Ciao Cucciola

Un urlo, come un fischio mi sveglia nella notte, poi ancora, un salto giù dal letto con il cuore impazzito ed un nodo alla gola, non lo avevo mai sentito ma ho subito capito cos’era e sveglio lui o ci svegliamo insieme è tutto rocambolesco a tratti ancora non capisco, ma di una cosa sono stata subito certa: è l’urlo della morte.

Cucciola ci ha lasciati dopo una malattia che silente l’aveva colpita e che appena lo abbiamo scoperto non ci ha dato il tempo di capacitarci di quanto fosse grave. O forse semplicemente non lo volevamo capire.

A distanza di giorni che da una parte sembrano stati un’eternità e dall’altra ci pare passato così poco, chiudo gli occhi e sento le mie mani che sfiorano la sua testina, che si perdono nel folto e morbido pelo caldo e che vengono travolte dai bacini più delicati e pieni d’amore che io abbia mai provato.

Ascolto “A te” e “Per dirti ciao” e guardo le sue foto mentre le lacrime mi velano lo sguardo ed il cuore mi si frantuma letteralmente nel petto in un dolore così vivido da essere fisico e palpabile.

La aspetto, aspetto ancora il suo musino che mi tocca le caviglie, le frasi che ci sussurravamo quando io interpretavo i suoi bisogni come a darle una voce e poi le rispondevo assecondando ogni sua richiesta.
Ho paura di poter dimenticare quella sensazione a livello fisico, di svegliarmi un giorno e non ricordare più la sofficità di quel pelo e il calore del suo fiato sulle mie mani.

Aspetto che il tempo plachi delle ferite che pare al momento non vogliano sapere di rimarginarsi, vivo nella speranza un giorno di riuscire a cancellare qualunque senso di colpa provo in questo momento e che tutte le mie paure, angosce e soprattutto i rimorsi possano cedere il posto al solo rimpianto di non averla più e poi alla gioia di aver goduto per più di otto anni di questa meravigliosa esperienza.
Perché non tutti ti possono capire e forse nemmeno tutti quelli che hanno avuto animali ti possono comprendere.

Con i conigli è così: ti entrano nel cuore silenziosamente, come silenziosamente vivono ma se sai dare loro quello di cui veramente hanno bisogno ad un certo punto ti renderai conto che ti sono entrati così tanto dentro che ormai il tuo cuore è loro, che ormai vivi e pensi lapino, che sei in sintonia e non potrai mai più darli per scontati, né dimenticarli.

Ci ha stravolto la vita come solo lei poteva fare, ci ha dato un amore che non credevamo possibile, ha reso le giornate quello che erano con la consapevolezza che solo gli animali hanno: vivere è il dono più grande ed il più semplice.
Ci ha amati sempre, in qualunque stato fisico o emotivo ci trovassimo, senza chiederci nulla se non la nostra presenza ed il nostro amore, e più le davi e più lei ti dava in misura esponenzialmente maggiore lei di noi.

Ho il cuore a pezzi e non trovo un modo per dare un senso a quello che è successo, semplicemente ancora non mi sembra reale, non lo riesco a razionalizzare.
Compiamo da giorni ancora tutti quei movimenti che facevamo quando era con noi: la verdura per lei nella lista della spesa, la tavoletta del wc sempre abbassata, non appoggiare nulla di rosicchiabile a terra, camminare stando attenti a dove metti i piedi, alzarci la mattina alla stessa ora anche la domenica, non stare troppo lontani di casa e cercare di darci i turni per farle più compagnia possibile...
Entro in casa e non la trovo, non posso salutarla e lei non ci verrà più incontro con i suoi baffetti in movimento.

Sento ancora il suo profumo caldo, di fieno e fiori ed è lì, nel mio naso, a tendermi un doloroso tranello.

Mi manca come non mi era mai capitato, così indifesa e piccola ha vissuto una malattia che sapeva di avere, perché ora ogni suo modo di fare ha un significato, perché quel suo atteggiamento e quel suo sguardo... lei sapeva che questo momento sarebbe presto arrivato ed ha vissuto per noi per darci gioia fino all’ultimo secondo.
Aspetto che le immagini dolorose dell’ultimo suo giorno si affievoliscano e lascino il posto ai bei ricordi, all’amore che ci siamo scambiati, alla gioia ed ai disastri...

Cerco di ascoltare le persone che mi stanno vicino e di farmi forza nel non scoppiare a piangere o nel non scattare in uno stato di ira, perché quando mi chiedono come stai vedo già la differenza sulla faccia delle persone e nella loro voce, quelli che te lo chiedono perché sanno cosa è successo e sperano che tu finalmente dica bene, perché un tuo tentennamento non è previsto, per loro è una domanda retorica ed aspettano una risposta tale e non arrivano a comprendere il perché tu ora non possa stare meglio; e quelli che te lo chiedono in punta di piedi e ti guardano negli occhi, ti tendono una mano e qualora tu vacillassi sarebbero pronti a prenderti, perché invece loro sanno e capiscono e tu non vorresti dire bene perché per te è presto e ti sembra una mancanza di rispetto verso Cucciola, ma puoi continuare a dire “male”... per quanto?
Perché io sto male, davvero, tanto.

Cerco di riordinare i pensieri e capire se devo scrivere altro, se ho dimenticato qualcosa ma ancora non ho ordine nella mente, nel cuore e nell’anima. E’ difficile, tanto perché il mio petto è carico di dolore che non riesco ad esprimere e di aneddoti che sono troppo gelosa, ora, per poterli condividere con gli altri.

Se avessi solo un altro minuto, se potessi toccarla anche solo per un secondo, se potessi parlarle per l’ultima volta le dire:

“Cucciola ti amo, come si amano le cose speciali, ci hai reso delle persone migliori, ci hai insegnato a fare scelte etiche sia nel cibo che in mille altre cose della vita quotidiana, mi hai sorpresa in un modo che non riesco a spiegare e ci hai fatti sentire amati in un modo così spontaneo ed incondizionato da essere disarmante. Quel pomeriggio lungo e doloroso, mentre eravamo sole e tu ad ogni mia lacrima alzavi lo sguardo verso di me ti ho mentito, ti ho detto che se volevi potevi andare, perché avevo l’impressione che ti aggrappassi con tutte le tue ultime forze ad un momento in più di vita pur di non vedermi piangere, ti ho mentito e lo sapevo già mentre lo dicevo ma ho finto per te, ma poche ore dopo ho gridato con la voce rotta dal pianto nel cuore della notte, con gli spasmi di dolore che mi laceravano il petto, perche non ero pronta a perderti e ancora non lo sono. Hai dato un senso alla mia vita e non potevo pretendere di più. Ora sei in un posto dove non puoi avere paura di nulla, né dei gatti (il tuo tormento) né dei rumori forti, sei tranquilla anche se noi non siamo lì e non ti senti sola, perché superato il ponte dell’arcobaleno c’è pace e l’erba è bella verde come piace a te, si può correre senza temere nulla. Sei il mio primo pensiero del mattino e l’ultimo prima di cercare invano di dormire. Mi hai regalato dei momenti preziosi che solo io, Daniele e te possiamo sapere e capire. Grazie Cucciola sei nella mia anima in un modo così profondo che ti sento e questo non me lo porterà via mai nessuno. Ciao amore stai tranquilla la mamma ti sente e ti è vicina. Ciao Cucciola.”

Devo assolutamente ringraziare delle persone:

la mia famiglia che sapeva l’amore che provavo per lei e mi sta vicina, tanto

il mio veterinario di fiducia che ha sempre compreso i miei stati da mamma ansiosa e mi ha consigliato sempre per il meglio

l’associazione Collina dei Conigli di Monza, i loro volontari svolgono un lavoro impeccabile ed amorevole con animali poco conosciuti, hanno una sensibilità speciale e parole di conforto consapevole visto quello che vedono ogni giorno, sono certa che le cose ed il cibo di Cucciola non poteva avere migliore destinazione, andateli a trovare e sosteneteli, scoprirete un mondo fantastico

Giulia (la nostra super blogger) sa cosa sto passando ed è riuscita a ricavare del tempo per me anche quando doveva destreggiarsi tra mille cose

Rossella che mi ha rassicurata con parole dolci, di comprensione ed affetto e con la certezza che la sua Birba starà già accudendo Cucciola per spiegarle lì le cose come funzionano

Corinne che si è rivelata quello che sospettavo, una ragazza con una dolcezza ed una profondità rare, che ha avuto le parole giuste al momento giusto, ha saputo toccare le corde più profonde del mio dolore e dirmi quello che avevo bisogno di sentire anche se ancora non lo sapevo nemmeno io, una ragazza dall’animo buono che con il suo cagnolino Kibo affronta quotidianamente la malattia di quest’ultimo con coraggio, amore, dedizione ed una profondità che noi tutti dovremmo avere

Ringrazio tutti quelli che, pur sapendo cosa ci è successo non hanno speso per noi un minuto, non si sono fatti vedere né sentire, grazie perché in questi momenti si ha l’opportunità di fare delle “scremature” e di tagliare i cosiddetti rami secchi, i nostri ricordi di Cucciola sono troppo preziosi per essere condivisi e sprecati con voi, peccato non sapete cosa vi siete persi

Ultimo solo in ordine di lista mio marito, è l’amore della mia vita ed ha assecondato tutto quello che in questi anni ho voluto fare e non fare per amore della mia coniglietta, mi capisce e mi supporta, mi consola e mi sostiene, mi da la forza, pur avendo anche lui nel cuore un dolore profondo che manifesta solo in modo differente dal mio. Grazie.

Adesso cerchiamo di vivere così, dando tempo al tempo, al momento siamo come su una linea che separa i ricordi dalla realtà e ancora non riusciamo a superarla né da una parte né dall’altra; ora voglio vivere questo dolore pienamente, tuffandomici a capofitto, fino in fondo, perdendomici dentro e fino all’ultima lacrima perché credo che sia di questo che ho bisogno, capire, ragionare, rimuginare fino a trovare un equilibrio che solo il tempo ci farà capire dov’è, ora dobbiamo spostare il baricentro della nostra vita e non è facile perché mentalmente siamo ancora legati ad avere lei come priorità, mettendo al secondo (se non al terzo) posto i nostri bisogni per dare spazio ai suoi, come è giusto che sia, fino a che non troverò la forza nel mio cuore di risollevarmi e sarò pronta a dire, senza più lacrime: ciao Cucciola.

www.confidonelcuore.com/ponte-dellarcobaleno

Elena Vergani, autrice di Il mondo è bello perchè è variabile

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