Vegana imperfetta, orgogliosa e incazzata

Oggi scrivo serio, perdonatemi lo sfogo ed il fatto che sia un mio personale pensiero divulgato utilizzando questo mezzo. Lasciate passare sotto silenzio gli eventuali turpiloqui che userò e che siate o meno d’accordo con me (ma spero di sì), siate abbastanza pazienti da leggere questo pezzo e porci un pensiero, fate leva sulla vostra coscienza e giudicate con senso critico e costruttivo.
Io non giudico gli altri, almeno provo a non farlo, sono felice di scambiare pensieri ed idee con chi ha voglia di sapere e capire perché vengono fatte certe scelte, sia che alla fine vengano condivise o meno.
Che abbiate nel piatto carne e pesce o verdura e legumi, che indossiate pellicce o solo abiti cruelty free non importa, o almeno sì importa e tanto, ma la prima vera scelta etica da fare è il rispetto; il rispetto verso chi fa scelte diverse dalle nostre e non per questo più o meno giuste, per chi si mette in gioco e non sempre vince facile, per chi ci crede e lo fa fino in fondo, per chi ci prova e magari sbaglia ma poi ci riprova più forte di prima.
Oggi scrivo serio, perdonatemi lo sfogo. Non ho un animale comunissimo, ho un coniglio, che comunque non è un marziano e se mi avessero dato 0,50 cent./euro per ogni persona che parlando di Cucciola o vedendola in giardino ha detto “quando è un po’ più grande lo si può mettere al forno con le patate” sarei ricca.
Poi capita che nel parlare con un signore qualunque in un giorno qualunque del più e del meno mi trovo davanti un saccente coglione che si permette di ironizzare e schernire le mie scelte alimentari e di vita in un modo che mi ha portato prima e cercare un confronto, poi allo sconto ed alla fine alla voglia forte, anzi fortissima, di piantargli un sonoro calcio nel culo.
Perché sono stufa di sentire che mangiare carne per l’essere umano è la cosa più normale, giusta e naturale del mondo, perché spero (ma non lo credo possibile) che se il tal signore dovesse imbattersi in questo pezzo che ho scritto, possa sentire tutto il disprezzo che provo per la sua patetica e beata ignoranza nell’aver comperato alla moglie una pelliccia di cincillà che “... però ha il certificato che gli animali usati non hanno sofferto”... aggiungo altro???!!!
Perché questo pirla, come altri pirla, che vanno a fare la spesa in macelleria “che come fai a non vedere tutta quella bella roba e a non venirti voglia di mangiarla” finge di non accorgersi che:
che fa la spesa in obitorio
che i tovaglioli tra a carne ed il vassoio servono per assorbile l’eccesso e la perdita di sangue che tanto dà fastidio alla vista ma che poi l’ipocrita si mangia senza pensiero
che ha avuto il coraggio di schernire le mie scelte davanti ai suoi nipotini ma poi non ha avuto il fegato di spiegare loro che i vitellini che vedevano non avevano l’orecchino (come ha fatto notare uno dei bimbi) ma erano già pronti e destinati al macello (da questa situazione ad una fiera è nata la discussione)
che se i banchi della carne sono decorati con frutta e verdura un motivo c’è: i vegetali sono belli, colorati e vivi, fanno festa e danno un senso di salute e benessere
che i banchi delle macellerie decorate con le foglie ed i fiori di plastica sono in linea con il tema cimitero e caro estinto
che ironizzare pesantemente su Cucciola è poco appropriato visto che il suo cane maltese in Cina farebbe una fine peggiore del mio coniglio
Oggi scrivo serio. Perdonatemi lo sfogo ma mi tremano i baffi nel pensare che c’è chi ti considera strano solo perché non ammazzi per mangiare e vestirti mentre chi uccide passa sotto silenzio, sotto quella finta normalità che abbiamo generato creando una piramide alimentare tutta nostra dove noi e solo noi ci siamo presi violentemente il diritto di poterci stare sopra, padroni e sovrani incontrastati di atti di violenza gratuiti e che abbiamo fatto così profondamente nostri da reputarli ormai normali.
Sono orgogliosa di non avere nel piatto qualcuno (e non qualcosa!!) che in vita, con i suoi occhi, avrebbe potuto giudicarmi, amarmi e per natura non temermi. Solitamente ci provo ad essere tollerante (a parte evidenti atti di violenza gratuita che sono fortemente da condannare a suon di bastonate sulle ginocchia) con chi non sa, non conosce e magari non per propria colpa ma solo perché non ha mai avuto accanto qualcuno che, pensandola diversamente, ha potuto aprire uno spiraglio nella sua mente; anche solo un dubbio è già qualcosa, già porsi la domanda e fare introspezione può essere un passo avanti: così si combatte l’ignoranza (nel senso vero di ignorare, non sapere).
Oggi mi guardo e non mi piaccio perché sono incazzata con certa gente, perché mi sento cattiva, no non sono proprio una buona persona, cerco uno stile veg e so che sono imperfetta, a volte sbaglio ma ci provo e ci credo, oggi non mi piaccio perché ho mandato in vacca la mia tolleranza e vorrei solo suonar schiaffoni, oggi sono crudele verso l’essere umano, oggi non tollero chi mi prende per il culo cercando di farmi sentire strana, diversa o mi chiede sempre perché... che cazzo vuol dire, chiediti piuttosto tu il perché delle tue scelte e se hai solo voglia di criticare non starmi ad ascoltare, vai a farti un giro, oggi non ho voglia delle tue psico-cazzate vecchie di cent’anni legate solo ad una abitudine di fare ed agire e non alla voglia di capirci e poi magari continuare comunque a delinquere.
Quindi a quel signore dico vaffanculo, sono stufa, solitamente ce la metto tutta ma oggi sei troppo anche per me.
Perdonatemi lo sfogo.

Elena Vergani, autrice di Il Mondo è bello perchè è variabile

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