Te l'hanno detto che la mamma perfetta non esiste vero?

Anni di ricerca, oppure in un lampo ecco che abbiamo visto comparire quella seconda linea sul test... Positivo! Sono incinta, siamo incinta, aspettiamo un bambino! La gravidanza è passata, di mese in mese, tra alti e bassi, momenti di dubbi e paure (“Andrà tutto bene? Sarò in grado? E’ normale tutta questa nausea? Ma il sushi lo posso mangiare? E se mi viene la febbre come faccio a curarmi con i farmaci, cosa posso prendere?”...), ma anche gioie ed emozioni fino a quel momento inimmaginabili e ancora oggi indescrivibili (“Ricordo benissimo la prima volta che ho sentito il tuo cuore battere...e quando ti sei presentato facendomi sentire nettamente un movimento...e quella volta in cui ti ho sognato per la prima volta”...). Tutti mi parlavano della gravidanza come di una fase idilliaca, una sorta di paradiso in terra, in cui mi sarei sentita giorno dopo giorno sempre più bella, forte, e dolce... Certo, le cose meravigliose non sono mancate, ma ricordo bene la difficoltà dei primi mesi di arrivare a fine giornata, quando mi addormentavo subito dopo cena sul divano, e al mattino mi trascinavo in ufficio viaggiando tra la scrivania e il bagno...

Faticavo a digerire ogni cosa, a volte persino l’acqua mi provocava la nausea! Ma dicono sia normale, e allora siamo andati avanti, insieme. Poi è arrivato il secondo trimestre, in effetti ho ripreso a stare meglio: l’appetito era tornato, e anche le forze, le energie sembravano riesplose. Ma ho iniziato ad avere pensieri, dubbi, paure sul nostro futuro, a chiedermi se stavi bene, se crescevi nel modo giusto, se la mia alimentazione e il mio stile di vita andassero bene anche per te. Mi interrogavo allo specchio chiedendomi se avrei saputo essere una brava mamma, ogni tanto anche il pensiero del parto si affacciava e l’idea del dolore e delle contrazioni mi soffocava di paura... Poi gli ultimi mesi, tu sempre più grande dentro la mia pancia, era una gioia sentirti crescere e muovere ma, tesoro mio, quante notti insonne! E ricordo i pianti disperati davanti all’armadio, più la mia pancia diventava grande più mi sentivo diversa, goffa e lenta, non sapevo mai cosa mettere...mi chiedevo “Piacerò ancora a tuo papà, anche in versione tondeggiante?”.

E poi un bel giorno hai deciso di arrivare davvero, il travaglio è partito e caspita, non me lo immaginavo che sarebbe stato così forte, dirompente e potente, non avrei mai immaginato di scoprirmi in grado di attraversare un’esperienza tanto grande come quella di metterti al mondo...e di riuscirci, per giunta! Magari non è andato esattamente come me lo immaginavo. Ricordo adesso le parole dell’ostetrica al corso preparto, “E’ normale avere dei desideri per il proprio parto, informarsi e scegliere l’assistenza più affine alle vostre aspettative...ma siate pronte ad abbracciare quello che verrà, lasciando andare l’attaccamento al risultato. Siate pronte ad accogliere la nascita del vostro bambino, che non possiamo programmare né organizzare”. Ci ripenso, e credo avesse ragione, anche se non è stato facile mettere in pratica il suo consiglio.

Ma sei nato, nel modo in cui desideravi sei venuto al mondo, ed eccoti qui. Piccolo, delicato e forte allo stesso tempo. Quanti mesi ti ho atteso... Ma non sapevo che mi sarei sentita così. Nessuno me l’aveva detto. Ti raccontano delle notti insonni, “Dormi adesso che dopo vedrai...” mi ripetevano tutti in gravidanza. Amici e parenti vengono a trovarci, in ospedale e ora a casa, sorridono, sono felici per noi. E’ una cosa carina, io li capisco. Mi chiedono come stai. In pochi mi chiedono come sto io, è come se fossi sparita. Tu stai bene, penso tu stia bene...anche se a volte non sono certa neanche più di questo. Ho tante domande e tante responsabilità. Mi sento investita di un ruolo che a volte non so da che parte afferrare. Non trovo il libretto delle istruzioni. Forse l’ho smarrito insieme alla garanzia di qualcosa che ha comprato tuo padre. Mi scivola tutto dalla memoria, solo tu occupi tutto il mio spazio. Sei nato, sei fuori da me, ma mi invadi ora più di prima. Come si fa a non perdere la rotta? Come si fa ad essere una mamma perfetta? A volte mi sento sopraffatta da tante emozioni. Non pensarmi disinteressata a te, sono qui per te e non vorrei essere in nessun altro luogo. Non pensarmi triste o ingrata, sono felice di poterti baciare, non sai quanto ho desiderato questo momento. E’ solo che non me la immaginavo così. Non mi riconosco, fatico a capirmi. Mi hanno raccontato del baby blues, quella malinconia mista a voglia di piangere delle neomamme...forse non ci ho creduto fino in fondo. Non riesco a trovare un senso alla mia confusione, ora che dovrei solo gioire della tua presenza. Di cosa dovrei lamentarmi? Sei bellissimo, sano e forte, il parto non è andato male, eppure...
Eppure il tempo scorre in modo strano ora che i nostri occhi possono finalmente incontrarsi. Adesso siamo a casa, sei qui con me, tra le mie braccia, attaccato al mio seno da circa un’ora credo. Ed è bellissimo coccolarti. In questi momenti, il tempo sembra volare... Altre volte, certi minuti sembrano dilatati all’inverosimile, attimi come infiniti momenti di smarrimento. E’ così quando piangi, piccolo mio. E’ così quando non so che pesci prendere, da che parte girarmi, a chi chiedere aiuto e come uscire da questo vortice di domande.
Vorrei godermela di più. Vorrei godermi di più la tua presenza, vorrei sorridere di più quando papà torna a casa la sera e ci aiuta con il suo essere calmo e dolce. Ti ho mai detto che hai un papà meraviglioso?
Vorrei dirti tante cose, bambino mio, ma c’è tanta confusione nella mia testa. Si può essere insieme felici e tristi? Si può essere insieme colmi d’amore, e avere voglia di piangere? E’ questo che provano tante mamme dopo il parto? Come si fa ad essere una mamma perfetta?

***

Quello che avete appena letto è un perfetto esempio di neomamma perfetta. Felice e triste, dubbiosa, che si interroga, piange e non sa sempre cosa fare.
La neomamma sempre sorridente, in ordine, con la casa sistemata, i capelli a posto e il trucco impeccabile SEMPLICEMENTE NON ESISTE. E’ un falso prodotto della nostra società, è una copertina patinata di qualche rivista di moda che vuole venderci un prodotto, un’immagine, un’idea. Se pensate che questa sia una mamma perfetta, bene: sappiate che allora la mamma perfetta non esiste.

Ostetrica Eleonora Bernardini

http://www.acasaconte.com/

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