No cibo no party

Si sa…organizzare una festa di compleanno con tutti i Crismi e tutti i Sacramenti, è diventato un impegno davvero notevole. Quando ero piccola non esistevano (o almeno non da me nel piccolo paesino) gonfiabili, animazione, piattini delle principesse con festone e palloncini abbinati, catering e chi più più ne metta. Il compleanno si festeggiava in casa, nel giorno in cui effettivamente compivi gli anni. Se capitava nel week end tanto meglio, ma se capitava durante la settimana e non tutti potevano partecipare, pazienza. Un po di musica, il gioco delle sedie, nascondino e acchiapparella se lo spazio era sufficiente. E sennò un bel gioco da tavolo, o un film, e tutti erano felici e soddisfatti, il festeggiato in primis.

Adesso, per organizzare una festa di compleanno, ti devi organizzare almeno un mese prima. Cercare la location, comprare gli addobbi, ordinare torta e rinfresco e dare gli inviti (cartacei a scuola e via whatsapp per tutti gli altri). Nemmeno un matrimonio richiede un dispendio di energie e soldi simile! Quando su whatsapp mi appare la scritta “clorinda ti ha aggiunto al gruppo: festeggiamo i 3 anni di Teodoro”, il cuore perde un colpo. Perché quasi sicuramente col culo che ho, la festa sarà di domenica mattina alle 10 (unico giorno della settimana che uno potrebbe restare a letto a poltrire), e al 99% sarà in Fanculonia, in culo alle stelle e in braccio alla luna, che tu dici: “Cazzo! Vivi ad Acilia, perché devi festeggiare dall’altra parte del mondo, l’animaccia tua!”. Ma tant’è, alla festa ci devi andare, anche perché pure la scorsa volta hai messo su la scusa del “sai ho il piccolo che sta poco bene…devo tenerlo riguardato”, quindi inventare altri malanni è poco opportuno e soprattutto poco credibile…

Di solito poi, se la festa è di uno degli amici della mia grande (quasi 7), non andarci equivarrebbe a scatenare le ire funeste de ‘na ragazzina che pare costantemente in premestruo. I pianti e le urla si sentirebbero fino a Reggio Calabria, con quella voce martellante e lagnosa “tutti ci vanno tranne iooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”, che tu dici ok ora mi butto di sotto, almeno smetto di soffrire. Quindi la sera prima prepari i vestiti buoni, perché al compleanno, fosse pure al parco, non è che ci vai in tuta, prepari la borsa coi cambi che potrebbero servirti, appendi il regalo alla maniglia della porta per non scordarlo a casa, e metti la sveglia. Minchia, mettere la sveglia il sabato sera è ‘na cosa de ‘na cattiveria unica.

Poi quella sveglia suona, tiri giù tutti dal letto, li nutri li lavi li prepari, ti prepari pure tu e sul più bello il marito ti dice “uh caz…..avevo scordato una cosa!”…il tuo sguardo gelido lo trafigge “cosa avevi scordato, dimmi! Cosa?”….. “ho scordato che devo vedere un cliente a studio per il ritiro di un bundle…ma faccio presto…tu avviati e io ti raggiungo…”. E io già so che non verrà , o verrà quando la festa sarà sul finire. Quindi ingoio le bestemmie, carico i bambini in macchina, accendo il navigatore, e mi avvio.

Di solito l’opera viene completata da una bella scarica di pioggia a cielo terso, giusto per allietare la giornata, o dal piccolo che trenta secondi prima di uscire deve fare cacca (o peggio se la fa addosso). Dopo aver sbagliato strada una decina di volte (si lo ammetto, so ‘na pippa in macchina), riesco ad arrivare al luogo della festa. E 9 volte su 10, credetemi, è un posto dove uno non porterebbe mai un bambino di due anni a giocare, soprattutto un bambino come il mio. Gonfiabili con giochi immensi inondati da fiumi de ragazzini che corrono, urlano, se lanciano addosso agli altri. E tu già immagini la scena non appena il tuo piccolo metterà piede là dentro. Ovviamente provi a dire alla sorella “Ele per favore, gioca pure con Samu…” ma lei, arrogante e impunita sapete che risponde? “mamma te lo sei portato, te lo tieni!” 

Eccccerto! Me lo sono portato! Non è che niente niente semo venuti qua per accontentare te…noooo! Era il mio primario desiderio concludere una settimana da delirio con una bella festa alle 10 de domenica…ma ormai sto là, che faccio…spero solo che il pronto soccorso non sia troppo pieno e mi metto l’animo in pace. “Samu vai a giocare su…mamma va a spizzicare qualcosa”. 

Si perché nella corsa, io la colazione l’ho saltata. E perciò, il tavolo del buffet è la mia unica consolazione….quando becchi quelle feste dove se magna…ma ahimè, non sempre succede. E capita pure la festa quella “braccino corto”…quella che arrivi al tavolo e ce stanno 8 pizzette, 3 tramezzini, mezza bottiglia de coca cola e na manciata de pop corn..e tu pensi “è uno scherzo, mo tireranno fuori qualcos’altro, forse questo è l’antipasto!”…e invece passano i minuti, le mezz’ore…e nulla, grilli e cicale, ma di cibo nemmeno l’ombra.

E di solito, chi ha organizzato la festa, si avvicina e ti fa “allora, non mangi nulla? Da prendi qualcosa!”. Ma me stai a pijà per culo? Manco da bere ce sta, ho bevuto al bagno. Ecco. Dato che nessun medico prescrive che per la salute mentale di vostro figlio dovete fare la festa di compleanno con 800 persone, la prossima volta fateme na cortesia, nun me invitate. Perché se me devo alzà all’alba e devo fa tremila chilometri, almeno esigo de magnà! Ma no semi e lupini! Cibo vero! No cibo, no party! Grazie!

Cinzia Derosas

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