farmacista pure sta settimana il pane in tavola lo ha messo), la visita oculistica da prenotare (io la prima l’ho fatta a 10 anni, adesso si fa a un mese, ma va tutto bene), il controllo di crescita da fissare o da spostare perché si accavalla con lo screening per l’udito. E via dicendo...un susseguirsi di dire fare baciare che non ha fine e non dà tregua. E nonostante tutto, ti appisoli sul divano, il pargolo si sveglia piangendo e la tua mente ancora dà l’allarme intruso...apri gli occhi, italia 1 trasmette i Simpson quindi sembra una giornata normale, ma quel pianto ti riporta coi piedi per terra. Corri da lui, ti fissa con quegli occhietti velati...pugnetti stretti...guanciotte pienotte...e niente, sei cotta, lessa, strafatta e il cuore perde un colpo perché...ti rendi conto che mentre dormiva ti è pure mancato, e ti rendi conto che sei folle perché pensi che lo rifaresti cento volte...poi ti accorgi che ha fatto una di quelle pupù ascellari, fin sulla schiena, tutto smerdato ovunque, incluse le lenzuola della culla. Lo cambi e dopo 10 minuti la rifà un’altra volta. Lo cambi di nuovo, lo allatti e dopo aver finito di poppare, fa un rutto di quelli che pettinano e vomita la centrale del latte. Lo cambi ancora e mentre afferri un pannolino pulito ti piscia addosso. Suona il telefono...promemoria...prendere la pillola... Facciamo che per sicurezza ne prendo due☺

Cinzia Derosas

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