La coperta di Linus, parte 1

La “coperta di Linus” è quell’oggetto che da bambini ci portiamo ovunque, quell’oggetto indispensabile e onnipresente, può essere una qualunque cosa, la costante è una sola: per noi è importantissima, una vera e propria ancora di salvezza, ci coccola nei momenti di relax, ci consola nei momenti di tristezza, ci rallegra e ci conforta.

La nostra “coperta di Linus” a volte ci segue anche dopo, quando ormai non ne avremmo più bisogno, quando siamo adulti e stra-vaccinati, ma è un ricordo così dolce che sbarazzarcene sarebbe un insulto ed un affronto imperdonabile.

Dopo 10 anni di fidanzamento e altrettanti di matrimonio, mio marito ancora mi rimprovera di avergli letteralmente “devastato” il suo miglior amico di infanzia, la sua “coperta di Linus”.

Ciottino si è stabilito sul mobile della nostra camera da letto durante il trasloco, è emerso da uno scatolone e si è subito accomodato su una mensolina, mio marito trovava carino tenere un ricordo del genere con sé, un po’ come quelle vecchie fotografie che quando le vedi ti sembra di essere ancora lì, di sentire i profumi e le sensazioni di quel preciso momento, ogni tanto mi raccontava di qualche scorribanda che lui e Ciottino avevano fatto.

Ciottino era un orsetto con i palmi delle zampe e il musetto bianchi, almeno questa era la sua sembianza in origine; la parte bianca aveva negli anni assunto il colore della diarrea (perdonatemi il francesismo ma non c’è altro termine di paragone), il suo pelo marrone cioccolato era arruffato e spugnoso, al posto degli occhi (che aveva perso in una delle tante avventure con mio marito) erano stati sostituiti da due bottoni, uno bianco preso probabilmente da una camicia, uno rosso preso da non so dove, che gli conferivano un aspetto un po’ pauroso, come se sogghignasse maleficamente; le orecchie erano una più grande e una più piccola, mio marito gli aveva praticato un’amputazione e mia suocera aveva riattaccato l’apparato uditivo alla bene e meglio …. risultato un mostro degno di Dario Argento.

Finito il trasloco, ormai insediati nella nuova casa, il signor Ciottino non mi faceva più paura come prima, anzi aveva assunto per me l’aspetto trasandato di chi, poveretto, nella sua vita ne ha passate davvero tante, mi sembrava carino coccolarlo un po’ e cosa ci poteva essere di meglio che tentare di reidratare quel pelo spugnoso con un bel bagnetto con detersivo e ammorbidente??!

Decisa lo prendo, lo immergo nel lavandino colmo di acqua calda e detersivo delicato, lo spupazzo un po’ a metà tra una frizione dal parrucchiere e un corso di salsa, lo strizzo e lo metto al sole…. La situazione non mi convinceva, pur strizzato Ciottino aveva assorbito dieci litri di acqua, bisognava drenare.

Lo riprendo un filo di detersivo per delicati una botta di ammorbidente e via con lavaggio in lavatrice.

Peccato aver lasciato la temperatura e 60° e la centrifuga a 1200 giri….

Dopo un’ora, finito il lavaggio apro l’oblò, infilo la mano nella lavatrice e trovo…. quasi niente: il signor Ciottino era diventato due taglie più piccole, gli occhietti erano talmente vicino che sembrava diventato un ciclope, l’orecchia che era tata ricucita si era staccata ed era ispido, duro, legnoso, spugnoso…in una parola infeltrito!!!!!

Orrore: pensa, pensa, pensa… “negare, negare sempre”

Prendo il corpicino mignon del signor Ciottino e lo sbatto al sole, ogni tanto lo rigiro come una frittella fino alla completa asciugatura, lo riposiziono sulla mensola e fingo che nulla sia successo…”come farà mai ad accorgersene … non vede al di là del suo naso … non trova nemmeno il formaggio nel frigorifero … cavoli la scorsa settimana sono stata dal parrucchiere e non si è nemmeno accorto … sono salva … omertà  e negare, negare sempre”.

A fine giornata torna lui

Lui - Tutto bene

Io - Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Lui – Novità??

Io – Nessuna …………..

Lui - Hai una faccia strana

Io - Scherzi???

Lui - È successo qualcosa

Io - Nooooooooooooooooooooooo

Lui – Va beh, mi faccio una doccia e arrivo

Va in camera e dopo un nano secondo lo vedo tornare con il signor Ciottino in mano, lo teneva come se il corpicino fosse inerme, come se fosse spirato tra le sue dita

Lui - Ma questo è Ciottino?

Io – E che ne so !

Lui – Ma cosa gli hai fatto?!

Io – Ma sei fuori … di cosa stai parlando?

Lui – No ma lo vedi, ora è grande come un portachiavi e… ha il mono-occhio e cazz… la mono-orecchia

Io – Mi avvalgo del diritto di non rispondere

Lui – Conoscendoti lo avrai lavato in lavatrice a 90°

Io – Magari ti è sempre sembrato grande perché tu eri piccolo, eri un bambino ora sei grande e le misure si sono invertite… magari si è infeltrito con l’umidità in casa… ora cosa fai … cosa stai facendo???

Lui – Chiamo mia mamma (ride maleficamente per farmi una ripicca) chissà come ci rimarrà quando lo saprà… assassina, mi hai devastato uno dei miei migliori amici d’infanzia

E mentre lo dice capisco che del signor Ciottino non gli importa un fico secco, è tutto un pretesto…..

Io – Perché non fai causa alla ditta produttrice del detersivo…. Cavoli il testimonial è un orsetto, vigliacchi, pubblicità ingannevole

E intanto 3 punti in meno con la suocera!

 

Elena Vergani

Lascia un commento

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

rassegna