L'estate dei tanti consigli

Chi come me approfitta delle vacanze estive per incontrare i parenti che punteggiano in lungo ed in largo il bel paese, riconoscerà in questa descrizione qualcosa di familiare.

D'estate, infatti, i parenti sovraffollano il mio, solitamente solitario, pianeta di neo-mamma. Non ho mai ambito a fughe ferragostane, con code per accaparrarsi francobolli di spiaggia, soprattutto ora che a complicare gli spostamenti ci sono ammennicoli vari; seggiolino, passeggino, kit da spiaggia con innumerevoli utensili da sabbia, kit per mangiare, kit per fare nanna etc etc etc...
Sto esagerando per rendere vagamente l'idea :-)
Insomma, ora, più che mai, le mete preferite sono quelle delle case di famiglia, magari abitate da parenti che ogni tanto hanno a cuore che la mamma in questione possa fare una doccia lasciando il suo cucciolo in mani fidate. Ecco che, l'idea di stare in famiglia, una famiglia informe e frastagliata, che arriva ad includere parenti di parenti ed amici di amici, diventa ambita. E tutto fila liscio finché non bussa alla porta dell'ambita vacanza qualche piccolo disturbo tipico della prima infanzia... Proprio per la diffusione di questi piccoli disturbi, tutti o quasi, coloro che abbiano avuto a che fare con un infante, ne hanno qualche esperienza; fin qui tutto bene, anzi, l'enciclopedia dei consigli diventa inesauribile, fino a diventare sconfinata e precipitare in un marasma caotico di "sentito dire" e di "al limite prova anche..."

Ecco che qui, non c'è limite al peggio e se vagamente mostri la tua (sacrosanta) perplessità, dai adito al sorgere di una vastità di dotti in ogni campo e materia, capaci di confondere le idee del più puntiglioso puericultore. Ed eccomi qui, finalmente sola, a ritrovare la sintonia dopo un periodo in cui ho fatto di mia figlia un campo di prova su rimedi contro la stitichezza. Ed ora che ho rodato un "sistema", mi tornano all'orecchio i "potresti provare anche..." ed i "ma perché non le dai..." di chi ha ormai figli maturi (anche se definitivamente stitici) a testimonianza dell'aver svolto un eccellente lavoro genitoriale.
Ma in questo momento lieto, in cui dietro alle spalle guardo con tenerezza ai momenti passati in casa nell'attesa che facesse effetto il clistere, posso ripercorrere i più bizzarri suggerimenti, decantati da chi (evidentemente) non ha mai avuto a che fare con lo stesso fastidioso problema, ma egualmente vuole vantarsi della sua posizione di genitore ormai baciato dal tempo trascorso. Ne sono immancabili segnalatori quei principi di frase che nascondono l'insidia della svalutazione: "sicuramente ne sai più di me, ma, perché non le metti il succo di pera nel latte?" Con quel "sicuramente ne sai più di me" che vuole giustificare l'arroganza di voler dispensare consigli ad una povera, inesperta, neo-mamma. "Excusatio non petita, accusatio manifesta" direbbero i latini, che ne sapevano di latenti sentimenti umani.
Ad onor del vero debbo dire che tra tanti consigli, alcuni, quelli più sobri, supportati da vago fondamento scientifico, hanno avuto la meglio, trascinandomi fuori, almeno per ora, da un problema che alimentava un formicaio parentale che ancora sento brulicare dietro alle mie esili spalle di neo, ormai forse non più neo, mamma!

Sara Donati

Illustrazione di Sara Donati

saradonatifilmaker.com

 

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